giovedì 5 agosto 2021

Il Vangelo del Venerdì 6 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Trasfigurazione del Signore.

Prima lettura.

La sua veste era candida come la neve.

Dal libro del profeta Danièle (7,9-10.13-14)

Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.

La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come

la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.

Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano

e diecimila miriadi lo assistevano.

La corte sedette e i libri furono aperti.

Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno

simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.

Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo

potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

Parola di Dio.

Vangelo.

E li condusse in disparte, su un alto monte.

Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10) anno dispari.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello

e li condusse in disparte, su un alto monte.

E fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime:

nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

E apparve loro Mosè con Elia, e conversavano con Gesù.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo

tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia".

Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: "Questi

è il Figlio mio, l'amato: Ascoltatelo".

E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non

Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano

visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti".

Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Senza bellezza non possiamo vivere. Lo sappiamo.

Bellezza della natura, bellezza dell’arte, bellezza dei gesti e dell’affetto degli amici.

Bellezza che ci porta, in qualche modo verso Dio.

E oggi, nel cuore dell’estate, celebriamo la bellezza di Dio, così essenziale per

diventare credenti.

Marco, nel suo Vangelo, scrive che improvvisamente, guardandosi intorno,

non videro più nessuno se non Gesù solo, con loro.

La conversione alla bellezza è improvvisa.

A noi di guardarci intorno e scoprire la bellezza di Dio per giungere anche noi,

infine, a vedere solo più Gesù nella nostra vita, e noi assieme con Lui.

La bellezza convertirà il mondo.

E noi, suoi fragili discepoli, siamo spinti a vivere nella bellezza della relazione

e della verità, della compagnia degli uomini e della Parola, per dire e dare ai nostri

fratelli e sorelle la speranza di una Presenza che ancora si deve svelare nella sua totalità.

Noi, fragili discepoli, siamo chiamati a testimoniare con semplicità e verità che solo

Gesù colma il nostro cuore, riempie la nostra anima.

La bellezza salverà il mondo, ma di questa bellezza dobbiamo diventare almeno un

pallido riflesso, se aiutati dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 4 agosto 2021

Il Vangelo del Giovedì 5 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore. 

Prima lettura.

Ne uscì acqua in abbondanza.

Dal libro dei Numeri (20,1-13)

In quei giorni, tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Sin il primo

mese, e il popolo si fermò a Kades.

Qui morì e fu sepolta Maria.

Mancava l'acqua per la comunità: ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aronne.

Il popolo ebbe una lite con Mosè, dicendo: «Magari fossimo morti quando morirono

i nostri fratelli davanti al Signore!

Perché avete condotto l'assemblea del Signore in questo deserto per far morire noi

e il nostro bestiame?

E perché ci avete fatto uscire dall'Egitto per condurci in questo luogo inospitale?

Non è un luogo dove si possa seminare, non ci sono fichi, non vigne, non melograni,

e non c'è acqua da bere».

Allora Mosè e Aronne si allontanarono dall'assemblea per recarsi all'ingresso della tenda

del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro.

Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aronne convocate

la comunità e parlate alla roccia sotto i loro occhi, ed essa darà la sua acqua; tu farai

uscire per loro l'acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al loro bestiame».

Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato.

Mosè e Aronne radunarono l'assemblea davanti alla roccia e Mosè disse loro: «Ascoltate,

o ribelli: vi faremo noi forse uscire acqua da questa roccia?».

Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in

abbondanza; ne bevvero la comunità e il bestiame.

Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Poiché non avete creduto in me, in modo

che manifestassi la mia santità agli occhi degli Israeliti, voi non introdurrete

quest'assemblea nella terra che io le do».

Queste sono le acque di Merìba, dove gli Israeliti litigarono con il Signore e dove

egli si dimostrò santo in mezzo a loro.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (16.13-23) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi

discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa

o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue

te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze

degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato

nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme

e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire

ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore;

questo non ti accadrà mai».

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana!

Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Si parla ancora di Gesù, fuori dalle Chiese.

Fatevi un giro in libreria e vedrete quanti testi hanno a che fare con quell’ebreo

marginale vissuto più di duemila anni fa!

Basta un romanzo ben congegnato per suscitare un vespaio di riflessioni,

dibattiti al calor bianco.

Chi è stato Gesù? Un grande profeta? Un illuso? Un idealista?

Uno dei tanti uomini che periodicamente accendono la speranza nel cuore

di un’umanità fragile e disincantata?

Sono contento quando si parla del Signore, davvero.

Cristo rappresenta un problema per l’uomo che riflette.

E vorrei che noi cristiani dedicassimo del tempo a conoscerlo meglio.

A leggere dei testi adeguati, seri, basati su dati storici e scientifici, per recuperare

il senso storico di Gesù, il suo messaggio, la sua pretesa messianica.

Senza scorciatoie, senza dar troppo peso alle tante parziali visioni di Gesù che

ancora oggi i veggenti di moda ci comunicano.

Ma, dopo avere studiato ben bene, dopo avere tolto Gesù dalla nebbiolina della

leggenda e della devozione, ci troviamo necessariamente a doverci schierare.

Non facciamo i turisti, quando abbiamo a che tare col Signore, prima o poi la

domanda birichina, secca, asciutta, raggiunge il nostro cuore.

Chi sono Io per te?

È una domanda che ci viene rivolta personalmente, senza possibilità di fuga.

Ci mette all’angolo, stana le nostre presunte certezze, ci obbliga a svestire i

panni dello scettico o dei saputello e ci inquieta, nel profondo.

Non è per fare il saputello, ci mancherebbe, io il Signore non l’ho ancora

conosciuto del tutto, ma me ne sono innamorato, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 3 agosto 2021

Il Vangelo del Mercoledì 4 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni Maria Vianney, Sacerdote.

Prima Lettura

Rifiutarono una terra di delizie.

Dal libro dei Numeri (13,1-3a.25-14,1.26-30.34-35)

In quei giorni, Il Signore parlò a Mosè [nel deserto di Paran] e disse: «Manda

uomini a esplorare la terra di Canaan che sto per dare agli Israeliti.

Manderete un uomo per ogni tribù dei suoi padri: tutti siano prìncipi fra loro».

Mosè li mandò dal deserto di Paran, secondo il comando del Signore.

Al termine di quaranta giorni tornarono dall’esplorazione della terra e andarono da

Mosè e Aronne e da tutta la comunità degli Israeliti nel deserto di Paran, verso Kades;

riferirono ogni cosa a loro e a tutta la comunità e mostrarono loro i frutti della terra.

Raccontarono: «Siamo andati nella terra alla quale tu ci avevi mandato; vi scorrono

davvero latte e miele e questi sono i suoi frutti.

Ma il popolo che abita quella terra è potente, le città sono fortificate e assai grandi

e vi abbiamo anche visto i discendenti di Anak.

Gli Amaleciti abitano la regione del Negheb; gli Ittiti, i Gebusei e gli Amorrei le

montagne; i Cananei abitano presso il mare e lungo la riva del Giordano».

Caleb fece tacere il popolo davanti a Mosè e disse: «Dobbiamo salire e conquistarla,

perché certo vi riusciremo».

Ma gli uomini che vi erano andati con lui dissero: «Non riusciremo ad andare

contro questo popolo, perché è più forte di noi».

E diffusero tra gli Israeliti il discredito sulla terra che avevano esplorato,

dicendo: «La terra che abbiamo attraversato per esplorarla è una terra che divora

i suoi abitanti; tutto il popolo che vi abbiamo visto è gente di alta statura.

Vi abbiamo visto i giganti, discendenti di Anak, della razza dei giganti, di fronte

ai quali ci sembrava di essere come locuste, e così dovevamo sembrare a loro».

Allora tutta la comunità alzò la voce e diede in alte grida; quella notte il popolo pianse.

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Fino a quando sopporterò questa

comunità malvagia che mormora contro di me?

Ho udito le mormorazioni degli Israeliti contro di me.

Riferisci loro: “Come è vero che io vivo, oracolo del Signore, così come avete

parlato alle mie orecchie io farò a voi!

I vostri cadaveri cadranno in questo deserto.

Nessun censito tra voi, di quanti siete stati registrati dai venti anni in su e avete

mormorato contro di me, potrà entrare nella terra nella quale ho giurato a mano alzata

di farvi abitare, a eccezione di Caleb, figlio di Iefunnè, e di Giosuè, figlio di Nun.

Secondo il numero dei giorni che avete impiegato per esplorare la terra, quaranta

giorni, per ogni giorno un anno, porterete le vostre colpe per quarant’anni e saprete

che cosa comporta ribellarsi a me”.

Io, il Signore, ho parlato.

Così agirò con tutta questa comunità malvagia, con coloro che si sono coalizzati

contro di me: in questo deserto saranno annientati e qui moriranno».

Parola di Dio.

Vangelo

Donna, grande è la tua fede!

Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28) anno dispari.

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.

Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare:

«Pietà di me, Signore, figlio di Davide!

Mia figlia è molto tormentata da un demonio».

Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila,

perché ci viene dietro gridando!».

Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».

Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

«È vero, Signore-disse la donna-, eppure i cagnolini mangiano le briciole che

cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede!

Avvenga per te come desideri».

E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Sconcerta la durezza di Gesù che nemmeno rivolge una parola alla donna pagana

che chiede insistentemente la guarigione della figlia.

La sua risposta ci mette in imbarazzo; Gesù è un razzista, asseconda lo stereotipo

del giudeo che si occupa solo dei suoi correligionari?

No, certo; se così fosse non si spiegherebbe la reazione entusiasta del Signore

alla risposta della donna.

Alla donna non importa molto chi sia Gesù; è un santone come altri, la sua non

è fede ma superstizione ossessiva e fanatica.

Non può incontrare Dio, non è nemmeno presente nel suo orizzonte di riferimento.

E Gesù tace; perché dovrebbe occuparsene?

Perché distogliere la sua attenzione dai figli?

La provocazione è violenta, forte, sconcertante.

Io mi sarei offeso e me ne sarei andato.

La donna no; accetta la provocazione, riflette, dà ragione a Gesù; è proprio un cane,

non le importa nulla del Signore.

Ma a volte i cani leccano le briciole che cadono dalla tavola dei padroni.

Quante volte anche noi ci comportiamo così, rivolgendoci al Signore solo quando

la sofferenza bussa alla nostra porta!

Seguiamo la donna del racconto, che ha il coraggio di mettersi in discussione

e si converte, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 2 agosto 2021

Il Vangelo del Martedì 3 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Aspreno di Napoli, Vescovo.

Prima Lettura

Mosè è l'uomo di fiducia in tutta la mia casa.

Perchè non avete temuto di parlare contro di lui?

Dal libro dei Numeri (12,1-13)

In quei giorni, Maria e Aronne parlarono contro Mosè, a causa della donna

etìope che aveva preso. Infatti aveva sposato una donna etìope.

Dissero: «Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè?

Non ha parlato anche per mezzo nostro?». Il Signore udì.

Ora Mosè era un uomo assai umile, più di qualunque altro sulla faccia della terra.

Il Signore disse a un tratto a Mosè, ad Aronne e a Maria: «Uscite tutti e tre

verso la tenda del convegno».

Uscirono tutti e tre.

Il Signore scese in una colonna di nube, si fermò all'ingresso della tenda

e chiamò Aronne e Maria. I due si fecero avanti.

Il Signore disse: «Ascoltate le mie parole!

Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui mi rivelerò,

in sogno parlerò con lui.

Non così per il mio servo Mosè: egli è l'uomo di fiducia in tutta la mia casa.

Bocca a bocca parlo con lui, in visione e non per enigmi, ed egli contempla

l'immagine del Signore.

Perché non avete temuto di parlare contro il mio servo, contro Mosè?».

L'ira del Signore si accese contro di loro ed egli se ne andò; la nube si ritirò di

sopra alla tenda ed ecco: Maria era lebbrosa, bianca come la neve.

Aronne si volse verso Maria ed ecco: era lebbrosa.

Aronne disse a Mosè: «Ti prego, mio signore, non addossarci il peccato che

abbiamo stoltamente commesso!

Ella non sia come il bambino nato morto, la cui carne è già mezzo consumata

quando esce dal seno della madre».

Mosè gridò al Signore dicendo: «Dio, ti prego, guariscila!».

Parola di Dio.

Vangelo

Comandami di venire verso di te sulle acque.

Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-36)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla

barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla.

Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.

Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:

il vento infatti era contrario.

Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.

Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e

dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.

Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso

di te sulle acque».

Ed egli disse: «Vieni!».

Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.

Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare,

gridò: «Signore, salvami!».

E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché

hai dubitato?».

Appena saliti sulla barca, il vento cessò.

Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu

sei Figlio di Dio!».

Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret.

E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione;

gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo

del suo mantello.

E quanti lo toccarono furono guariti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Osa, Pietro, come nessuno fra i discepoli ha mai osato e come nessuno,

dopo di lui, oserà.

Gli apostoli sono esausti, hanno combattuto tutta la notte contro il lago in

tempesta; la loro piccola barca ha rischiato più di una volta di ribaltarsi,

travolta dalle onde alzate dal vento impetuoso.

E Gesù arriva, camminando sulle onde agitate.

Sempre il Signore ci raggiunge passeggiando su ciò che sembra travolgerci,

cammina sulle nostre paure, mostra la misura delle nostre paure.

Gesù domina la tempesta, non la teme, la controlla.

E Pietro osa; anche lui vuole poter fare lo stesso.

Potrebbe, gli dice il Maestro.

Può, se crede.

Pietro si sporge dalla barca, mette il primo piede in acqua, poi l’altro,

ma affonda miseramente.

Ci vuole tanta fede e tanta esperienza per dominare le nostre paure, per cavalcare

le onde, per passeggiare sui marosi.

È possibile, spiega Matteo nel suo Vangelo.

Difficile ma possibile, se fissiamo lo sguardo su Cristo, se da Lui assorbiamo

coraggio e fiducia.

Non temiamo le onde, allora.

Non restiamo rannicchiati nella barca della nostra vita.

Osiamo, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 1 agosto 2021

Il Vangelo del Lunedì 2 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Eusebio di Vercelli, Vescovo.

Prima Lettura

Non posso portare da solo il peso di tutto questo popolo.

Dal libro dei Numeri (11,4b-15)

In quei giorni, gli Israeliti ripresero a piangere e dissero: «Chi ci darà carne

da mangiare?

Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cetrioli,

dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell'aglio.

Ora la nostra gola inaridisce; non c'è più nulla, i nostri occhi non vedono

altro che questa manna».

La manna era come il seme di coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa.

Il popolo andava attorno a raccoglierla, poi la riduceva in farina con la macina

o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce;

aveva il sapore di pasta con l'olio.

Quando di notte cadeva la rugiada sull'accampamento, cadeva anche la manna.

Mosè udì il popolo che piangeva in tutte le famiglie, ognuno all'ingresso della

propria tenda; l'ira del Signore si accese e la cosa dispiacque agli occhi di Mosè.

Mosè disse al Signore: «Perché hai fatto del male al tuo servo?

Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, al punto di impormi il peso di tutto

questo popolo?

L'ho forse concepito io tutto questo popolo?

O l'ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: "Portalo in grembo", come

la nutrice porta il lattante, fino al suolo che tu hai promesso con giuramento

ai suoi padri?

Da dove prenderò la carne da dare a tutto questo popolo?

Essi infatti si lamentano dietro a me, dicendo: "Dacci da mangiare carne!".

Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo; è troppo pesante per me.

Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato

grazia ai tuoi occhi; che io non veda più la mia sventura!».

Parola di Dio.

Vangelo

Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede

ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21) anno dispari.

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di

là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.

Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro

e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto

ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».

Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».

Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!».

Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due

pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai

discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene.

Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare

le donne e i bambini.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Tira una bruttissima aria per i profeti.

Gesù non è sciocco, né imprudente, non sfida la sorte, né vuole sparigliare le carte.

Ha saputo della morte di Giovanni Battista e decide, prudentemente, di ritirarsi

in disparte per vedere come si mettono le cose.

La sua fama, però, lo ha preceduto e ad aspettarlo c’è una folla immensa affamata

di Parola di Dio e di pane.

Da quella temporanea fuga nasce il più importante dei miracoli di Gesù,

raccontato per ben sei volte dagli Evangelisti.

Da una cosa negativa, drammatica, e da una scelta saggia scaturisce una

straordinaria manifestazione dell’amore di Dio per noi.

Anche a me succede di non capire gli eventi che, inattesi, sparigliano la mia vita.

E di prendermela con le cose che non funzionano, facendo un pò la vittima,

incolpando anche un pò Dio il quale, come tutti sanno, dovrebbe pur dedicare

qualche minuto del suo tempo anche ai miei serissimi problemi!

Se capissi, invece, che quando affronto con prudenza e intelligenza le situazioni,

che mai derivano da Dio ma dal susseguirsi degli eventi, spalanco il mio cuore a

nuovi ed inattesi miracoli, facendomi aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.