mercoledì 4 agosto 2021

Il Vangelo del Giovedì 5 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore. 

Prima lettura.

Ne uscì acqua in abbondanza.

Dal libro dei Numeri (20,1-13)

In quei giorni, tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Sin il primo

mese, e il popolo si fermò a Kades.

Qui morì e fu sepolta Maria.

Mancava l'acqua per la comunità: ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aronne.

Il popolo ebbe una lite con Mosè, dicendo: «Magari fossimo morti quando morirono

i nostri fratelli davanti al Signore!

Perché avete condotto l'assemblea del Signore in questo deserto per far morire noi

e il nostro bestiame?

E perché ci avete fatto uscire dall'Egitto per condurci in questo luogo inospitale?

Non è un luogo dove si possa seminare, non ci sono fichi, non vigne, non melograni,

e non c'è acqua da bere».

Allora Mosè e Aronne si allontanarono dall'assemblea per recarsi all'ingresso della tenda

del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro.

Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aronne convocate

la comunità e parlate alla roccia sotto i loro occhi, ed essa darà la sua acqua; tu farai

uscire per loro l'acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al loro bestiame».

Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato.

Mosè e Aronne radunarono l'assemblea davanti alla roccia e Mosè disse loro: «Ascoltate,

o ribelli: vi faremo noi forse uscire acqua da questa roccia?».

Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in

abbondanza; ne bevvero la comunità e il bestiame.

Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Poiché non avete creduto in me, in modo

che manifestassi la mia santità agli occhi degli Israeliti, voi non introdurrete

quest'assemblea nella terra che io le do».

Queste sono le acque di Merìba, dove gli Israeliti litigarono con il Signore e dove

egli si dimostrò santo in mezzo a loro.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (16.13-23) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi

discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa

o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue

te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze

degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato

nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme

e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire

ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore;

questo non ti accadrà mai».

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana!

Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Si parla ancora di Gesù, fuori dalle Chiese.

Fatevi un giro in libreria e vedrete quanti testi hanno a che fare con quell’ebreo

marginale vissuto più di duemila anni fa!

Basta un romanzo ben congegnato per suscitare un vespaio di riflessioni,

dibattiti al calor bianco.

Chi è stato Gesù? Un grande profeta? Un illuso? Un idealista?

Uno dei tanti uomini che periodicamente accendono la speranza nel cuore

di un’umanità fragile e disincantata?

Sono contento quando si parla del Signore, davvero.

Cristo rappresenta un problema per l’uomo che riflette.

E vorrei che noi cristiani dedicassimo del tempo a conoscerlo meglio.

A leggere dei testi adeguati, seri, basati su dati storici e scientifici, per recuperare

il senso storico di Gesù, il suo messaggio, la sua pretesa messianica.

Senza scorciatoie, senza dar troppo peso alle tante parziali visioni di Gesù che

ancora oggi i veggenti di moda ci comunicano.

Ma, dopo avere studiato ben bene, dopo avere tolto Gesù dalla nebbiolina della

leggenda e della devozione, ci troviamo necessariamente a doverci schierare.

Non facciamo i turisti, quando abbiamo a che tare col Signore, prima o poi la

domanda birichina, secca, asciutta, raggiunge il nostro cuore.

Chi sono Io per te?

È una domanda che ci viene rivolta personalmente, senza possibilità di fuga.

Ci mette all’angolo, stana le nostre presunte certezze, ci obbliga a svestire i

panni dello scettico o dei saputello e ci inquieta, nel profondo.

Non è per fare il saputello, ci mancherebbe, io il Signore non l’ho ancora

conosciuto del tutto, ma me ne sono innamorato, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 3 agosto 2021

Il Vangelo del Mercoledì 4 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni Maria Vianney, Sacerdote.

Prima Lettura

Rifiutarono una terra di delizie.

Dal libro dei Numeri (13,1-3a.25-14,1.26-30.34-35)

In quei giorni, Il Signore parlò a Mosè [nel deserto di Paran] e disse: «Manda

uomini a esplorare la terra di Canaan che sto per dare agli Israeliti.

Manderete un uomo per ogni tribù dei suoi padri: tutti siano prìncipi fra loro».

Mosè li mandò dal deserto di Paran, secondo il comando del Signore.

Al termine di quaranta giorni tornarono dall’esplorazione della terra e andarono da

Mosè e Aronne e da tutta la comunità degli Israeliti nel deserto di Paran, verso Kades;

riferirono ogni cosa a loro e a tutta la comunità e mostrarono loro i frutti della terra.

Raccontarono: «Siamo andati nella terra alla quale tu ci avevi mandato; vi scorrono

davvero latte e miele e questi sono i suoi frutti.

Ma il popolo che abita quella terra è potente, le città sono fortificate e assai grandi

e vi abbiamo anche visto i discendenti di Anak.

Gli Amaleciti abitano la regione del Negheb; gli Ittiti, i Gebusei e gli Amorrei le

montagne; i Cananei abitano presso il mare e lungo la riva del Giordano».

Caleb fece tacere il popolo davanti a Mosè e disse: «Dobbiamo salire e conquistarla,

perché certo vi riusciremo».

Ma gli uomini che vi erano andati con lui dissero: «Non riusciremo ad andare

contro questo popolo, perché è più forte di noi».

E diffusero tra gli Israeliti il discredito sulla terra che avevano esplorato,

dicendo: «La terra che abbiamo attraversato per esplorarla è una terra che divora

i suoi abitanti; tutto il popolo che vi abbiamo visto è gente di alta statura.

Vi abbiamo visto i giganti, discendenti di Anak, della razza dei giganti, di fronte

ai quali ci sembrava di essere come locuste, e così dovevamo sembrare a loro».

Allora tutta la comunità alzò la voce e diede in alte grida; quella notte il popolo pianse.

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Fino a quando sopporterò questa

comunità malvagia che mormora contro di me?

Ho udito le mormorazioni degli Israeliti contro di me.

Riferisci loro: “Come è vero che io vivo, oracolo del Signore, così come avete

parlato alle mie orecchie io farò a voi!

I vostri cadaveri cadranno in questo deserto.

Nessun censito tra voi, di quanti siete stati registrati dai venti anni in su e avete

mormorato contro di me, potrà entrare nella terra nella quale ho giurato a mano alzata

di farvi abitare, a eccezione di Caleb, figlio di Iefunnè, e di Giosuè, figlio di Nun.

Secondo il numero dei giorni che avete impiegato per esplorare la terra, quaranta

giorni, per ogni giorno un anno, porterete le vostre colpe per quarant’anni e saprete

che cosa comporta ribellarsi a me”.

Io, il Signore, ho parlato.

Così agirò con tutta questa comunità malvagia, con coloro che si sono coalizzati

contro di me: in questo deserto saranno annientati e qui moriranno».

Parola di Dio.

Vangelo

Donna, grande è la tua fede!

Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28) anno dispari.

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.

Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare:

«Pietà di me, Signore, figlio di Davide!

Mia figlia è molto tormentata da un demonio».

Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila,

perché ci viene dietro gridando!».

Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».

Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

«È vero, Signore-disse la donna-, eppure i cagnolini mangiano le briciole che

cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede!

Avvenga per te come desideri».

E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Sconcerta la durezza di Gesù che nemmeno rivolge una parola alla donna pagana

che chiede insistentemente la guarigione della figlia.

La sua risposta ci mette in imbarazzo; Gesù è un razzista, asseconda lo stereotipo

del giudeo che si occupa solo dei suoi correligionari?

No, certo; se così fosse non si spiegherebbe la reazione entusiasta del Signore

alla risposta della donna.

Alla donna non importa molto chi sia Gesù; è un santone come altri, la sua non

è fede ma superstizione ossessiva e fanatica.

Non può incontrare Dio, non è nemmeno presente nel suo orizzonte di riferimento.

E Gesù tace; perché dovrebbe occuparsene?

Perché distogliere la sua attenzione dai figli?

La provocazione è violenta, forte, sconcertante.

Io mi sarei offeso e me ne sarei andato.

La donna no; accetta la provocazione, riflette, dà ragione a Gesù; è proprio un cane,

non le importa nulla del Signore.

Ma a volte i cani leccano le briciole che cadono dalla tavola dei padroni.

Quante volte anche noi ci comportiamo così, rivolgendoci al Signore solo quando

la sofferenza bussa alla nostra porta!

Seguiamo la donna del racconto, che ha il coraggio di mettersi in discussione

e si converte, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 2 agosto 2021

Il Vangelo del Martedì 3 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Aspreno di Napoli, Vescovo.

Prima Lettura

Mosè è l'uomo di fiducia in tutta la mia casa.

Perchè non avete temuto di parlare contro di lui?

Dal libro dei Numeri (12,1-13)

In quei giorni, Maria e Aronne parlarono contro Mosè, a causa della donna

etìope che aveva preso. Infatti aveva sposato una donna etìope.

Dissero: «Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè?

Non ha parlato anche per mezzo nostro?». Il Signore udì.

Ora Mosè era un uomo assai umile, più di qualunque altro sulla faccia della terra.

Il Signore disse a un tratto a Mosè, ad Aronne e a Maria: «Uscite tutti e tre

verso la tenda del convegno».

Uscirono tutti e tre.

Il Signore scese in una colonna di nube, si fermò all'ingresso della tenda

e chiamò Aronne e Maria. I due si fecero avanti.

Il Signore disse: «Ascoltate le mie parole!

Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui mi rivelerò,

in sogno parlerò con lui.

Non così per il mio servo Mosè: egli è l'uomo di fiducia in tutta la mia casa.

Bocca a bocca parlo con lui, in visione e non per enigmi, ed egli contempla

l'immagine del Signore.

Perché non avete temuto di parlare contro il mio servo, contro Mosè?».

L'ira del Signore si accese contro di loro ed egli se ne andò; la nube si ritirò di

sopra alla tenda ed ecco: Maria era lebbrosa, bianca come la neve.

Aronne si volse verso Maria ed ecco: era lebbrosa.

Aronne disse a Mosè: «Ti prego, mio signore, non addossarci il peccato che

abbiamo stoltamente commesso!

Ella non sia come il bambino nato morto, la cui carne è già mezzo consumata

quando esce dal seno della madre».

Mosè gridò al Signore dicendo: «Dio, ti prego, guariscila!».

Parola di Dio.

Vangelo

Comandami di venire verso di te sulle acque.

Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-36)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla

barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla.

Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.

Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:

il vento infatti era contrario.

Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.

Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e

dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.

Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso

di te sulle acque».

Ed egli disse: «Vieni!».

Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.

Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare,

gridò: «Signore, salvami!».

E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché

hai dubitato?».

Appena saliti sulla barca, il vento cessò.

Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu

sei Figlio di Dio!».

Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret.

E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione;

gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo

del suo mantello.

E quanti lo toccarono furono guariti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Osa, Pietro, come nessuno fra i discepoli ha mai osato e come nessuno,

dopo di lui, oserà.

Gli apostoli sono esausti, hanno combattuto tutta la notte contro il lago in

tempesta; la loro piccola barca ha rischiato più di una volta di ribaltarsi,

travolta dalle onde alzate dal vento impetuoso.

E Gesù arriva, camminando sulle onde agitate.

Sempre il Signore ci raggiunge passeggiando su ciò che sembra travolgerci,

cammina sulle nostre paure, mostra la misura delle nostre paure.

Gesù domina la tempesta, non la teme, la controlla.

E Pietro osa; anche lui vuole poter fare lo stesso.

Potrebbe, gli dice il Maestro.

Può, se crede.

Pietro si sporge dalla barca, mette il primo piede in acqua, poi l’altro,

ma affonda miseramente.

Ci vuole tanta fede e tanta esperienza per dominare le nostre paure, per cavalcare

le onde, per passeggiare sui marosi.

È possibile, spiega Matteo nel suo Vangelo.

Difficile ma possibile, se fissiamo lo sguardo su Cristo, se da Lui assorbiamo

coraggio e fiducia.

Non temiamo le onde, allora.

Non restiamo rannicchiati nella barca della nostra vita.

Osiamo, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 1 agosto 2021

Il Vangelo del Lunedì 2 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Eusebio di Vercelli, Vescovo.

Prima Lettura

Non posso portare da solo il peso di tutto questo popolo.

Dal libro dei Numeri (11,4b-15)

In quei giorni, gli Israeliti ripresero a piangere e dissero: «Chi ci darà carne

da mangiare?

Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cetrioli,

dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell'aglio.

Ora la nostra gola inaridisce; non c'è più nulla, i nostri occhi non vedono

altro che questa manna».

La manna era come il seme di coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa.

Il popolo andava attorno a raccoglierla, poi la riduceva in farina con la macina

o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce;

aveva il sapore di pasta con l'olio.

Quando di notte cadeva la rugiada sull'accampamento, cadeva anche la manna.

Mosè udì il popolo che piangeva in tutte le famiglie, ognuno all'ingresso della

propria tenda; l'ira del Signore si accese e la cosa dispiacque agli occhi di Mosè.

Mosè disse al Signore: «Perché hai fatto del male al tuo servo?

Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, al punto di impormi il peso di tutto

questo popolo?

L'ho forse concepito io tutto questo popolo?

O l'ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: "Portalo in grembo", come

la nutrice porta il lattante, fino al suolo che tu hai promesso con giuramento

ai suoi padri?

Da dove prenderò la carne da dare a tutto questo popolo?

Essi infatti si lamentano dietro a me, dicendo: "Dacci da mangiare carne!".

Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo; è troppo pesante per me.

Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato

grazia ai tuoi occhi; che io non veda più la mia sventura!».

Parola di Dio.

Vangelo

Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede

ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21) anno dispari.

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di

là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.

Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro

e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto

ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».

Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».

Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!».

Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due

pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai

discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene.

Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare

le donne e i bambini.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Tira una bruttissima aria per i profeti.

Gesù non è sciocco, né imprudente, non sfida la sorte, né vuole sparigliare le carte.

Ha saputo della morte di Giovanni Battista e decide, prudentemente, di ritirarsi

in disparte per vedere come si mettono le cose.

La sua fama, però, lo ha preceduto e ad aspettarlo c’è una folla immensa affamata

di Parola di Dio e di pane.

Da quella temporanea fuga nasce il più importante dei miracoli di Gesù,

raccontato per ben sei volte dagli Evangelisti.

Da una cosa negativa, drammatica, e da una scelta saggia scaturisce una

straordinaria manifestazione dell’amore di Dio per noi.

Anche a me succede di non capire gli eventi che, inattesi, sparigliano la mia vita.

E di prendermela con le cose che non funzionano, facendo un pò la vittima,

incolpando anche un pò Dio il quale, come tutti sanno, dovrebbe pur dedicare

qualche minuto del suo tempo anche ai miei serissimi problemi!

Se capissi, invece, che quando affronto con prudenza e intelligenza le situazioni,

che mai derivano da Dio ma dal susseguirsi degli eventi, spalanco il mio cuore a

nuovi ed inattesi miracoli, facendomi aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 31 luglio 2021

Il Vangelo di Domenica 1 Agosto 2021

 

Della 18° Domenica del Tempo Ordinario.

Sant’Alfonso Maria de Liguori, sacerdote e confessore misericordioso.

Prima Lettura

Io farò piovere pane dal cielo per voi.

Dal libro dell’Èsodo (16,2-4.12-15)

In quei giorni, nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè

e contro Aronne.

Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nella terra d’Egitto,

quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà!

Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta

questa moltitudine».

Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi:

il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo

metta alla prova, per vedere se cammina o no secondo la mia legge.

Ho inteso la mormorazione degli Israeliti.

Parla loro così: “Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete

di pane; saprete che io sono il Signore, vostro Dio”».

La sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento; al mattino c’era uno

strato di rugiada intorno all’accampamento.

Quando lo strato di rugiada svanì, ecco, sulla superficie del deserto c’era una

cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra.

Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: «Che cos’è?», perché non sapevano

che cosa fosse.

Mosè disse loro: «È il pane che il Signore vi ha dato in cibo».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Rivestite l'uomo nuovo, creato secondo Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,17.20-24)

Fratelli, vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più

come i pagani con i loro vani pensieri.

Voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato

ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad

abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe

seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente

e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,24-35) anno B.

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi

discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù.

Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete

visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita

eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.

Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?».

Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo?

Quale opera fai?

I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro

da mangiare un pane dal cielo”».

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il

pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero.

Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame

e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È l’inizio della fine.

Non lo sa Gesù, tenero, ma la moltiplicazione dei pani e dei pesci segna il

declino della sua popolarità.

Ma anche, come vedremo più avanti, motiverà la decisione, da parte sua,

di cambiare strategia pastorale; non si rivolgerà più alle folle ma al gruppo

dei discepoli, agli intimi.

Il Maestro pensava, sperava, che la gente fosse pronta al salto di qualità.

Così come sperava che i suoi avessero superato la più impegnativa delle prove,

quella della compassione.

Entrambi falliranno.

La folla, manipolando e stravolgendo il chiaro messaggio inerente al miracolo.

I discepoli che, nel Vangelo di Marco, vogliono che ciascuno se ne torni casa.

Gesù, davanti alla folla, davanti alla missione impossibile di trovare pane a

sufficienza per tutti, davanti alla pressione dei problemi concreti e reali che

anche noi dobbiamo affrontare, propone la soluzione; imitare il gesto ingenuo

e profetico dell’adolescente che mette in gioco la merenda.

Il miracolo della condivisione, del mettersi in gioco senza attendere che altri

lo facciano al posto nostro.

La gente ha capito l’esatto contrario; ecco un Dio che ci sfama gratuitamente.

Povero Gesù. Poveri noi.

L’impatto emotivo su Gesù è enorme; decide di andarsene, di fuggire, la situazione

è fuori controllo.

Vogliono farlo re; chi non voterebbe un partito che, invece di pretendere delle tasse,

ci regalasse del denaro?

La delusione del Signore è quasi palpabile ma né la folla, né i discepoli hanno

colto la pesantezza della situazione; anzi, sembra quasi che il Nazareno si faccia

desiderare, che cerchi complimenti.

Lo cercano, lo raggiungono, trovano un Gesù riflessivo, duro, la prima

affermazione è una staffilata.

Voi non mi cercate per me o per le mie Parole, ma perché avete la pancia piena.

Doccia fredda.

Parole dirette e vere, verità provata, talmente evidente da essere imbarazzante.

Istintivamente non cerchiamo Dio perché ci indichi una strada per crescere,

per capire, per amare, ma perché ci risolva i problemi.

Senza faticare, se possibile.

Anzi; per molti Dio esiste proprio se risolve i miei guai.

Se permangono i miei problemi, Dio non esiste.

Siamo noi a stabilire l’utilità di Dio, a cosa ci serve la sua presenza, qual’è

il suo ruolo.

Siamo ridicoli e arroganti, preferiamo una visione meschina di Dio, servo

delle nostre pretese!

È grande il nostro Dio, onnipotente.

Si fa servo, sì, ma per prenderci per mani e portarci alla verità delle cose e di noi

stessi, per spingerci a fare la sua volontà di bene, non per piegare la sua volontà

ai nostri capricci.

È vero; cerchiamo Dio per averne un tornaconto.

Ma possiamo convertirci, o almeno lo spero.

Gesù non sta rinchiuso nella sua delusione, non fa l’imbronciato; offre una via

d’uscita alla folla. E a noi.

Cercate il pane vero, quello che sazia.

Esiste, quindi, un pane che sazia e uno che lascia la fame.

L’essere umano è divorato dalla fame, dal desiderio.

Mi piace il termine desiderio perché ha a che fare con le stelle (de-sidera).

Solo se guardiamo il alto, altrove, solo se indirizziamo la fame verso una

pienezza possiamo placarla.

La fame del successo, di denaro, di approvazione, di gratificazione, anche se

soddisfatta, ci lascia un vuoto nello stomaco, sembra saziare, ma non colma.

Meglio seguire la fame interiore, quella di senso, quella della verità profonda,

del giudizio sul mondo e sulla storia che Dio solo può dare.

Gesù spiega; il pane che sazia, solo io ve lo posso dare.

Pretende di essere l’unico che sazia, l’unico che colma.

Godiamoci le gioie legittime che la vita ci offre; gli affetti, le soddisfazioni,

le vacanze, ben sapendo che la nostra pienezza è altrove, è in Dio.

La folla replica; cosa dobbiamo fare?

Fare, sempre fare.

Fare o non fare, a questo abbiamo ridotto la fede, a morale.

Gesù sa che prima del fare c’è l’essere e il credere.

Ecco cosa “fare”; “credere” in colui che il Padre ha inviato.

La folla chiede; quale segno fai perché possiamo crederti?

Quale segno? Prego? Come?

Ha appena sfamato cinquemila persone!

Di quanti segni necessitiamo per credere?

Perché continuiamo a ricattare Dio?

Si aspettano la manna, ovvio.

Si aspettano che continui quella grazia.

Mosè sì che era un grande, li ha sfamati nel deserto.

Per quarant’anni.

Meglio di un vitalizio, in questi tempi di crisi.

Gesù puntualizza, non è Mosè che vi ha dato la manna, ma il Dio di Mosè.

Lo stesso che ha mandato il pane che sazia il cuore, non la pancia, il pane della

vita eterna che dona vita ad un mondo altrimenti esangue ed inanimato.

La folla è stranita, e chiede; dacci questo pane.

Non è una preghiera autentica, la loro, non converte il loro cuore, non sono

ancora disposti a mettersi in gioco, neanche un pò.

Chiedono, ma per avere ancora, senza cambiare, senza convertirsi.

Gesù replica; è Lui il pane di vita, l’unico che sazia.

Non cerchiamo Dio perché ci esaudisca, perché ci risolva i guai in cui ci mettiamo.

Non cerchiamo di dissetarci all’acqua di cisterne screpolate.

Gesù dice di essere l’unico che sazia la fame interiore.

Che abbia ragione? Credo proprio di sì, amici.

Solo amando il Signore possiamo sfamarci, Santa Domenica Fausto.