mercoledì 28 aprile 2021

Il Vangelo del Giovedì 29 Aprile 2021

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, patrona d’Italia e d’Europa.

Prima Lettura

Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1,5-2,2)

Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi

annunciamo: Dio è luce e in lui non c'è tenebra alcuna.

Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo

bugiardi e non mettiamo in pratica la verità.

Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli

uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci

i peccati e purificarci da ogni iniquità.

Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato,

abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.

È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche

per quelli di tutto il mondo.

Parola di Dio.

Vangelo

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30) anno dispari.

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,

perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre,

e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore,

e troverete ristoro per la vostra vita.

Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Prega con noi oggi Caterina la senese che, insieme a frate Francesco poverello

veglia sulla nostra Italia sbiadita e corrotta e umiliata, finché torni ad essere quella

terra di santi che tanto bene ha fatto all’umanità.

Caterina emerge come un gigante nella rissosa Chiesa del Trecento, dilaniata da

scismi e da guerre fra principi sé-dicenti cristiani.

Lo Spirito Santo, non riuscendo a influenzare nemmeno i papi, secondo il suo stile

invia i suoi abbondanti doni ad una ragazzina di Siena, una dei venticinque figli di

un buon uomo, gran lavoratore.

Caterina è determinata fin dalla sua fanciullezza; dotata di un forte temperamento

riesce ad evitare i matrimoni combinati dai famigliari e ad entrare nel neonato ordine

domenicano ma da terziaria, cioè restando nel mondo.

La piccola Caterina, in un mondo di maschi, alza forte la sua voce; le sue lettere al

papa sono ancora oggi un punto di riferimento per chi voglia conoscere le cose di Dio.

Lei, illetterata e analfabeta, diventa punto di riferimento per tutti i regnanti d’Europa

e grande fustigatrice delle incoerenze cristiane e papali.

Chiediamo al Signore, oggi, di continuare a mandare donne di questa tempra, nel mondo

e nella Chiesa, che sappiano rinvigorire la nostra fede annacquata e impoverita.

Che il fuoco dell’amore di Cristo torni a divampare nei cuori dei cristiani italiani e farli

ritornare alla fede ed alla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 27 aprile 2021

Il Vangelo del Mercoledì 28 Aprile 2021

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

San Luigi Maria Grignon de Montfort, sacerdote.

Prima Lettura

Riservate per me Barnaba e Saulo.

Dagli Atti degli Apostoli (12,24-13,5a)

In quei giorni, la parola di Dio cresceva e si diffondeva. Bàrnaba e Sàulo poi, compiuto

il loro servizio a Gerusalemme, tornarono prendendo con sé Giovanni, detto Marco.

C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger,

Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode il tetràrca, e Sàulo.

Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo

disse: «Riservate per me Bàrnaba e Sàulo per l'opera alla quale li ho chiamati».

Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.

Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro.

Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei.

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono venuto nel mondo come luce.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,44-50) anno dispari.

In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che

mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato.

Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non

rimanga nelle tenebre.

Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non

sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.

Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che

ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno.

Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha

ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire.

E io so che il suo comandamento è vita eterna.

Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù grida ad alta voce, nel Tempio, sperando di essere ascoltato.

Grida, perché le nostre orecchie sono oppresse dalle troppe voci, dai troppi

rumori che ci allontanano da noi stessi.

Grida, perché gli uomini religiosi del suo tempo credono di possedere Dio

e ignorano la sua voce.

Grida, il Maestro, e ricorda a tutti che Dio non è un preside burbero che ci coglie

in fallo, ma un padre che desidera solo la salvezza dei suoi figli, ad ogni costo.

Ha parlato Dio, in Gesù Cristo; non possiamo far finta di non sapere, non

possiamo passare il tempo ad aspettare che Dio ci bussi alla porta.

Le Parole sono dette, scolpite sulla pietra, sono loro che ci giudicano.

Mi immagino la scena quando, il giorno della nostra morte, vedremo la bellezza di

Dio e diremo; l’avessi saputo prima, Signore, quanta inutile sofferenza avrei evitato!

Cosa ci dirà, allora il Signore?

Diciamocelo chiaro, amici; Dio ci ha parlato, in Gesù, non dobbiamo aspettare altre parole.

Scrutiamo le Scritture, allora, dedichiamo del tempo a lasciarci scavare e convertire da

quello che il Signore ci ha detto e che resta come metro di riferimento per ogni nostra scelta.

Io sto continuamente facendolo, sforzandomi di essere coerente, e facendomi aiutare

sempre dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 26 aprile 2021

Il Vangelo del Martedì 27 Aprile 2021

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.

Dagli Atti degli Apostoli (11,19-26)

In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata

a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e

non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei.

Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono

a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.

E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore.

Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono

Bàrnaba ad Antiòchia.

Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare,

con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso quale era e pieno di

Spirito Santo e di fede.

E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.

Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia.

Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente.

Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

Parola di Dio.

Vangelo

Io e il Padre siamo una cosa sola.

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,22-30) anno dispari.

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione.

Era inverno.

Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone.

Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell'incertezza?

Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».

Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome

del Padre mio, queste danno testimonianza di me.

Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore.

Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà

dalla mia mano.

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla

mano del Padre.

Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Perché i Giudei non riescono ad accogliere il fatto che Gesù è il Cristo di Dio?

È Gesù stesso a specificarlo; non vogliono far parte delle pecore, non ascoltano

la sua voce.

La fede non è una scelta fatta davanti a due contendenti, analizzate tutte le

possibilità, ma la scelta fiduciosa di seguire il Maestro.

La fede ha a che fare con la fiducia, col fidarsi, non con il calcolo delle probabilità.

Alcuni Giudei non credono perché cercano delle prove, perché vogliono essere

certi della loro scelta.

Ma una scelta, per quanto ragionevole, porta sempre in sé un margine di rischio,

altrimenti non sarebbe una scelta!

Siamo invitati a riprendere in mano le nostre convinzioni che ci derivano dall’avere

seguito il Signore; affascinati dalle sue parole, dalla sua visione del mondo e

di Dio, mi sono messo a seguirlo, ascoltando la sua voce che mi parlava attraverso

il Vangelo e, non mi sono più fermato.

E, facendolo, ho sperimentato qualcosa di straordinario, amici, per questo ogni giorno

commento la sua Parola, che mi aiuta nel mio quotidiano, anche se con mille difficoltà.

Siamo nelle mani di Dio e nulla ci può strappare dalla sua mano.

Dio ama ogni uomo, certo, ma accogliere questo amore, farlo nostro, ci permette

di sperimentare l’infinita tenerezza di Dio, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 25 aprile 2021

Il Vangelo del Lunedì 26 Aprile 2021

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Dio ha concesso anche ai pagani che si convertano perché abbiano la vita.

Dagli Atti degli Apostoli (11,1-18)

In quei giorni, gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che

anche i pagani avevano accolto la parola di Dio.

E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei

entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!».

Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: «Mi trovavo in preghiera

nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile

a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me.

Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere,

rettili e uccelli del cielo.

Sentii anche una voce che mi diceva: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!".

Io dissi: "Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai

entrato nella mia bocca".

Nuovamente la voce dal cielo riprese: "Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano".

Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo.

Ed ecco, in quell'istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati

da Cesarèa a cercarmi.

Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare.

Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo.

Egli ci raccontò come avesse visto l'angelo presentarsi in casa sua e dirgli: "Manda

qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali

sarai salvato tu con tutta la tua famiglia".

Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro,

come in principio era disceso su di noi.

Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: "Giovanni battezzò con

acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo".

Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto

nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?».

All'udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque

anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono la porta delle pecore.

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto

delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.

Chi invece entra dalla porta, è il pastore delle pecore.

Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore,

ciascuna per nome, e le conduce fuori.

E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore

lo seguono perché conoscono la sua voce.

Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono

la voce degli estranei».

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore.

Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.

Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano

la vita a l'abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il recinto serve a proteggere le pecore dall’assalto dei lupi e degli animali rapaci.

Ma il recinto può diventare una gabbia, una costrizione insopportabile.

E Israele è finito prigioniero in quel recinto di prescrizione rituali e di leggi

religiose che hanno soffocato la libertà del popolo.

I mercenari, i sacerdoti del ricostruito tempio, i dottori della Legge, trattano male

le pecore, le tengono prigioniere, non vogliono farle crescere ma le soffocano con

la loro religiosità opprimente e claustrofobica.

A volte anche noi, oggi, siamo oppressi nel recinto delle nuove prescrizioni religiose.

E Gesù ci libera, ci riporta alla verità.

Solo passando attraverso di Lui possiamo riappropriarci della vera fede, solo

allontanando dal nostro cuore la triste idea di Dio che a volte ci facciamo possiamo

recuperare il vero volto di un Dio pastore buono e bello, che ha a cuore le sue

pecore, che le conosce per nome, che le chiama ad una ad una.

Tutti abbiamo dei pastori nella vita; il nostro orgoglio, quello che pensa la

gente, i nostri appetiti che ci portano ad essere schiavi.

Scegliamo il pastore giusto, amici, il Dio di Gesù, l’unico che ci conduce sui

pascoli erbosi della vita eterna, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 24 aprile 2021

Il Vangelo di Domenica 25 Aprile 2021

 

Della 4° Domenica del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

In nessun altro c'è salvezza.

Dagli Atti degli Apostoli (4,8-12)

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo

e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo

infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a

tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete

crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.

Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata

la pietra d'angolo.

In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome

dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Parola di Dio.

Seconda lettura.

Vedremo Dio così come egli è.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,1-2)

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati

figli di Dio, e lo siamo realmente!

Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.

Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato

ancora rivelato.

Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui,

perché lo vedremo così come egli è.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,11-18) anno B.

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore.

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

Il mercenario-che non è pastore e al quale le pecore non appartengono-vede

venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde;

perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così

come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.

E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare.

Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.

Nessuno me la toglie: io la do da me stesso.

Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo.

Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Se dovessi definire in che cosa consiste la vita direi che è l’opportunità che

ci è data per imparare ad amare.

E il desiderio di amare, più o meno esplicito in ciascuno di noi, a volte compresso

da vicende negative della vita, limiti caratteriali, paure e sensi di colpa, è ciò che

desideriamo con maggiore intensità.

Quando Gesù ci ordina di amare, sfonda porte aperte.

Ci chiede di fare esattamente ciò che maggiormente desideriamo.

Eppure, a guardarci con onestà, ci rendiamo conto che l’amore porta con sé anche

un immenso carico di sofferenza.

Si giunge ad uccidere “per amore”. Com’è possibile?

E, a volte, portiamo nel cuore una profonda e radicale delusione (da de-ludere,

la fine di un gioco) perché non ci sentiamo contraccambiati.

In particolare le persone maggiormente sensibili, o disposte a mettersi in gioco

rischiano di trovarsi invischiati in storie affettive con persone egoiste ed insensibili.

Certo, l’obiettivo è quello di giungere ad un amore incondizionato, cioè amare

senza porre condizioni.

Ma è realistico?

Diventiamo degli eroi capaci di non aspettarci nulla dagli altri?

Oppure, come propongono alcuni, dobbiamo proprio rassegnarci ed imparare

a non provare emozioni, in modo da non soffrire?

No, non sono riflessioni assonnate da primavera (e da lotta contro l’allergia che stordisce!).

Sono il Vangelo di oggi.

Gesù è molto realista; la stragrande maggioranza delle persone ama per averne un

tornaconto, fa le cose pensando di averne un profitto, sono dei calcolatori, dei mercenari.

È normale che sia così, istintivo; prima pensiamo a proteggere noi stessi e i nostri interessi,

poi quelli delle persone che amiamo e poi gli altri.

Il mercenario, davanti ad un pericolo, ai lupi che assalgono il gregge, ad esempio, fugge.

Non è questa la sensazione che portiamo nel cuore?

La solitudine che ci spaventa?

Non abbiamo forse il desiderio di essere accuditi e protetti da qualcuno che si occupi

di noi senza averne un tornaconto?

A chi sto davvero a cuore?

E Gesù risponde, semplicemente; a me stai a cuore.

Gesù ci ama gratis. E senza condizioni.

Ma, attenzione, il suo è un amore libero ed esigente che rende liberi ed esigenti.

Sì perché, di questi tempi, la notizia che Gesù ci ama, fulcro della calorosa ed

efficace predicazione di papa Francesco, spesso viene interpretata in maniera infantile.

Dio mi vuole bene a prescindere (ed è vero), quindi chi se ne importa di ciò che faccio (e non è vero).

Chi ama davvero una persona tiene a lei e alla sua felicità e se vede che si distrugge ne soffre terribilmente.

Dio ci ama perché cresciamo.

Va a cercare la pecora smarrita ma perché la smetta di fuggire e impari ad amare il gregge.

Gesù è il buon pastore e dà la sua vita per noi; siamo amati seriamente per imparare ad amare seriamente.

E Gesù ci offre un’interessante risposta sulla questione dell’amore incondizionato.

Il Padre ama il Figlio perché dà la sua vita e la riprende, nessuno gliela ruba, e una

volta ripresa è pronta a ridonarla.

A volte, specie in Italia!, viviamo due eccessi; o ce ne freghiamo degli altri e li

usiamo oppure facciamo delle relazioni un idolo.

La mamma considera il figlio una propria estensione.

Il papà si rispecchia nei suoi successi o fallimenti sportivi, l’amato esige dedizione

totale dall’amata e viceversa.

Un amore di fusione in cui si investe tutto sull’altro, aspettandosi tutto.

E se vivere da mercenari è triste, vivere da vampiri è peggio.

Gesù ha in mano la situazione, dona la vita ma non la fa bruciare dalle esigenze degli altri.

Ha un buon rapporto con se stesso, sa quanto vale, perciò può amare liberamente,

con intensità, ma senza farsi rubare, consumare, distruggere.

Spesso, specie in ambito cattolico, amiamo lasciandoci distruggere e, quel che è

peggio, crediamo pure, così facendo, di fare una cosa gradita a Dio!

E pensiamo a Gesù morto in croce per noi!

Ma non è questo l’amore che Dio vuole, un amore travolto e consumato, bensì

un amore donato da dare anche ad altri.

Nella vita dobbiamo imparare a donarci senza egoismi (quanti mercenari in giro!)

e senza farci distruggere.

Preghiamo perché sia così, agiamo per renderlo possibile.

Seguiamo il Pastore che ci ama e ci insegna da amare.

Santa Domenica dell’amore, amici, seguiamo anche noi il Buon Pastore Gesù,

per imparare veramente cosa vuol dire amare, Fausto.

venerdì 23 aprile 2021

Il Vangelo del Sabato 24 Aprile 2021

 

Della 3° settimana del Tempo di Pasqua.

San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire.

Prima lettura.

La chiesa si consolidava, e con il conforto dello Spirito Santo cresceva di numero.

Dagli Atti degli Apostoli (9,31-42)

In quei giorni, la Chiesa era in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa:

si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello

Spirito Santo, cresceva di numero.

E avvenne che Pietro, mentre andava a far visita a tutti, si recò anche dai fedeli

che abitavano a Lidda.

Qui trovò un uomo di nome Enèa, che da otto anni giaceva su una barella

perché era paralitico.

Pietro gli disse: «Enèa, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto».

E subito si alzò.

Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saròn e si convertirono al Signore.

A Giaffa c’era una discepola chiamata Tabità-nome che significa Gazzella-la

quale abbondava in opere buone e faceva molte elemosine.

Proprio in quei giorni ella si ammalò e morì.

La lavarono e la posero in una stanza al piano superiore.

E, poiché Lidda era vicina a Giaffa, i discepoli, udito che Pietro si trovava là,

gli mandarono due uomini a invitarlo: «Non indugiare, vieni da noi!».

Pietro allora si alzò e andò con loro.

Appena arrivato, lo condussero al piano superiore e gli si fecero incontro tutte

le vedove in pianto, che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella

confezionava quando era fra loro.

Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi, rivolto alla salma,

disse: «Tabità, àlzati!».

Ed ella aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere.

Egli le diede la mano e la fece alzare, poi chiamò i fedeli e le vedove e la

presentò loro viva.

La cosa fu risaputa in tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,60-69) anno dispari.

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato,

dissero: «Questa parola è dura!

Chi può ascoltarla?».

Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo,

disse loro: «Questo vi scandalizza?

E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?

È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto

sono spirito e sono vita.

Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».

Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era

colui che lo avrebbe tradito.

E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli

è concesso dal Padre».

Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.

Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».

Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La folla è stordita dal discorso di Gesù.

Troppo elevato il ragionamento, inaccessibile la sua riflessione, eccessiva la sua proposta.

Il clima di tensione fra la folla e Gesù è sfociato quasi in rissa, e molti se ne sono

andati, offesi dalla franchezza di questo falegname che, invece di accettare il

plauso della folla, se ne va.

Ma qui, ora, accade qualcosa di peggiore; sono i suoi discepoli ad andarsene,

non i suoi avversari o i devoti di sempre che seguono il guru di turno.

I discepoli che lo hanno seguito, che hanno creduto in Lui, che si sono accesi

di passione per le sue parole.

Ora se ne vanno, perché il discorso di Gesù è troppo impegnativo, troppo duro,

chi può intenderlo?

Anche noi discepoli, a volte, ci troviamo davanti a parole del Signore troppo

impegnative e vorremmo fuggire lontano.

E il Maestro, grandissimo, si gira verso gli apostoli; non li scongiura di restare,

non li prega di fermarsi, almeno loro.

Li invita ad andarsene, se vogliono.

È libero, Gesù.

Libero anche dall'essere un punto di riferimento.

Libero; non accetta compromessi, non attenua l’esigenza della sue richieste.

È libero, non vuole discepoli ad ogni costo.

Siamo liberi, amici, di seguire volontariamente il Signore, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.