sabato 17 aprile 2021

Il Vangelo di Domenica 18 Aprile 2021

 

Della 3° Domenica di Pasqua.

Prima lettura.

Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli (3,13-15.17-19)

In quei giorni, Pietro disse al popolo: «Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio

di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete

consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo;

voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse

graziato un assassino.

Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.

Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi.

Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti,

che cioè il suo Cristo doveva soffrire.

Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati».

Parola di Dio.

Seconda lettura.        

Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (2,1-5a)

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha

peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.

È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri,

ma anche per quelli di tutto il mondo.

Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti.

Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo

e in lui non c'è la verità.

Chi invece osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48) anno B.

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano

[agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la

via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo

a loro e disse: «Pace a voi!».

Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.

Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!

Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho».

Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore,

disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».

Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che

si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».

Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto:

il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati

a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

Di questo voi siete testimoni».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Rientrano a Gerusalemme, i discepoli di Emmaus.

Sono tornati di corsa, col cuore in tumulto.

Ripercorrono la strada che, mestamente, hanno fatto all’inizio di quel triste giorno.

Il cuore era appesantito, scosso, rattristato.

Fino a quando quel viandante aveva attaccato bottone, togliendoli dalla loro cupezza,

prendendoli in giro per la lentezza del loro cuore.

Poi il pasto condiviso e il gesto del pane spezzato.

E, lì, lo hanno riconosciuto.

La strada, ora, è leggera e la terra brucia loro sotto i piedi.

Entrati in città si dirigono nella casa di Giovanni Marco o, forse, 

in quella dell’evangelista Giovanni.

Sanno che gli scampati sono chiusi, impauriti, nella stanza al primo piano, quella della Cena.

Si fanno riconoscere. Entrano. Raccontano, in affanno.

E mentre parlano, accade. Eccolo.

Che meraviglia!

Parlano del Risorto e il Risorto appare!

Così la fede si è trasmessa fino a noi, oggi, fino a me.

E io mi preoccupo di restituirvela, nella povertà di ciò che sono.

Quando parliamo del Risorto, quando raccontiamo di come lo abbiamo conosciuto e incontrato

nello spezzare il pane, nell’Eucarestia, o lungo la strada, il cammino di conversione, il Signore

Risorto, se non trova ostacoli, entra nel cuore di chi ascolta o di chi legge.

E, così, da bocca a orecchio, da cuore a cuore, siamo qui, oggi, a celebrare il Risorto.

Nonostante i nostri limiti e i nostri dubbi.

Dubbi che derivano dalla fatica nel credere nella testimonianza dei discepoli, come accaduto a Tommaso.

O dubbi che derivano, in questi tempi, dalla persecuzione che sta uccidendo e mettendo a dura

prova migliaia di fratelli cristiani, colpevoli solo di essere discepoli del Signore Gesù.

Il mondo ci odia, come ha profetizzato il Maestro.

Ora è evidente a tutti.

Crediamo, certo, ma Gesù ci appare come un fantasma, lontano ed evanescente.

Un’idea, un ideale, troppo poco presente per sostenerci nel momento della prova.

Lo sa, il Risorto. E ci incoraggia.

Riempiendoci di doni.

La pace, anzitutto.

Quella che ci deriva dalla certezza di essere amati.

La pace che non è un’irrealistica utopia di un mondo che, invece di andare verso l’unità,

sembra esplodere nell’odio e nella violenza.

Il cristiano è pacifista perché pacificato, perché, in Cristo Risorto, sa che nessuna croce è definitiva.

La pace, che non esclude momenti di sconforto, di dubbio, di rabbia, è un dono che

va accolto e conquistato.

Il primo dono ai credenti.

Dimorare nella pace significa mettere Cristo al centro, prenderlo come punto di riferimento

definitivo e vincolante.

Amare. Vivere da risorti.

La resurrezione non è qualcosa che ci capiterà un giorno, se facciamo i bravi.

Ma la condizione in cui siamo posti da ora, se credenti.

Per poter vivere da persone riconciliate col mondo e con gli altri, con noi stessi e col nostro

passato, siamo chiamati a interpretare e leggere la nostra vita alla luce della resurrezione.

Difficile, ovvio.

Mi consola il fatto che gli apostoli, prima di noi, abbiano dubitato, come me.

Eppure quella è la strada, l’unica percorribile, l’unica vera.

Il mondo da sempre è divorato dalla violenza e dall’egoismo e l’uomo, nonostante le periodiche

e illusorie prospettive che vedono in esso una bontà naturale nei fatti indimostrabile, è segnato

dall’ombra del peccato e della morte.

Eppure siamo salvati e redenti.

Risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, dove è seduto il Cristo.

Lo Spirito, dono del Risorto, ci permette, attraverso la meditazione della Scrittura, di leggere

la nostra vita ad un livello più profondo e autentico.

Una bella sfida, amici.

Ma se siamo qui, dopo più di duemila anni, è perché qualcuno ha preso molto sul serio

l’invito del Signore ad essere suoi testimoni.

Io ci sono, nel mio piccolo ogni giorno a raccontarvi la Parola del Signore Risorto.

E voi, ci siete?

Spero di si, spero che anche voi con me possiate festeggiare il Risorto come i viandanti

di Emmaus e, finalmente ritrovare il Signore Gesù Risorto, Buona Domenica amici, Fausto.

 

venerdì 16 aprile 2021

Il Vangelo del Sabato 17 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli (6,1-7)

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca

mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana,

venivano trascurate le loro vedove.

Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che

noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense.

Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito

e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.

Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».

Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede

e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un

prosèlito di Antiòchia.

Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si

moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Parola di Dio.         

Vangelo.

Videro Gesù che camminava sul mare.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,16-21) anno dispari.

Venuta la sera, i suoi discepoli [di Gesù] scesero al mare, salirono in barca

e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao.

Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato,

perché soffiava un forte vento.

Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava

sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura.

Egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!».

Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non è andato bene, il miracolo dei pani e dei pesci.

Anzi, a voler essere precisi, è il peggior miracolo di Gesù.

Per Lui era l’occasione di manifestare il vero volto di Dio e dell’uomo.

Il messaggio era chiaro; davanti alla sofferenza del mondo, davanti al dolore

dell’uomo, condividi ciò che hai.

La folla, dopo aver visto il miracolo vuole incoronare Gesù come re; le persone

pensano solo che Dio può sfamare gratis.

Hanno capito l'esatto contrario di ciò che Gesù voleva dire.

È amareggiato, il Signore, e fugge la folla e questo inutile riconoscimento politico.

Gli apostoli sono spiazzati, spaesati; perché mai il Maestro non vuole diventare re?

Ora che tutto è evidente, tutto è chiaro, ora che è il momento di iniziare il Regno,

di cacciare i romani e l’ambigua classe sacerdotale!

Sono spaesati e non sanno cosa fare, sono soli in mezzo al lago in tempesta, di notte.

Anche noi, a volte, restiamo spiazzati dall’opera di Dio, dalla sua mentalità, dalle

sue scelte, siamo in mezzo al lago della vita, da soli, siamo sballottati dalle onde

e dal giudizio del mondo.

E Gesù raggiunge i discepoli e raggiunge noi, e, nel mare burrascoso, ancora ci svela

la sua identità.

Sono Io, Io sono. Il nome stesso di Dio.

E preghiamo, per riuscire a riconoscere il Signore quando siamo nella tempesta.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 15 aprile 2021

Il Vangelo del Venerdì 16 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Gli apostoli se ne andarono dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire

oltraggi per il nome di Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (5,34-42)

In quei giorni, si alzò nel sinedrio un fariseo, di nome Gamalièle, dottore della

Legge, stimato da tutto il popolo.

Diede ordine di far uscire [gli apostoli] per un momento e disse: «Uomini di

Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini.

Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si

aggregarono circa quattrocento uomini.

Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui furono dissolti

e finirono nel nulla.

Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo,

ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui si dispersero.

Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare.

Se infatti questo piano o quest'opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta;

ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli.

Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!».

Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono

loro di non parlare nel nome di Gesù.

Quindi li rimisero in libertà.

Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni

di subire oltraggi per il nome di Gesù.

E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di

annunciare che Gesù è il Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gesù distribuì i pani a quelli che erano seduti, quanto ne volevano.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,1-15) anno dispari.

In quel tempo, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade,

e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi.

Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli.

Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a

Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».

Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere.

Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure

perché ognuno possa riceverne un pezzo».

Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un

ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?».

Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo.

Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti,

lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.

E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati,

perché nulla vada perduto».

Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo,

avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è

davvero il profeta, colui che viene nel mondo!».

Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo

sul monte, lui da solo.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ha ragione Filippo, come dargli torto!

Sono cinquemila le famiglie presenti, con duecento denari, l’equivalente di duecento

giornate di lavoro, si riuscirebbe a malapena a dar loro il necessario per calmare la fame.

Fa sorridere il gesto ingenuo e disarmante dell’adolescente che offre a Gesù la

propria merenda.

Cosa mai si riuscirà a fare con così poco?

Eppure Gesù preferisce la folle iniziativa del ragazzo alla ponderata analisi dell’apostolo.

Perché lascia spazio alla fantasia di Dio, perché sa che ha a che fare con l’inaudito

perenne del Maestro.

Perché sa che esiste una dimensione che ci sfugge, che va oltre le nostre analisi corrette.

Giovanni è l’unico evangelista a sottolineare questo particolare, a dirci che i famosi

pochi pani e pesci che sfameranno la folla provengono da un ragazzo che diventa il

modello del nostro agire pastorale, della nostra fede.

Invece di passare il tempo a vedere le tante cose che non vanno nella nostra parrocchia

e nella Chiesa in generale, mettiamo in gioco quel poco che abbiamo, il resto

sarà Dio a farlo.

Facciamo nostro quel tocco di follia che ci aiuta ad entrare nel grande sogno

di Dio, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 14 aprile 2021

Il Vangelo del Giovedì 15 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli (5,27-33)

In quei giorni, [il comandante e gli inservienti] condussero gli apostoli e li

presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò dicendo: «Non

vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome?

Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far

ricadere su di noi il sangue di quest'uomo».

Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che

agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso

appendendolo a una croce.

Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele

conversione e perdono dei peccati.

E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli

che gli obbediscono».

All'udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,31-36) anno dispari.

Chi viene dall'alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla

terra e parla secondo la terra.

Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.

Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza.

Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero.

Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita,

ma l'ira di Dio rimane su di lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù racconta ad uno spaesato Nicodemo il cuore del suo messaggio; egli è

venuto per rendere testimonianza al Padre perché Lui e Dio sono una cosa sola.

Gesù vuole smontare l’idea approssimativa di Dio che l’uomo si è fatta,

ma anche l’idea a volte zoppicante che ne ha Israele.

Dio non è uno che ti premia se ti comporti bene e osservando scrupolosamente

i suoi precetti, come pensavano i farisei, ma colui che desidera salvarti

e opera perché questa salvezza si realizzi.

Gesù manifesta il vero volto di Dio; siamo talmente abituati a questa

affermazione da non sobbalzare più quando la udiamo!

La domanda birichina da porci, allora, è sempre la stessa; il Dio in cui credo

è il Dio di Gesù? Ho molti dubbi!

Conosco molti cristiani che hanno una qualche idea religiosa ma che, spesso,

di Dio si fanno un’idea davvero orribile!

Tutta la nostra vita diventa una conversione dall’idea di Dio che portiamo nel

cuore a quella splendida e adulta raccontata da Gesù.

Leggere e meditare correttamente la Parola, scrutarne il significato animati dallo

Spirito e guidati dall’esperienza millenaria della comunità cristiana ci permette

di verificare continuamente la verità della nostra fede, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 13 aprile 2021

Il Vangelo del Mercoledì 14 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano nel tempio a insegnare al popolo.

Dagli Atti degli Apostoli (5,17-26)

In quei giorni, si levò il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta

dei sadducèi, pieni di gelosia, e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica.

Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori

e disse: «Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita».

Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare.

Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio, cioè

tutto il senato dei figli d'Israele; mandarono quindi a prelevare gli apostoli nella prigione.

Ma gli inservienti, giunti sul posto, non li trovarono nel carcere e tornarono a

riferire: «Abbiamo trovato la prigione scrupolosamente sbarrata e le guardie che stavano

davanti alle porte, ma, quando abbiamo aperto, non vi abbiamo trovato nessuno».

Udite queste parole, il comandante delle guardie del tempio e i capi dei sacerdoti si

domandavano perplessi a loro riguardo che cosa fosse successo. In quel momento

arrivò un tale a riferire loro: «Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano

nel tempio a insegnare al popolo».

Allora il comandante uscì con gli inservienti e li condusse via, ma senza violenza,

per timore di essere lapidati dal popolo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perchè il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-21) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio

unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché

il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato,

perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più

le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.

Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere

non vengano riprovate.

Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue

opere sono state fatte in Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dio ha talmente amato il mondo da mandare suo figlio a salvare il mondo.

Questa affermazione di Gesù raccolta da un tentennante Nicodemo, capo dei farisei,

e riconsegnata ai discepoli, diventa la chiave di lettura del progetto divino sull’umanità.

Il nostro Dio ama e salva, desidera la nostra felicità più di quanto noi stessi la

sappiamo desiderare.

Dobbiamo abbandonare la nostra piccina idea di un Dio severo pronto a coglierci in fallo.

Gesù ha dimostrato con la sua predicazione e con la sua vita che il suo Dio è un

padre/madre pieno di ogni tenerezza e compassione.

Ma Dio non è nemmeno un bonaccione, un innocuo Babbo Natale che dà pacche sulle spalle.

La vita è una cosa seria e la felicità un percorso che richiede fatica e costanza; la croce

di Gesù testimonia, se ancora ce ne fosse bisogno, fino a che punto Dio è disposto ad

amarci e a collaborare alla nostra gioia.

Prendiamo molto sul serio il messaggio del Vangelo, siamo stati amati a caro

prezzo; accogliamo la proposta di conversione del Signore, lasciamo che sia la

sua Parola a guidare i nostri passi, ad orientare le nostre scelte.

Perciò, oggi viviamo da salvati, per questo dono preghiamo!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 12 aprile 2021

Il Vangelo del Martedì 13 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

S. Martino, papa e martire.

Prima lettura.

Un cuore solo e un'anima sola.

Dagli Atti degli Apostoli (4,32-37)

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e

un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva,

ma fra loro tutto era comune.

Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del

Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.

Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case

li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano

ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa "figlio

dell'esortazione", un levìta originario di Cipro, padrone di un campo, lo vendette

e ne consegnò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.

Parola di Dio.

Vangelo.

Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,7-15) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto:

dovete nascere dall'alto.

Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove

va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».

Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose?

In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo

ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza.

Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò

di cose del cielo?

Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo.

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato

il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ora tutto è chiaro.

Ora che il Signore risorto illumina la mente e il cuore dei discepoli, tutto acquista

un senso e una dimensione diversa.

Così i discepoli riprendono in mano le parole del Maestro e le rileggono alla luce

di ciò che è avvenuto.

Fra i vari episodi uno in particolare acquista un significato nuovo; l’incontro di

Gesù con Nicodemo, capo dei farisei.

È Nicodemo stesso, divenuto discepolo, a parlarne.

È andato da Gesù di notte per imbarazzo; il Nazareno è un personaggio particolare,

è rischioso frequentarlo, meglio farlo di nascosto.

E Gesù lo aveva invitato ad uscire dai suoi schemi mentali, a rinascere dall’alto.

Nicodemo, allora, aveva tentennato; tutta la sua preparazione teologica non gli era

servita davanti all’enigma proposto da Gesù.

Alla luce del risorto tutto è chiaro; anche quel curioso riferimento all’episodio dei

morsi dei serpenti velenosi aveva un significato; come Mosè aveva fatto fondere

un serpente in bronzo per poi innalzarlo, così che gli ebrei morsicati dai serpenti

potessero guarire, così Cristo, innalzato sulla croce, libera i discepoli dal morso

del peccato e della morte.

Anche noi siamo invitati a rileggere la nostra vita alla luce della resurrezione

del Signore Gesù, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.