venerdì 5 marzo 2021

Il Vangelo del Sabato 6 Marzo 2021

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Beata Rosa da Viterbo, vergine.

Prima lettura dal libro del profeta Michèa (7, 14-15. 18-20)

Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità, che sta solitario nella

Foresta tra fertili campagne; pascolino in Basan e in Gàlaad come nei tempi antichi.

Come quando sei uscito dalla terra d'Egitto, mostraci cose prodigiose.

Quale dio è come te, che toglie l'iniquità e perdona il peccato al resto della sua eredità?

Egli non serba per sempre la sua ira, ma si compiace di manifestare il suo amore.

Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe.

Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.

Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo il tuo amore, come hai

giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (15, 1-3. 11-32) anno dispari.

In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.

I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e

mangia con loro».

Ed egli disse loro questa parabola:

«Un uomo aveva due figli.

Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio

che mi spetta".

Ed egli divise tra loro le sue sostanze.

Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un

paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.

Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia

ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.

Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione,

che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci.

Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno

gli dava nulla.

Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in

abbondanza e io qui muoio di fame!

Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e

davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio.

Trattami come uno dei tuoi salariati".

Si alzò e tornò da suo padre.

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse

incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.

Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono

più degno di essere chiamato tuo figlio".

Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo

indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi.

Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché

questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato".

E cominciarono a far festa.

Il figlio maggiore si trovava nei campi.

Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei

servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo.

Quello gli rispose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello

grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo".

Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo.

Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai

disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per

far festa con i miei amici.

Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze

con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso".

Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;

ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed

è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un padre prodigo, il Dio di Gesù, che accetta di essere messo in discussione

dai due figli irrequieti che di lui hanno una pessima idea.

Dal fratello minore che pensa di essere soffocato, nella casa paterna, di non avere

libertà, icona dei tanti che pensano che Dio sia un ostacolo alla loro felicità.

Figlio che pretende un’eredità che non gli è dovuta, che sperpera tutto il denaro

del padre e tutta la sua dignità.

E che quando si ritrova nella miseria non si converte, come a volte immaginiamo, ma

ragiona sulle scelte e cerca ancora di manipolare il padre facendo la parte del pentito.

Padre messo in discussione dal fratello maggiore che pensa di essere a servizio di

un padrone avaro e che non capisce la sua logica, icona dei tanti che credono

per dovere, che di Dio hanno un’idea piccina come sono loro.

Il padre, invece, è così diverso.

Lascia partire il figlio senza fargli violenza, senza ricattarlo, sperando che,

stando lontano, forse cambierà idea.

Osserva dal lontano l’orizzonte sperando di rivederlo, gli corre incontro (cosa

sconveniente!) non gli chiede ragione delle sue scelte.

Esce per rendere ragione al fratello maggiore sperando di convincerlo.

Che Dio un Dio così, ma facciamo fatica a riconoscerlo, per riuscirci,

fortunatamente abbiamo la preghiera che ci può aiutare!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 4 marzo 2021

Il Vangelo del Venerdì 5 Marzo 2021

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Sant' Adriano di Cesarea, martire.

Prima lettura dal libro della Gènesi (37,3-4.12-13a.17b-28)

Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto

in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe.

I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli,

lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente.

I suoi fratelli erano andati a pascolare il gregge del loro padre a Sichem.

Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem?

Vieni, ti voglio mandare da loro».

Allora Giuseppe ripartì in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan.

Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono

contro di lui per farlo morire.

Si dissero l’un l’altro: «Eccolo!

È arrivato il signore dei sogni!

Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna!

Poi diremo: “Una bestia feroce l’ha divorato!”.

Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».

Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: «Non togliamogli la vita».

Poi disse loro: «Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto,

ma non colpitelo con la vostra mano»: egli intendeva salvarlo dalle loro mani e

ricondurlo a suo padre.

Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua

tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, lo afferrarono

e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua.

Poi sedettero per prendere cibo.

Quand’ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti

provenienti da Gàlaad, con i cammelli carichi di rèsina, balsamo e làudano,

che andavano a portare in Egitto.

Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c’è a uccidere il nostro fratello

e a coprire il suo sangue?

Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché

è nostro fratello e nostra carne».

I suoi fratelli gli diedero ascolto.

Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla

cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti.

Così Giuseppe fu condotto in Egitto.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (21,33-43.45) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno

e vi piantò una vigna.

La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre.

La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini

a ritirare il raccolto.

Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero,

un altro lo lapidarono.

Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”.

Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede.

Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”.

Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto

la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i

costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato

fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo

che ne produca i frutti».

Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro.

Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non sa che fare, il Signore Gesù.

Ha raccontato il vero volto di Dio, ha accompagnato le sue parole con gesti

profetici ed eclatanti, con una commovente coerenza.

Ma non è servito; una crescente ostilità sta mettendo in discussione ogni sua

parola, ogni sua scelta.

Le rinata classe sacerdotale e i devoti del tempo (!) lo osteggiano perché non

amano mettersi in discussione.

La tensione nei confronti del Nazareno cresce, giorno per giorno, fino a far

presagire una tragica fine come, purtroppo, avverrà.

Non si aspettava una tale reazione, il Maestro, e si interroga su cosa fare.

Prende in prestito la tragica parabola della vigna, che il suo uditorio conosce bene,

e chiede loro un consiglio; cosa deve fare il padrone?

Stolti! Non si accorgono che proprio di loro e della loro durezza sta parlando,

che sono proprio loro i vignaioli che non riconoscono né i servi né il figlio.

E urlano; giustizia! Vendetta! Morte! Già!

Così dovrebbe fare Dio con loro e con noi, e invece non lo farà.

Dio non è come gli uomini, il suo giudizio è diverso, le sue scelte incomprensibili.

Andrà fino in fondo sperando che, davanti a quella croce, gli uomini finalmente

si convertano e riescano ad amarlo.

Ci sono riusciti?

Ho tanti dubbi, amici, da quello che vedo, purtroppo, si sono lasciati sviare dal

male, io lo vedo da quanti mi criticano per quello che scrivo, sicuramente, da loro

fastidio la verità, ma io continuerò a proclamarla senza stancarmi.

A voi, invece, che tutti i giorni venite con tanta pazienza a leggere la verità,

vi chiedo aiuto nella preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 3 marzo 2021

Il Vangelo del Giovedì 4 Marzo 2021

 

Della 2° settimana di Quaresima.

San Casimiro, principe polacco.

Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (17,5-10)

Così dice il Signore: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, e pone nella

carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore.

Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene, dimorerà in

luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia.

È come un albero piantato lungo un corso d'acqua, verso la corrente stende

le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi,

nell'anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti.

Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce!

Chi lo può conoscere?

Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo

la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (16,19-31) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava

vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti.

Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso

di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che

venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo.

Morì anche il ricco e fu sepolto.

Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo,

e Lazzaro accanto a lui.

Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a

intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro

terribilmente in questa fiamma".

Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni,

e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in

mezzo ai tormenti.

Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono

passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi".

E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre,

perché ho cinque fratelli.

Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento".

Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro".

E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si 

convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno 

persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Fra le conversioni che siamo chiamati ad operare in questo tempo di Quaresima

vi è quella difficilissima che ci conduce dall’apatia alla solidarietà verso gli altri.

Nella tragica parabola del ricco epulone, che non ha nome, è l’indifferenza a

prevalere; Luca non ci dice che il ricco è malvagio, è semplicemente troppo

concentrato su di sé per vedere alla sua porta Lazzaro che muore di fame.

Il ricco non è cattivo, ma non riesce a provare neppure la compassione che

a Lazzaro sanno dare i cani.

È così anche il nostro mondo; assuefatto, inferocito, rabbioso, ha scordato la

compassione e la misericordia, sa solo dare giudizi affrettati sulle situazioni

di povertà che incontriamo sotto casa, si disinteressa del mondo rinchiudendosi

in un piccolo mondo autoreferenziale.

Ma questa indifferenza scava un abisso che Dio stesso non riesce a colmare.

La sete che prova il ricco epulone è la sete di giustizia che non ha saputo colmare

quando era in vita e, con rammarico, anche Abramo deve riconoscere di non

riuscire a colmare quel vuoto che egli ha creato.

Non è una punizione, quindi, la tragica sete del ricco, ma la conseguenza

della sua narcisistica solitudine.

Non abbiamo bisogno che un morto venga a spiegarci queste cose; continuano

a ripetercele i profeti di ieri e di oggi.

Perciò, per non ritrovarci nella stessa situazione del ricco epulone, facciamo

ci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 2 marzo 2021

Il Vangelo del Mercoledì 3 Marzo 2021

 

Della 2° settimana di Quaresima.

San Tiziano di Brescia, vescovo.

Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (18,18-20)

[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché la

legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti.

Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».

Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me.

Si rende forse male per bene?

Hanno scavato per me una fossa.

Ricòrdati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare

da loro la tua ira.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (20,17-28) anno dispari.

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i

dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a

Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti

e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani

perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si

prostrò per chiedergli qualcosa.

Egli le disse: «Che cosa vuoi?».

Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra

e uno alla tua sinistra nel tuo regno».

Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.

Potete bere il calice che io sto per bere?».

Gli dicono: «Lo possiamo».

Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia

sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.

Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni

dòminano su di esse e i capi le opprimono.

Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro

servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.

Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire

e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Fra noi non è come nel resto del mondo, fra noi discepoli non dobbiamo mai

ragionare con la logica mondana, mai.

O così dovrebbe essere; Gesù ci ha ampiamente dimostrato che tutta una serie

di atteggiamenti, anche filtrati dall’esperienza religiosa, non hanno nulla a che

vedere con la nuova logica del Vangelo dove chi ha un ruolo, un’autorità,

lo mette a servizio dei fratelli e nessuno si sente migliore degli altri.

Gesù ci ha dato l’esempio Lui, il Maestro, che si china a lavare i piedi dei discepoli.

Ma noi, ovviamente, da quell’orecchio ci sentiamo davvero poco e se gli apostoli

stessi, gli apostoli!, dopo la confessione sofferta di Gesù che prevede la tragica

fine della sua missione si accapigliano per accaparrarsi i primi posti, dobbiamo

vigilare molto seriamente.

La tentazione di esercitare un potere sugli altri la portiamo nel DNA, la voglia

di manipolare, di comandare, di dirigere la portiamo scolpita nell’intimo.

Anche nella Chiesa possiamo esercitare un potere che allontana gli altri dalla

logica del Vangelo; dai piccoli dispetti fra i lettori in chiesa, alle ripicche dei

movimenti e dei gruppi parrocchiali, alla scorretta rivendicazione di un

autoritarismo da parte dei sacerdoti, il rischio di imitare la logica del mondo

resta ed è grave nella Chiesa.

Per questo dobbiamo pregare, per non diventare come i due fratelli della parabola.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 1 marzo 2021

Il Vangelo del Martedì 2 Marzo 2021

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Sant' Agnese di Boemia, principessa, badessa.

Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (1,10.16-20)

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio

all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra!

«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.

Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete

l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».

«Su, venite e discutiamo-dice il Signore.

Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.

Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.

Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra.

Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca

del Signore ha parlato».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno dispari.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla

cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.

Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere,

perché essi dicono e non fanno.

Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle

della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro

filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti,

dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere

chiamati "rabbì" dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi

siete tutti fratelli.

E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre

vostro, quello celeste.

E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato

e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù non ha paura di stigmatizzare i comportamenti contrari alla vera fede.

I farisei, al suo tempo, erano ammirati per la loro coerenza e la loro devozione;

ferventi praticanti della Legge orale, passavano la giornata a seguire oltre

seicento precetti e consideravano come peccatori irrimediabilmente persi i

popolani che non conoscevano la complessità delle norme.

Gesù stigmatizza il loro comportamento e contesta l’abitudine ad imporre agli

altri molte regole e annota con un certo sarcasmo il fatto che amino essere

ammirati per la loro devozione.

Il fariseismo, ahimè, è duro a morire, e riemerge continuamente in ogni

esperienza religiosa, anche in quella cristiana.

Anche fra i cattolici ci sono quelli che si sentono migliori degli altri, più devoti,

più “in regola”, ci sono coloro che impongono agli altri pesanti regole e norme che,

invece di avvicinare al Signore, allontanano dal Vangelo, e ci sono quelli, anche

fra i sacerdoti, che amano girare in ampie vesti e ricevere titoli onorifici.

Poche storie; questi atteggiamenti ci allontanano dalla vera fede e vanno visti

come pericolose deviazioni del Vangelo, che ci piaccia o meno.

Perciò, per riconoscerli, facciamoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.