mercoledì 27 gennaio 2021

Il Vangelo del Giovedì 28 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Tommaso d'Aquino, Sacerdote e Dottore della Chiesa.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (10,19-25)

Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del

sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso

il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio,

accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati

da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno

di fede colui che ha promesso.

Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle

opere buone.

Non disertiamo le nostre riunioni, come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma

esortiamoci a vicenda, tanto più che vedete avvicinarsi il giorno del Signore.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (4,21-25) anno dispari.

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere

messa sotto il moggio o sotto il letto?

O non invece per essere messa sul candelabro?

Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di

nascosto che non debba essere messo in luce.

Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!.

Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate.

Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più.

Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La lampada brilla, è nata per fare luce.

È sciocco nasconderla, metterla sotto uno sgabello, deve stare in alto, portare

luce a chi è nella stanza.

Spesso, invece, la flebile fiammella della nostra fede è abbandonata in uno

sgabuzzino della nostra vita, e la tiriamo fuori solo nelle feste comandate.

Ci vergogniamo della nostra fede, a volte perché non sappiamo difenderla,

più spesso perché abbiamo paura di sfigurare davanti alla modernità.

Per potere illuminare la nostra vita e quella degli altri, ci dobbiamo porre non

come arroganti detentori della verità, ma come persone che sanno ascoltare

senza pregiudizio, con una misura generosa, con misericordia.

Nella mia esperienza ho incontrato più anticlericali che atei, persone che hanno

avuto un brutto incontro con noi cristiani.

Animo, amici, non c’è nulla di nascosto che non debba venire alla luce; lasciamo

che sia il Signore a illuminare la nostra vita e, attraverso di noi, la vita di coloro

che oggi incontreremo e che, attraverso il nostro ascolto, la nostra assenza di giudizio,

la nostra affabilità e simpatia, potranno ricevere la luce del sorriso del maestro

Gesù, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 26 gennaio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 27 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Angela Merici, vergine.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (10,11-18)

Fratelli, ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire

molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati.

Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per

sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti

a sgabello dei suoi piedi.

Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

A noi lo testimonia anche lo Spirito Santo.

Infatti, dopo aver detto: «Questa è l’alleanza che io stipulerò con loro dopo

quei giorni, dice il Signore: io porrò le mie leggi nei loro cuori e le imprimerò nella

loro mente», dice: «e non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità».

Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (4,1-20) anno dispari.

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare.

Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si

mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.

Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento:

«Ascoltate, ecco, il seminatore uscì a seminare.

Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.

Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito

germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu

bruciata e, non avendo radici, seccò.

Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto.

Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero

e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno».

E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo

interrogavano sulle parabole.

Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che

sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano,

ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».

E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole?

Il seminatore semina la Parola.

Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando

l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro.

Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola,

subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e

quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della

Parola, subito vengono meno.

Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la

Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della

ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto.

Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la

Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Semina, il seminatore.

Semina senza avarizia, semina anche sul terreno sassoso e improduttivo, semina

senza selezionare un terreno in particolare, semina perché spera.

Gesù ci svela il volto di un Dio che non si stanca di spargere la sua Parola, che non

ci tratta come bambini da indottrinare, ma come persone da maturare, come adulti

che scelgono se far fiorire in sé l’abbondanza della Parola.

Ma, lo sappiamo bene, le preoccupazioni di ogni giorno e le prove della vita

soffocano i teneri germogli.

Distrazioni, tensioni, scoraggiamenti, un ritmo di vita inumano, in particolar modo

ora con questa pandemia, rischiano di allontanarci da noi stessi.

E allora la tenera spiga soffoca, non giunge a maturazione.

Pur avendo accolto e amato la Parola, questa non riesce veramente a cambiare il

nostro modo di vedere.

Ma, lo sappiamo, se abbiamo consapevolezza del nostro limite, se, almeno un poco,

ci riconosciamo nei terreni poveri della parabola, diventiamo terreno buono che produce.

Ammettendo il nostro limite, riconoscendolo, dissodiamo la scorza del nostro

orgoglio interiore e portiamo frutto.

È Dio che fa crescere, come dice san Paolo, anche se, oggi, sono gli uomini

a seminare e, la preghiera ci fa maturare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 25 gennaio 2021

Il Vangelo del Martedì 26 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Timoteo e Tito, Vescovi.

Prima lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,1-8)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della

vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e

pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.

Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura,

ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno.

Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere

pieno di gioia.

Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide

e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te.

Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante

l'imposizione delle mie mani.

Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.

Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono

in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9) anno dispari.

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti

a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca,

né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!".

Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti

ritornerà su di voi.

Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché

chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.

Non passate da una casa all'altra.

Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto,

guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ieri abbiamo celebrato la conversione di Paolo, oggi celebriamo i frutti di quella

Conversione; la santità di due suoi discepoli, Timoteo e Tito, destinatari di

alcuni suoi scritti.

È frizzante la prima esperienza cristiana, colma di entusiasmi, di luci, di

conversioni, di passione.

Così la fede di Paolo contagia le comunità che incontra, le rianima, le orienta, le motiva.

Dalle sue lettere impariamo a conoscere una Chiesa dinamica, in continua evoluzione,

embrionale ma già definita, ancora in movimento ma già basata su alcuni principi

che, bene o male, ritroviamo ancora oggi.

Il “sì” di Paolo alla chiamata del Signore ha prodotto molti frutti, molta santità,

molte conversioni.

Il “sì” di Paolo ha suscitato il “sì” di molti altri, fra cui Tito e Timoteo.

Il “sì” di questi due discepoli ha permesso al vangelo di giungere ad altri cuori,

di convertire numerose altre vite.

Se la nostra vita diventa un “no” all’azione di Dio, molti uomini e donne, attorno

a noi, dopo di noi, non sentiranno parlare del Signore Gesù.

Celebrare, oggi, il “sì” di due discepoli vissuti così lontani nel tempo, ci ricorda che la

catena della fede è fatta di tanti piccoli anelli che si uniscono per giungere fino a noi.

Facciamo diventare la nostra giornata, la nostra vita, un grande “sì” al Signore, perché

molti altri, un giorno possano conoscere la gioia dell’appartenere a Cristo,

attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 24 gennaio 2021

Il Vangelo del Lunedì 25 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Conversione di San Paolo, Apostolo.

Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (22,3-16)

In quei giorni, Paolo disse al popolo: «Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia,

ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamalièle nell'osservanza

scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.

Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e

donne, come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il

collegio degli anziani.

Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre

prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perché fossero puniti.

Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno,

all'improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me; caddi a terra e

sentii una voce che mi diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?".

Io risposi: "Chi sei, o Signore?".

Mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu perséguiti".

Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava.

Io dissi allora: "Che devo fare, Signore?".

E il Signore mi disse: "Àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto

quello che è stabilito che tu faccia".

E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per

mano dai miei compagni giunsi a Damasco.

Un certo Ananìa, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là

residenti, venne da me, mi si accostò e disse: "Saulo, fratello, torna a vedere!".

E in quell'istante lo vidi.

Egli soggiunse: "Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua

volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché

gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.

E ora, perché aspetti?

Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome"».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (16,15-18) anno dispari.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il

mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome

scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e,

se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai

malati e questi guariranno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Paolo è l’unico santo di cui celebriamo la conversione.

Gli studiosi ci dicono che sono due le forme di conversione principale; quella

improvvisa, folgorante, che ti afferra e ti cambia radicalmente, e quella più

riflessiva, culmine di un lungo percorso di discernimento e di conoscenza.

Ma nell’uno come nell’altro caso, la conversione dura tutta la vita e non è raro

leggere di credenti che, ben oltre la metà della loro vita, hanno ricevuto un’ennesima

chiamata ad un cambiamento radicale che li ha portati su strade inattese.

Come se vogliamo, la mia conversione, che arrivata inattesa, ma poi rifiutata,

troppe incomprensioni con il Signore, ma col tempo sono arrivato a fare quello

che faccio oggi, tutti i giorni, ed ancora oggi non sono rose e fiori, perché

continuamente faccio tante domande al Signore e, mi arrabbio pure, perciò,

non è semplice la conversione, ma possibile.

Per noi, oggi, il richiamo alla conversione di Paolo ci spinge a fare memoria

della nostra personale conversione, subitanea o frutto di un lungo percorso

che sia, e a impegnarci al cambiamento che anche da devoti (proprio come

lo zelota Saulo) dobbiamo fare.

Attenzione amici, che non è facile, e solo la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 23 gennaio 2021

Il Vangelo di Domenica 24 Gennaio 2021

 

Della 3° Domenica del Tempo Ordinario.

San Francesco di Sales, Vescovo e Dottore della Chiesa.

Prima lettura dal libro del profeta Giona (3,1-5.10)

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va' a Nìnive, la grande città,

e annuncia loro quanto ti dico».

Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.

Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino.

Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora

quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».

I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco,

grandi e piccoli.

Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia,

e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (7,29-31)

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno

moglie, vivano come se non l'avessero; quelli che piangono, come se non piangessero;

quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non

possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente:

passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20) anno B.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo

di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi

e credete nel Vangelo».

Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone,

mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.

Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini».

E subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello,

mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò.

Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù inizia la sua predicazione quando Giovanni viene arrestato.

Dovrebbe fuggire, dovrebbe nascondersi, lasciar perdere, tira una brutta aria

per i profeti e simili.

Dovrebbe, ma non lo fa.

Anzi, sale in Galilea, la terra guardata con sospetto dalla brava gente di

Gerusalemme; da lì provengono le teste calde, da lì, in effetti, si scatenerà la

rivolta che porterà alla definitiva distruzione del tempio nel primo secolo.

Gesù, insomma, fa l’esatto contrario di ciò che consiglierebbe il buon senso.

Ma da quando in qua Dio ha a che fare col buon senso?

Dovremmo tacere, starcene in un angolino come cani bastonati.

Da una parte qualche pazzo esaltato fa strage di innocenti, qui da noi e, molto

di più, in Africa in nome di Allah che manipola e tradisce.

Dall’altra, qui in Europa, si fa della libertà un idolo che irride ad ogni fede e che

guarda i cristiani come una setta di perdenti destinati a scomparire.

Agli uni e agli altri voglio ripetere; convertitevi e credete al Vangelo.

Agli uni proclamare che Isa Akbar, Gesù è grande e rivela il volto definitivo di Allah.

Agli altri ricordare che la libertà è il grande dono che Dio ci ha fatti per svelare

la nostra dignità e che Dio ci fa più uomini, non burattini sanguinari e ottusi.

Ai suoi contemporanei confusi e spaventati Gesù proclama; Dio ti si è fatto

vicino, è accessibile, raggiungibile.

Non solo; è possibile costruire il suo Regno, vivere nella logica del Vangelo,

creare degli spazi, dei luoghi, che diventino succursali del Regno.

Non ci dobbiamo sforzare, né lo dobbiamo meritare (è gratis!), dobbiamo solo

accorgercene e collaborare.

Se è davvero così, se basta voltare la testa per incrociare lo sguardo di Dio,

che aspettiamo?

Cambiamo il nostro approccio al Signore!

Forse non ce ne accorgeremo subito, dice Marco, forse le vicende della vita hanno

ispessito la nostra anima, ma, fidiamoci, se volgiamo il nostro sguardo finiremo

inesorabilmente per incrociare quello del Rabbì.

Crediamoci, è la più bella notizia che possiamo ricevere oggi; Dio ci si è

avvicinato (perché ci ama).

Tutta la nostra fede è racchiusa in questo annuncio; il progetto di bene di un Dio

che si fa vicino e il nostro impegno ad accoglierlo, la nostra fatica a non lasciarci

travolgere dalle cattive notizie e a lasciar germogliare il bene e il bello che c’è in noi.

Ed è una notizia così nuova, così vera, così profonda, che tutto diventa relativo,

e gli eventi della vita, anche quelli belli come gli affetti, sono il proscenio che vede

Dio come attore protagonista, dice Paolo.

Svegliamoci!

Gesù passa e ci chiama, tutti, ovunque.

Non ci sono condizioni per diventare suoi discepoli; l’unica cosa che ci è chiesta

è la conversione, l’atteggiamento di chi si rende conto che la risposta vera è nel

cuore di Dio, di chi decide di mettersi davvero e sul serio in ascolto, come gli

abitanti di Ninive nella prima lettura, come chi segue il suggerimento di Paolo;

passa la scena di questo mondo.

Gesù passa lungo il mare di Galilea, il lago di Tiberiade, per chiamare i primi discepoli.

Il mare, in Israele, è un confine invalicabile.

Confine geografico che lo limita ad occidente.

Confine mentale per un popolo poco avvezzo alla marineria e alle cose d’acqua.

Il mare è il luogo oscuro che tutto inghiotte, dove, al massimo, Dio lascia libero

il mostro degli abissi, il Leviathan, per divertirsi.

La Galilea segna il confine fra mondo puro e impuro.

Cafarnao segna il confine fra i due nuovi regni dei figli di Erode.

Ai confini siamo chiamati.

Sulla spiaggia Dio ci raggiunge, là dove non esistono nette separazioni, là dove

apparteniamo alla logica di questo mondo, noi per primi, che vogliamo e

dobbiamo far crescere.

Gesù non inizia la sua predicazione dal cuore della fede, in mezzo ai devoti

di ogni tempo.

È Lui per primo ad avere iniziato dalle periferie della storia, da quelle umane,

da quelle esistenziali.

Cosa che papa Francesco fa benissimo a ricordarci.

Noi che vorremmo chiudere i confini, erigere muri, siamo chiamati ad abitarli, quei confini.

Senza ingenuità, senza superficialità, ma con verità e forza.

E dire, anche ai terroristi; il Regno si è fatto vicino, convertiti!

Lasciamo le reti, tutte le reti che ci legano, i pensieri, i giri di testa, i troppi impegni

che ci impediscono di lasciarci amare da Cristo.

Il suo messaggio continua attraverso la nostra piccola vita, dentro il nostro

percorso quotidiano.

Siamo chiamati a diventare pescatori di umanità, a tirar fuori tutta l’umanità

nascosta nelle pieghe della vita, in questo mondo disumanizzato e disumanizzante.

Siamo chiamati, in questo tempo disperato e disperante, a causa della pandemia,

a dare la buona notizia di un Dio che abita le nostre solitudini.

Il Regno avanza, è presente, ci ammonisce Gesù, accorgiamocene, lasciamoci

raggiungere, Dio ci ama.

E questo ci cambia la vita.

Queste sono davvero buone notizie; finalmente, buona Domenica della Parola Fausto.

venerdì 22 gennaio 2021

Il Vangelo del Sabato 23 Gennaio 2021

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Emerenziana, vergine e martire.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (9, 2-3.11-14)

Fratelli, fu costruita una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro,

la tavola e i pani dell'offerta; essa veniva chiamata il Santo.

Dietro il secondo velo, poi, c'era la tenda chiamata Santo dei Santi.

Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda

più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a

questa creazione.

Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e

di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.

Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su

quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più

il sangue di Cristo-il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza

macchia a Dio-purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché

serviamo al Dio vivente?

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (3,20-21) anno dispari.

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto

che non potevano neppure mangiare.

Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano

infatti: «È fuori di sé».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È matto Gesù, siamo sinceri.

Fuori come un balcone, pazzo da legare.

Non si risparmia, dedica tutto il suo tempo all’annuncio del Regno.

Si dimentica di mangiare in un tempo in cui mangiare era privilegio di pochi.

È matto, fuori di testa perché contraddice il nostro modo di vivere, di intendere

la religione, di vedere noi stessi.

Tutti pensano, in fondo, che la vita sia una battaglia giocata all’ultimo sangue

per emergere, per affermarsi, per essere qualcuno, costi quel che costi.

Gli altri, al massimo, possono essere utilizzati, servire, aiutarci a raggiungere

i nostri obiettivi.

Gesù, invece, mette gli altri nel mezzo, le loro priorità al centro delle proprie scelte.

Proclama “beati” coloro che donano la loro vita per gli altri.

Tutti pensano che le persone religiose influenti e capaci, come Gesù, dovrebbero

fare del loro carisma l’occasione per farsi servire, per manipolare le persone, per

nascondersi dietro una patina di santità.

Gesù, invece, fa diventare servo il Maestro, proponendo se stesso come modello

di mitezza e di umiltà.

Se decidete di seguire questo folle, amici, non spaventatevi se qualcuno, prima

o poi, avrà da ridire sulle vostre scelte poco condivise, come è successo a me e,

solo la preghiera mi ha aiutato a non arrendermi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.