domenica 25 ottobre 2020

Il Vangelo del Lunedì 26 Ottobre 2020

 

Della 30° settimana del Tempo Ordinario.

San Folco Scotti, Vescovo.

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,32-5,8)

Fratelli, siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda

come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità,

nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi

a Dio in sacrificio di soave odore.

Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi-come

deve essere tra santi-né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti.

Piuttosto rendete grazie!

Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro-cioè nessun

idolatra-ha in eredità il regno di Cristo e di Dio.

Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l'ira di Dio viene sopra

coloro che gli disobbediscono.

Non abbiate quindi niente in comune con loro.

Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore.

Comportatevi perciò come figli della luce.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (13,10-17) anno pari.

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato.

C'era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva

e non riusciva in alcun modo a stare diritta.

Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia».

Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.

Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione

di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare;

in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».

Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi

slega il suo bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?

E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni,

non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».

Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la

folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Si vergognano, i detentori del potere religioso, arrossiscono davanti alle loro

assurde elucubrazioni, le loro sconclusionate riflessioni teologiche che

presentano un Dio feroce e incomprensibile.

E fanno benissimo a vergognarsi.

Esulta, la folla, perché finalmente vede il vero volto di Dio.

Non un Dio che contabilizza le loro colpe, che impone insopportabili pesi,

che chiede senza donare.

Esulta, perché Dio guarisce senza guardare al calendario, senza seguire

imperscrutabili precetti.

E fa benissimo ad esultare.

Gesù svela il volto di un Dio che mette l’uomo al centro, non il precetto,

che desidera il bene del discepolo.

E Gesù insiste, argomenta con la Legge a chi si nasconde dietro la Legge

perchè non sa argomentare.

Che il Signore ci aiuti a non nasconderci dietro le piccinerie degli uomini per proporre

sempre la sua Legge che è fatta per la vita e per l’uomo, aiutandoci con la preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 24 ottobre 2020

Il Vangelo di Domenica 25 Ottobre 2020

 

Della 30° Domenica del Tempo Ordinario.

Prima lettura dal libro dell'Èsodo (22,20-26)

Così dice il Signore: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi

siete stati forestieri in terra d'Egitto.

Non maltratterai la vedova o l'orfano.

Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l'aiuto, io darò ascolto al suo grido,

la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove

e i vostri figli orfani.

Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente che sta con te, non ti

comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.

Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto

del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe

coprirsi dormendo?

Altrimenti, quando griderà verso di me, io l'ascolterò, perché io sono pietoso».

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (1,5-10)

Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.

E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola

in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello

per tutti i credenti della Macedònia e dell'Acàia.

Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia

e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo

bisogno di parlarne.

Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete

convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo

Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40) anno A.

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi,

si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo

alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».

Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima

e con tutta la tua mente".

Questo è il grande e primo comandamento.

Il secondo poi è simile a quello: "Amerai il tuo prossimo come te stesso".

Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Erano 613 i precetti che il pio israelita era tenuto ad osservare, al tempo di Gesù.

Dalle dieci parole consegnate a Mosè per stipulare l’alleanza con il popolo si

era giunti a questa selva di leggi e leggine per erigere una siepe intorno alla

Torah, come avevano decretato i rabbini.

Di questi 365 erano proibizioni, uno per ogni giorno dell’anno, e i rimanenti

erano precetti positivi, uno per ogni osso del corpo umano, secondo la

conoscenza dell’epoca.

Le donne erano tenute solo all’osservanza dei primi.

Il popolino non era in grado di ricordarsi tutti i precetti e le sottili distinzioni

di casistica morale che certi comandamenti richiedevano, perciò i farisei e i

dottori della Legge li consideravano peccatori irrimediabilmente persi.

La gente credeva che l’intero corpus delle norme provenisse direttamente da Mosè.

Molte volte, lo sappiamo, Gesù distingue la Legge di Dio da quelle derivanti dalle

tradizioni degli uomini, ponendosi in aperto contrasto con i devoti del tempo.

Alcuni rabbini si rendevano conto dell’enormità della situazione e, più tolleranti,

stabilivano un ordine gerarchico per aiutare i fedeli a osservare almeno i precetti

più importanti ma altri, più intransigenti, consideravano tutti i precetti

ugualmente vincolanti.

Come il tale che cerca di redarguire il falegname che si spaccia per rabbino

e che accusa i dottori della Legge di imporre pesi insopportabili ai fedeli

e gli pone un classica domanda/trabocchetto.

E che, al solito, verrà zittito.

Gesù risponde citando la bellissima professione di fede degli israeliti, lo

shema Israel, la preghiera che ogni ebreo recitava al mattino e alla sera.

Cosa è importante nella vita del fedele?

Amare Dio con tutte le forze, con tutta l’anima, con tutta la mente.

Amare con tutte le forze; al meglio delle proprie capacità, delle proprie

possibilità, della propria esperienza e del proprio carattere.

Troppe volte incontro persone che si lamentano di non esser capaci di amare,

di essere duri di cuore.

È vero, può accadere che la vita ci bastoni o che ci troviamo con un pessimo carattere.

Siamo chiamati ad amare nella concretezza di ciò che siamo, non di ciò

che vorremmo essere.

Amare Dio con tutta l’anima; meglio sarebbe tradurre con tutta la vita, senza

schizofrenie, trovando Dio in ogni attività, in ogni esperienza, anche

all’apparenza lontana, anche dolorosa.

Il cristiano è colui che fa unità nel proprio cuore, che fa il monaco, l’unificatore,

che trova una ragione che tiene legate tutte le cose.

Quanto è triste vedere dei cristiani che tirano Dio fuori dal cassetto solo quando serve!

Amare Dio con tutta la mente; con intelligenza, studiando, approfondendo

le nostre ragioni.

È impensabile trovare dei credenti che nel tempo in cui tutti devono studiare

vent’anni per avere uno straccio di lavoro, pensano che la fede si riduca ad

un’emozione e non sanno dare ragione della speranza che è in loro!

Ma, come ebbi a scrivere molti anni fa, esiste un comandamento prima del

primo, un comandamento “zero”; lasciati amare.

Come è possibile “comandare” di amare?

No, possiamo amare perché ci scopriamo amati, il nostro amore è risposta all’amato.

Alcuni biblisti fanno notare, giustamente, come esista un’evoluzione interna ai

Vangeli riguardo a questo precetto; se Marco e Matteo distinguono i due comandamenti,

Luca lo fa diventare un unico comandamento e Giovanni osa di più sostituendolo

con una nuova richiesta; siamo chiamati ad amarci come Gesù ci ha amato.

Gesù chiede di amare il prossimo come noi stessi; bisogna prima amare noi stessi, quindi!

Non seguendo le deliranti indicazioni del nostro tempo che spingono verso il

narcisismo e l’egoismo devastanti, ma nella consapevolezza serena di essere

amati e progettati per diventare un capolavoro.

Amare se stessi significa riconoscersi amati e accolti senza condizioni per

potere, perciò, amare senza condizioni.

All’epoca di Gesù un grande rabbino, Hillel, diceva di non fare agli altri ciò che

non si voleva che gli altri facessero a noi, Gesù riprendere e mette in positivo

questo comandamento; siamo chiamati a fare qualcosa di costruttivo per gli altri.

Non siamo chiamati ad amare noi stessi o gli altri per simpatia, ma perché colmi

dell’amore di Dio.

Il nostro amore verso gli altri diventa un’eccedenza, come le fontane che si

riempiono d’acqua fino all’orlo per poi sbordare nella vasca sottostante.

La liturgia, saggiamente, fa calare la Parola nel quotidiano proponendoci,

nella prima lettura, una interessante serie di norme di protezione dello

straniero e del povero, spesso vittime di vessazioni e ingiustizie.

L’amore diventa concretezza e attenzione, come il fatto di restituire il mantello/cappa

del povero pignorato per insolvenza affinché possa proteggersi dal rigore della notte!

Iniziamo questa settimana andando all’essenziale; l’amore ci salva, ci redime,

ci restituisce alla verità e ci porta verso Dio.

Perciò amici, impariamo ad amare ed avremo la gioia nel cuore, in particolar modo

in questo periodo dell’aumento dei contagi da virus, amiamo il prossimo rispettando

le regole essenziali per non contagiare, o non essere contagiati, buona Domenica Fausto.

venerdì 23 ottobre 2020

Il Vangelo del Sabato 24 Ottobre 2020

 

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Antonio Maria Claret, Vescovo.

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,7-16)

Fratelli, a ciascuno di noi, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito

doni agli uomini».

Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra?

Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere

pienezza di tutte le cose.

Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora

di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli

a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo

tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto,

fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi

vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore.

Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa

tendendo a lui, che è il capo, Cristo.

Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura,

secondo l'energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (13,1-9) anno pari.

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui

sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici.

Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori

di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte?

No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete

che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?

No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua

vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.

Allora disse al vignaiolo: "Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su

quest'albero, ma non ne trovo.

Tàglialo dunque!

Perché deve sfruttare il terreno?".

Ma quello gli rispose: "Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò

zappato attorno e avrò messo il concime.

Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

All’origine della morte dei diciotto cittadini rimasti schiacciati dal crollo della

torre di Siloe non vi è l’intervento di Dio ma l’imperizia dei costruttori!

Gesù, con una sola battuta, smentisce la nostra idea della sofferenza come

punizione divina, riconducendo l’origine della disgrazia a ragioni molto più

semplici e verificabili.

Ma, aggiunge ii Signore, questi eventi sono un’opportunità per riflettere sulla

brevità della vita, sulla necessità di andare all’essenziale.

Se la nostra vita può essere portata via da un incidente o dalla follia di un procuratore

romano, allora va vissuta con intensità e verità giorno per giorno, per convertirci

alla buona notizia del Regno perché se la morte è un evento drammatico, la morte

dell’anima è peggiore.

La sofferenza non è una punizione divina, ma l’opportunità di una riflessione che ci

indirizzi verso orizzonti più ampi ed autentici, sempre e solo con l’iuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 22 ottobre 2020

Il Vangelo del Venerdì 23 Ottobre 2020

 

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni da Capestrano, Sacerdote.

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,1-6)

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera

degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità,

sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello

spirito per mezzo del vincolo della pace.

Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati

chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.

Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed

è presente in tutti.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (12,54-59) anno pari.

In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente,

subito dite: "Arriva la pioggia", e così accade.

E quando soffia lo scirocco, dite: "Farà caldo", e così accade. Ipocriti!

Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?

Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare

un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni

all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione.

Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I contemporanei di Gesù non sanno riconoscere i segni della presenza di Dio

nella predicazione del Nazareno.

E noi l’avremmo saputo riconoscere?

Saremmo stati in grado di capire, di sapere, di scrutare?

lo, personalmente, ne dubito.

Gesù è talmente inatteso, talmente innovativo che continuamente lascia

interdetti, senza parole.

Il Battista stesso, dopo avergli così lungamente preparato la strada, resta

dubbioso davanti all’agire all’apparenza dimesso del cugino.

Gesù chiede ai suoi contemporanei di riconoscere i segni dei tempi.

E noi, siamo in grado di farlo?

Siamo capaci di leggere la presenza del Signore in mezzo a noi?

Il Concilio Vaticano 2° volle leggere i segni dei tempi, dare delle risposte

alle inquietudini degli uomini del suo tempo.

Ogni comunità, ogni discepolo è chiamato a fare la stessa cosa, a discernere

il tempo in cui vive per trovare, qui e ora, il linguaggio per comunicare

il Vangelo all’uomo d’oggi , attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 21 ottobre 2020

Il Vangelo del Giovedì 22 Ottobre 2020

 

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni Paolo II, Papa.

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (3,14-21)

Fratelli, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza

in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere 

potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito.

Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella

carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza,

l'altezza e la profondità, e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza,

perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare,

secondo la potenza che opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte

le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (12,49-53) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra,

e quanto vorrei che fosse già acceso!

Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra?

No, io vi dico, ma divisione.

D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due

e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro

figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Sono venuto a portare il fuoco, dice il Signore.

Il fuoco che incendia, che purifica, che divora, che illumina.

Il fuoco che divampa e contagia.

E parla di guerra, di lotte, di incomprensioni fra membri della famiglia in nome suo.

E di un battesimo.

Non più quello del Battista, no.

Un battesimo grondante sangue, un battesimo dolorante, un battesimo crocefisso.

Si, tremo davanti a queste parole.

Tremo guardando le nostre assonnate assemblee, le nostre piccole meschinità

parrocchiali, le nostre solenni e noiose pompe liturgiche.

E le riunioni pastorali per decidere la data della prima comunione e le piccole

guerre per la preparazione del presepe, e le polemiche fra movimenti cattolici.

Dov’è il fuoco che brucia?

Dov’è l'ansia che divora?

La passione per l’annuncio?

Leggo e tremo, leggo e prego il Signore di aiutarmi a crescere nella passione

per il Regno, come ha saputo fare Lui.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 20 ottobre 2020

Il Vangelo del Mercoledì 21 Ottobre 2020

 

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Orsola e compagne, Martiri.

Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (3,2-12)

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio,

a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il

mistero, di cui vi ho già scritto brevemente.

Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io

ho del mistero di Cristo.

Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora

è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti

sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso

corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, del quale

io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata

concessa secondo l'efficacia della sua potenza.

A me, che sono l'ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare

alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del

mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell'universo, affinché, per mezzo della

Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza

di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore,

nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (12,39-48) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone

di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.

Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Il Signore rispose: «Chi è dunque l'amministratore fidato e prudente, che il padrone

metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito?

Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così.

Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire", e cominciasse

a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel

servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà

severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo

la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola,

avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto

molto di più».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Le parabole del ritorno del padrone sono per chi non crede, per chi non

è discepolo, o per noi?

La domanda, solo apparentemente ingenua, è gravida di conseguenze.

Pietro, e noi con lui ci aspettiamo una risposta negativa; no, non è per voi che

già credete, non è per voi che meditate tutti i giorni la Parola, non è per voi

che siete già discepoli!

È per gli altri che non sanno, per i cristiani tiepidi, per quelli che snobbano l’annuncio.

Noi, in fondo, modestamente, qualcosa abbiamo capito, ci siamo attivati, cerchiamo

di custodire la fede.

No, amici, non è così.

L’invito alla vigilanza è anzitutto per noi che pensiamo di essere già a posto, io per primo.

E lo siamo, oggettivamente, siamo nella condizione di potere accogliere in

pienezza il Signore.

Come i farisei. E i sadducei. E i dottori della Legge.

La provocazione di Gesù e urticante; a volte sono proprio gli uomini e le donne di

religione, ed i devoti a non essere presenti quando Dio viene, quanto ci serve la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.