lunedì 7 settembre 2020

Il Vangelo del Martedì 8 Settembre 2020


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
Natività della Beata Vergine Maria.
Prima lettura dal libro del profeta Michèa (5,1-4)
E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue
origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui, fino a quando partorirà colei che
deve partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d'Israele.
Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome
del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi
confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-23) anno pari.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,
prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente,
pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo
del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te
Maria, tua sposa.
Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce
un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per
mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà
dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Solo Matteo e Luca ci parlano della nascita di Gesù.
Con ogni probabilità alle primitive comunità non interessava così tanto l’infanzia
del Signore, cosa invece più interessante per le comunità di seconda generazione.
Così abbiamo due resoconti che bene si integrano; quello di Matteo che, da buon
ebreo, è più attento alle vicende dal punto di vista di Giuseppe e quello di Luca,
più attento alla storia di Maria.
Lo scarno racconto di Matteo ci restituisce un uomo grande e generoso, Giuseppe,
che si viene a trovare in una situazione incresciosa; la sua futura moglie aspetta
un figlio non suo.
La notte del povero Giuseppe è insonne e irrequieta; amante tradito vuole comunque
salvare la piccola Maria rescindendo il contratto di fidanzamento senza svergognarla.
Questo gesto di “giustizia” compiuto in palese disobbedienza alla legge lo tranquillizza
e gli spalanca il cuore a capire cosa sta veramente succedendo.
Il sogno dell’angelo gli offre una chiave interpretativa che ribalta la tragica situazione.
Grande Giuseppe che, una volta svegliatosi, prende con sé Maria!
Sia lui e la preghiera ad insegnarci a credere nel Dio dell’impossibile!
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 6 settembre 2020

Il Vangelo del Lunedì 7 Settembre 2020


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
Beata Eugenia Picco, vergine.
Prima lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (5,1-8)
Fratelli, si sente dovunque parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità
tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la
moglie di suo padre.
E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti in modo che venga
escluso di mezzo a voi colui che ha compiuto un'azione simile!
Ebbene, io, assente con il corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato,
come se fossi presente, colui che ha compiuto tale azione.
Nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati voi e il mio spirito insieme
alla potenza del Signore nostro Gesù, questo individuo venga consegnato a Satana
a rovina della carne, affinché lo spirito possa essere salvato nel giorno del Signore.
Non è bello che voi vi vantiate.
Non sapete che un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta?
Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete àzzimi.
E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!
Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia
e di perversità, ma con àzzimi di sincerità e di verità.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,6-11) anno pari.
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare.
C'era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata.
Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di
sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano
paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!».
Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del
bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».
E guardandoli tutti intorno, disse all'uomo: «Tendi la tua mano!».
Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che
avrebbero potuto fare a Gesù.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
La disputa sul sabato giunge al suo apice di incomprensione e di violenza.
I farisei e gli scribi sbroccano, sono fuori di sé, danno di matto quando Gesù
li mette al muro.
Non è certo venuto per trasgredire le norme, anche se sa ben distinguere cosa
viene da Dio e cosa viene dagli uomini, i famosi numerosi precetti orali che il
pio israelita era tenuto ad osservare.
E certamente non vuole mettere in discussione una delle intuizioni più originali
del popolo di Israele, quella del sabato come momento di memoria della libertà
e della dignità dell’essere umano!
Ma il messaggio che Gesù porta avanti è potente; Dio non ha gravato i credenti con
norme assurde fatte per manifestare la propria divina autorità ma per renderli liberi!
Sia chiaro; all’epoca molti rabbini, esattamente come fa Gesù, anteponevano il bene
della persona al rispetto del sabato!
Gesù plasticamente rimette in ordine la corretta interpretazione della norma
ponendo nel mezzo l’uomo dalla mano inaridita.
È l’uomo ad essere al centro, non l’osservanza di una pur giusta regola!
Dio ha donato agli uomini le regole perché essi siano più liberi, perciò,
rispettiamole facendoci aiutare dalla preghiera!
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 5 settembre 2020

Il Vangelo di Domenica 6 Settembre 2020


Della 23° Domenica del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal libro del profeta Ezechièle (33,7-9)
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «O figlio dell'uomo, io ti ho posto
come sentinella per la casa d'Israele.
Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.
Se io dico al malvagio: "Malvagio, tu morirai", e tu non parli perché il malvagio
desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma
della sua morte io domanderò conto a te.
Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si
converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato».
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (13,8-10)
Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore vicendevole;
perché chi ama l'altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai»,
e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo
prossimo come te stesso».
La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa
contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il
tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni
cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la
comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto
quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per
chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Non è facile vivere da discepoli in questi nostri tempi oscuri.
In una società formalmente cristiana a prevalere e ad orientare le scelte non
sono i valori che derivano dal Vangelo ma una mentalità egoistica e piccina.
Per accorgersene è sufficiente paragonare il sentire comune con le parola di Gesù.
Oggi, in particolare, la Parola getta un fascio di luce su due aspetti importanti
nella vita di un credente; il perdono e la correzione fraterna.
E vedrete quanto siamo distanti dal Vangelo.
Alcuni penseranno che, almeno riguardo al peccato, noi cattolici siamo molto preparati.
Abbiamo passato secoli a vedere il peccato ovunque, lo abbiamo analizzato,
studiato, sezionato, come si può dire che non conosciamo a fondo il peccato?
Anzi, molti, ancora oggi, identificato il cristianesimo come una religione morale,
che ci dice cosa è il bene e cosa è il male e la Chiesa come un’autorevole istituzione
che ha il principale compito, in questi tempi confusi, di ribadire cosa è peccato.
Questa è una visione semplicistica che rischia, come di fatto è successo, di produrre
un effetto elastico; tanto più ci si è concentrati sul peccato nel passato, quanto più
oggi nessuno considera peccaminose le proprie azioni.
Una società non educata alla libertà diventa una società anarchica, che rivendica
la libertà di provare ogni emozione, che fa diventare la coscienza del singolo
l’unico metro di giudizio.
Oggi, ad essere onesti, per sentirsi veramente colpevoli bisogna essere
almeno serial-killer!
Tutto il resto; l’egoismo, la corruzione, il pettegolezzo, la violenza verbale,
la calunnia, la pornografia, sono manifestazioni della libertà personale.
Molti ancora pensano che un atto sia peccaminoso perché così Dio ha stabilito.
Sbagliato; nella Bibbia si dice che un peccato è male perché fa del male.
L’uomo, straordinariamente libero, riceve da Dio una coscienza e una Parola per
guidarlo verso la vita.
L’uomo, gestendo male la propria libertà, sostituendosi a Dio, rischia di compiere
gesti che lo portano all’annientamento.
Il peccato non è un’offesa nei confronti di Dio ma nei confronti di ciò che potremmo
diventare; un capolavoro.
Dio non punisce il peccatore; il peccato ci punisce, facendoci precipitare in un
abisso di falsa felicità.
Ma, certo, per vedere le ombre occorre che ci si esponga alla luce della Parola.
Nel cuore dell’uomo alberga la falsa idea di un Dio che punisce, che giudica, che controlla.
Gesù è venuto a liberarci da questa immagine demoniaca di Dio raccontandoci il
volto di un Padre che desidera fortemente il perdono.
Perdono che è dono gratuito, possibilità offerta, occasione di rinascita.
E il discepolo condivide questo perdono.
Perdono che, nella miope prospettiva odierna, è visto come una debolezza.
Quanto è difficile perdonare!
Ci vuole del tempo, una forte fede, una profonda conversione per perdonare chi
mi ha fatto del male!
Quando, in televisione, vedo un giornalista (idiota) che si avvicina al famigliare
di una vittima chiedendo se perdona l’assassino del figlio mi sento salire la rabbia;
è una cosa seria il perdono!
Ci vuole tempo e pazienza per costruirlo, non è un’emozione buonista, ma una
adulta scelta sanguinante!
È possibile perdonare, dice il Vangelo.
E Matteo, oggi, dice come si gestisce il perdono all’interno della comunità.
Il Vangelo ci illustra il modo di gestire i nascenti conflitti nella comunità primitiva;
passato l’entusiasmo dell’adesione al Rabbì, allora come oggi sorgevano i problemi
di dialogo e di comprensione col rischio di gesti estremi (magari in nome del Vangelo!).
La prassi proposta da Gesù è piena zeppa di buon senso; discrezione, umiltà, delicatezza
verso chi sbaglia, lasciandogli il tempo di riflettere, poi l’intervento di qualche fratello,
infine della comunità.
Quanto siamo lontano da questa prassi evangelica!
Ci incontriamo ogni domenica (quando va bene), spesso indifferenti gli uni gli altri,
a parte il gruppuscolo dei devoti al parroco, pronti a notare quello che non va nella
comunità, un po scocciati di dover sottostare a questo rito settimanale che è la Messa.
Non solo non ci interessano gli affari degli altri, ma mai e poi mai ci verrebbe in
mente di occuparci della perdita delle fede di chi ci sta accanto!
Altri, invece, se parlano degli errori di qualcuno, ne sparlano, spesso con sadica
soddisfazione, senza compassione o delicatezza e più si sentono devoti e più sono feroci.
Se noi, discepoli del Misericordioso, non sappiamo avere misericordia, chi mai
ne sarà capace?
Se coloro che hanno avuto il cuore riempito dalla nostalgia di Dio non sanno
cogliere dietro ogni errore un percorso verso la pienezza, chi ne sarà capace?
Se noi, che ancora portiamo il profumo dell’olio della consolazione sulla nostra
pelle, non sappiamo chinarci sul fratello ferito come Cristo buon samaritano si
è chinato su di noi, chi saprà farlo?
Il criterio del Vangelo è pieno di amorevole buon senso; ti voglio bene al punto
che, dopo aver pregato, ti chiedo di interrogarti sui tuoi atteggiamenti.
La franchezza evangelica è un modo concreto di amare, di essere solidali, anche
con durezza, come ha fatto Gesù con la Cananea e con Pietro.
Nelle nostre comunità abbiamo bisogno di scoprire questo modo concreto di
intervenire, di prendere a cuore il destino dei fratelli, senza nasconderci dietro un
ipotetico rispetto che non ci interpella e lascia il fratello nella propria inquietudine.
Non è ciò che Dio chiede ai suoi discepoli; essere profeti di un modo diverso di
amare e di perdonare?
Se davvero il Rabbì ci ha cambiato la vita, ha cambiato anche il modo di vedere
gli altri e di occuparmi degli altri. Proviamo?
Proviamo amici a perdonare, ma non sarà facile, solo il Signore può venirci in
aiuto con la sua Parola; buona Domenica del perdono Fausto.



venerdì 4 settembre 2020

Il Vangelo del Sabato 5 Settembre 2020


Della 22° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Teresa di Calcutta, religiosa.
Prima lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (4,6-15)
Fratelli, imparate [da me e da Apollo] a stare a ciò che è scritto, e non vi
gonfiate d'orgoglio favorendo uno a scapito di un altro.
Chi dunque ti dà questo privilegio? Che cosa possiedi che tu non l'abbia ricevuto?
E se l'hai ricevuto, perché te ne vanti come se non l'avessi ricevuto?
Voi siete già sazi, siete già diventati ricchi; senza di noi, siete già diventati re.
Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo regnare con voi.
Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come
condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.
Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati,
noi disprezzati.
Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi,
andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani.
Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo
diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come
figli miei carissimi.
Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti
padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,1-5) anno pari.
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano
e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi
compagni ebbero fame?
Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede
ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Ci sono persone appiccicate alle regole, che vivono alla luce della propria
autostima, che confondono la fede con un regolamento condominiale.
I farisei sono molto attenti al fatto che i discepoli di Gesù, oltre ad essere poco
mistici (non digiunano!) passeggiando fra i campi colgono alcune spighe di
sabato, quindi lavorando trasgrediscono il precetto del riposo!
Hanno fatto delle regole la loro religione e Gesù cerca di convincerli (inutilmente)
citando la Scrittura; l’episodio in cui Davide, fuggendo da Saul, giunge con
i suoi compagni a Nord e chiede ed ottiene di cibarsi del pane delle offerte.
Gesù, così facendo, oltre a dimostrare una sconfinata pazienza manifesta una
grande conoscenza della Parola e della sua interpretazione e, soprattutto,
ci insegna che ogni norma va inserita nel suo contesto; Dio vuole dei figli
liberi, non dei sudditi ossessionati dalle regole!
Perciò amici, non imitiamo i farisei, ma rendiamoci discepoli liberi di amare
il Signore, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 3 settembre 2020

Il Vangelo del Venerdì 4 Settembre 2020


Della 22° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Rosalia, vergine.
Prima lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (4,1-5).
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.
Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano;
anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di
alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà.
Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori;
allora ciascuno riceverà da Dio la lode.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (5,33-39) anno pari.
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni
digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi
invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo
sposo è con loro?
Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo
per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non
si adatta il pezzo preso dal nuovo.
E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà
gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti.
Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.
Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: "Il vecchio
è gradevole!"».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
A volte appellandoci ai princìpi assoluti e alla tradizione reiteriamo le
tradizioni che sono le nostre piccole abitudini portate avanti con pigrizia,
invece di convertirci sul serio.
Così fanno anche i contemporanei di Gesù, i superdevoti, che fanno le pulci
ai discepoli accusati di essere poco devoti e poco religiosi.
Buffo; hanno pesantemente criticato il Battista e ora rimpiangono il suo
insegnamento e la sua severità.
Gesù non prende molto sul serio queste critiche e invita a guardare oltre,
in alto; è una festa nozze la sua presenza, chi mai potrebbe pensare di
mettersi a dieta in quel giorno?
Ciò che Gesù chiede ai farisei e a noi è un radicale cambiamento di mentalità;
l’esperienza di fede come esperienza gioiosa totalizzante dell’incontro
con lo Sposo che è Dio!
Tutto il resto ruota intorno a questa scoperta, inutile mettere dei tacconi,
delle toppe, alla vecchia idea di Dio, meglio prepararsi ad indossare
l’abito della festa, con l’aiuto della preghiera!
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 2 settembre 2020

Il Vangelo del Giovedì 3 Settembre 2020


Della 22° settimana del Tempo Ordinario.
San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa.
Prima lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (3,18-23)
Fratelli, nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo,
si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è
stoltezza davanti a Dio.
Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia».
E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».
Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo,
Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro!
Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11) anno pari.
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio,
Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda.
I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra.
Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre
reti per la pesca».
Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso
nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli.
Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore,
allontànati da me, perché sono un peccatore».
Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca
che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano
soci di Simone.
Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Ci raggiunge sempre alla fine delle nostre notti, il Signore.
Ci raggiunge alla fine delle nostre notti e dei nostri incubi, ci raggiunge quando
siamo stanchi e depressi.
Ci chiede un gesto di fiducia, all’apparenza inutile, ci chiede di gettare le reti
dalla parte debole della nostra vita, di non contare sulle nostre forze, sulle
nostre capacità, ma di avere fiducia in Lui.
Pietro lo fa e accade l’inaudito.
Il miracolo consiste nel fatto che Pietro vede in quella pesca un segno straordinario.
Il miracolo è sempre nel nostro sguardo, Dio continua a riempire di miracoli
la nostra vita.
E noi non li vediamo.
È turbato, ora, il pescatore.
Che sta succedendo?
Si butta in ginocchio, prima di arrendersi: “Non sono capace, non sono degno”.
È la scusa principale tirata fuori da tutti quelli che, per un istante, sfiorano Dio;
non sono all’altezza, sono un peccatore.
Siamo sempre lì, inchiodati al nostro becero e rancido moralismo; lasciamo
fare a Dio, amici, attraverso la preghiera e ritroveremo serenità e pace!
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.