venerdì 7 agosto 2020

Il Vangelo del Sabato 8 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
San Domenico, Sacerdote.
Prima lettura dal libro del profeta Abacuc (1,12-2,4)
Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo?
Noi non moriremo!
Signore, tu lo hai scelto per far giustizia, l'hai reso forte, o Roccia, per punire.
Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l'oppressione,
perché, vedendo i perfidi, taci, mentre il malvagio ingoia chi è più giusto di lui?
Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come animali che strisciano e non
hanno padrone.
Egli li prende tutti all'amo, li pesca a strascico, li raccoglie nella rete,
e contento ne gode.
Perciò offre sacrifici alle sue sciàbiche e brucia incenso alle sue reti, perché,
grazie a loro, la sua parte è abbondante e il suo cibo succulento.
Continuerà dunque a sguainare la spada e a massacrare le nazioni senza pietà?
Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa
mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti.
Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (17,14-19) anno pari.
In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio
e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio!
È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell'acqua.
L'ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa!
Fino a quando sarò con voi?
Fino a quando dovrò sopportarvi?
Portatelo qui da me».
Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi
non siamo riusciti a scacciarlo?».
Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede.
In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo
monte: "Spòstati da qui a là", ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Ho sempre ammirato l’umiltà degli apostoli.
Invece di scrivere dei vangeli inneggianti alla loro stessa tempra spirituale,
non temono di raccontare le loro figuracce.
Perché a loro non importa essere ricordati per la loro integrità, ma annunciare
la presenza del Maestro.
Il racconto di oggi è impietoso: i discepoli pensano di avere imparato a sufficienza,
non c’è bisogno di scomodare il Signore, in fondo un epilettico non è così grave,
dovrebbero farcela!
E falliscono miseramente, costringendo il povero padre a ricorrere a Gesù per
avere una guarigione.
Sono imbarazzati, gli apostoli; come mai non sono riusciti a guarire il ragazzo?
Gesù è diretto e chiaro con loro; è perché non hanno abbastanza fede, non ci credono.
Stiamo attenti quando vogliamo sostituirci al Maestro, quando pensiamo che, in
fondo, anche noi siamo capaci di aiutare, di condurre, di consolare, di sostenere.
Ricordiamoci sempre che siamo solo servi della Parola, che nessuno ci ha eletto
rappresentanti di Dio, ma che siamo, con gli altri fratelli, discepoli, umili operai
che lavorano nella vigna del Signore.
E cresciamo nella fede, come riusciamo, con semplicità, per poter guarire noi e
gli altri da ogni fragilità, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


giovedì 6 agosto 2020

Il Vangelo del Venerdì 7 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
San Sisto papa e Compagni, martiri.
Prima lettura dal libro del profeta Naum (2,1.3;3,1-3.6-7)
Ecco sui monti i passi d’un messaggero che annuncia la pace!
Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti, poiché il malvagio non passerà
più su di te: egli è del tutto annientato.
Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe, rinnova il vanto d’Israele, anche
se i briganti li hanno depredati e saccheggiano i loro tralci.
Guai alla città sanguinaria, piena di menzogne, colma di rapine, che non
cessa di depredare!
Sìbilo di frusta, fracasso di ruote, scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri, cavalieri
incalzanti, lampeggiare di spade, scintillare di lance, feriti in quantità, cumuli
di morti, cadaveri senza fine, s’inciampa nei cadaveri.
«Ti getterò addosso immondizie, ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dirà: “Nìnive è distrutta!
Chi la compiangerà?
Dove cercherò chi la consoli?”».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (16,24-28) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro
a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria
vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero,
ma perderà la propria vita?
O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi
angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di
aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Parola potente, parola inquietante, parola incompresa è quella che illumina
la nostra giornata.
Gesù chiede ai suoi discepoli di prendere la croce e di seguirlo, di salire con lui
sul Golgota, di gettare il cuore oltre l'ostacolo, di amare fino a morire, se necessario.
Parola incompresa perché troppo spesso crediamo che Dio manda le croci e le
sofferenze, quando Gesù, invece, ci svela che Dio non ama la sofferenza e che,
se avesse potuto, avrebbe volentieri evitato la croce.
Distinguiamo bene la nostra croce, allora; la croce, spesso, ce la infliggono
gli altri o noi stessi e i nostri ragionamenti contorti.
Gesù non vuole un popolo di doloranti, ma di discepoli disposti ad amare
anche a costo di soffrire.
Vale la pena di credere, di osare tutto, di esagerare, dice il Signore, vale la pena
di perdere tutto per incontrare l’Assoluto.
È il proclama presuntuoso di un fanatico religioso o la sfida alle nostre piccole
certezze da parte di Dio?
È vero amici, a nessuno piace soffrire, neanche a me, ma col tempo ho capito
che la sofferenza fa parte della nostra vita, che non la puoi scansare, ma condividere
con amore, con il sorriso e con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


mercoledì 5 agosto 2020

Il Vangelo del Giovedì 6 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Trasfigurazione del Signore.
Prima lettura dal libro del profeta Danièle (7,9-10.13-14)
Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come
la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno
simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo
servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno
non sarà mai distrutto.
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla seconda lettera di san Pietro apostolo (1,16-19) anno pari.
Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro
Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate,
ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa
voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l'amato, nel quale ho posto
il mio compiacimento».
Questa voce noi l'abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui
sul santo monte.
E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a
volgere l'attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché
non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10) anno pari.
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse
su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime:
nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui;
facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una
voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!».
E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non
Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò
che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti.
Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Senza bellezza non possiamo vivere. Lo sappiamo.
Bellezza della natura, bellezza dell’arte, bellezza dei gesti e dell’affetto degli amici.
Bellezza che ci porta, in qualche modo verso Dio.
E oggi, nel cuore dell’estate, celebriamo la bellezza di Dio, così essenziale per
diventare credenti.
Marco, nel suo vangelo, scrive che improvvisamente, guardandosi intorno,
non videro più nessuno se non Gesù solo, con loro.
La conversione alla bellezza è improvvisa.
A noi di guardarci intorno e scoprire la bellezza di Dio per giungere anche noi,
infine, a vedere solo più Gesù nella nostra vita, e noi assieme con lui.
La bellezza convertirà il mondo. E noi, suoi fragili discepoli, siamo spinti a
vivere nella bellezza della relazione e della verità, della compagnia degli uomini
e della Parola, per dire e dare ai nostri fratelli uomini la speranza di una Presenza
che ancora si deve svelare nella sua totalità.
Noi, fragili discepoli, siamo chiamati a testimoniare con semplicità e verità
che solo Gesù colma il nostro cuore, riempie la nostra anima.
La bellezza salverà il mondo, ma di questa bellezza dobbiamo diventare almeno
un pallido riflesso.
Certo amici, se abbiamo ricevuto il riflesso della bellezza di Cristo, dobbiamo
testimoniarla anche a costo di essere dichiarati dei matti e, la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 4 agosto 2020

Il Vangelo del Mercoledì 5 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore. 
Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (31,1-7)
«In quel tempo-oracolo del Signore-io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore: Ha trovato grazia nel deserto un popolo scampato alla
spada; Israele si avvia a una dimora di pace».
Da lontano mi è apparso il Signore: «Ti ho amato di amore eterno, per questo
continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa; dopo aver piantato,
i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno sulla montagna di Èfraim: “Su,
saliamo a Sion, andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore: Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la
prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: “Il Signore ha salvato
il suo popolo, il resto d’Israele”».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28) anno pari.
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise
a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide!
Mia figlia è molto tormentata da un demonio».
Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila,
perché ci viene dietro gridando!».
Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
«È vero, Signore,-disse la donna-eppure i cagnolini mangiano le briciole
che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede!
Avvenga per te come desideri».
E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
È come noi, la cananea.
Non è una discepola, non le importa molto di chi sia Gesù, di cosa faccia, di cosa parli.
Ha un grave problema e Gesù, dicono, potrebbe risolverlo.
Cosa serve di più?
È insistente, come si fa con le divinità, con i guru.
Rispettosa e zuccherosa, per blandire, per convincere.
Come facciamo noi quando, tiepidi e scostanti, ci troviamo di fronte ad un grave
problema e, subito, diventiamo fervorosi; sgraniamo rosari, promettiamo pellegrinaggi,
accendiamo ceri votivi per convincere la distratta divinità ad occuparsi di noi.
Ed è lì, in quel momento, che Dio tace.
Perché mai dovrebbe occuparsi di noi?
Deve prima occuparsi dei suoi figli!
Dei suoi discepoli!
La provocazione di Gesù è un pieno schiaffo alla cananea.
E lei che fa?
lo mi sarei offeso, me ne sarei andato bestemmiando e maledicendo
quell’arrogante profeta.
La donna no, riflette.
Ha ragione, certo.
È proprio un cane nel chiedere un favore senza farsi mai vedere.
Ha ragione, il Maestro.
Ma a volte anche i cani possono leccare le briciole che cadono dalla tavola dei figli.
Sorride, ora, Gesù e, anch’io con Lui.
Questa donna ha capito, certo, ed anch’io ho capito che prima di chiedere
devo pregare e, poi anche ringraziare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 3 agosto 2020

Il Vangelo del Martedì 4 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
San Giovanni M. Vianney, Sacerdote.
Prima lettura dal libro del profeta Geremia (30,1-2.12-15.18-22).
Parola rivolta a Geremìa da parte del Signore: «Così dice il Signore, Dio d'Israele:
Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
Così dice il Signore: La tua ferita è incurabile, la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia; per un'ulcera vi sono rimedi, ma non c'è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti, non ti cercano più; poiché ti ho colpito
come colpisce un nemico, con un castigo spietato, per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così per la tua grande iniquità, perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Così dice il Signore: Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò
compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode, voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno, li onorerò e non saranno disprezzati; i loro
figli saranno come un tempo, la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro, un sovrano uscito dal loro popolo; io lo farò
avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (15,1-2.10-14) anno pari.
In quel tempo alcuni farisei e altri scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono
a Gesù e gli dissero: “Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi?
Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!”.
Riunita la folla, Gesù disse loro: “Ascoltate e comprendete bene!
Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca,
questo rende impuro l’uomo!”.
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: “Sai che i farisei, a sentire questa parola,
si sono scandalizzati?”.
Ed egli rispose: “Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste,
verrà sradicata.
Lasciateli stare!
Sono ciechi e guide di ciechi.
E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!”.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gli avversari più accesi di Gesù sono proprio i devoti, coloro che pensano
di avere un’intima comunione con Dio e di rappresentarne le istanze.
Quei sacerdoti e quei farisei che si sentono e sono i migliori, i pretoriani della fede,
che osservano scrupolosamente ogni piccola norma della Legge.
Ma, così facendo, si ergono a giudici degli altri, pongono distanza, innalzano
muri che allontanano le persone semplici dal fare esperienza di Dio.
Accecati dal loro orgoglio e dalla loro gloria, dimenticano di indicare la strada
che porta alla conoscenza della verità.
Stiamo attenti a non diventare guide cieche e a non seguire ciechi che ci
conducono nel fosso!
È vero, sono un pò cattivello, lo ammetto, ma quello che ho scritto è vero,
perché di queste persone ne ho incontrato, comunque preghiamo, perché
anche loro si convertano.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


domenica 2 agosto 2020

Il Vangelo del Lunedì 3 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal libro del profeta Geremia (28,1-17).
In quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell'anno quarto,
nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel
tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così
dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia!
Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore
che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia.
Farò ritornare in questo luogo
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-36) anno pari.
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire
sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla.
Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.
Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:
il vento infatti era contrario.
Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un
fantasma!» e gridarono dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di
te sulle acque».
Ed egli disse: «Vieni!».
Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.
Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare,
gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede,
perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò.
Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu
sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret.
E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione;
gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo
del suo mantello.
E quanti lo toccarono furono guariti.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Chissà quante tempeste tutti noi, abbiamo attraversato nella vita e chissà
quante altre ne incontreremo.
Io sicuramente amici, ne ho attraversato molte, ancora adesso, mi sembra di
essere su ana barca sballottata dalle onde impetuose.
Eppure, più di una volta ho sperimentato, in situazioni difficili, la presenza del
Signore che m’invitava a confidare in Lui senza avere paura.
Spesso è proprio la paura che ci paralizza, al punto da non sapere più che scelte
dobbiamo fare o in quale direzione andare.
Per tale motivo, qualsiasi ombra ci sembra un fantasma e ci terrorizza.
La soluzione è quella di fidarsi di Dio; Lui c’è, e continua a dirci di non temere.
Se riusciremo a fare questo, la barca della nostra vita, per quanto sballottata
dalle tempeste e dalle onde, non affonderà mai.
Su questa certezza, amici, possiamo come ho fatto io, la nostra esistenza,
sapendo che sarà Lui a guidarci al porto della salvezza, anche attraverso
l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.