sabato 25 luglio 2020

Il Vangelo di Domenica 26 Luglio 2020


Della 17° Domenica del Tempo Ordinario.
Santi Gioacchino ed Anna, Genitori della B.V.M.
Prima lettura dal primo libro dei Re (3,5.7-12)
In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte.
Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di
Davide, mio padre.
Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi.
Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la
quantità non si può calcolare né contare.
Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo
così numeroso?».
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa.
Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te
molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei
tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco,
faccio secondo le tue parole.
Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te
né sorgerà dopo di te».
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 8, 28-30)
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio,
per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere
conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti
fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato,
li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52) anno A.
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro
nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende
tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose;
trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni
genere di pesci.
Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono
i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.
Così sarà alla fine del mondo.
Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace
ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?».
Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli,
è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
La vita è una caccia al tesoro. Bella storia.
E abbiamo in tasca le istruzioni, a saperle leggere.
La mappa è offerta a tutti, gratuitamente.
E invece, tontoloni, siamo lì, col naso per aria, e diamo retta ai tanti che ci
vogliono vendere le istruzioni per la felicità.
Diamo retta ai venditori di fumo, agli esperti di tutto, che ci spiegano che,
per essere felici, abbiamo bisogno di una macchina più grande, di un corpo
più snello, di uno stipendio milionario.
La cosa tragica è che molti credono a questa pia illusione!
Matteo scrive questa pagina trent’anni dopo avere lasciato tutto.
Ha trovato il tesoro mentre lavorava nello spinoso campo della riscossione
dei tributi; lì ha incontrato lo sguardo del Nazareno, l’ospite di Simone il
pescatore, il falegname che si era preso per un profeta.
Il Messia si era avvicinato al banchetto delle imposte, senza odio, come facevano
tutti, senza timore, e gli aveva chiesto di lasciare tutto e di seguirlo così, senza paura.
Ed egli lo aveva fatto, senza sapere bene il perché.
Da allora la sua vita era cambiata.
Pensava di avere in tasca una perla preziosa; soldi, rispetto, conoscenza altolocate;
nello sguardo sorridente di Gesù aveva visto cos’era davvero il tesoro.
Anche noi pensiamo di sapere in che cosa consista la nostra felicità, crediamo
di avere individuato il tesoro e investiamo energie e intelligenza per trovarlo.
Siamo proprio sicuri di sapere cosa ci riempie il cuore?
Mah, sinceramente non lo so!
Salomone è giovane ed eredita da suo padre Davide un regno in difficoltà;
i nemici premono ai confini e il piccolo popolo di Israele è diventato una delle
potenze dell’epoca, lotte intestine dilaniano la corte e Davide stesso ha
sperimentato il dolore lancinante di vedere il proprio trono assediato dai suoi figli.
Salomone, figlio della preferita, Betsabea, è stato scelto. Lui, ora, regna.
Ha di fronte a sé un compito immane; proteggere e governare il popolo,
far costruire il tempio.
È giovane, molto giovane e ha bisogno di aiuto.
Dio gli farà un dono.
Salomone chiede in dono la capacità di agire con saggezza. Grandioso!
Se trovassimo la famosa lampada di Aladino cosa chiederemmo?
Salute, ricchezza, amore, serenità?
Salomone chiede la saggezza di governare un popolo, non per sé, ma per gli altri.
Quando parliamo di tesoro nella nostra vita, quando cerchiamo la felicità,
abbiamo bisogno di saggezza per fare le scelte giuste.
Per la terza domenica consecutiva la liturgia ci consegna una pagina di parabole.
Gesù usa le parabole per facilitare la comprensione del mistero di Dio.
Usando immagini conosciute a quanti lo ascoltano, il Signore dimostra la sua
capacità comunicativa e la sua volontà.
Imparassimo da Lui a parlare di Dio, invece di sfoggiare elaborati linguaggi
teologici incomprensibili ai più!
Tre sono le piccole parabole di oggi.
La prima e l’ultima parlano di qualcosa di prezioso, che cambia la vita alle persone.
Un uomo trova un tesoro mentre sta scavando, ricopre il tutto e compra il campo.
Un collezionista di perle, l’oggetto più prezioso in antichità, come sono per
noi oggi i diamanti, trova una perla straordinaria e la compra.
L’idea di fondo è la stessa; la vita è una ricerca, e Dio solo conosce ciò che
può riempire i nostri cuori.
Solo Dio sa cosa ci rende profondamente felici, autenticamente felici.
A volte incontriamo Dio senza cercarlo, come fa quel tale che trova il tesoro
zappando e, come ho fatto io amici, non lo cercavo assolutamente, è stato Lui che
mi ha trovato, perché, era da tanto tempo che mi cercava, ma io mi nascondevo.
Altre volte, invece, l’incontro con Dio è l’approdo dopo una lunga e laboriosa
ricerca che può durare tutta la vita.
Cosa stiamo cercando? Stiamo ancora cercando?
Nel cuore dell’estate il Signore si propone come colui che, unico, colma il nostro cuore.
Sul lago di Tiberiade la pesca avveniva a strascico.
Una volta giunti a riva i pescatori dovevano fare una cernita, rigettando in mare
i pesci impuri o non commestibili.
Così è la dinamica spirituale; una volta scoperto il tesoro, rapiti dall’entusiasmo,
ci mettiamo al seguito del Signore.
Ma occorre fare una cernita delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti, come
il campo seminato a buon grano cresce con la zizzania, così la nostra vita
spirituale cresce con fatica, dopo l’adesione degli inizi.
La costanza nasce dalla meditazione della Parola, dalla frequentazione del
Signore, dalla compagnia della comunità.
Ma, per oggi, facciamo memoria del momento in cui abbiamo trovato il tesoro
e trovato la perla.
E se questo non è ancora avvenuto, diamoci da fare!
Spero, amici, che queste mie meditazioni possano facilitarvi la ricerca,
Buona Domenica Fausto.



venerdì 24 luglio 2020

Il Vangelo del Sabato 25 Luglio 2020


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
San Giacomo, Apostolo.
Prima lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (4,7-15)
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa
straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi.
In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non
disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando
sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di
Gesù si manifesti nel nostro corpo.
Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di
Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale.
Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto,
perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui
che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà
accanto a lui insieme con voi.
Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia
abbondare l'inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo dal Vangelo secondo Matteo (20,20-28) anno pari.
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli
e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?».
Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla
tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.
Potete bere il calice che io sto per bere?».
Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia
sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.
Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano
su di esse e i capi le opprimono.
Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore
e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.
Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare
la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Giacomo è stato il primo, fra i dodici, a versare il proprio sangue in
testimonianza al Signore.
È bello per noi, nel cuore dell’estate, fare memoria di un apostolo.
Siamo così poco abituati a pensarli come persone reali, che hanno avuto un
percorso di vita, degli affetti, che hanno compiuto degli sbagli, che portavano
nel cuore dei sogni.
Ce lo immaginiamo, invece, come una statua e non come una persona reale.
Quanta passione deve avere attraversato il suo cuore per lasciare tutto
e seguire il Maestro?
E per restargli fedele fino alla morte drammatica?
Quanta fatica deve avere fatto per superare gli scogli incomprensibili che si
sono presentati lungo il percorso di Gesù?
Quante notti insonni ha affrontato pensando a ciò che stava accadendo?
Il suo corpo è sepolto in Spagna, meta di pellegrinaggi dal Medioevo.
Chiediamogli, oggi di diventare dei veri cercatori di Dio, dei pellegrini bisognosi
di conforto, attraverso l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 23 luglio 2020

Il Vangelo del Venerdì 24 Luglio 2020


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (3,14-17)
Ritornate, figli traviati-dice il Signore-perché io sono il vostro padrone.
Io vi prenderò uno da ogni città e due da ciascuno famiglia e vi condurrò a Sion.
Vi darò pastori secondo il mio cuore, i quali vi guideranno con scienza e intelligenza.
Quando poi vi sarete moltiplicati e sarete stati fecondi nel paese, in quei giorni-dice
il Signore-non si parlerà più dell’arca dell’alleanza del Signore; nessuno ci penserà
né se ne ricorderà; essa non sarà rimpianta né rifatta.
In quel tempo chiameranno Gerusalemme trono del Signore; tutti i popoli vi
si raduneranno nel nome del Signore e non seguiranno più la caparbietà del
loro cuore malvagio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (13,18-23) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi dunque ascoltate la
parabola del seminatore.
Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno
e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.
Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e
l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena
giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno.
Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del
mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto.
Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende;
questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù osserva la realtà quotidiana e poi, attraverso dei semplici racconti,
trasmette una grande verità; il cuore dell'uomo è uno spazio misterioso,
nel quale si decidono tante cose; una delle più importanti è quale peso ed
importanza dare alla Parola di Dio.
È lì, infatti, che ci decidiamo per Dio facendo spazio alla sua Parola, oppure lo
soffochiamo in mezzo a tante altre cose che prendono, man mano, il suo posto.
Un cuore disponibile, un animo attento ed una persona semplice che le si pone
dinanzi con l’intenzione di lasciarsi guidare da essa; ecco le condizioni ideali
che permettono alla Parola di Dio di portare frutto.
Solo così essa, miracolosamente, germoglia ponendo radici forti nella vita
di chi l'accoglie.
E noi, siamo pronti ad accogliere veramente la Parola del Signore, perché
possa portare buoni frutti?
Spero proprio di si, se fatichiamo, facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 22 luglio 2020

Il Vangelo del Giovedì 23 Luglio 2020


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Brigida, di Svezia Compatrona d'Europa
Prima lettura dalla lettera di san Paolo Apostolo ai Galati (2,19-20)
Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio.
Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.
E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre
mio è l'agricoltore.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto,
lo pota perché porti più frutto.
Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così
neanche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,
lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete
e vi sarà fatto.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
È davvero singolare il gruppo di santi che la Chiesa ha scelto come patroni d’Europa.
Dal fondatore del monachesimo occidentale, Benedetto, italiano, che ha posto la
ricerca di Dio nel silenzio come pilastro della sua intuizione, ai fratelli Cirillo e Metodio,
vissuti alla fine del primo millennio, che inventarono una lingua nuova, il cirilliaco,
per annunciare il Vangelo ai popoli dell’Est e ci richiamano all’urgenza
dell’evangelizzazione, alla docente universitaria Edith Stein, uccisa in campo
di concentramento per la sua origine ebraica, che ci richiama i rischi di un
nazionalismo impazzito.
Santa Brigida, oggi, ci ricorda il fatto che possiamo essere nel mondo pur
appartenendo a Dio.
Questa donna esemplare, svedese, sposa e madre di otto figli (una di loro, Caterina,
fu canonizzata), seppe occuparsi attivamente della carità cristiana, compì numerosi
pellegrinaggi e concluse la sua vita fondando una congregazione religiosa che negli
intenti avrebbe dovuto essere composta da uomini e donne; guidati da una badessa,
cosa mai realizzata, e ne intuiamo le ragioni.
Purtroppo erano anni bui, non lasciamo che quegli anni possano ritornare per
destabilizzare il mondo e, per questo preghiamo il Signore.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 20 luglio 2020

Il Vangelo del Mercoledì 22 Luglio 2020


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Maria Maddalena, Apostola
Prima lettura dal dal Cantico dei Cantici (3,1-4a)
Così dice la sposa: «Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l'amore dell'anima
mia; l'ho cercato, ma non l'ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare
l'amore dell'anima mia.
L'ho cercato, ma non l'ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: "Avete visto l'amore
dell'anima mia?".
Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l'amore dell'anima mia».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1.11-18) anno pari.
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino,
quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù
amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo
dove l'hanno posto!».
Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva.
Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti
l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?».
Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.
Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».
Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai
portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!».
Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!»-che significa: «Maestro!».
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va'
dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!»
e ciò che le aveva detto.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Quanto è amata la piccola Maria di Magdala?
Simbolo della misericordia e del perdono ricevuto, la santa unisce in sé tre
figure storiche; la peccatrice perdonata, la sorella di Lazzaro e una discepola
proveniente da Magdala.
A Vèzelay, in Borgogna, una straordinaria cattedrale romanica custodisce,
secondo la tradizione, le spoglie mortali di santa Maria Maddalena.
Appena prima di uscire da una delle tre porte della facciata, un capitello
posto in alto, inaccessibile alla vista, rivela il paradosso dei paradossi.
Lo scultore raffigura l’impiccagione di Giuda, ma sull’altro lato un pastore,
il buon pastore, porta sulle spalle il povero Giuda.
Il volto del pastore è diviso a metà, mischiando gioia e sofferenza.
È Cristo che porta sulle sue spalle l’anima di Giuda.
Mettetevi l’animo in pace accusatori di Giuda, lui ha sbagliato, certo, ma
a fin di bene secondo la sua idea, ma noi siamo sicuri di non sbagliare mai?
Solo in quel luogo si poteva osare tanto.
Maria di Magdala continua a ricordarci la misura senza misura
dell’amore infinito di Dio.
Lei che ha sperimentato il perdono senza condizioni, ancora ci invita a
diventare discepoli della compassione, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 19 luglio 2020

Il Vangelo del Lunedì 20 Luglio 2020


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
Sant’Apollinare, Vescovo e Martire
Prima lettura dal libro del profeta Michea (6,1-4.6-8)
Ascoltate dunque ciò che dice il Signore: «Su, illustra la tua causa ai monti
e i colli ascoltino la tua voce!».
Ascoltate, o monti, il processo del Signore, o perenni fondamenta della terra,
perché il Signore è in causa con il suo popolo, accusa Israele.
«Popolo mio, che cosa ti ho fatto?
In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
Forse perché ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, ti ho riscattato dalla
condizione servile e ho mandato davanti a te Mosè, Aronne e Maria?».
«Con che cosa mi presenterò al Signore, mi prostrerò al Dio altissimo?
Mi presenterò a lui con olocausti, con vitelli di un anno?
Gradirà il Signore migliaia di montoni e torrenti di olio a miriadi?
Gli offrirò forse il mio primogenito per la mia colpa, il frutto delle mie viscere
per il mio peccato?».
Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te:
praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (12,38-42) anno pari.
In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo
vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno!
Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta.
Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio
dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione
e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono.
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona!
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione
e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare
la sapienza di Salomone.
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Hanno appena decretato la morte di Gesù, i farisei, e ora chiedono un segno.
Chiedono delle prove quando, invece, nulla farà loro cambiare idea.
Hanno deciso che deve morire, intervengono solo per confermare la loro decisione.
E Gesù non ci sta, non porge l’altra guancia, non accetta la provocazione,
non dona le perle ai porci.
E indica un solo segno; quello di Giona.
Giona, il pavido profeta, il vigliacco, che fugge, invece di accogliere l’invito
di Dio a predicare a Ninive.
Ma che, alla fine, accetta con rassegnazione il compito e cammina fra le strade
della grande città per invitare a conversione.
Ci sono già stati i profeti, non abbiamo bisogno di ulteriori stimoli, di nuove prospettive.
Abbiamo tutte le risorse per credere, per non scoraggiarci, per restare discepoli.
Se la regina di Saba ha fatto tanta strada per vedere Salomone e la sua sapienza,
molto più di Salomone c’è quì, è che non la vogliamo vedere, non vogliamo
scomodarci per scoprire qualche cosa di più bello.
Diventiamo curiosi del Vangelo, amici, come ho fatto io; sicuramente ci stupirà,
se lo leggiamo con il cuore e con l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.