venerdì 14 febbraio 2020

Il Vangelo del Sabato 15 Febbraio 2020


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal primo libro dei Re (12,26-32;13,33-34)
In quei giorni, Geroboàmo, [re d’Israele], pensò: «In questa situazione il
regno potrà tornare alla casa di Davide.
Se questo popolo continuerà a salire a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel
tempio del Signore, il cuore di questo popolo si rivolgerà verso il suo signore, verso
Roboàmo, re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboàmo, re di Giuda». 
Consigliatosi, il re preparò due vitelli d’oro e disse al popolo: «Siete già saliti
troppe volte a Gerusalemme!
Ecco, Israele, i tuoi dèi che ti hanno fatto salire dalla terra d’Egitto».
Ne collocò uno a Betel e l’altro lo mise a Dan.
Questo fatto portò al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per prostrarsi
davanti a uno di quelli.
Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti, presi da tutto il popolo,
i quali non erano discendenti di Levi.
Geroboàmo istituì una festa nell’ottavo mese, il quindici del mese, simile alla
festa che si celebrava in Giuda.
Egli stesso salì all’altare; così fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva
eretto, e a Betel stabilì sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture.
Geroboàmo non abbandonò la sua via cattiva.
Egli continuò a prendere da tutto il popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque
lo desiderava conferiva l’incarico e quegli diveniva sacerdote delle alture.
Tale condotta costituì, per la casa di Geroboàmo, il peccato che ne provocò
la distruzione e lo sterminio dalla faccia della terra.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (8,1-10) anno pari.
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare,
Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla;
ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare.
Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino;
e alcuni di loro sono venuti da lontano». 
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?».
Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra.
Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché
li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla.
Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece
distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte.
Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Davanti alla fame della folla anche noi ci sentiamo impotenti.
Davanti alle notizie catastrofiche corriamo il rischio di scivolare nel
pessimismo più cupo, più catastrofico.
Come possiamo sfamare nel deserto della Storia tutta questa gente?
Il Signore ci chiede, ancora una volta, di mettere a disposizione ciò che siamo,
di condividere la nostra pochezza.
Il particolare che caratterizza Marco è il numero dei pani da condividere; sette.
Sette, in Israele, è il numero della perfezione.
E sette saranno le ceste avanzate colme di cibo.
Anche se i nostri mazzi sono piccoli, siamo chiamati a metterli totalmente
a disposizione, al meglio delle nostre forze.
E non solo sfameremo chi ci sta attorno, ma ancora avanzeremo per noi e per
gli altri l’amore che siamo disposti a mettere in circolo.
Ed è vero, amici, io non sono intelligente, ho fatto solo la 5° elementare tanti
anni fa, ma ho voluto mettere a disposizione del Signore la mia persona ed il
mio tempo e, il risultato è stato per me sorprendente, perciò, lo potete fare
anche voi, basta solo farsi aiutare dalla preghiera, tutto qui.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 13 febbraio 2020

Il Vangelo del Venerdì 14 Febbraio 2020


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Santi. Cirillo, monaco e Metodio, vescovo, patroni d’Europa.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (13,46-49)
In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza
dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto
a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della
vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.
Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto per essere luce delle genti,
perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra».
Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore,
e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.
La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9) anno pari.
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due
davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!
Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa,
né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti
ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi
lavora ha diritto alla sua ricompensa.
Non passate da una casa all'altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà
offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: È vicino a voi il regno di Dio”.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale
Salonicco, Grecia) all’inizio del 9° secolo, evangelizzarono i popoli della
Pannonia e della Moravia.
La loro presenza richiama l’Europa dei burocrati e delle banche a cercare
l’anima che unisce popoli diversi, a trovare, come fece Cirillo, una lingua
con cui potere comunicare la fede in Gesù Cristo.
È un grave errore, dalle enormi conseguenze, ignorare il fatto che l’Europa
è nata come tale intorno ai valori cristiani che oggi vengono snobbati in nome
di un mal compreso senso di rispetto.
Affidiamo la nostra Europa, sull’orlo di una crisi di identità, al Signore.
Oggi, poi, gli innamorati invocano il vescovo ternano Valentino a proteggere
il loro amore.
Volentieri preghiamo perché l’amore, e in particolare l’amore di coppia (cioè,
uomo e donna), sia saldamente ispirato al Vangelo, chiedendo aiuto alla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 12 febbraio 2020

Il Vangelo del Giovedì 13 Febbraio 2020


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal primo libro dei Re (11,4-13)
Quando Salomone fu vecchio, le sue donne gli fecero deviare il cuore per
seguire altri dèi e il suo cuore non restò integro con il Signore, suo Dio,
come il cuore di Davide, suo padre.
Salomone seguì Astarte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti.
Salomone commise il male agli occhi del Signore e non seguì pienamente
il Signore come Davide, suo padre.
Salomone costruì un’altura per Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che
è di fronte a Gerusalemme, e anche per Moloc, obbrobrio degli Ammoniti.
Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso
e sacrifici ai loro dèi.
Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché aveva deviato il suo cuore dal
Signore, Dio d’Israele, che gli era apparso due volte e gli aveva comandato di non
seguire altri dèi, ma Salomone non osservò quanto gli aveva comandato il Signore.
Allora disse a Salomone: «Poiché ti sei comportato così e non hai osservato
la mia alleanza né le leggi che ti avevo dato, ti strapperò via il regno e lo
consegnerò a un tuo servo.
Tuttavia non lo farò durante la tua vita, per amore di Davide, tuo padre;
lo strapperò dalla mano di tuo figlio.
Ma non gli strapperò tutto il regno; una tribù la darò a tuo figlio, per amore
di Davide, mio servo, e per amore di Gerusalemme, che ho scelto».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (7,24-30) anno pari.
In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro.
Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non
poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena
seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi.
Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia.
Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene
prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano
le briciole dei figli».
Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Chiede il miracolo per sua figlia la donna pagana.
Non sa chi è Gesù, qualcuno le ha detto che opera guarigioni.
Non ha una storia, o un nome; è solo una madre angosciata per sua figlia, che
si rivolgerebbe a qualunque santone o guaritore pur di riaverla sana e libera.
E Gesù la mette alla prova.
Perché si rivolge a Lui?
Non ha fede, non è discepola, perché mai uno dovrebbe dare il pane dei figli ai cani?
La provocazione è forte, eppure efficace.
Non sempre chi ti dà uno schiaffo ti vuole del male.
Sta alla donna, ora, reagire.
Farà l’offesa?
Si chiuderà a riccio?
No; si guarda dentro, riconosce il male dentro di lei. È vero, la sua è una
fede interessata, superstiziosa, non ha scusanti.
Ma a volte i cani mangiano le briciole che cadono dal tavolo dei figli.
Sorride, Gesù, e restituisce la salute a sua figlia e a lei la fede.
Certo, non è sempre facile, ma è possibile ritrovare la fede persa,
con l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 11 febbraio 2020

Il Vangelo del Mercoledì 12 Febbraio 2020


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal primo libro dei Re (10,1-10)
In quei giorni, la regina di Saba, sentita la fama di Salomone, dovuta al nome
del Signore, venne per metterlo alla prova con enigmi.
Arrivò a Gerusalemme con un corteo molto numeroso, con cammelli carichi
di aromi, d’oro in grande quantità e di pietre preziose.
Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore.
Salomone le chiarì tutto quanto ella gli diceva; non ci fu parola tanto nascosta
al re che egli non potesse spiegarle.
 La regina di Saba, quando vide tutta la sapienza di Salomone, la reggia che
egli aveva costruito, i cibi della sua tavola, il modo ordinato di sedere dei suoi servi,
il servizio dei suoi domestici e le loro vesti, i suoi coppieri e gli olocausti che
egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza respiro.
Quindi disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo
conto e sulla tua sapienza!
Io non credevo a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi
non hanno visto; ebbene non me n’era stata riferita neppure una metà!
Quanto alla sapienza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita.
Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi servi, che stanno sempre alla tua presenza
e ascoltano la tua sapienza! Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto
di te così da collocarti sul trono d’Israele, perché il Signore ama Israele in eterno
e ti ha stabilito re per esercitare il diritto e la giustizia».
Ella diede al re centoventi talenti d’oro, aromi in gran quantità e pietre preziose.
Non arrivarono più tanti aromi quanti ne aveva dati la regina di Saba al re Salomone.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (7,14-23) anno pari.
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi
tutti e comprendete bene!
Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro.
Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano
sulla parabola.
E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere?
Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro,
perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?».
Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male:
impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza,
invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Il male è sempre fuori di noi, pensano in molti, la colpa è sempre di qualcun
altro; della società, dei genitori, del mio datore di lavoro, del mio coniuge!
È dentro di noi il male, fa parte della nostra natura umana, e solo noi
possiamo riconoscerlo, affrontarlo e superarlo.
Riconoscerlo; senza scaricare la colpa delle nostre azioni su altri, chiamando
per nome cognome i nostri difetti.
Affrontarlo, in un allenamento spirituale che vuole estirpare i vizi e coltivare le virtù.
Superarlo, non per diventare super uomini o super donne, ma per dare spazio
alla parte migliore e luminosa di ciascuno di noi.
Esiste il male, e lavora, ed è ingenuo e pericoloso ignorarlo o sopravvalutarlo.
Lasciamo che la luce del Vangelo, oggi, faccia arretrare le tenebre in noi,
aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 10 febbraio 2020

Il Vangelo del Martedì 11 Febbraio 2020

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Beata Vergine Maria di Lourdes.
Prima lettura dal primo libro dei Re (8,22-23.27-30)
In quei giorni, Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta
l’assemblea d’Israele e, stese le mani verso il cielo, disse:
«Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra!
Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te
con tutto il loro cuore.
 Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra?
Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa
che io ho costruito!
Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per
ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te!
Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai
detto: “Lì porrò il mio nome!”.
Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo.
Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno
in questo luogo.
Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (7,1-13) anno pari.
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi,
venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure,
cioè non lavate; i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati
accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal
mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose
per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti,
quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano
secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per
osservare la vostra tradizione.
Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o
la madre sia messo a morte”.
Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei
aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla
per il padre o la madre.
Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi.
E di cose simili ne fate molte».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù è molto duro e diretto contro l’ipocrisia dei farisei che sostituiscono
le proprie (legittime) tradizioni alla Legge di Dio.
È il rischio di ogni esperienza di fede, di ogni religione, anche della nostra;
quella di confondere i piani, di non distinguere ciò che è essenziale da ciò che
è approssimativo, legato alle abitudini degli uomini.
Quante volte, nella Chiesa, nelle parrocchie, si litiga per delle tradizioni che
sono state elevate al rango di parola divina!
Gesù non è un anarchico che elimina la legge, perché sa che la Legge è il vestito
dell’amore, la concretezza del bene, l’organizzazione del dono di sé.
Ma quando la tradizione nasconde la Legge, la uccide, la soffoca, Gesù reagisce
con veemenza, difende la Legge così come è uscita dal cuore di Dio.
Non lasciamoci travolgere dalle tradizioni, solo il Vangelo se letto con il cuore,
ci può aiutare a riconoscere la verità; facciamoci fatica?
Facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 9 febbraio 2020

Il Vangelo del Lunedì 10 Febbraio 2020

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
S. Scolastica, vergine.
Prima lettura dal primo libro dei Re (8,1-7.9-13)
In quei giorni, Salomone convocò presso di sé in assemblea a Gerusalemme
gli anziani d’Israele, tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per fare
salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion.
Si radunarono presso il re Salomone tutti gli Israeliti nel mese di Etanìm,
cioè il settimo mese, durante la festa.
Quando furono giunti tutti gli anziani d’Israele, i sacerdoti sollevarono l’arca
e fecero salire l’arca del Signore, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti
sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti e i levìti.
Il re Salomone e tutta la comunità d’Israele, convenuta presso di lui, immolavano
davanti all’arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano
calcolare per la quantità.
 I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nel sacrario
del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini.
Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell’arca; i cherubini, cioè,
proteggevano l’arca e le sue stanghe dall’alto.
Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposto
Mosè sull’Oreb, dove il Signore aveva concluso l’alleanza con gli Israeliti
quando uscirono dalla terra d’Egitto.
Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore,
e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube,
perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore.
Allora Salomone disse: «Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura.
Ho voluto costruirti una casa eccelsa, un luogo per la tua dimora in eterno».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (6,53-56) anno pari.
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra,
giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione,
cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze
e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo
toccavano venivano salvati.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Alla gente basta toccare il lembo del mantello di Gesù per sperimentare la sua
forza di guarigione.
Certo, non è ancora fede piena, ma intanto Gesù vuole dimostrare che quelle
guarigioni sono segno di un messaggio più grande.
Esse sono infatti simbolo di una salvezza molto più profonda, che non tocca
solo il corpo, ma anzitutto lo spirito; il Messia è colui che porta la guarigione
dal peccato, che è l’unica vera malattia mortale da cui guardarsi con attenzione.
La gente, però, non capisce e chiede una salvezza a buon mercato, immediata.
Quando Dio non esaudisce certe nostre richieste, è perché vuole che noi
capiamo che anche le malattie servono per comprendere più in profondità
il suo amore e la sua grazia.
Non sarà facile per nessuno e, solo la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.