mercoledì 11 settembre 2019

Il Vangelo del Giovedì 12 Settembre 2019


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
SS. Nome di Maria.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (3,12-17)
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza,
di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda
e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei
riguardi di un altro.
Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto.
E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati
in un solo corpo.
E rendete grazie!
La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.
Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti
ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori.
E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del
Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate
i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi
maledicono, pregate per coloro che vi trattano male.
A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello,
non rifiutare neanche la tunica.
Da a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.
Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta?
Anche i peccatori amano quelli che li amano.
E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta?
Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta?
Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla,
e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli
è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;
perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà
versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato
a voi in cambio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Luca riprende e riassume il lungo discorso della montagna che Matteo
riporta per tre capitoli del suo Vangelo.
Ma è il finale che ci lascia sbalorditi; là dove Matteo conclude l’intera sezione
scrivendo, “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli, Luca
corregge dicendo; siate misericordiosi come è misericordioso il Padre”.
La perfezione del Padre consiste nella misericordia, non in una sterile religiosità
virtuosa e devota priva di ogni emozione e passione.
Dio è la sorgente di ogni misericordia; là dove la nostra miseria si incontra
nel suo cuore.
Da qui dobbiamo ripartire per annunciare con credibilità il Vangelo.
È dalla compassione e dalla misericordia che dobbiamo annunciare il volto di Dio!
Solo toccando il cuore delle persone potremo invitarle alla conversione,
spingerle ad abbracciare l’esigenza logica evangelica.
Solo scoprendo quanto siamo amati possiamo diventare persone nuove.
Tutti siamo amati dal Padre misericordioso, a noi farlo scoprire alle persone
che ci circondano, facendoci aiutare dalla preghiera.  
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 10 settembre 2019

Il Vangelo del Mercoledì 11 Settembre 2019


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (3,1-11)
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto
alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!
Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con
lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni,
desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria; a motivo di queste cose l’ira di
Dio viene su coloro che gli disobbediscono.
Anche voi un tempo eravate così, quando vivevate in questi vizi.
Ora invece gettate via anche voi tutte queste cose: ira, animosità, cattiveria,
insulti e discorsi osceni, che escono dalla vostra bocca.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le
sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza,
ad immagine di Colui che lo ha creato.
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o in circoncisione, barbaro, Scita,
schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,20-26) anno dispari.
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi,
poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando
e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del
Figlio dell’uomo.
Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa
è grande nel cielo.
Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Luca riprende Matteo e il suo discorso della montagna con la strabiliante
pagina delle beatitudini.
Ma aggiunge qualcosa di suo, scoperto nella sua lunga e meticolosa indagine
sull’origine della fede che egli ha conosciuto attraverso la predicazione di Saulo.
Sintetizza le beatitudini e aggiunge quattro ammonizioni, quattro “guai” che
spaventano, soprattutto nelle pagine del Vangelo della misericordia.
Perché lo fa?
Me lo sono chiesto mille volte!
Perché vivere le beatitudini costa fatica e conversione.
Ha ragione Luca a non fare le cose semplici; è impegnativo vivere le beatitudini
e su tutto rischia di prevalere la logica del mondo, così ben sintetizzata nella
drammatica sintesi che egli ne dà; piacere, ricchezza, potere.
L’orizzonte in cui Luca si situa, però, ci apre alla speranza; le beatitudini
contrapposte alla logica del mondo emergono ancora di più in tutta la loro
strabiliante novità e innovazione!
Facciamo nostre le beatitudini, anche se è difficile seguirle, ma abbiamo la
preghiera che ci può aiutare a seguirle.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 9 settembre 2019

Il Vangelo del Martedì 10 Settembre 2019


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (2,6-15)
Fratelli, come avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati
e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando
nel rendimento di grazie.
Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti
raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e
non secondo Cristo.
È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate
della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza.
In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da
mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione
di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la
fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e
della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando
il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha
tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.
Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico
spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,12-19) anno dispari.
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte
pregando Dio.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali
diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro;
Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo,
Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio
di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.
C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea,
da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo
ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti
impuri venivano guariti.
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Prega tutta la notte il Signore prima di scendere e scegliere i dodici.
Quei dodici.
Luca ci indica che la scelta fu preceduta da una notte di preghiera.
E mi sorge un dubbio; forse Gesù non sapeva pregare?
Fatemi capire; il figlio di Dio passa la notte in preghiera, si consulta col
Padre e sul fare del mattino sceglie quei dodici?
Forse avrebbe fatto meglio a lasciar perdere e dormire!
Una preghiera che non ha portato dei grandi frutti, si direbbe!
Così appare al nostro sguardo mondano e meschino; Gesù in realtà, scegliendo
proprio quei dodici intende mostrarci cosa è la Chiesa nel cuore di Dio; una
comunità di uomini e donne diversi in tutto ma uniti dalla passione per il Cristo!
Non ci siamo scelti, ma il Signore ci ha scelti (difatti, non gli ho chiesto di fare
quello che sto facendo, macchè, è stato Lui ad incastrarmi, e ne sono contento),
e i nostri difetti non sono un limite insuperabile per la straordinaria opera di Dio.
Impariamo amici, a diventare Chiesa secondo il cuore di Dio, secondo il progetto
del Maestro Gesù, facendoci aiutare dalla preghiera, come ha fatto Lui.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 8 settembre 2019

Il Vangelo del Lunedì 9 Settembre 2019


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
S. Pietro Claver, sacerdote.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (1,24-2,3)
Fratelli, sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a
ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo
corpo che è la Chiesa.
Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso
di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli
e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo
alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria.
È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno
con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.
Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in
me con potenza.
Voglio infatti che sappiate quale dura lotta devo sostenere per voi, per quelli
di Laodicèa e per tutti quelli che non mi hanno mai visto di persona, perché
i loro cuori vengano consolati.
E così, intimamente uniti nell’amore, essi siano arricchiti di una piena
intelligenza per conoscere il mistero di Dio, che è Cristo: in lui sono nascosti
tutti i tesori della sapienza e della conoscenza.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,6-11) anno dispari.
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare.
C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata.
Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di
sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano
paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!».
Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del
bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».
E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!».
Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello
che avrebbero potuto fare a Gesù.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù conosce i pensieri di ogni uomo.
Egli dunque sa che i farisei e gli scribi non cercano la verità.
Se lo avessero fatto, prima o poi sarebbero arrivati a Lui.
Ma essi, in realtà, hanno già deciso di non far entrare nel loro cuore il Cristo,
per cui anche di fronte al miracolo essi fremono nei loro animi, e si danno
da fare per trovare il modo di liberarsi di Lui.
Dio ci ha creati liberi, e non forza mai la nostra libertà; questo significa che
possiamo persino chiuderci e rifiutare le proposte d’amore che Egli ci fa.
La libertà è un dono grandissimo che ci fa comprendere la nostra dignità.
Ma è anche un dono terribile, perché possiamo decidere di rifiutare colui
che ci cerca continuamente.
Riflettere su ciò è già grande insegnamento e ci aiuta a fare le scelte giuste
per rafforzare sempre di più il nostro rapporto d’amore con Dio.
Perciò, riflettiamo bene su cosa vogliamo fare; se amare o non amare il
Signore, ma decidiamo in fretta prima che sia troppo tardi, facendoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 7 settembre 2019

Il Vangelo di Domenica 8 Settembre 2019


Della 23° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Sapienza (9,13-18)
Quale uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un
corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente
piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata
di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti
in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza.
Parola di Dio.
2° Lettura dalla lettera a Filèmone (9b-10.12-17)
Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche
prigioniero di Cristo Gesù.
Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene.
Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono
in catene per il Vangelo.
Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia
forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi
per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come
fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come
uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33) anno C.
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù.
Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami
suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria
vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere
mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa
e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro,
tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato
a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a
esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro
con ventimila?
Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’estate è ormai in dirittura d’arrivo; fra una settimana la stragrande
maggioranza delle scuole riaprirà e così le parrocchie col loro tran-tran
di catechismi e gruppi.                                                            
La Parola di questa estate ci ha accompagnato con forza; Gesù ci ha prima
chiesto chi è Lui per noi, per poi dirci come Lui vorrebbe che fosse il discepolo.
Una riflessione da brivido estivo.
E oggi la Parola aggiunge un altro forte tassello alla riflessione.
Davanti a tanta esigenza, qualcuno potrebbe pensare: “E chi ce la fa a fare
il discepolo in questo modo?
Meglio vivacchiare da buon cattolico semi praticante.                                                                                              E poi, chi pretende di essere Gesù?”.
La risposta, al solito, non si fa attendere.
Rintracciare le cose del cielo.
L’autore del libro della Sapienza scrive una riflessione che non stonerebbe (anzi!)
come editoriale in uno dei nostri autorevoli quotidiani nazionali.
L’autore scopre che: “I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre
riflessioni; chi può rintracciare le cose del cielo?”, scopre che, nonostante tutto,
non abbiamo in noi la risposta di senso.
Il nostro mondo, che ha fatto progressi incredibili nella scienza e nella
conoscenza, stenta a crescere nella sapienza, non riesce a dare risposte
alle domande di senso degli uomini.
Il nostro è un mondo tecnologico, organizzato, che cerca di varcare gli spazi
siderali, che conosce gran parte dei segreti dell’energia, che riesce a migliorare
continuamente il benessere degli abitanti del pianeta (almeno quelli dell’emisfero
del Nord), ma che non riesce a dare risposta al ragazzo che si rifugia nella droga,
non riesce a contenere l’odio che si scatena nella guerra, non scavalca
l’indifferenza e la solitudine che rinchiudono in gabbie di cemento le famiglie.
L’autore della Sapienza si dà una risposta; l’unica cosa essenziale è cercare la
sapienza, entrare dentro le cose, non accontentarsi, andare oltre l’apparenza,
riscoprire le profondità dell’essere, là dove dimora Dio.
La sapienza che non è cultura o intelligenza, ma assaporare la realtà, scoprire,
come ci dirà Gesù, che siamo creati per amare e, amando, cambiare il mondo.
Abbiamo bisogno del dono della Sapienza per sollevare il nostro sguardo in alto.
Per dove? Dove si trova la felicità?
Gesù ha una risposta bruciante inebriante; io solo-dice-posso colmare ogni desiderio.
Alla fine dell’estate di riflessione, il Signore ci invita a farci due conti in tasca, per
accorgerci che il nostro cuore ha bisogno di una pienezza che Dio solo può donare.
Gesù non si propone come il fondatore di una filosofia o di una religione ma come
l’unico in grado di portarci a Dio e di vivere in pienezza.
E Gesù incalza e ci sfida; Egli pretende di essere più di ogni affetto, più della gioia
più grande, (l’amore, la paternità, la maternità), che un uomo possa sperimentare.
Amare Lui di più significa che Egli è in grado di darci più della più grande gioia
che siamo in grado di vivere.
Che presuntuoso questo Gesù!
Davvero può donare una gioia più grande della più grande gioia che
riusciamo a sperimentare? Può amici.
Fratelli e sorelle come noi, non esaltati, non “strani”, non diversi, hanno scoperto
questa cosa, ci testimoniano che sì, il Signore è la pienezza della vita.
E il cristianesimo ha scavalcato più di duemila anni di storia e di mediocrità dei
propri fedeli perché (pochi) uomini e donne divorati dall’incontro con Cristo
lo hanno reso credibile.
Sì; è possibile incontrare il Cristo.
Interiormente, nella preghiera, nel volto del fratello, per attimi.
Eppure è possibile, nonostante i nostri evidenti limiti.
Gesù è passione infinita, dono totale, pienezza, inquietudine. Egli è.
Facciamoci bene i conti in tasca, allora, cercatori di Dio, calcoliamo attentamente
su cosa stiamo investendo, cosa ci stimola e ci inquieta, ci distrae e ci smuove.
La proposta del Signore è sconcertante e affascinante e se, dopo più di duemila
anni, milioni di persone oggi la ascolteranno, significa che forse è vero; solo Dio
può colmare la nostra inquietudine, Lui solo può riempire il desiderio di infinito
che abita in ciascuno di noi.
Così facendo la nostra vita, da ora, cambia di prospettiva.
Mettere la ricerca del tutto, la ricerca di Dio al centro della nostra vita, ci fa
diventare persone nuove.
Ne sa qualcosa Filemone, simpatico cristiano delle origini, cui Paolo indirizza
un biglietto di accompagnamento rimandandogli uno schiavo che si era
rifugiato presso l’apostolo.
Paolo invita Filemone ad uscire dalla logica di questo mondo, padrone-schiavo,
per entrare nella logica del Regno, fratello-fratello.
Paolo non lo sa, ma in questo piccolo biglietto pianta il seme che diventerà
l’albero dell’abolizione della schiavitù.
Il Cristo che mantiene ciò che promette, ci conceda, veramente, di avere il
coraggio di lasciare le nostre piccole certezze per affrontare con decisione
l'avventura seguendo Lui.
Ecco cosa faremo durante l’anno pastorale; cercheremo Dio.
Non quello piccolo delle nostre paure, dei nostri deliri, delle nostre ossessioni.
Ma quello magnifico del Signore Gesù.
Più grande della più grande gioia che siamo in grado di vivere.
Siete cercatori di Dio come me, amici; allora vi auguro di trovare il vero
Tesoro, Cristo Gesù, quello vero, Santa Domenica.