venerdì 12 luglio 2019

Il Vangelo del Sabato 13 Luglio 2019


Della 14° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (49,29-33;50,-26a)
In quei giorni, Giacobbe diede quest'ordine ai suoi figli: «Io sto per essere
riunito ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che
è nel campo di Efron l'Ittita, nella caverna che si trova nel campo di Macpela
di fronte a Mamre, nella terra di Canaan, quella che Abramo acquistò con il
campo di Efron l'Ittita come proprietà sepolcrale.
Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e Rebecca
sua moglie e là seppellii Lia.
La proprietà del campo e della caverna che si trova in esso è stata acquistata dagli Ittiti».
Quando Giacobbe ebbe finito di dare questo ordine ai figli, ritrasse i piedi nel
letto e spirò, e fu riunito ai suoi antenati.
Ma i fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre
era morto, e dissero: «Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci
renderà tutto il male che noi gli abbiamo fatto?».
Allora mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato
quest'ordine: "Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro
peccato, perché ti hanno fatto del male!".
Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!».
Giuseppe pianse quando gli si parlò così.
E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci
tuoi schiavi!».
Ma Giuseppe disse loro: «Non temete.
Tengo io forse il posto di Dio?
Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire
a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso.
Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini».
Così li consolò parlando al loro cuore.
Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni.
Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli
di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe.
Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi
e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento
ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe».
Giuseppe fece giurare ai figli d'Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora
voi porterete via di qui le mie ossa».
Giuseppe morì all'età di centodieci anni.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (10,24-33) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Un discepolo non è più grande del
maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo
diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore.
Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà
svelato né di segreto che non sarà conosciuto.
Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate
all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di
uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire
nella Geènna e l'anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo?
Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro.
Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.
Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò
davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli
uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
A volte mi chiedo se sarei capace di dare testimonianza al Signore fino
a morire per Lui, ma non mi sono ancora dato una risposta.
Concretamente, oggi, se eviterei di andare a Messa sapendo che qualche pazzo
fanatico potrebbe fare irruzione durante la celebrazione e lanciare una bomba.
Mi chiedo se la mia fede, il mio desiderio di annuncio, che ormai è diventato il
mio essere, resisterebbero alla paura che inevitabilmente colpisce anche i più convinti.
Sarei in grado di pagare sulla mia pelle la mia appartenenza al Signore?
Non lo so, sinceramente.
Non so se e quanto sarei in grado di resistere, di affidarmi, di tenere duro.
Ma leggendo la pagina di oggi mi rassereno; il Signore dopo avere realisticamente
annunciato momenti di persecuzione, persecuzione che i lettori di Matteo già
sperimentano, sorride e invita i suoi (e noi) ad avere fiducia nel Dio che si occupa
anche dei passerotti e che conosce il numero dei nostri capelli, e logicamente,
conosce anche le nostre paure, per fortuna, perciò, preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 11 luglio 2019

Il Vangelo del Venerdì 12 Luglio 2019


Della 14° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (46,1-7.28-30)
In quei giorni, Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò
a Bersabea, dove offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco.
Dio disse a Israele in una visione nella notte: «Giacobbe, Giacobbe!».
Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Io sono Dio, il Dio di tuo padre.
Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te una grande nazione.
Io scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare.
Giuseppe ti chiuderà gli occhi con le sue mani».
Giacobbe partì da Bersabea e i figli d’Israele fecero salire il loro padre Giacobbe,
i loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandato per trasportarlo.
Presero il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistato nella terra di Canaan
e vennero in Egitto, Giacobbe e con lui tutti i suoi discendenti.
Egli condusse con sé in Egitto i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti,
tutti i suoi discendenti.
Egli aveva mandato Giuda davanti a sé da Giuseppe, perché questi desse istruzioni
in Gosen prima del suo arrivo. Arrivarono quindi alla terra di Gosen.
Allora Giuseppe fece attaccare il suo carro e salì incontro a Israele, suo
padre, in Gosen.
Appena se lo vide davanti, gli si gettò al collo e pianse a lungo, stretto al suo collo.
Israele disse a Giuseppe: «Posso anche morire, questa volta, dopo aver visto
la tua faccia, perché sei ancora vivo».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (10,16-23) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore
in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno
nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia,
per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte,
perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a
parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad
accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome.
Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non
avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù non vuole creare nei propri discepoli falsi entusiasmi.
Il mondo non si convertirà soltanto per aver visto qualche miracolo o per
aver sentito la parole della predicazione evangelica.
Bisogna sapere che si è mandati come pecore in mezzo ai lupi, quanto è
vero questo che dice il Signore Gesù.
Questa immagine dice bene la disparità che c’è tra le forza di quelli che
sono mandati e le intenzioni di quelli che ricevono tale annuncio.
Ma non per questo ci si deve far prendere dallo scoraggiamento; non è
la nostra capacità di persuasione che conquista i cuori a Cristo.
È la potenza di quelle parole-che vengono direttamente da Lui-a toccare
la vita di tanti lupi che decidono di accogliere il messaggio di Gesù.
Il nostro compito è semplicemente quello, di testimoniare il suo amore;
il resto lo fa Lui, che non è poco, perciò, preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 10 luglio 2019

Il Vangelo del Giovedì 11 Luglio 2019


Della 14° settimana del Tempo Ordinario.
San Benedetto abate, patrono d’Europa.
1° Lettura dal libro dei Proverbi (2,1-9)
Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti,
tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza,
se appunto invocherai l'intelligenza e rivolgerai la tua voce alla prudenza,
se la ricercherai come l'argento e per averla scaverai come per i tesori,
allora comprenderai il timore del Signore e troverai la conoscenza di Dio,
perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca escono scienza e prudenza.
Egli riserva ai giusti il successo, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia e proteggendo le vie dei suoi fedeli.
Allora comprenderai l'equità e la giustizia, la rettitudine e tutte le vie del bene.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (19,27-29) anno dispari.
In quel tempo, Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo
seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il
Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del
mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele.
Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli,
o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Benedetto, benedetto!
Di nome e di fatto!
Il suo desiderio di rifugiarsi nel Signore, lontano dal mondo, quel bisogno
assoluto di galleggiare sulle macerie di un mondo in disfacimento attingendo
e rielaborando precedenti esperienze di vita comunitaria fatte da altri,
hanno “inventato” il monachesimo occidentale.
La sua regola, a distanza di un millennio, risplende per il suo equilibrio
e il suo buon senso e ancora attira migliaia di uomini e donne a lasciare
tutto per vivere sotto la guida di un abate sulle strade che conducono a Cristo.
Benedetto ricorda alla nostra società e alla nostra Chiesa, troppo spesso
ridotta ad agenzia di servizi religiosi, la priorità dell’interiorità, della
meditazione e della preghiera, ecco appunto.
I monaci, ancora oggi, sono lì a dimostrare all’umanità che vale la pena
vivere dedicando ogni energia alla ricerca di Dio e all’ascolto della Parola,
che è la sola che ci può aiutare.
Perciò, imitiamone il cammino nella condizione in cui viviamo, io lo sto
già facendo, e ne sono soddisfatto amici.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 9 luglio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 10 Luglio 2019


Della 14° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (41,55-57.5a.17-24a)
In quei giorni, tutta la terra d’Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo
gridò al faraone per avere il pane.
Il faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà».
La carestia imperversava su tutta la terra.
Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e lo vendette agli Egiziani.
La carestia si aggravava in Egitto, ma da ogni paese venivano in Egitto per
acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra.
Arrivarono i figli d’Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure
erano venuti, perché nella terra di Canaan c’era la carestia.
Giuseppe aveva autorità su quella terra e vendeva il grano a tutta la sua popolazione.
Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra. Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l’estraneo verso di loro
e li tenne in carcere per tre giorni.
Il terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio!
Se voi siete sinceri, uno di voi fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi
andate a portare il grano per la fame delle vostre case.
Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane.
Così le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete».
Essi annuirono.
Si dissero allora l’un l’altro: «Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di
nostro fratello, perché abbiamo visto con quale angoscia ci supplicava e non
lo abbiamo ascoltato. Per questo ci ha colpiti quest’angoscia».
Ruben prese a dir loro: «Non vi avevo detto io: “Non peccate contro il ragazzo”?
Ma non mi avete dato ascolto.
Ecco, ora ci viene domandato conto del suo sangue».
Non si accorgevano che Giuseppe li capiva, dato che tra lui e loro vi era l’interprete.
Allora egli andò in disparte e pianse.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (10,1-7) anno dispari.
In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli
spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo
fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e
Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo,
e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e
non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute
della casa d’Israele.
Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È l’evangelista Marco a redigere per primo quell’elenco.
Gesù che chiama a sé quelli che Egli volle per stare con Lui.
È l’iniziativa libera del Maestro che contraddice la prassi dei rabbini della
sua epoca; è Lui che chiama, non i discepoli che lo seguono.
Ma a questa libera chiamata, iniziativa di Dio, corrisponde una libera risposta,
certo amici, anch’io ho ricevuto una chiamata, ed ho accettato, senza costrizione.
Questa è la Chiesa; l’insieme di coloro che hanno accolto l’invito del Signore
a far parte del suo gruppo.
Non ci siamo scelti, è Cristo che ci ha scelti e che ci ha chiesto e ci chiede
di restare con Lui, di dimorare nella sua Parola, di portare il Vangelo e di
guarire gli indemoniati.
La Chiesa non è il club di coloro che si appassionano alle cose religiose,
ma l’esperienza spesso faticosa, della compagnia di Dio agli uomini.
E certamente, molte volte anche derisi e insultati per quello che facciamo,
ma si va avanti con l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 8 luglio 2019

Il Vangelo del Martedì 9 Luglio 2019


Della 14° settimana del Tempo Ordinario.
Santi Agostino Zhao Rong e compagni, testimoni del Vangelo.
1° Lettura dal libro della Gènesi (32,23-33)
In quei giorni, di notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave,
i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok.
Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi.
Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora.
Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e
l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui.
Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora».
Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!».
Gli domandò: «Come ti chiami?».
Rispose: «Giacobbe».
Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto
con Dio e con gli uomini e hai vinto!».
Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome».
Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?».
E qui lo benedisse.
Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero–disse–ho visto Dio
faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva».
Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca.
Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è
sopra l’articolazione del femore, perché quell’uomo aveva colpito
l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (9,32-38) anno dispari.
In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato.
E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare.
E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!».
Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe,
annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come
pecore che non hanno pastore.
Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Non abbiamo mai visto nulla di simile; non abbiamo mai visto persone
ammutolite dalla vita imparare a confidarsi a raccontare le proprie emozioni,
a parlare di sé, a trovare le parole, illuminati dalla Parola.
Non abbiamo mai visto nulla di simile; persone guarite nel profondo,
rese libere dal Vangelo.
Non abbiamo mai visto nulla di simile; un Dio compassionevole, attento al
nostro dolore, alle nostre paure, che vede quanto siamo sbandati, che sa quanto
dolore portiamo nel cuore.
Non abbiamo mai visto nulla di simile; che Dio decida di guarire la nostra
solitudine inventando la Chiesa che è la compagnia di Dio agli uomini.
Questo siamo chiamati a diventare; non struttura, non organizzazione,
ma profezia di un mondo altro e alto, di un mondo diverso di vivere insieme,
di crescere e costruire il sogno di Dio.
Dio non toglie il dolore del mondo, ma abita il mondo attraverso uomini e donne
che, pur davanti al dolore, hanno accolto, raccontano e vivono giorno per giorno,
questo nostro Dio.
E sicuramente amici, solo chi ha vissuto, o sta vivendo il doloro sono in grado di
capire chi è nel dolore e confortarlo, ma solo se ci facciamo aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 7 luglio 2019

Il Vangelo del Lunedì 8 Luglio 2019


Della 14° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (28,10-22a)
In quei giorni, Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran.
Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato;
prese là una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.
Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva
il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.
Ecco, il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo,
tuo padre, e il Dio di Isacco.
A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale sei coricato.
La tua discendenza sarà innumerevole come la polvere della terra; perciò ti
espanderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno.
E si diranno benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra.
Ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in
questa terra, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho detto».
Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e
io non lo sapevo».
Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo!
Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo».
La mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale,
la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità.
E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.
Giacobbe fece questo voto: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo
viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi,
se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio.
Questa pietra, che io ho eretto come stele, sarà una casa di Dio».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (9,18-26) anno dispari.
In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi
e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su
di lei ed ella vivrà».
Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò
alle spalle e toccò il lembo del suo mantello.
Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata».
Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata».
E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù
disse: «Andate via!
La fanciulla infatti non è morta, ma dorme».
E lo deridevano.
Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò.
E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Vuole solo toccare il lembo del mantello, l’emorroissa.
Una vita di malattia e di isolamento; se già il flusso mestruale rendeva impura
una donna, figuriamoci un problema come quello descritto!
Impura e condannata a non avere relazioni; il solo contatto fisico poteva
trasmettere l’impurità rituale.
Una norma frutto dell’approssimativa conoscenza scientifica dell’epoca.
E lei trasgredisce una legge, toccando il Maestro, eppure lo fa.
A volte è necessario trasgredire per incontrare Dio e così avviene, non è lei
a contaminare il Signore, ma Gesù che contamina lei con la sua purezza.
Ora è guarita, ora è nuovamente donna.
Così come la ragazza data per morta che Gesù riporta in vita nonostante
lo scetticismo insormontabile degli amici del padre.
Il Signore, oggi, sana ogni nostra malattia interiore e riporta in vita il fanciullo
che abita in ciascuno di noi e che troppo spesso è mortificato dal mondo degli adulti.
Bello essere fanciulli nel cuore, solo così il Signore riesce ad entrarvi e guarirci
dalla malattia che ci contagia, per questo dobbiamo sempre pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.