giovedì 1 novembre 2018

Il Vangelo del Venerdì 2 Novembre 2018


Della 30° settimana del Tempo Ordinario.
Commemorazione di tutti i fedeli defunti.
1° Lettura dal libro di Giobbe (19,1.23-27a)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,5-11)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,37-40) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me:
colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo
non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di
quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede
in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Siamo immortali dal giorno del nostro concepimento.
In noi abita la presenza stessa di Dio, brandello della sua essenza, eccedenza
che riempie il nostro cuore e che scatena in noi il desiderio di assoluto che
così faticosamente riconosciamo e assecondiamo.
Tutta la nostra vita diventa la scoperta del senso della stessa vita, l’accoglienza
del Vangelo e dello straordinario volto di Dio raccontato da Gesù.
La nostra esistenza è una caccia al tesoro e quando scopriamo lo splendore del
Padre scopriamo la nostra anima e ne assecondiamo i sussulti.
Quando sorella morte bussa alla nostra porta la nostra anima raggiunge Dio per
essere accolta, se pronta, o per un periodo di preparazione.
Dio accetta anche che lo rifiutiamo risolutamente la sua salvezza e, nella
nostra libertà, dolorosamente accetta anche la nostra scelta distruttrice.
La preghiera di intercessione che facciamo per i nostri defunti fa loro sentire
vicino il nostro affetto e li incoraggia sulla via della purificazione.
Alla pienezza dei tempi le nostre anime torneranno a ricongiungersi ai nostri
corpi trasfigurati.
Con questa speranza, oggi, visitiamo i cimiteri (cioè i dormitori) dove i corpi
dei defunti attendono la resurrezione finale e preghiamo per le loro anime.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 31 ottobre 2018

Il Vangelo del Giovedì 1 Novembre 2018


Della 30° settimana del Tempo Ordinario.
Tutti i Santi.
1° Lettura dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (7,2-4.9-14)
2° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,1-3)
Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a) anno pari.
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si
avvicinarono a lui i suoi discepoli.
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno
ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Le beatitudini sono la carta di identità del cristiano perfetto, di colui che
è pienamente riuscito nel suo cammino di santità.
Si tratta di identificare tutta la propria vita in queste categorie, finchè non
siamo riusciti a incarnarne almeno una.
Ci sembra difficile?
Eppure tanti credenti prima di noi ci hanno provato e hanno sperimentato
la beatitudine di cui parla Gesù nel Vangelo.
Cos’è davvero la felicità?
Quanto costa essere felici davvero?
Cosa significa per noi vivere nella pienezza?
Solo se metteremo in pratica le beatitudini nella semplicità e nella
quotidianità faremo esperienza di felicità.
Perché non scegliamo ciascuno di noi una beatitudine e proviamo a viverla
con le persone che abbiamo vicino?
Potrebbe essere un buon modo per iniziare, se ci è difficile, facciamoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona festa dei Santi, Fausto.

martedì 30 ottobre 2018

Il Vangelo del Mercoledì 31 Ottobre 2018


Della 30° settimana di Pasqua.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (6,1-9)
Dal Vangelo secondo Luca (13,22-30) anno pari.
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in
cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico,
cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori,
comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”.
Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”.
Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza
e tu hai insegnato nelle nostre piazze”.
Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete.
Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e
Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e
siederanno a mensa nel regno di Dio.
Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quanti sforzi nella vita abbiamo compiuto per avere una vita dignitosa, per
avere dei risultati e per raggiungere degli obbiettivi che ci eravamo posti?
Essi sono stati importanti, in quanto ci hanno formato a capire che se vogliamo
davvero costruire delle cose durature dobbiamo impegnarci.
Ma questi sforzi ci fanno intendere anche un’altra realtà; essi ci aiutano a capire
che anche per entrare nel regno dei cieli è necessario tanto impegno e sforzo.
Siamo abituati a considerare la misericordia di Dio come qualcosa che risolve
tutte le situazioni.
Ciò è vero; però Dio vuole anche la nostra collaborazione.
Per tale motivo, non deve passare giorno, nella nostra vita, che non facciamo
qualcosa per avvicinarci sempre di più al premio celeste.
Sarà il Signore, con la sua grazia, a volgere ogni cosa al bene, noi
dobbiamo solo pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 29 ottobre 2018

Il Vangelo del Martedì 30 Ottobre 2018


Della 30° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (5,21-33)
Dal Vangelo secondo Luca (13,18-21) anno pari.
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che
cosa lo posso paragonare?
È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino;
crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido
fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio?
È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina,
finché non fu tutta lievitata».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Sbaglieremmo di grosso se pensassimo che il regno di Dio, annunciato da
Gesù, debba manifestarsi in maniera eclatante.
Come sbaglieremmo di grosso se attendessimo interventi risolutivi da parte
di Dio verso tante situazioni che noi riteniamo ingiuste o poco chiare.
Il regno di Dio, dice Gesù, è una realtà che inizia nella piccolezza, nella
quotidianità e senza fare troppo rumore.
Man mano esso diventa una presenza potente e forte, però ci vuole tanta fede!
Perché solo con essa siamo in grado di custodire i piccoli germogli di un regno
nuovo che viene sempre, ma che si manifesta chiaramente soltanto nella vita
di chi ha occhi per vedere e orecchie per udire l’essenziale.
Non lasciamoci imbrogliare dal rumore del mondo, ma viviamo con fede nella
convinzione che Dio porta avanti la sua opera nella storia e nella nostra vita.
Per riconoscerla, facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 28 ottobre 2018

Il Vangelo del Lunedì 29 Ottobre 2018


Della 30° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,32 - 5,8)
Dal Vangelo secondo Luca (13,10-17) anno pari.
In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato.
C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva
e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia».
Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella
guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui
si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi
slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?
E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni,
non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre
la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il capo della sinagoga non sa riconoscere i segni del tempo della salvezza.
La sua interpretazione della legge, il suo attaccamento alla tradizione umana,
la mancanza di comprensione e amore verso la donna malata, non gli
permettono di comprendere l’operato di Gesù.
La sorte di quest’uomo e di tutti i suoi avversari è la vergogna.
Riconosciamo due grande aree in cui questo sentimento si manifesta e
riguardano nello specifico il corpo e la moralità.
Nel primo caso la vergogna è un campanello d’allarme che ci riporta alla realtà
facendoci prendere coscienza di alcuni comportamenti da modificare.
Meno positiva è la vergogna di morale propria di chi viene smascherato nelle
intenzioni disoneste del proprio cuore, ma non vuole uscirne.
Questa, purtroppo, sembra la reazione dei farisei e del capo della sinagoga.
Quando Gesù entra con la sua luce nella vita di una persona, spesso pone in
evidenza le contraddizioni e i compromessi del cuore; in tal caso la vergogna
ci spinge a cambiare e a lasciare le tenebre per la luce.
Questo è l’inizio della nostra salvezza, per questo dobbiamo ringraziare il
Signore, attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 27 ottobre 2018

Il Vangelo di Domenica 28 Ottobre 2018


Della 30° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (31,7-9)
2° Lettura dalla lettera agli Ebrei (5,1-6)
Dal Vangelo secondo Marco (10,46-52) anno pari.
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e
a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la
strada a mendicare.
Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di
Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte:
«Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!».
Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!».
Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».
E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!».
E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato».
E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Bartimèo mendicava alla porta di Gerico.
Come tutti i ciechi, anche lui è rivestito di debolezza e non gli restava altro
che mendicare, aggiungendo così alla cecità la dipendenza totale dagli altri.
Eppure, la cecità non gli impedisce di sviluppare altre qualità che vanno,
in qualche modo, a sopperire a questa mancanza.
Il cieco del Vangelo di oggi non vede con gli occhi, ma ha acquisito una
capacità che va molto al di là di quella che potrebbe dargli la vista fisica.
Mediante l’ascolto della Parola di Dio egli ha acquisito la vista che viene
dalla fede, e quella non sbaglia mai, per cui il cieco ha la capacità di
riconoscere nel Rabbì che passa Colui che può dargli non solo la vista,
ma una nuova identità.
Infatti, una volta guarito, è chiamato da Gesù a diventare suo discepolo
e a seguirlo sulle vie del mondo.
Esponiamo al Signore la nostra cecità; (l’ansia nell’agire, l’ottica mondana
nel rapportarci a persone e a eventi, l’attaccamento a false sicurezze),
chiedendo la luce per vedere persone e cose secondo l’ottica di Dio,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

venerdì 26 ottobre 2018

Il Vangelo del Sabato 27 Ottobre 2018


Della 29° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,7-16)
Dal Vangelo secondo Luca (13,1-9) anno pari.
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei,
il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici.
Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più
peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte?
No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise,
credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?
No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella
sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.
Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su
quest’albero, ma non ne trovo.
Tàglialo dunque!
Perché deve sfruttare il terreno?”.
Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò
zappato attorno e avrò messo il concime.
Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Questa parabola va capita bene, onde evitare fraintendimenti.
Dio, nel racconto di Gesù, non è l’impaziente che quasi non vede l’ora di
sradicare l’albero di fichi.
Piuttosto, Egli è il vignaiolo che accetta di aspettare ancora un anno e di
correre il rischio di un’ennesima delusione.
Così Dio fa con noi.
Anche se non portiamo frutti, e nulla faccia sperare che possano esserci
nell’immediato futuro, il Signore accetta di scommettere ancora su di noi.
Questo è davvero consolante; Dio è colui che vuole darci sempre
un’altra possibilità.
Quando ci sentiamo frustrati e ci sembra che nulla debba mai cambiare in noi;
quando ci sembra di essere sempre allo stesso punto, non dobbiamo ascoltare
il nemico che suggerisce al nostro cuore pensieri di sconfitta e disfatta.
Dio è pronto ancora una volta a darci fiducia.
Ringraziamo perciò, il Signore per avere fiducia in noi con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.