lunedì 25 settembre 2017

Il Vangelo del Martedì 26 Settembre 2017

Della 25° settimana del Tempo Ordinario.
SS. Cosma e Damiano martiri.
1° Lettura dal libro di Esdra (6,7-8.12b.14-20)
Dal Vangelo secondo Luca (8,19-21) anno dispari.
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non
potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che
ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Evidentemente non è nelle intenzioni di Gesù denigrare o mettere in secondo
piano la sua famiglia, sua madre e, in genere, tutti i legami familiari.
Quello che il Signore vuol far capire è che ci sono dei vincoli forti
come quelli del sangue, che rendono a pieno titolo suoi familiari.
Sono quei legami che si creano quando ascoltiamo seriamente la
Parola di Dio e la mettiamo in pratica.
Dunque, quando si ascolta la sua Parola cadono i limiti del tempo, e noi
diventiamo contemporanei del Signore, facenti parte della sua famiglia.
I santi sono coloro che meglio di tutti hanno incarnato questa verità; essi
hanno capito che fare la volontà di Dio, osservando la parola di Gesù, vale
più di ogni legame, e il Signore ha sempre premiato il loro modo di fare.
Perciò, impariamo dai santi, cerchiamo anche noi di mettere in pratica la sua
Parola, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

domenica 24 settembre 2017

Il Vangelo del Lunedì 25 Settembre 2017

Della 25° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro di Esdra (1,1-6)
Dal Vangelo secondo Luca (8,16-18) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la
copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro,
perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che
non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma
a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci sono ascoltatori distratti e superficiali della parola di Gesù; essi non ne
comprendono il senso, oppure, poiché essa è esigente e spinge a una
risposta concreta, preferiscono lasciarla perdere.
Questo tipo di ascolto non solo è sbagliato e peccaminoso, ma è anche
stupido, perché trascuriamo la nostra unica ancora di salvezza.
Per questo il monito di Gesù è particolarmente importante; si deve prestare
grande attenzione alla sua Parola.
Non serve ascoltare o conoscere a memoria il Vangelo o essere anche maestri
di esegesi, se poi di quella Parola non si mette in pratica nemmeno una virgola.
In tal caso siamo noi stessi che ci condanniamo ad un mancato rapporto di
amicizia con Gesù e siamo destinati a restare per sempre estranei alla sua grazia.
Non è facile comprendere il Vangelo, ci riusciremo se ci facciamo
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


sabato 23 settembre 2017

Il Vangelo di Domenica 24 Settembre 2017

Della 25° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (55,6-9)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippèsi (1,20c-24.27a)
Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16) anno A.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei
cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata
lavoratori per la sua vigna.
Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza,
disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è
giusto ve lo darò”.
Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse
loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama
i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più.
Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi
hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo
sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto.
Non hai forse concordato con me per un denaro?
Prendi il tuo e vattene.
Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle
mie cose quello che voglio?
Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Siamo abituati a pensare che i buoni sono amici di Dio e vanno in Paradiso
e i cattivi invece vanno all’Inferno, ma dalle parole di Gesù emerge una
verità molto più sconvolgente.
La verità è che Dio è buono e tale bontà crea per tutti una possibilità
di salvezza.
Qualcuno aderisce a tale possibilità sin dal primi momenti della sua vita
e qualcun altro, invece, persino negli ultimi istanti dell’esistenza.
Ma per tutti Dio ha in serbo progetti di salvezza e di riscatto.
Forse è proprio questo ciò che ci scandalizza di più; non riusciamo ad avere
dentro di noi la stessa gioia che Dio prova quando qualcuno accetta di
andare a lavorare nella sua vigna, anche se all’ultima ora.
Per questo anche il nostro occhio è invidioso e non accettiamo la sua logica.
Certo, anche per noi è sempre difficile accettare questa logica, perché ci
facciamo tante domande, attenzione però, a non ricevere un rimprovero
dal Signore, come hanno ricevuto quelli della prima ora, perciò, per capire
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

venerdì 22 settembre 2017

Il Vangelo del Sabato 23 Settembre 2017

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.
S. Pio da Pietrelcina.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (6,13-16)
Dal Vangelo secondo Luca (8,4-15) anno dispari.
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da
ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme.
Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli
del cielo la mangiarono.
Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza
di umidità.
Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa,
la soffocarono.
Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto».
Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola.
Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri
solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio.
I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene
il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che,
credendo, siano salvati.
Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con
gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della
prova vengono meno.
Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada
facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della
vita e non giungono a maturazione.
Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con
cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Se Gesù dice questa parabola, è perché forse in qualcuno ha iniziato
a strisciare il dubbio sulla sua persona.
Se lui è il Messia, perché non libera dal dominio dei romani?
E perché non guarisce tutti gli ammalati e non libera tutti gli ossessi?
Perché i suoi sono sempre miracoli molto misurati e fatti lontano
dall’ammirazione della gente?
Proprio per rispondere a tali dubbi, Gesù racconta questa parabola.
In effetti, al di là di una prima risposta entusiasta e euforica, quanto la sua
Parola ha davvero trovato posto dentro i suoi? E in noi?
Quanto essa ha prodotto fedeltà nel nostro rapporto con Lui?
Dobbiamo interrogarci seriamente, per evitare di illuderci e di scoprire che
basta davvero poco per allontanarci lontano dal Lui e dal suo amore.
Perciò, per rimanere vicini al Signore, dobbiamo essere sempre uniti
a Lui con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

giovedì 21 settembre 2017

Il Vangelo del Venerdì 22 Settembre 2017

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (6,2c-12)
Dal Vangelo secondo Luca (8,1-3) anno dispari.
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e
annunciando la buona notizia del regno di Dio.
C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti
cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano
usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode;
Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Nella primitiva comunità di Gesù le donne, a differenza del modo di pensare
del tempo, avevano un ruolo importantissimo; erano considerate discepole
a tutti gli effetti; le parole di vita pronunciate dal Signore valevano anche
per loro e per la loro salvezza.
Questo, al tempo del Cristo, era davvero inaudito; le donne non potevano
ascoltare la dottrina della Legge mosaica, né tantomeno andare dietro a un
rabbì che insegnasse loro la via della fedeltà a Dio.
Ma Gesù supera questa mentalità; il Vangelo non conosce confini, né di
tempo, né di spazio, né di culture, né di sesso, né di condizione sociale,
è Parola eterna che, accolta, dà a ciascuno la possibilità di diventare
discepoli annunciando e testimoniando la verità.
Perciò, tutti indistintamente siamo chiamati a questa importante, di
diffondere la Parola del Signore aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

mercoledì 20 settembre 2017

Il Vangelo del Giovedì 21 Settembre 2017

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.
S. Matteo Apostolo.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,1-7.11-13)
Dal Vangelo secondo Matteo (9,9-13) anno dispari.
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo,
seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi».
Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori
e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro
mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico,
ma i malati.
Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”.
Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Matteo non ci dice se quello era il primo incontro tra lui e Gesù.
Non sappiamo se egli avesse già ascoltato la sua Parola, o se avesse assistito
a qualche miracolo fatto dal Maestro.
Però, certo è, che egli si alzò e. lo seguì senza nessuna esitazione.
Non ci fu in lui nessuna incertezza o dubbio; l’invito del Maestro era una
chiamata personale, e lui non voleva perdete l’occasione della sua vita.
Ci sono momenti nei quali si capisce con grande chiarezza che Dio sta passando
per le nostre strade e senza alcun dubbio chiama anche noi.
Certamente ci vuole grande coraggio per fare ciò che fece Matteo, però in quel
momento si capisce che, se non si accoglierà quell’invito misterioso, si resterà
per tutta la vita insoddisfatti.
Ma il coraggio per rispondere eccomi ci viene dato dalla preghiera costante.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

martedì 19 settembre 2017

Il Vangelo del Mercoledì 20 Settembre 2017

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (3,14-16)
Dal Vangelo secondo Luca (7,31-35) anno dispari.
In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di
questa generazione?
A chi è simile?
È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi
abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento
e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino,
e voi dite: “È indemoniato”.
È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione
e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Siamo un popolo di incontentabili, siamo sempre scontenti di ciò che
abbiamo, passiamo il tempo a lamentarci.
Come i bambini che litigano e non si mettono d'accordo sul gioco da fare,
anche noi abbiamo sempre pronta un'interminabile lista di cose che Dio
dovrebbe fare per far bene il proprio mestiere!
I giudei accusavano il Battista di esagerare nel suo modo di parlare
e a Gesù di essere un festaiolo!
Come spesso facciamo anche noi!
Nei confronti di Dio, anzitutto, che sarà buono e onnipotente ma fa
delle cose veramente incomprensibili!
Per non parlare del Papa e della Chiesa!
Se facciamo di noi stessi il punto di riferimento dell'universo, tutto ci
sembra inadeguato, da cambiare.
Il nostro mondo si sta imbarbarendo, assistiamo al declino della nostra
civiltà e il livello dello scontro è altissimo in tutti i campi, tutti hanno
urgenza di esprimere un'opinione autorevole (quasi sempre improvvisata).
E se la piantassimo; e cominciassimo veramente a pregare?
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.