martedì 28 luglio 2015

Il Vangelo del Mercoledì 29 Luglio 2015

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (4,7-16)
Dal Vangelo secondo Giovanni (11,19-27) anno B.
In quel tempo, molti Giudei erano venuti da
Marta e Maria a consolarle per il fratello.
Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli
andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato
qui, mio fratello non sarebbe morto!
Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai
a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà».
Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella
risurrezione dell’ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita;
chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque
vive e crede in me, non morirà in eterno.
Credi questo?».
Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il
Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Non faceva distinzioni Gesù fra uomo e donna,
diversamente dalla mentalità dell’epoca.
Per il Maestro esiste una comunità di persone che
sono caratterizzati dalla fede in Lui; ciò che conta
non è l’essere uomo o donna, quanto essere
credenti in Lui.
Marta fu proprio una donna che visse questo tipo
di virtù; essa, quale primizia della Chiesa nascente,
fa parte di quelle credenti che seppero riconoscere
in Gesù la manifestazione di Dio nella storia.
Essa fu una vera donna virtuosa, perché ebbe
fede in Gesù Cristo.
Di Marta il Vangelo dice che era la padrona di
casa, a Betania; Gesù era profondamente
affezionato alla famiglia di Lazzaro, Marta e Maria,
e visse con loro alcuni dei momenti più importanti
del suo ministero pubblico.
Il tratto più significativo che ci viene tramandato
di Marta è il suo atto di fede assoluto nella persona
del Cristo Signore, Gesù, dopo averle rivelato la
sua natura divina la provoca con una domanda
diretta e inequivocabile: Credi?
Marta ebbe il coraggio di esprimere la sua fede
in Colui che le si manifestava come la Vita stessa.
Perciò, prendiamo come modello la santa di oggi,
nel suo atto di fede in Cristo Gesù.
Anche a noi infatti, ogni giorno, Gesù pone la
stessa domanda, e sta a noi, per mezzo del nostro
comportamento, dare una risposta affermativa
e sincera al Signore, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 27 luglio 2015

Il Vangelo del Martedì 28 Luglio 2015

1° Lettura dal libro dell’Èsodo (33,7-11; 34,5-9.28)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,36-43) anno B.
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in
casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli:
«Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme
è il Figlio dell’uomo.
Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli
del Regno.
La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico
che l’ha seminata è il diavolo.
La mietitura è la fine del mondo e i mietitori
sono gli angeli.
Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia
nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali
raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e
tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno
nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore
di denti.
Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno
del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Chi fa esperienza profonda di Dio, viene saziato a tal
punto che non gli serve neanche più mangiare e bere.
Se proviamo anche noi, può succedere la stessa cosa;
ciò significa che quando scopriamo la bellezza e la
pienezza che dà il Signore, non c’è più nulla che
possa distrarci da Lui.
Proviamo a fare di Lui la cosa più importante della nostra
vita, per godere della grande esperienza del Signore.
Non sarà facile, perché ci vuole tanta pazienza.
È sempre molto difficile comprendere certe parole
di Gesù, soprattutto quando di fronte a certe situazioni
o notizie che ascoltiamo dai mezzi di comunicazione
ci verrebbe voglia di ricorrere ad una giustizia
immediata e risolutiva.
In realtà, Gesù ci insegna che uno solo è colui che ha
il diritto di giudicare e di manifestare le vere intenzioni
dell’anima, e questo perché solo Lui è in grado di
sondare le profondità del cuore umano.
Non solo; Dio sa che in certi casi il tempo rappresenta
la migliore medicina per far seccare spontaneamente
molta zizzania.
Si tratta, dunque, di attendere confidando in colui
che vede tutto e che saprà dare, alla fine, la giusta
retribuzione a tutti coloro che hanno lavorato per
il bene nonostante gli ostacoli.
Perciò, armiamoci di pazienza condita con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 26 luglio 2015

Il Vangelo del Lunedì 27 Luglio 2015

1° Lettura dal libro dell’Èsodo (32,15-24.30-34)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,31-35) anno B.
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola,
dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello
di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo.
Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta
cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e
diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo
vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile
al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure
di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e
non parlava ad esse se non con parabole, perché si
compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose
nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il peccato più grande che possiamo fare, è quello
di dimenticarci delle promesse che facciamo a Dio.
Spesso dopo aver pregato Dio riempiendo le nostre
preghiere di promesse e di voti, subito dimentichiamo
quanto promesso e ritorniamo sulla via di prima.
Eppure, nella Chiesa, vi sono tante persone che,
pregano intercedendo per i peccati dei loro fratelli.
Quando saremo in cielo, vedremo con gioia e stupore
tante persone che non abbiamo mai conosciuto che,
per una loro preghiera fatta con il cuore e con amore,
hanno meritato la nostra salvezza.
Anche noi però, possiamo diventare intercessori,
perciò, preghiamo ed offriamo per gli altri, anche se
piccoli sacrifici, ma fatti con amore otterranno
grandi benefici.
La natura è piena di esempi di come certe cose,
apparentemente piccole ed insignificanti possiedono
in sé una forza tale che stupiscono chi le osserva.
Un granello di senapa ed un pugnetto di lievito sono
gli esempi più quotidiani e feriali a cui potremmo pensare.
Proprio per questo, Gesù se ne serve proprio per far
capire quale sia la caratteristica del regno di Dio.
Esso è una realtà così normale e nascosta che non
attrae gli sguardi curiosi dei più, ma, con il tempo
e la pazienza cresce a dismisura proprio come il
granello che diventa albero.
Anche noi dobbiamo essere fermento di amore e di
riconciliazioni per tutti coloro che ci avvicinano.
Così, anche loro potranno sperimentare la grande
forza del regno di Dio che ha delle leggi e si espande
con un criterio differente da quelli umani.
Ma, per essere seme fecondo, dobbiamo pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 25 luglio 2015

Il Vangelo di Domenica 26 Luglio 2015

XVII Domenica del Tempo Ordinario. 

1° Lettura dal secondo libro dei Re (4,42-44)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo
apostolo agli Efesini (4,1-6)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,1-15) anno B.
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di
Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande
folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi.
Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi
discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande
folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo
comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».
Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva
quello che stava per compiere.
Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non
sono sufficienti neppure perché ognuno possa
riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea,
fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha
cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo
per tanta gente?».
Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba
in quel luogo.
Si misero dunque a sedere ed erano circa
cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie,
li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece
dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli:
«Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».
Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i
pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che
avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto,
diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene
nel mondo!».
Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo
re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La potenza di Dio si manifesta in una cosa semplice
e feriale quale il pane.
Esso, da essere offerto davanti a Lui per un’azione
culturale, grazie al profeta diventa suo dono
gratuito per sfamare tutte le genti rappresentate
dalle numerose persone presenti.
Dio dona sempre con amore e senza misura per
far comprendere all’uomo che la sua benevolenza
è sempre una benedizione per gli uomini che,
fidandosi di Lui, accolgono il dono di questa benedizione.
Perché non proviamo ad offrire a Dio quei piccoli
semi di bontà di generosità e di carità che ha messo
nel nostro cuore?
Egli volentieri li moltiplicherà, affinchè anche i nostri
fratelli e coloro che ci incontreranno sulla loro strada
possano godere di tutti questi doni da Lui elargiti a noi.
Questo gesto miracoloso, narrato anche a proposito
di altri profeti prima di Cristo, si colora di un significato
completamente nuovo grazie alla persona di Gesù.
Egli fa di questo miracolo un’anticipazione di un
miracolo ben più grande che è quello del dono dell’Eucaristia.
Per questo, l’intenzione di Gesù è quella di insegnare
alla gente che il pane che sfama il corpo e che Egli
ha moltiplicato miracolosamente è solo una pallida
immagine di un pane ben più importante e ricco che
Egli stesso ci donerà.
È il pane del suo corpo, spezzato per tutti sulla croce ed
offerto ogni giorno sugli altari di tutte le Chiese del mondo.
Sta a noi lasciarci sfamare da questo pane per poter
avere in noi la vita eterna nel suo amore; per questo preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

venerdì 24 luglio 2015

Il Vangelo del Sabato 25 Luglio 2015

1° Lettura dalla seconda lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (4,7-15)
Dal Vangelo secondo Matteo (20,20-28) anno B.
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei
figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per
chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?».
Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano
uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel
tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.
Potete bere il calice che io sto per bere?».
Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però
sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta
a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre
mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con
i due fratelli.
Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete
che i governanti delle nazioni dóminano su di
esse e i capi le opprimono.
Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare
grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole
essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.
Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto
per farsi servire, ma per servire e dare la propria
vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il discepolo vive in sé un dinamismo misterioso;
egli da un lato vive continuamente la sconfitta,
l’indigenza e la povertà, nel continuo dubbio che
il suo sia tempo perso e la sua missione inutile.
Eppure, d’altro canto egli sperimenta come il
seme da lui gettato, prima o poi cresce e fruttifica;
è il mistero della partecipazione al destino di
Gesù Cristo, il quale apparentemente visse la sua
missione all’insegna di un’apparente fallimento.
Eppure, proprio il fallimento della croce è in
realtà l’espressione massima del dono che ci
salva e che ci dà salvezza.
Abbiamo mai sperimentato nella nostra vita quel
senso di inutilità e di impotenza?
Ci sembra che la nostra coerenza cristiana non
abbia nessun frutto?
Io si, tante volte.
Ed allora, fidiamoci di Dio, e vedremo anche noi
i frutti della nostra fedeltà.
Ecco perché, uno dei discorsi più duri che Dio ci
fa e che noi facciamo sempre fatica ad accettare
è il fatto che Egli ci chiami a condividere non tanto
gli onori e la gloria, quanto il dono di sé fino alla morte.
Anche coloro che stettero a stretto contatto con
Gesù e che poterono ascoltarne i discorsi più
profondi, fecero questa fatica.
Giacomo e Giovanni, forse sentendosi in qualche
modo prediletti da Gesù, per mezzo della loro
madre, gli chiedono un riconoscimento che sa
ancora troppo di umano e di trionfalistico.
Il cammino è ancora lungo, ma alla fine i due
fratelli capiranno; Giacomo sarà il primo degli
apostoli a ricevere il martirio, dimostrando di aver
compreso la lezione; con Dio si guadagna tutto
quando si ha il coraggio di perdere tutto per Lui.
Sappiamo farlo anche noi? È molto difficile,
per questo dobbiamo aiutarci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 23 luglio 2015

Il Vangelo del Venerdì 24 Luglio 2015

1° Lettura dal libro dell’Èsodo (20,1-17)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,18-23) anno B.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore.
Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno
e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò
che è stato seminato nel suo cuore: questo è il
seme seminato lungo la strada.
Quello che è stato seminato sul terreno sassoso
è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito
con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante,
sicché, appena giunge una tribolazione o una
persecuzione a causa della Parola, egli subito
viene meno.
Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta
la Parola, ma la preoccupazione del mondo e
la seduzione della ricchezza soffocano la Parola
ed essa non dà frutto.
Quello seminato sul terreno buono è colui che
ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto
e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Conosciamo a memoria le dieci parole della
legge date ad Israele?
E cerchiamo di osservarle?
Non dobbiamo lasciarci ingannare; a volte si
sente dire che la legge evangelica ha superato
anche i dieci comandamenti; eppure Gesù aveva
detto che nemmeno uno iota della legge antica
sarebbe stato tolto.
Quindi, essi sono ancora validi per noi.
Ma forse è necessario comprenderne lo spirito
profondo per poterli osservare e mettere in pratica;
il testo, del resto, è chiarissimo.
Essi ci servono per ricordare che Dio è geloso di noi
e non vuole che ci dividiamo tra Lui ed altre
manifestazioni di idolatria.
Dunque, prendiamo queste dieci parole come
attualissime per noi, perché ci preservano
dall’infedeltà nei confronti di Dio.
E Gesù, è venuto a semplificarle.
Gesù infatti, osserva la realtà quotidiana e poi,
attraverso dei semplici racconti, trasmette una
grande verità; il cuore dell’uomo è uno spazio
misterioso, nel quale si decidono tante cose;
una delle più importanti è quale peso ed importanza
dare alla parola di Dio.
È lì, infatti, che ci decidiamo per Dio facendo
spazio alla sua parola, oppure lo soffochiamo in
mezzo a tante altre cose che prendono,
man mano, il suo posto.
Un cuore disponibile, un animo attento ed una
persona semplice che le si pone dinanzi con
l’intenzione con l’intenzione di lasciarsi guidare
da essa; ecco le condizioni ideali che permettono
alla parola di Dio di portare frutto.
Solo così essa, miracolosamente, germoglia
ponendo radici forti della vita di chi l’accoglie.
Perciò, accogliamo la parola del Signore,
e meditiamola nel nostro attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 22 luglio 2015

Il Vangelo del Giovedì 23 Luglio 2015

1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo

ai Gàlati (2,19-20)
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno B.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia,
e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché
porti più frutto.
Voi siete già puri, a causa della parola che
vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non
può portare frutto da se stesso se non rimane
nella vite, così neanche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto,
perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il
tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano
nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono
in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate
molto frutto e diventiate miei discepoli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Se siamo spinti dall’amore di Cristo, comprendiamo
che senza di Lui tutto è una perdita di tempo; tutto
ciò che agli occhi di un uomo può essere desiderabile
e degno di attenzione perde senso se ci distoglie
dall’amore preferenziale per Cristo e per il suo regno.
Dunque con Lui si vive un processo di trasformazione
profondo, se lasciamo inondare la nostra vita dalla
presenza del Cristo, tanto da mettere in secondo
piano tutto quello che siamo e che abbiamo, spinti ad
una continua opera di evangelizzazione sulle strade
della nostra vita.
Anche noi, nel nostro stato di vita, possiamo fare
moltissimo per Dio; mettiamolo al primo posto
su tutto e su tutti.
Però non è facile e ci vuole coraggio per parlare ai re
ed ai papi, comunicando loro una parola di Dio a volte
dura nei loro confronti!
Questo è proprio ciò che fece Brigida, la quale, pur
essendo una donna, non temette di parlare ai grandi
del suo tempo a nome di Gesù Cristo in persona,
redarguendo e rimproverando coloro che si rifiutavano
di compiere il loro dovere.
A noi sembra molto difficile riuscire anche solo a
testimoniare la nostra fede nel nostro ambito familiare
o lavorativo, per cui, l’esempio di Brigida ci
sembra irraggiungibile.
In realtà, il Vangelo do oggi ci dà la soluzione; se viviamo
come luce sul moggio e come sale che dà sapore, non c’è
nulla che non possiamo fare per Lui, poiché siamo
ripieni della sua linfa e del suo Spirito.
L’importante è aiutarci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.