sabato 8 giugno 2024

Il Vangelo di Domenica 9 Giugno 2024

 

Della 10° Domenica del Tempo Ordinario.

San Riccardo di Andria.

Prima lettura.

Porrò inimicizia tra la tua stirpe

e la stirpe della donna.

Dal libro della Gènesi (3,9-15)

[Dopo che l'uomo ebbe mangiato del

frutto dell'albero,] il Signore Dio lo

chiamò e gli disse: «Dove sei?».

Rispose: «Ho udito la tua voce nel

giardino: ho avuto paura, perché sono

nudo, e mi sono nascosto».

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che

sei nudo?

Hai forse mangiato dell'albero di cui

ti avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai

posto accanto mi ha dato dell'albero e io

ne ho mangiato».

Il Signore Dio disse alla donna: «Che

hai fatto?».

Rispose la donna: «Il serpente mi ha

ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché hai fatto questo, maledetto tu

fra tutto il bestiame

e fra tutti gli animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai e polvere

mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra

la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti

schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 129 (130)

Ripetiamo. Il Signore è bontà e misericordia.

 

Dal profondo a te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia supplica. R.

 

Se consideri le colpe, Signore,

Signore, chi ti può resistere?

Ma con te è il perdono:

così avremo il tuo timore. R.

 

Io spero, Signore.

Spera l'anima mia,

attendo la sua parola.

L'anima mia è rivolta al Signore

più che le sentinelle all'aurora. R.

 

Più che le sentinelle l'aurora,

Israele attenda il Signore,

perché con il Signore è la misericordia

e grande è con lui la redenzione.

Egli redimerà Israele

da tutte le sue colpe. R.

 

Seconda Lettura

Crediamo, perciò parliamo.

Dalla seconda lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (4,13–5,1)

Fratelli, animati da quello stesso spirito

di fede di cui sta scritto: «Ho creduto,

perciò ho parlato», anche noi crediamo

e perciò parliamo, convinti che colui

che ha risuscitato il Signore Gesù,

risusciterà anche noi con Gesù e ci

porrà accanto a lui insieme con voi.

Tutto infatti è per voi, perché la grazia,

accresciuta a opera di molti, faccia

abbondare l’inno di ringraziamento,

per la gloria di Dio.

Per questo non ci scoraggiamo, ma,

se anche il nostro uomo esteriore si va

disfacendo, quello interiore invece si

rinnova di giorno in giorno.

Infatti il momentaneo, leggero peso della

nostra tribolazione ci procura una quantità

smisurata ed eterna di gloria: noi non

fissiamo lo sguardo sulle cose visibili,

ma su quelle invisibili, perché le cose

visibili sono di un momento, quelle

invisibili invece sono eterne.

Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta

la nostra dimora terrena, che è come una

tenda, riceveremo da Dio un’abitazione,

una dimora non costruita da mani

d’uomo, eterna, nei cieli.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Ora il principe di questo mondo sarà

gettato fuori.

E io, quando sarò innalzato da

terra, attirerò tutti a me. (Gv 12, 31b.32)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Satana è finito.

Dal Vangelo secondo Marco (3,22-30) anno B.

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi

da Gerusalemme, dicevano: «Costui è

posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni

per mezzo del capo dei demòni».

Ma egli li chiamò e con parabole diceva

loro: «Come può Satana scacciare Satana?

Se un regno è diviso in se stesso, quel

regno non potrà restare in piedi; se una

casa è divisa in se stessa, quella casa non

potrà restare in piedi.

Anche Satana, se si ribella contro se

stesso ed è diviso, non può restare in

piedi, ma è finito.

Nessuno può entrare nella casa di un

uomo forte e rapire i suoi beni, se prima

non lo lega.

Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.

In verità io vi dico: tutto sarà perdonato

ai figli degli uomini, i peccati e anche

tutte le bestemmie che diranno; ma chi

avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo

non sarà perdonato in eterno: è reo di

colpa eterna».

Poiché dicevano: «È posseduto da uno

spirito impuro».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù raduna un sacco di gente accanto a sé.

Parla di Dio in maniera straordinaria,

ascolta tutti, rende tutto semplice e possibile.

Alcuni sostengono di essere stati guariti

dalle sue parole.

Altri dal suo abbraccio.

È divorato dalla folla.

Ascolta tutti. Salta i pasti.

Non chiede denari.

Non ambisce a posizioni di privilegio.

Qualcosa non torna, decisamente.

Quando mai si è visto qualcuno che

opera in quel modo?

Senza averne un tornaconto?

E nel mondo religioso?

Anche se la Galilea, terra meticcia,

è lontana e molti Giudei preferirebbero

abbandonarla al proprio destino

paganeggiante, da Gerusalemme alcuni

scribi sono inviati per analizzare la

situazione e redigere un rapporto.

Il ricostituendo tempio e la rinata classe

sacerdotale si arrogano il diritto di

rilasciare patentini.

Anche oggi, purtroppo, qualcuno nella

Chiesa preferisce fare il carabiniere e

controllare i documenti piuttosto di

gioire per la fantasia dello Spirito.

Ai controllori basta un’occhiata.

Non fanno domande, non chiedono,

non parlano nemmeno all’indagato.

Giudicano e basta.

Certamente Gesù è un ossesso.

Un indemoniato.

Certo; uno che parla di Dio e guarisce

gratis dev’essere fuori di testa. Bravi.

Gesù scaccia i demoni perché egli

stesso è un demonio.

Carina come analisi.

E Gesù, immenso, invece di mandarli

a quel paese, cerca di argomentare,

di ragionare, di farli rinsavire.

Ma che idiota sarebbe Satana che

caccia Satana?

Che interesse avrebbe il demonio a

combattere se stesso?

Se Satana fugge è perché arriva qualcuno

più forte di lui, superiore alle tenebre.

Satana fugge perché irrompe Dio nella

vita caliginosa della persona ammalata.

Giusto, semplice ed ovvio.

Ma l’ovvietà raramente trascende il

pregiudizio ostinato, specie quello di

coloro che si sentono inviati da Dio.

Allora Gesù affonda; non riconoscere

nelle sue azioni l’opera di Dio, non

cogliervi l’agire del Signore è una

bestemmia imperdonabile.

Se davvero siete sulle tracce di Dio

preparatevi a non essere capiti dai

vostri famigliari, ad essere resi per

bizzarri perché lo Spirito vi ha

acceso di passione.

E, anche se fa tristezza, a non essere

seriamente accolti proprio da coloro

che magari lavorano nella Chiesa

da tanto tempo.

Ma non abbiate paura; l’uomo forte,

il Signore Gesù, invocato e pregato,

seguito e amato, accolto e ascoltato,

caccia ogni tenebra, ogni demone,

ogni giudizio.

E pazienza se qualcuno ci prende per matti.

Siamo discepoli di Gesù che, per primo,

è stato preso per matto.

La fama di Gesù subisce un pesante

contraccolpo, ovviamente.

Se da Gerusalemme i capi hanno decretato

che non solo Gesù non è autorizzato a

fare ciò che fa ma che, anzi, è figlio del

demonio, molta gente si allontana.

Potere del potere che semplifica e si

impone con autoritarismo, che impedisce

alle persone di ragionare, che si

sostituisce nel giudizio.

Sarà Gesù stesso ad insegnarci ad essere

figli, liberi, capaci di capire.

A darci dignità senza delegare ad altri

le scelte, senza appaltare ad altri la

nostra coscienza.

Fra le montagne arriva la notizia

della ‘scomunica’.

È imbarazzante per la famiglia di Gesù

che si precipita sul lago per portarlo via.

Gesù è diventato la vergogna della famiglia.

Non scherziamo, va riportato a casa

dopo la delirante parentesi mistica.

E, per avere più forza, il clan porta

anche Maria.

Ma Gesù nemmeno li riceve e manda

a dire loro che ora ha una famiglia;

i discepoli e le discepole che vivono

con Lui il Regno di Dio.

Ecco, Gesù ha scelto. E anche Maria.

Lo ha concepito e cresciuto.

Ora diventa discepola, abbandonando

la logica del clan.

Se seguite il Nazareno, preparatevi a

compiere scelte coraggiose, che

superano la visione familista che

portiamo nel cuore. Gesù è più di

ogni affetto, di ogni famiglia, di ogni

ruolo che dobbiamo interpretare.

Dove sei?

Gesù ci parla di Dio come nessuno

prima di Lui.

Un Dio che si è raccontato sin dai

Primi momenti, se abbiamo il coraggio e

l’onestà di approfondire la Scrittura.

Un Dio che passeggia sul fare della sera

cercando l’umano e la sua donna e, non

trovandolo, lo chiama.

Dove sei? Dove siamo?

Dove sono in questo momento della vita?

Dove sto andando?

San Paolo, nella seconda lettura, ci

suggerisce un percorso; fissare lo

sguardo sulle cose invisibili, ascoltare

ed accogliere i moti dell’anima che ci

portano alla verità tutta intera.

No, Gesù non è matto.

O forse lo è, ancora oggi, per la logica

del mondo.

Ma per noi che siamo stati toccati dal

suo mantello, è più saggio di tutti i saggi.

E se anche passiamo per matti perché

amiamo, bene così.

Dove siamo?

Dietro un folle d’amore.

Buona Domenica, amici, Fausto.

venerdì 7 giugno 2024

Il Vangelo del Sabato 8 Giugno 2024

 
Della 9° settimana del Tempo Ordinario.

Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria.

Prima lettura.

Gioisco pienamente nel Signore.

Dal libro del profeta Isaìa (61,9-11)

Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,

la loro discendenza in mezzo ai popoli.

Coloro che li vedranno riconosceranno

che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.

Io gioisco pienamente nel Signore, la

mia anima esulta nel mio Dio, perché

mi ha rivestito delle vesti della salvezza,

mi ha avvolto con il mantello della

giustizia, come uno sposo si mette il

diadema e come una sposa si adorna

di gioielli.

Poiché, come la terra produce i suoi

germogli e come un giardino fa

germogliare i suoi semi,

così il Signore Dio farà germogliare la

giustizia e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

Dal Vangelo secondo Luca (2,41-51) anno pari.

I genitori di Gesù si recavano ogni anno

a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono

secondo la consuetudine della festa.

Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano

la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase

a Gerusalemme, senza che i genitori se

ne accorgessero.

Credendo che egli fosse nella comitiva,

fecero una giornata di viaggio, e poi si

misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;

 non avendolo trovato, tornarono in cerca

di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio,

seduto in mezzo ai maestri, mentre li

ascoltava e li interrogava.

E tutti quelli che l'udivano erano pieni

di stupore per la sua intelligenza e le

sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti, e sua madre

gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo?

Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».

Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate?

Non sapevate che io devo occuparmi delle

cose del Padre mio?».

Ma essi non compresero ciò che aveva

detto loro.

Scese dunque con loro e venne a Nàzaret

e stava loro sottomesso.

Sua madre custodiva tutte queste cose

nel suo cuore.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La devozione popolare ha voluto unire

alla festa del Sacro Cuore di Gesù quella

del Sacro Cuore di Maria.

Per indicare, al di là dell’espressione

storica della verità che si intravvede

da questa celebrazione, forse un pò

distante dalla nostra sensibilità, il fatto

che Gesù non è solo nel suo desiderio

di donare la vita per la salvezza

del mondo.

Così come quando vediamo una bella

persona ci immaginiamo la bellezza

delle persone che l’hanno aiutata a

crescere, quando vediamo Gesù non

possiamo non pensare ai trent'anni

vissuti a Nazareth, in casa del falegname

Giuseppe e della sua amata sposa Maria.

È Maria ad avere insegnato a suo figlio

a pregare, a credere, ad amare.

E non ci riferiamo, in questo caso, allo

stereotipo della mamma (specialmente

quella italica!) visceralmente legata ai

propri figli, ma allo spessore di fede di

una famiglia che ha preso consapevolezza

del proprio ruolo e si è fatta da parte.

Se Gesù è stato capace di amare

liberamente è perché liberamente è stato

amato, se è stato capace di perdonare

è perché ha vissuto in un ambiente

intessuto di accoglienza reciproca di

perdono e di preghiera, se ha donato la sua

vita è perché così ha visto vivere attorno a sé.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 6 giugno 2024

Il Vangelo del Venerdì 7 Giugno 2024

 

Della 9° settimana del Tempo Ordinario.

Sacratissimo Cuore di Gesù.

Prima lettura.

Il mio cuore si commuove dentro di me.

Dal libro del profeta Osèa (11,1-4.8c-9)

Così dice il Signore: «Quando Israele

era fanciullo, io l'ho amato e dall'Egitto

ho chiamato mio figlio.

Ma più li chiamavo, più si allontanavano

da me; immolavano vittime ai Baal, agli

idoli bruciavano incensi.

A Èfraim io insegnavo a camminare

tenendolo per mano, ma essi non

compresero che avevo cura di loro.

Io li traevo con legami di bontà, con

vincoli d'amore, ero per loro come chi

solleva un bimbo alla sua guancia, mi

chinavo su di lui per dargli da mangiare.

Il mio cuore si commuove dentro di me,

il mio intimo freme di compassione.

Non darò sfogo all'ardore della mia ira,

non tornerò a distruggere Èfraim, perché

sono Dio e non uomo; sono il Santo in

mezzo a te e non verrò da te nella mia ira».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale da Is 12,2-6.

Ripetiamo. Attingeremo con gioia alle

sorgenti della salvezza.

 

Ecco, Dio è la mia salvezza;

io avrò fiducia, non avrò timore,

perché mia forza e mio canto è il

Signore; egli è stato la mia salvezza. R.

 

Attingerete acqua con gioia

alle sorgenti della salvezza.

Rendete grazie al Signore e invocate

il suo nome, proclamate fra i popoli

le sue opere, fate ricordare che il

suo nome è sublime. R.

 

Cantate inni al Signore, perché ha fatto

cose eccelse, le conosca tutta la terra.

Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,

perché grande in mezzo a te è

il Santo d'Israele. R.

 

Seconda Lettura

Conoscere l'amore di Cristo che

supera ogni conoscenza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo

agli Efesìni (3,8-12.14-19)

Fratelli, a me, che sono l'ultimo fra tutti

i santi, è stata concessa questa grazia:

annunciare alle genti le impenetrabili

ricchezze di Cristo e illuminare tutti

sulla attuazione del mistero nascosto

da secoli in Dio, creatore dell'universo,

affinché, per mezzo della Chiesa, sia

ora manifestata ai Principati e alle

Potenze dei cieli la multiforme sapienza

di Dio, secondo il progetto eterno che

egli ha attuato in Cristo Gesù nostro

Signore, nel quale abbiamo la libertà

di accedere a Dio in piena fiducia

mediante la fede in lui.

Per questo io piego le ginocchia davanti

al Padre, dal quale ha origine ogni

discendenza in cielo e sulla terra, perché

vi conceda, secondo la ricchezza della sua

gloria, di essere potentemente rafforzati

nell'uomo interiore mediante il suo Spirito.

Che il Cristo abiti per mezzo della fede

nei vostri cuori, e così, radicati e fondati

nella carità, siate in grado di comprendere

con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la

lunghezza, l'altezza e la profondità, e di

conoscere l'amore di Cristo che supera

ogni conoscenza, perché siate ricolmi

di tutta la pienezza di Dio.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Prendete il mio giogo sopra di voi,

dice il Signore, e imparate da me, che

sono mite e umile di cuore. (Mt 11,29ab)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Uno dei soldati gli colpì il fianco,

e subito ne uscì sangue e acqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,31-37) anno pari.

Era il giorno della Parascève e i Giudei,

perché i corpi non rimanessero sulla

croce durante il sabato-era infatti un

giorno solenne quel sabato-, chiesero

a Pilato che fossero spezzate loro le

gambe e fossero portati via.

Vennero dunque i soldati e spezzarono

le gambe all'uno e all'altro che erano

stati crocifissi insieme con lui.

Venuti però da Gesù, vedendo che era già

morto, non gli spezzarono le gambe, ma

uno dei soldati con una lancia gli colpì il

fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua

testimonianza è vera; egli sa che dice il

vero, perché anche voi crediate.

Questo infatti avvenne perché si compisse

la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso».

E un altro passo della Scrittura dice ancora:

«Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Una festa solo all’apparenza dal sapore

devozionale, quella del Sacro Cuore ma

che nasconde, in realtà, una grande verità;

la misura dell’amore di Dio.

Cosa può ancora dirci l’immagine di un

improbabile Gesù con gli occhi chiari e

i boccoli che apre il mantello e lascia

intravvedere un cuore da cui si dipartono

dardi luminosi?

Non è solo l’immagine di una devozione

ottocentesca che ci fa venire il

diabete all’anima?

Spogliata dalla sua collocazione storica,

la festa del Sacro Cuore di Gesù rivela

una grande verità; al centro della nostra

vita, della fede, del nostro percorso

interiore c’è l’amore di Dio.

L’amore è al centro, questo dice la festa di oggi.

Non la legittima tradizione storica, non

i nostri ragionamenti, non le convenienze,

non fondamenti etici.

Se crediamo in Dio, se abbiamo visto

e creduto nell’amore del Padre, Lui solo

ci spinge a credere e a lottare.

Lottare, sì, perché lasciare che sia l’amore

a dominare la nostra vita (e la fede)

non è affatto scontato.

È una continua conversione, una scelta,

talvolta dolorosa.

Come quella del Maestro e Signore che

mostra la misura del suo bene morendo

in croce.

Oggi, allora, lasciamoci raggiungere dal

suo amore che non pone condizioni, che

non pesa, che non ricatta, un amore libero,

come Dio solo, in Gesù, sa proporre,

attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 5 giugno 2024

Il Vangelo del Giovedì 6 Giugno 2024

 

Della 9° settimana del Tempo Ordinario.

San Alessandro, vescovo di Fiesole.

Prima lettura.

Ma la parola di Dio non è incatenata.

Se moriamo con lui, con lui anche vivremo.

Dalla seconda lettera di san Paolo

apostolo a Timòteo (2,8-15)

Figlio mio, ricòrdati di Gesù Cristo, risorto

dai morti, discendente di Davide, come io

annuncio nel mio Vangelo, per il quale soffro

fino a portare le catene come un malfattore.

Ma la parola di Dio non è incatenata!

Perciò io sopporto ogni cosa per quelli

che Dio ha scelto, perché anch’essi

raggiungano la salvezza che è in

Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

Questa parola è degna di fede: se moriamo

con lui, con lui anche vivremo; se

perseveriamo, con lui anche regneremo;

se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;

se siamo infedeli, lui rimane fedele,

perché non può rinnegare se stesso.

Richiama alla memoria queste cose,

scongiurando davanti a Dio che si evitino

le vane discussioni, le quali non giovano

a nulla se non alla rovina di chi le ascolta.

Sfòrzati di presentarti a Dio come una

persona degna, un lavoratore che non

deve vergognarsi e che dispensa

rettamente la parola della verità.

Parola di Dio.

Vangelo.

Non c’è altro comandamento più grande di questi.

Dal Vangelo secondo Marco (12,28b-34) anno pari.

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno

degli scribi e gli domandò: «Qual è il

primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele!

Il Signore nostro Dio è l’unico Signore;

amerai il re tuo Dio con tutto il tuo cuore

e con tutta la tua anima, con tutta la tua

mente e con tutta la tua forza”.

Il secondo è questo: “Amerai il tuo

prossimo come te stesso”.

Non c’è altro comandamento più grande

di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene,

Maestro, e secondo verità, che Egli è

unico e non vi è altri all’infuori di lui;

amarlo con tutto il cuore, con tutta

l’intelligenza e con tutta la forza e amare

il prossimo come se stesso vale più di

tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente,

Gesù gli disse: «Non sei lontano dal

regno di Dio».

E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Erano seicentotredici i precetti da

osservare, come ricordarseli?

La domanda posta dallo scriba era una

di quelle che ponevano ai rabbini durante

lo studio della Scrittura.

E Gesù interroga chi lo interroga, uno

scriba, quindi detentore della corretta

interpretazione della Legge.

E questi risponde così come andava di

moda in una delle due maggiori scuole

di pensiero di Gerusalemme, quella di

Rabbì Hillel; l’amore a Dio e l’amore

al prossimo.

Fiumi di parole commentavano questa

scelta, riflessioni, ragionamenti,

distinzioni, sfumature.

Come amare Dio, fino a che punto?

Come amare il prossimo?

Chi è il prossimo?

Gesù ascolta la dotta risposta dello scriba

e conclude: non sei lontano dal Regno.

Il povero scriba è spiazzato.

Nessuna discussione teologica, nessun

duello in punta di fioretto, nessun dibattito

citando maestri di dottrina.

Si era preparato bene, era pronto a fare

sfoggio della propria competenza,

della propria cultura.

E invece; Gesù non ci sta, non accetta

una discussione solo teorica.

La fede dello scriba è solo intellettuale,

tutta chiusa nella sua testa, non contagia

il suo cuore, non lo spinge a cambiare

le sue scelte.

Stiamo attenti a non fare come lui,

chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.