giovedì 18 gennaio 2024

Il Vangelo del Venerdì 19 Gennaio 2024

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Mario, Marta, Abaco

e Audiface, martiri a Roma.

Prima lettura.

Non stenderò la mano su di lui, perché

egli è il consacrato del Signore.

Dal primo libro di Samuèle (24,3-21)

In quei giorni, Saul scelse tremila uomini

valorosi in tutto Israele e partì alla ricerca

di Davide e dei suoi uomini di fronte

alle Rocce dei Caprioli.

Arrivò ai recinti delle greggi lungo la

strada, ove c'era una caverna.

Saul vi entrò per coprire i suoi piedi,

mentre Davide e i suoi uomini se ne

stavano in fondo alla caverna.

Gli uomini di Davide gli dissero: «Ecco

il giorno in cui il Signore ti dice: "Vedi,

pongo nelle tue mani il tuo nemico:

trattalo come vuoi"».

Davide si alzò e tagliò un lembo del

mantello di Saul, senza farsene accorgere.

Ma ecco, dopo aver fatto questo, Davide

si sentì battere il cuore per aver tagliato

un lembo del mantello di Saul.

Poi disse ai suoi uomini: «Mi guardi il

Signore dal fare simile cosa al mio signore,

al consacrato del Signore, dallo stendere

la mano su di lui, perché è il consacrato

del Signore».

Davide a stento dissuase con le parole i

suoi uomini e non permise loro che si

avventassero contro Saul.

Saul uscì dalla caverna e tornò sulla via.

Dopo questo fatto, Davide si alzò, uscì dalla

grotta e gridò a Saul: «O re, mio signore!».

Saul si voltò indietro e Davide si inginocchiò

con la faccia a terra e si prostrò.

Davide disse a Saul: «Perché ascolti la voce

di chi dice: "Ecco, Davide cerca il tuo male"?

Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno

visto che il Signore ti aveva messo oggi

nelle mie mani nella caverna; mi si diceva

di ucciderti, ma ho avuto pietà di te e ho

detto: "Non stenderò le mani sul mio signore,

perché egli è il consacrato del Signore".

Guarda, padre mio, guarda il lembo del tuo

mantello nella mia mano: quando ho staccato

questo lembo dal tuo mantello nella caverna,

non ti ho ucciso.

Riconosci dunque e vedi che non c'è in

me alcun male né ribellione, né ho peccato

contro di te; invece tu vai insidiando la mia

vita per sopprimerla.

Sia giudice il Signore tra me e te e mi faccia

giustizia il Signore nei tuoi confronti; ma la

mia mano non sarà mai contro di te.

Come dice il proverbio antico: "Dai

malvagi esce il male, ma la mia mano

non sarà contro di te".

Contro chi è uscito il re d'Israele?

Chi insegui?

Un cane morto, una pulce.

Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te,

veda e difenda la mia causa e mi liberi

dalla tua mano».

Quando Davide ebbe finito di rivolgere a

Saul queste parole, Saul disse: «È questa

la tua voce, Davide, figlio mio?».

Saul alzò la voce e pianse.

Poi continuò rivolto a Davide: «Tu sei

più giusto di me, perché mi hai reso il

bene, mentre io ti ho reso il male.

Oggi mi hai dimostrato che agisci bene

con me e che il Signore mi aveva

abbandonato nelle tue mani e tu non

mi hai ucciso.

Quando mai uno trova il suo nemico e

lo lascia andare sulla buona strada?

Il Signore ti ricompensi per quanto hai

fatto a me oggi.

Ora, ecco, sono persuaso che certamente

regnerai e che sarà saldo nelle tue mani

il regno d'Israele».

Parola di Dio.

Vangelo.

Chiamò a sé quelli che voleva

perché stessero con lui.

Dal Vangelo secondo Marco (3,13-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù salì sul monte,

chiamò a sé quelli che voleva ed essi

andarono da lui.

Ne costituì Dodici-che chiamò apostoli-,

perché stessero con lui e per mandarli a

predicare con il potere di scacciare i demòni.

Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale

impose il nome di Pietro, poi Giacomo,

figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di

Giacomo, ai quali diede il nome di

Boanèrghes, cioè "figli del tuono";

e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo,

Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo,

Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda

Iscariota, il quale poi lo tradì.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù sceglie dei collaboratori, vuole

delle persone che stiano con Lui.

Non sono i discepoli a scegliersi il Maestro,

ma il Maestro sceglie i suoi discepoli,

inventa la Chiesa.

Cos’è la Chiesa?

Una multinazionale del sacro, un

Rotary Club dei cattolici?

Una holding dei bamboccioni?

No; Gesù ha le idee chiare; la Chiesa è

un gruppo di persone diverse, affatto

perfette (leggete la lista!) che vivono

l’esperienza di essere chiamati e amati,

per restare col Signore, per predicare

e cacciare i demoni.

Siamo discepoli anzitutto per dimorare

con Cristo, per frequentare la sua Parola

nella preghiera e nella meditazione.

Siamo suoi discepoli per raccontare ad

ogni uomo il vero volto di Dio.

Siamo suoi discepoli per potere cacciare

i demoni che affliggono le nostre coscienze

e la nostra modernità.

Questi sono i tre aspetti che ci identificano

come comunità, che dovrebbero essere la

cartina al tornasole per verificare la

cattolicità delle nostre comunità e dei

nostri movimenti.

Torniamo all’essenziale, amici,

facciamo in modo che l’esperienza

che ci accomuna rimotivi e rifondi

le nostre comunità.

Senza ansie di perfezione, per favore,

gli apostoli che sono chiamati, come

san Paolo, sono tutt’altro che persone

realizzate e pie; il loro dimorare con

Cristo e la preghiera, li farà diventare,

infine, trasparenza di Dio.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 17 gennaio 2024

Il Vangelo del Giovedì 18 Gennaio 2024

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Margherita d'Ungheria,

principessa e religiosa.

Prima lettura.

Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

Dal primo libro di Samuèle (18,6-9;19,1-7)

In quei giorni, mentre Davide tornava

dall'uccisione del Filisteo, uscirono le

donne da tutte le città d'Israele a cantare

e a danzare incontro al re Saul,

accompagnandosi con i tamburelli, con

grida di gioia e con sistri.

Le donne cantavano danzando e dicevano:

«Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i

suoi diecimila».

Saul ne fu molto irritato e gli parvero

cattive quelle parole.

Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila,

a me ne hanno dati mille.

Non gli manca altro che il regno».

Così da quel giorno in poi Saul guardava

sospettoso Davide.

Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai

suoi ministri di voler uccidere Davide.

Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande

affetto per Davide.

Giònata informò Davide dicendo: «Saul,

mio padre, cerca di ucciderti.

Sta' in guardia domani, sta' al riparo

e nasconditi.

Io uscirò e starò al fianco di mio padre

nella campagna dove sarai tu e parlerò

in tuo favore a mio padre.

Ciò che vedrò te lo farò sapere».

Giònata parlò dunque a Saul, suo padre,

in favore di Davide e gli disse: «Non

pecchi il re contro il suo servo, contro

Davide, che non ha peccato contro di te,

che anzi ha fatto cose belle per te.

Egli ha esposto la vita, quando abbatté

il Filisteo, e il Signore ha concesso una

grande salvezza a tutto Israele.

Hai visto e hai gioito.

Dunque, perché pecchi contro un innocente,

uccidendo Davide senza motivo?».

Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò:

«Per la vita del Signore, non morirà!».

Giònata chiamò Davide e gli riferì

questo colloquio.

Poi Giònata introdusse presso Saul

Davide, che rimase alla sua presenza

come prima.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei

il Figlio di Dio!».

Ma egli imponeva loro severamente

di non svelare chi egli fosse.

Dal Vangelo secondo Marco (3,7-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si

ritirò presso il mare e lo seguì molta folla

dalla Galilea.

Dalla Giudea e da Gerusalemme,

dall’Idumea e da oltre il Giordano e

dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande

folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.

Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli

pronta una barca, a causa della folla, perché

non lo schiacciassero.

Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti

avevano qualche male si gettavano su di

lui per toccarlo.

Gli spiriti impuri, quando lo vedevano,

cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu

sei il Figlio di Dio!».

Ma egli imponeva loro severamente di

non svelare chi egli fosse.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Mettiamo a disposizione di Gesù la barca

della nostra vita perché possa continuare

ad annunciare la Parola alla folla di uomini

e donne senza speranza che accalcano i

sentieri della nostra modernità!

Gesù ha bisogno di noi, desidera farci

parte dei suoi progetti, delle sue scelte,

del suo Regno.

Misterioso e incomprensibile Dio che chiede

agli uomini di aiutarlo nella salvezza!

Straordinario Signore che non si lascia

scoraggiare dal nostro limite ma lo trasfigura!

Di una barca necessita il Signore, non di

uno yacht lussuoso o di una nave da

crociera, ma della piccola barca da

pescatori che siamo.

Barca inadatta, barca che a malapena

riesce ad affrontare le calme acque del

lago, incapace di avventurarsi al largo

degli oceani.

Lo so, non siamo capaci, siamo inadatti,

siamo peccatori; questo fermerà la

potenza di Dio?

O non la proclamerà, piuttosto, come

dice san Paolo, perché nella nostra

debolezza si manifesta pienamente

la misericordia di Dio?

Oggi, qualunque cosa faremo, imprestiamo

la nostra intelligenza, la nostra voce, il

nostro sorriso al Signore per renderlo

presente, almeno un poco, alle persone che

incontreremo, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 16 gennaio 2024

Il Vangelo del Mercoledì 17 Gennaio 2024

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Antonio, Abate.

Prima lettura.

Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo

con la fionda e con la pietra.

Dal primo libro di Samuèle (17,32-33.37.40-51)

In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno

si perda d'animo a causa di costui.

Il tuo servo andrà a combattere con

questo Filisteo».

Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare

contro questo Filisteo a combattere con lui:

tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi

fin dalla sua adolescenza».

Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha

liberato dalle unghie del leone e dalle

unghie dell'orso, mi libererà anche dalle

mani di questo Filisteo».

Saul rispose a Davide: «Ebbene va' e

il Signore sia con te».

Davide prese in mano il suo bastone, si

scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e

li pose nella sua sacca da pastore, nella

bisaccia; prese ancora in mano la fionda

e si avvicinò al Filisteo.

Il Filisteo avanzava passo passo,

avvicinandosi a Davide, mentre il suo

scudiero lo precedeva.

Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo

vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era

un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto.

Il Filisteo disse a Davide: «Sono io forse

un cane, perché tu venga a me con un bastone?».

E quel Filisteo maledisse Davide in nome

dei suoi dèi.

Poi il Filisteo disse a Davide: «Fatti avanti

e darò le tue carni agli uccelli del cielo e

alle bestie selvatiche».

Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me

con la spada, con la lancia e con l'asta.

Io vengo a te nel nome del Signore degli

eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che

tu hai sfidato.

In questo stesso giorno, il Signore ti farà

cadere nelle mie mani.

Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e

getterò i cadaveri dell'esercito filisteo

agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche;

tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele.

Tutta questa moltitudine saprà che il

Signore non salva per mezzo della spada

o della lancia, perché del Signore è la

guerra ed egli vi metterà certo nelle

nostre mani».

Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi

incontro a Davide, questi corse a prendere

posizione in fretta contro il Filisteo.

Davide cacciò la mano nella sacca, ne

trasse una pietra, la lanciò con la fionda

e colpì il Filisteo in fronte.

La pietra s'infisse nella fronte di lui che

cadde con la faccia a terra.

Così Davide ebbe il sopravvento sul

Filisteo con la fionda e con la pietra,

colpì il Filisteo e l'uccise, benché Davide

non avesse spada.

Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo,

prese la sua spada, la sguainò e lo uccise,

poi con quella gli tagliò la testa.

I Filistei videro che il loro eroe era

morto e si diedero alla fuga.

Parola di Dio.

Vangelo.

È lecito in giorno di sabato salvare

una vita o ucciderla?

Dal Vangelo secondo Marco (3,1-6) anno pari.

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo

nella sinagoga.

Vi era lì un uomo che aveva una mano

paralizzata, e stavano a vedere se lo

guariva in giorno di sabato, per accusarlo.

Egli disse all'uomo che aveva la mano

paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!».

Poi domandò loro: «È lecito in giorno di

sabato fare del bene o fare del male,

salvare una vita o ucciderla?».

Ma essi tacevano.

E guardandoli tutt'intorno con indignazione,

rattristato per la durezza dei loro cuori,

disse all'uomo: «Tendi la mano!».

Egli la tese e la sua mano fu guarita.

E i farisei uscirono subito con gli erodiani

e tennero consiglio contro di lui per

farlo morire.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù è indignato, rattristato, addolorato

per la durezza dei cuori dei farisei che

l’hanno fatto venire in sinagoga per

vedere se guarisce il povero uomo

con la mano inaridita.

A loro dell’uomo non importa nulla,

Gesù, invece, lo mette nel mezzo, per

Lui è importante, lo tiene nel suo cuore,

lo ama con tenerezza.

Non così i farisei che pensano di onorare

Dio oltraggiando l’uomo, che mettono

la Legge al di sopra dell’amore e del

bene della persona.

Gesù è addolorato per tanta durezza

spacciata per devozione, turbato da

tanta miopia.

E soffre. E rischia.

L’uomo viene guarito, e questo gesto,

interpretato come una sfida; invece di

addolcire il cuore dei farisei lo indurisce;

si radunano per capire come far fuori

Gesù, (poi dicono che la colpa se Lui è

morto, è di Giuda, questa ne è la riprova,

erano i farisei che lo volevano morto,

non Giuda), sicuramente per questa

esternazione, sarò redarguito da qualche

fariseo del nostro tempo; scommettiamo?

Come sarà per Lazzaro, Gesù rischia del

suo, si mette in gioco, accetta di portare

le conseguenze delle sue azioni per

salvare una vita.

San Paolo supera questa durezza e si

converte ma, ahimè, dovrà lottare contro

un nuovo tipo di ipocrisia, quello dei

discepoli provenienti da Gerusalemme

che pretendono di imporre il giogo della

Legge sui neoconvertiti provenienti

dal paganesimo.

I farisei ancora fanno molti adepti, anche

nelle nostre comunità.

Viviamo con una consapevole leggerezza

e mettendo sempre nel mezzo le persone,

e non le regole, la nostra fede cristiana, preghiamo!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 15 gennaio 2024

Il Vangelo del Martedì 16 Gennaio 2024

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

San Marcello I, Papa.

Prima lettura.

Samuèle unse Davide in mezzo ai suoi

fratelli, e lo Spirito del Signore irruppe

su di lui.

Dal primo libro di Samuèle (16,1-13a)

In quei giorni, il Signore disse a Samuèle:

«Fino a quando piangerai su Saul, mentre

io l’ho ripudiato perché non regni su Israele?

Riempi d’olio il tuo corno e parti.

Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché

mi sono scelto tra i suoi figli un re».

Samuèle rispose: «Come posso andare?

Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà».

Il Signore soggiunse: «Prenderai con te

una giovenca e dirai: “Sono venuto per

sacrificare al Signore”.

Inviterai quindi Iesse al sacrificio.

Allora io ti farò conoscere quello che

dovrai fare e ungerai per me colui

che io ti dirò».

Samuèle fece quello che il Signore gli

aveva comandato e venne a Betlemme;

gli anziani della città gli vennero incontro

trepidanti e gli chiesero: «È pacifica la

tua venuta?».

Rispose: «È pacifica.

Sono venuto per sacrificare al Signore.

Santificatevi, poi venite con me al sacrificio».

Fece santificare anche Iesse e i suoi figli

e li invitò al sacrificio.

Quando furono entrati, egli vide Eliàb e

disse: «Certo, davanti al Signore sta il

suo consacrato!».

Il Signore replicò a Samuèle: «Non

guardare al suo aspetto né alla sua

alta statura.

Io l’ho scartato, perché non conta quel

che vede l’uomo: infatti l’uomo vede

l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».

Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a

Samuèle, ma questi disse: «Nemmeno

costui il Signore ha scelto».

Iesse fece passare Sammà e quegli disse:

«Nemmeno costui il Signore ha scelto».

Iesse fece passare davanti a Samuèle i

suoi sette figli e Samuèle ripeté a Iesse:

«Il Signore non ha scelto nessuno di questi».

Samuèle chiese a Iesse: «Sono qui

tutti i giovani?».

Rispose Iesse: «Rimane ancora il più

piccolo, che ora sta a pascolare il gregge».

Samuèle disse a Iesse: «Manda a prenderlo,

perché non ci metteremo a tavola prima

che egli sia venuto qui».

Lo mandò a chiamare e lo fece venire.

Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.

Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!».

Samuèle prese il corno dell’olio e lo unse

in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del

Signore irruppe su Davide da quel

giorno in poi.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il sabato è stato fatto per l'uomo

e non l'uomo per il sabato!

Dal Vangelo secondo Marco (2,23-28) anno pari.

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra

campi di grano e i suoi discepoli, mentre

camminavano, si misero a cogliere le spighe.

I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché

fanno in giorno di sabato quello che

non è lecito?».

Ed egli rispose loro: «Non avete mai

letto quello che fece Davide quando

si trovò nel bisogno e lui e i suoi

compagni ebbero fame?

Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò

nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta,

che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti,

e ne diede anche ai suoi compagni!».

E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per

l'uomo e non l'uomo per il sabato!

Perciò il Figlio dell'uomo è signore

anche del sabato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Lo so, lo so, forse sono troppo ingenuo.

Me lo ripeto spesso, lo vedo da me, grazie.

Eppure mi sembra che stare semplicemente

ancorati al Vangelo, ci farebbe del bene.

Ricordare anche a noi cattolici del terzo

millennio che è il sabato a essere fatto per

l’uomo e non viceversa, eliminerebbe

qualche incomprensione di troppo.

Nelle comunità (le altre, non la vostra) si

rischia continuamente di ribaltare i piani,

di confondere l’essenziale col consequenziale.

Dobbiamo sempre stare attenti a stare

legati all’essenziale del Vangelo,

all’amore ricevuto e donato.

Poi, certo, l’amore si struttura, non è

anarchico, si configura in atteggiamenti,

in regole.

Il pranzo che la madre prepara per i figli

è un’abitudine (anche piuttosto faticosa!),

ma è un’abitudine che esprime amore,

ogni volta che compiamo un gesto, che

osserviamo una norma, dobbiamo tornare

all’essenziale, ammettere delle eccezioni,

valutare tutto col criterio del bene.

Come dice san Paolo, siamo invitati a

scrutare ogni cosa per tenere solo ciò che

è buono, che ci porta ad amare di più e

a conoscere di più e meglio il Signore.

Gesù si lamenta dell’ignoranza delle

Scritture; i farisei dicono cose che Dio

non pensa.

Stiamo attenti a non commettere lo stesso

errore, chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.