sabato 6 maggio 2023

Il Vangelo di Domenica 7 Maggio 2023

 

Della 5° Domenica di Pasqua.

Santa Flavia Domitilla, Martire.

Prima Lettura

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli (6,1-7)

In quei giorni, aumentando il numero dei

discepoli, quelli di lingua greca mormorarono

contro quelli di lingua ebraica perché,

nell'assistenza quotidiana, venivano

trascurate le loro vedove.

Allora i Dodici convocarono il gruppo

dei discepoli e dissero: «Non è giusto che

noi lasciamo da parte la parola di Dio

per servire alle mense.

Dunque, fratelli, cercate fra voi sette

uomini di buona reputazione, pieni di

Spirito e di sapienza, ai quali affideremo

questo incarico.

Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera

e al servizio della Parola».

Piacque questa proposta a tutto il gruppo

e scelsero Stefano, uomo pieno di fede

e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro,

Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola,

un prosèlito di Antiòchia.

Li presentarono agli apostoli e, dopo

aver pregato, imposero loro le mani.

E la parola di Dio si diffondeva e il

numero dei discepoli a Gerusalemme

si moltiplicava grandemente; anche

una grande moltitudine di sacerdoti

aderiva alla fede.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 32 (33)

Ripetiamo. Il tuo amore, Signore,

sia su di noi: in te speriamo.

 

Esultate, o giusti, nel Signore;

per gli uomini retti è bella la lode.

Lodate il Signore con la cetra,

con l'arpa a dieci corde a lui cantate. R.

 

Perché retta è la parola del Signore

e fedele ogni sua opera.

Egli ama la giustizia e il diritto;

dell'amore del Signore è piena la terra. R.

 

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo

teme, su chi spera nel suo amore,

per liberarlo dalla morte

e nutrirlo in tempo di fame. R.

 

Seconda Lettura

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (2,4-9)

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra

viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e

preziosa davanti a Dio, quali pietre vive

siete costruiti anche voi come edificio

spirituale, per un sacerdozio santo e per

offrire sacrifici spirituali graditi a Dio,

mediante Gesù Cristo.

Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io

pongo in Sion una pietra d'angolo, scelta,

preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».

Onore dunque a voi che credete; ma per

quelli che non credono la pietra che i

costruttori hanno scartato è diventata

pietra d'angolo e sasso d'inciampo,

pietra di scandalo.

Essi v'inciampano perché non obbediscono

alla Parola.

A questo erano destinati.

Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio

regale, nazione santa, popolo che Dio si

è acquistato perché proclami le opere

ammirevoli di lui, che vi ha chiamato

dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Io sono la via, la verità e la vita, dice

il Signore; nessuno viene al Padre

se non per mezzo di me. (Gv 14,6)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Io sono la via, la verità e la vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12) anno A.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non sia turbato il vostro cuore.

Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.

Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi

un posto"?

Quando sarò andato e vi avrò preparato un

posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me,

perché dove sono io siate anche voi.

E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non

sappiamo dove vai; come possiamo

conoscere la via?».

Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Se avete conosciuto me, conoscerete anche il

Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo

avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il

Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono

con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"?

Non credi che io sono nel Padre e il

Padre è in me?

Le parole che io vi dico, non le dico da

me stesso; ma il Padre, che rimane in me,

compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il

Padre è in me.

Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in

me, anch'egli compirà le opere che io

compio e ne compirà di più grandi di

queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù, che celebriamo Risorto e Signore,

Gesù che scopriamo essere più di un

Maestro, più di un Profeta, ci svela

il volto di Dio.

Gesù ne parla con autorevolezza perché

Lui, in quel volto ci si specchia.

La prima comunità matura questa verità

Sconcertante; Gesù è la presenza stessa

di Dio, il figlio di Dio venuto per raccontare

agli uomini chi è veramente Dio Padre.

E questo perché quasi duemila anni di

alleanza con un popolo, Israele, non

erano bastati perché l’uomo, finalmente,

si allontanasse da tutte le rappresentazioni

superstiziose di Dio e potesse, senza più

errori, conoscere nel profondo, in intimità,

il volto del Padre.

Io non credo in Dio, credo nel Dio di Gesù Cristo.

Tutti ci facciamo una certa idea di Dio;

per credergli o per rifiutarlo e-mediamente-sento

dire di Dio delle cose veramente orribili.

Mi spiace veramente che così tanta gente

abbia una così brutta immagine di Dio e

sono convinto (e questi anni in cui medito la

sua Parola me lo confermano) che molte

persone che si credono cristiani, in realtà

non si sono neanche mai posti il problema

dell’identità di Dio.

Tutta la nostra vita è una conversione dal

Dio che c’è nella nostra testa al Dio

di Gesù Cristo!

Il Dio che Gesù racconta, è il Dio d’Israele,

che si è svelato progressivamente,

rispettando i tempi di comprensione

dell’uomo, attento alla fatica di

vivere dell’uomo.

È il Dio geloso, che ama sul serio, non

di un amore asettico, ma di un amore

talmente viscerale da esigere attenzione,

e spesse volte la Bibbia usa immagini

umane per descrivere la gelosia e la

passione di Dio che sente contorcersi le

interiora per i suoi figli (Ger 31,20).

Un Dio che svela agli uomini la strada

per essere felici, le famose dieci parole

(noi abbiamo tradotto discutibilmente

“dieci comandamenti” suscitando quel

moto spontaneo di affetto che abbiamo

mediamente verso leggi e regolamenti)

che indicano all’uomo il percorso

verso la felicità.

Un Dio che conosce la sofferenza del

popolo (Nm 20,16) e che vuole liberarlo

attraverso l’opera di altri uomini, che sa

pazientare e scuotere, intervenire e

sostenere, amare e forzare.

Un Dio che sa perdonare e dimenticare,

che è ostinato nel suo amore, che perseguita

Israele con i suoi benefici (Sal 103,2), un

Dio bellissimo, che non si riesce a vedere

se non di spalle (Es 33,23), e la cui

visione provoca la morte, talmente

è glorioso.

Un Dio che-come dicevamo-stanco di

essere frainteso si fa uomo, corpo, sguardo.

Un Dio che suda e impara, si stanca e

ride, fa festa e lutto, lavora e gioisce

della famiglia e dell'affetto dei suoi.

Un Dio che si piega sull’umanità ferita,

come un buon samaritano versa sulle

sue ferite l’olio della consolazione e il

vino della speranza, che si prende in

carico l’uomo dolorante e lo conduce

alla locanda del regno.

Un Dio che, come un padre, accetta che

il figlio minore se ne vada di casa con i

suoi soldi, rischiando di perderlo, purché

egli faccia le sue scelte, che lo accoglie

con rispetto, senza chiedere ragione

della sua fallimentare esperienza e gli

restituisce dignità, che fa festa ed esce

a convincere il rancoroso fratello

maggiore ad entrare con lui. 

Un Dio che si commuove alle lacrime,

che ama l’amicizia e l’accoglienza,

che sceglie di donarsi fino in fondo,

che non ha paura del rischio, che vuole

morire per sigillare le parole “ti amo”

rivolte a ciascuno di noi, che piange di

paura e chiede qualcuno che lo ascolti,

che pende nudo da una croce.

La croce svela la misura di un Dio

sconfitto per amore, che preferisce

morire per dire l’ultima parola.

Gesù ci svela il volto di un Dio paziente,

silenzioso, timido, rispettoso dell’uomo.

Timido, perché Egli è come la brezza del

mattino e rispetta (lui almeno!) la libertà

dei suoi figli.

Un Dio adulto che ci tratta da adulti, che

dice a Mosé: “ho visto la sofferenza del

mio popolo; và, io ti mando”, quando

tutti avremmo preferito sentirci dire: “Ho

visto la sofferenza del popolo,

ora intervengo”.

Dio non ci allaccia le scarpe, né ci risolve

i problemi; ci aiuta ad affrontarli, ci spiega

che non è poi così fondamentale superarli,

che la storia ha un tesoro nascosto che

siamo chiamati a scoprire.

Gesù ci svela un Dio discretamente

vittorioso nella resurrezione, che ha un

piano per l’umanità, che ha un sogno,

la Chiesa, i suoi discepoli, chiamati non

a salvare il mondo, ma a vivere da salvati,

costruendo quel regno che Lui è venuto

ad inaugurare, regno di giustizia e di pace,

di amore e di luce, di sguardo verso l’altrove.

Un Dio che viene là dove la sua comunità

si raduna e si rende presente nell’amore

che si scambiano i discepoli e nei Sacramenti.

E noi, in quale Dio crediamo?

Io credo nel Dio di Gesù, che ogni giorno

mi indica la via giusta da seguire,

Santa Domenica Fausto.

venerdì 5 maggio 2023

Il Vangelo del Sabato 6 Maggio 2023

 

Della 4° settimana di Pasqua.

San Domenico Savio, adolescente.

Prima Lettura

Noi ci rivolgiamo ai pagani.

Dagli Atti degli Apostoli (13,44-52)

Il sabato seguente quasi tutta la città [di

Antiòchia] si radunò per ascoltare la

parola del Signore.

Quando videro quella moltitudine,

i Giudei furono ricolmi di gelosia e con

parole ingiuriose contrastavano le

affermazioni di Paolo.

Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza

dichiararono: «Era necessario che fosse

proclamata prima di tutto a voi la parola

di Dio, ma poiché la respingete e non

vi giudicate degni della vita eterna,

ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.

Così infatti ci ha ordinato il Signore:

"Io ti ho posto per essere luce delle

genti, perché tu porti la salvezza

sino all'estremità della terra"».

Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano

e glorificavano la parola del Signore,

e tutti quelli che erano destinati alla

vita eterna credettero.

La parola del Signore si diffondeva

per tutta la regione.

Ma i Giudei sobillarono le pie donne

della nobiltà e i notabili della città e

suscitarono una persecuzione contro

Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal

loro territorio.

Allora essi, scossa contro di loro la

polvere dei piedi, andarono a Icònio.

I discepoli erano pieni di gioia e

di Spirito Santo.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,7-14) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Se avete conosciuto me, conoscerete anche

il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo

avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il

Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono

con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"?

Non credi che io sono nel Padre e

il Padre è in me?

Le parole che io vi dico, non le dico da

me stesso; ma il Padre, che rimane in me,

compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il

Padre è in me.

Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede

in me, anch'egli compirà le opere che io

compio e ne compirà di più grandi di

queste, perché io vado al Padre.

E qualunque cosa chiederete nel mio

nome, la farò, perché il Padre sia

glorificato nel Figlio.

Se mi chiederete qualche cosa nel

mio nome, io la farò.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Le Parole di Gesù sono semplici, eppure

di grande profondità; Filippo si sarebbe

aspettato chissà quale rivelazione riguardo

il mistero del Padre, di come poterlo

incontrare e di come potergli parlare.

Ma Gesù, spiazzandolo, gli dice che

non c’è bisogno di andare chissà

dove o di compiere chissà quale

difficile pratica religiosa.

Per vedere il Padre basta guardare

Gesù, ascoltare la sua voce e

seguire il suo insegnamento.

Dio ha deciso di rivelarsi

completamente attraverso il volto

di suo Figlio.

Questo vale anche per noi; Dio non

è lontano, anzi è più vicino a noi di

quanto pensiamo; basta guardare

al Signore con le fede e con l’amore,

ed Egli ci porterà direttamente a

contemplare il volto misericordioso

del Padre che ama ascoltare i suoi

figli e conversare con loro.

È vero amici, anch’io parlo con il

Padre, che problema c’è, non è fatica,

per meditare il Vangelo, cosa pensate

che faccia?, semplicemente, mi rivolgo

a Lui come mi rivolgevo a mio padre

quando era al mondo e avevo bisogno

di un consiglio; poi prego.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 4 maggio 2023

Il Vangelo del Venerdì 5 Maggio 2023

 

Della 4° settimana di Pasqua.

Sant’Ilario di Arles, vescovo.

Prima Lettura

Dio ha compiuto per noi la promessa

risuscitando Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (13,26-33)

In quei giorni, [Paolo, giunto ad Antiòchia

di Pisìdia, diceva nella sinagoga:] «Fratelli,

figli della stirpe di Abramo, e quanti fra

voi siete timorati di Dio, a noi è stata

mandata la parola di questa salvezza.

Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro

capi non hanno riconosciuto Gesù e,

condannandolo, hanno portato a

compimento le voci dei Profeti che

si leggono ogni sabato; pur non avendo

trovato alcun motivo di condanna a morte,

chiesero a Pilato che egli fosse ucciso.

Dopo aver adempiuto tutto quanto era

stato scritto di lui, lo deposero dalla

croce e lo misero nel sepolcro.

Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed

egli è apparso per molti giorni a quelli

che erano saliti con lui dalla Galilea

a Gerusalemme, e questi ora sono

testimoni di lui davanti al popolo.

E noi vi annunciamo che la promessa

fatta ai padri si è realizzata, perché Dio

l'ha compiuta per noi, loro figli,

risuscitando Gesù, come anche sta

scritto nel salmo secondo: "Mio figlio

sei tu, io oggi ti ho generato"».

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono la via, la verità e la vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-6) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «Non sia turbato il

vostro cuore.

Abbiate fede in Dio e abbiate fede

anche in me.

Nella casa del Padre mio vi sono

molte dimore.

Se no, vi avrei mai detto: "Vado

a prepararvi un posto"?

Quando sarò andato e vi avrò preparato

un posto, verrò di nuovo e vi prenderò

con me, perché dove sono io siate

anche voi.

E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non

sappiamo dove vai; come possiamo

conoscere la via?».

Gli disse Gesù: «Io sono la via,

la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per

mezzo di me».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È bello sapere che per tutti è preparato

un posto in cui godere della comunione

con la Trinità.

Ma non dobbiamo pensare che

quest’esperienza sia relegata a un

tempo futuro chissà quanto lontano.

Quel posto è pronto già da adesso, e noi,

per mezzo della fede, possiamo già vivere

con consapevolezza questo dono del Padre.

A questo punto, anche i criteri con cui

valutiamo gli eventi della vita possono

essere considerati diversamente; sempre

di più in noi la consapevolezza che sono

utili per vivere nella comunione con Dio.

Non c’è esperienza che, per quanto possa

essere negativa o dolorosa, non possa

essere considerata con gli occhi della fede;

tutto, cioè, può essere un’occasione per

vedere la mano provvidente di Dio che

agisce nella nostra vita.

A noi il compito di accogliere nella fede

questi eventi, affinche possiamo vivere in

quel luogo di gioia che è il cuore del Padre,

attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 3 maggio 2023

Il Vangelo del Giovedì 4 Maggio 2023

 

Della 4° settimana di Pasqua.

San Ciriaco di Gerusalemme, vescovo e martire.

Prima Lettura

Dalla discendenza di Davide Dio inviò

come salvatore Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (13,13-25)

Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni

giunsero a Perge, in Panfìlia.

Ma Giovanni si separò da loro e ritornò

a Gerusalemme.

Essi invece, proseguendo da Perge,

arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia,

e, entrati nella sinagòga nel giorno

di sabato, sedettero.

Dopo la lettura della Legge e dei Profeti,

i capi della sinagòga mandarono a dire

loro: «Fratelli, se avete qualche parola

di esortazione per il popolo, parlate!».

Si alzò Paolo e, fatto cenno con la

mano, disse: «Uomini d'Israele e voi

timorati di Dio, ascoltate.

Il Dio di questo popolo d'Israele scelse

i nostri padri e rialzò il popolo durante

il suo esilio in terra d'Egitto, e con

braccio potente li condusse via di là.

Quindi sopportò la loro condotta per

circa quarant'anni nel deserto, distrusse

sette nazioni nella terra di Canaan e

concesse loro in eredità quella terra

per circa quattrocentocinquanta anni.

Dopo questo diede loro dei giudici,

fino al profeta Samuèle.

Poi essi chiesero un re e Dio diede loro

Sàul, figlio di Chis, della tribù di

Beniamino, per quarant'anni.

E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro

Davide come re, al quale rese questa

testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio

di Iesse, uomo secondo il mio cuore;

egli adempirà tutti i miei voleri".

Dalla discendenza di lui, secondo la

promessa, Dio inviò, come salvatore

per Israele, Gesù. Giovanni aveva

preparato la sua venuta predicando

un battesimo di conversione a tutto

il popolo d'Israele.

Diceva Giovanni sul finire della sua

missione: "Io non sono quello che

voi pensate!

Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale

io non sono degno di slacciare i sandali"».

Parola di Dio.

Vangelo

Chi accoglie colui che manderò, accoglie me.

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20) anno dispari.

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli,

Gesù] disse loro: «In verità, in verità io

vi dico: un servo non è più grande del

suo padrone, né un inviato è più grande

di chi lo ha mandato.

Sapendo queste cose, siete beati se le

mettete in pratica.

Non parlo di tutti voi; io conosco quelli

che ho scelto; ma deve compiersi la

Scrittura: "Colui che mangia il mio pane

ha alzato contro di me il suo calcagno".

Ve lo dico fin d'ora, prima che accada,

perché, quando sarà avvenuto, crediate

che Io sono.

In verità, in verità io vi dico: chi accoglie

colui che io manderò, accoglie me; chi

accoglie me, accoglie colui che mi

ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Rimaniamo scandalizzati e delusi quando

scopriamo che, alcune volte, proprio le

persone a cui vogliamo più bene ci

tradiscono o ci voltano le spalle.

Tale esperienza non è stata risparmiata

nemmeno al Signore, il quale-nonostante

sapesse delle intenzioni non buone del

cuore di Giuda Iscariota-continuò a

tenerlo accanto a sé.

L’amore, per definizione, è ciò che si

dona senza attenderci nulla in cambio.

A volte ci sembra che questa legge

dell’amore sia troppo esigente; eppure,

se guardiamo la nostro modello, il Cristo,

ci accorgiamo che anche Lui ha provato

nel suo cuore sofferenza e solitudine.

Ma ciò non gli ha impedito di continuare

ad amare tutti, persino dalla croce.

Perché oggi non chiediamo a Dio la

grazia di donare senza attenderci

nulla dagli altri?

Sarà il modo migliore per iniziare a

sperimentare la vera pace nel cuore,

facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 2 maggio 2023

Il Vangelo del Mercoledì 3 Maggio 2023

 

Della 4° settimana di Pasqua.

Santi Filippo e Giacomo, Apostoli.

Prima Lettura

Il Signore apparve a Giacomo, e quindi

a tutti gli apostoli.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Corìnzi (15,1-8a)

Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho

annunciato e che voi avete ricevuto, nel

quale restate saldi e dal quale siete salvati,

se lo mantenete come ve l'ho annunciato.

A meno che non abbiate creduto invano!

A voi infatti ho trasmesso, anzitutto,

quello che anch'io ho ricevuto, cioè che

Cristo morì per i nostri peccati secondo

le Scritture e che fu sepolto  e che è

risorto il terzo giorno secondo le Scritture

e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

In seguito apparve a più di cinquecento

fratelli in una sola volta: la maggior parte di

essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.

Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a

tutti gli apostoli.

Ultimo fra tutti apparve anche a me.

Parola di Dio.

Vangelo

Da tanto tempo sono con voi e tu non mi

hai conosciuto, Filippo?

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,6-14) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù a Tommaso:

«Io sono la via, la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per

mezzo di me.

Se avete conosciuto me, conoscerete

anche il Padre mio: fin da ora lo

conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci

il Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono

con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Come puoi tu dire: Mostraci il Padre?

Non credi che io sono nel Padre e il

Padre è in me?

Le parole che io vi dico, non le dico da

me stesso; ma il Padre, che rimane in me,

compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il

Padre è in me.

Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in

me, anch'egli compirà le opere che io

compio e ne compirà di più grandi di

queste, perché io vado al Padre.

E qualunque cosa chiederete nel mio

nome, la farò, perché il Padre sia

glorificato nel Figlio.

Se mi chiederete qualche cosa nel

mio nome, io la farò».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Che senso dell’ironia ha lo Spirito nel

mettere insieme due santi così diversi!

Filippo, discepolo del Battista, il cui

nome e le amicizie denunciano una

provenienza meticcia, capofila di coloro

che si aprono al dialogo con i pagani,

è celebrato insieme a Giacomo il

minore, cugino di Gesù, che sostituirà

Giacomo, il primo apostolo ucciso,

alla guida della comunità di

Gerusalemme, piuttosto conservatore.

Eppure cosi è la Chiesa, fatta di

progresso e innovazione nella tradizione

e nella tutela del deposito della fede.

Filippo e Giacomo sono come i due

simboli, le due facce della Chiesa che,

sempre, è chiamata a non tradire o

svendere il prezioso tesoro del Vangelo

consegnatoci da Cristo e, nei contempo,

a non arroccarsi o chiudersi al mondo.

Che i due apostoli, così diversi nelle

loro sensibilità e nella loro storia

personale, ci insegnino a difendere

la diversità all’interno della Chiesa,

senza adottare logiche mondane che

tradiscono l’equilibrio creato dal Maestro

Gesù, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.