sabato 3 dicembre 2022

Il Vangelo di Domenica 4 Dicembre 2022

 

Della 2° Domenica di Avvento.

Santa Barbara, martire.

Prima Lettura

Giudicherà con giustizia i miseri.

Dal libro del profeta Isaìa (11,1-10)

In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto

germoglierà dalle sue radici.

Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d'intelligenza,

spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore.

Si compiacerà del timore del Signore.

Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito

dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli

umili della terra.

Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue

labbra ucciderà l'empio.

La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.

Il lupo dimorerà insieme con l'agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto;

il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà.

La mucca e l'orsa pascoleranno insieme; i loro piccoli si sdraieranno insieme.

Il leone si ciberà di paglia, come il bue.

Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera; il bambino metterà la mano

nel covo del serpente velenoso.

Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte,

perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare.

In quel giorno avverrà che la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli.

Le nazioni la cercheranno con ansia.

La sua dimora sarà gloriosa.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale dal Salmo 71 (72)

 

Ripetiamo, Vieni, Signore, re di giustizia e di pace.

 

O Dio, affida al re il tuo diritto,

al figlio di re la tua giustizia;

egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia

e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

 

Nei suoi giorni fiorisca il giusto

e abbondi la pace,

finché non si spenga la luna.

E dòmini da mare a mare,

dal fiume sino ai confini della terra. R.

 

Perché egli libererà il misero che invoca

e il povero che non trova aiuto.

Abbia pietà del debole e del misero

e salvi la vita dei miseri. R.

 

Il suo nome duri in eterno,

davanti al sole germogli il suo nome.

In lui siano benedette tutte le stirpi della terra

e tutte le genti lo dicano beato. R.

 

Seconda Lettura

Gesù Cristo salva tutti gli uomini.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (15,4-9)

Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra

istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che

provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.

E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni

verso gli altri gli stessi sentimenti, sull'esempio di Cristo Gesù, perché con un s

olo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.

Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.

Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà

di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la

sua misericordia, come sta scritto: «Per questo ti loderò fra le genti e canterò

inni al tuo nome».

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! (Lc 3,4.6)

 

Alleluia.

Vangelo

Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!

Dal Vangelo secondo Matteo (3,1-12) anno A.

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea

dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».

Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce

di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle

attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico.

Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano

accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano,

confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere!

Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente?

Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro

di voi: "Abbiamo Abramo per padre!".

Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo.

Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà

buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco.

Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me

è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà

in Spirito Santo e fuoco.

Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel

granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Sono due i profeti che si confrontano, oggi.

Due giganti della fede, due pilastri della spiritualità, due servi della Parola.

Il rude Giovanni e l’incantato Isaia.

Così diversi nel loro modo di profetizzare, cioè di leggere il presente, eppure

così autentici ed attuali.

Isaia parla ad un popolo che deve fare i conti con gli aggressivi vicini; Egizi,

Assiri e, a breve, sulla scena internazionale ecco arrivare i babilonesi.

Un popolo spaventato da ciò che accade, dai grandi disegni dei forti, un piccolo

popolo di coccio fra vasi di ferro.

E Isaia canta, sogna, dipinge.

Un mondo senza armi.

Un mondo in cui il violento gioca col neonato.

Un gioco in cui gli istinti malvagi si fanno servi della vita e della verità.

Grande Isaia. Illuso Isaia. E Giovanni.

Il Giovanni narrato da Matteo.

Secco e pungente come il deserto che lo ha consumato.

Efficace e caustico come solo i profeti sanno fare.

Chiede conversione, chiede azione, chiede scelte.

Perché il cambiamento lo dobbiamo operare noi, ora, qui, senza adagiarci

sulle nostre piccole o grandi convinzioni.

Lo dobbiamo fare in fretta, per non essere travolti, spazzati, spezzati.

E Dio sta solo con chi collabora a costruire il suo Regno.

Perché, come dice Agostino, Dio vuole che il suo dono diventi nostra conquista.

Due stili di vivere la fede, due modi di costruirla, solo apparentemente agli antipodi.

Come chi aspetta dall’alto il Regno, come Isaia.

E chi si adopera per realizzarlo, come il Battista.

Come diversi sono i modi di vivere la fede, di costruire la Chiesa,

di partecipare alla vita interiore.

Come diverse e splendidamente diverse sono le sensibilità di ognuno di noi.

Chi guarda in alto e chi prima guarda in basso.

Non contrapposti, ma modi di essere.

Come molti sono i modi di leggere la realtà che stiamo vivendo.

Alcuni confidando nel miracolo divino, altri invocando fuoco e fiamme,

azioni e pronunciamenti.

Così è la profezia, dolce e amara, tenera e decisa, sognante e irruenta.

Così è la nostra fede.

Molti sono i modi di attendere il Natale.

Quello zuccheroso, melenso, di chi si lascia cullare dall’emozione senza

convertire il proprio cuore.

Di chi ama l’atmosfera natalizia senza lasciarsi veramente scuotere dal Natale.

E quelli che, invece, a Natale ribaltano la vita, vanno in cerca dei poveri,

soccorrono gli ultimi.

E in mezzo a tanta profezia, dono di Dio, arriva lui, lo sposo.

E spiazza tutti.

Verrà il messia atteso.

E parlerà della conversione e della pace del cuore, Isaia.

Lui saprà trasformare lupi in agnelli.

Ma aspidi lo morderanno, credendo di farlo morire.

Serpenti velenosi lo morsicheranno nel tentativo di farlo crollare.

Verrà, Isaia, non per cancellare la guerra e la violenza, ma per redimerle,

per cambiarle.

Verrà, anche se sarà guardato con odio da molti.

E preso per un illuso.

Verrà il messia atteso, amico Giovanni.

Ma sarà talmente inatteso che spiazzerà anche te, facendoti vacillare.

Poserà la scure.

Non taglierà l’albero ma vi scaverà intorno e lo concimerà, sperando

che porti frutti.

Ma una cosa l’ho capita. L’abbiamo capita.

Dio è fuoco.

Il Dio che il Battista annuncia, il Dio che aspettiamo è il Dio che brucia

dentro, che spazza via con forza i timori, un Dio forte e impetuoso!

Un fuoco che divampa bruciando le lentezze, divorando ogni obiezione,

ogni tenebra, ogni paura.

Giovanni ammonisce; non basta rifugiarsi dietro alla tradizione (“abbiamo

Abramo come padre!”) o in una fede esteriore, di facciata, di coscienza

tiepida (“fate frutti degni di conversione”).

Colui che viene chiede reale cambiamento, scelta di vita, schieramento.

Dio-diventando uomo-separa la luce dalle tenebre, obbliga ad accoglierlo.

O a rifiutarlo.

Finché Dio è sulle nuvole, divinità scostante da invocare per chiedere un

miracolo o da insultare perché il miracolo non è avvenuto, è un conto.

Ma qui parliamo di un Dio neonato!

Un Dio indifeso che frantuma le nostre teorie approssimative sulla natura

divina, un Dio mite e fragile, che chiede ospitalità e non vana devozione.

Un Dio arreso, osteso, evidente, mendicante.

Un Dio che ti guarda negli occhi.

Isaia resta confuso, Giovanni stranito e scosso alle lacrime.

Sempre così diverso, sempre così altrove, sempre così folle questo Dio.

L’annuncio è fatto.

A noi, ora, accoglierlo in questo periodo di Avvento in preparazione alla

sua venuta, santa Domenica degli indecisi Fausto

venerdì 2 dicembre 2022

Il Vangelo del Sabato 3 Dicembre 2022

 

Della 1° settimana di Avvento.

San Francesco Saverio, Sacerdote e Missionario.

Prima Lettura

A un tuo grido di supplica il Signore ti farà grazia.

Dal libro del profeta Isaìa (30,19-21.23-26)

Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere.

A un tuo grido di supplica [il Signore] ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta.

Anche se il Signore ti darà il pane dell'afflizione e l'acqua della tribolazione,

non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,

i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada,

percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra.

Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno,

e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel

giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.

I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata

con la pala e con il vaglio.

Su ogni monte e su ogni colle elevato scorreranno canali e torrenti d'acqua

nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri.

La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte

di più, come la luce di sette giorni, quando il Signore curerà la piaga del suo

popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.

Parola di Dio.

Vangelo

Vedendo le folle, ne sentì compassione.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,35-10,1.6-8) anno dispari.

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle

loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia

e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come

pecore che non hanno pastore.

Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri

per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.

E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d'Israele.

Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Davvero la folla è smarrita, le persone faticano a trovare una strada, faticano

a trovare qualcuno che si interessi a loro con affetto, senza doppi fini, senza

interessi nascosti!

Il Signore manifesta affetto e compassione per noi, (non fa come i nostri

politici che si interessano a noi solo quando serve il voto per andare al potere

e poi non ti conoscono più), folla smarrita, e ancora si propone di guidarci

verso i pascoli fecondi del Regno di Dio, verso la conoscenza di Dio Padre

e di noi stessi.

Preghiamo perché il Signore ci trasformi in operai del Regno, entusiasti

e credibili nell’annunciare il suo vero volto.

Preghiamo perché il Signore faccia diventare la Chiesa il volto misericordioso

di Dio per l’uomo d’oggi.

La Chiesa la smetta di parlare di se stessa e ritorni con convinzione a dire Cristo

modello di umanità a questa umanità ferita.

Che l’Avvento e la preghiera ci aiutino a tornare all’essenziale, a trovare le parole

che possano raggiungere con forza a convinzione gli smarriti di cuore.

Io amici, ci sto provando con insistenza ogni giorno, speriamo possa riuscirci   

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

giovedì 1 dicembre 2022

Il Vangelo del Venerdì 2 Dicembre 2022

 

Della 1° settimana di Avvento.

Santa Bibiana, martire.

Prima Lettura

In quel giorno gli occhi dei ciechi vedranno.

Dal libro del profeta Isaìa (29,17-24)

Così dice il Signore Dio: «Certo, ancora un po' e il Libano si cambierà in

un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva.

Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall'oscurità

e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno.

Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno

nel Santo d'Israele.

Perché il tiranno non sarà più, sparirà l'arrogante, saranno eliminati quanti

tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla

porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla.

Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore, che riscattò Abramo: "D'ora

in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più,

poiché vedendo i suoi figli l'opera delle mie mani tra loro, santificheranno

il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio d'Israele.

Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza, quelli che mormorano

impareranno la lezione"».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù guarisce due ciechi che credono in lui.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,27-31) anno dispari.

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono

gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».

Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che

io possa fare questo?».

Gli risposero: «Sì, o Signore!».

Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede».

E si aprirono loro gli occhi.

Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!».

Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Seguono il Signore, i due ciechi, e lo chiamano con un titolo

messianico, “figlio di Davide”.

Riconoscono in Lui non un potente guaritore o un maghetto da strapazzo,

ma il sigillo della presenza di Dio.

Ci vuole molta fede per credere che il Nazareno sia davvero il Messia atteso

da Israele; non cavalca gli stereotipi che lo avrebbero identificato come

Messia; il sentimento nazionalista, l’ispirato guerriero, il piglio deciso.

Al contrario; Gesù propone la conversione del cuore, non rivoluzione,

e giunge a chiedere ai suoi discepoli il perdono per i nemici!

Eppure i ciechi credono che sia Lui l’inviato, hanno fiducia.

E il Signore restituisce loro vista e dignità, dona loro la luce degli occhi e del cuore.

Gesù chiede loro di non sbandierare la loro guarigione perché non vuole

attirare attorno a sé schiere di invasati che chiedono miracoli.

In questo tempo di Avvento riconosciamo in Gesù il Messia atteso, chiediamo

per noi e per l’umanità, l’illuminazione interiore, che ci permette di guardare

Dio e noi stessi con sguardo nuovo, per riuscirci meglio, chiediamo aiuto

alla preghiera.  

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 30 novembre 2022

Il Vangelo del Giovedì 1 Dicembre 2022

 

Della 1° settimana di Avvento.

Sant' Eligio, vescovo.

Prima Lettura

Entri una nazione giusta che si mantiene fedele.

Dal libro del profeta Isaìa (26,1-6)

In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una città

forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza.

Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele.

La sua volontà è salda; tu le assicurerai la pace, pace perché in te confida.

Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna, perché

egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto, ha rovesciato la città eccelsa,

l'ha rovesciata fino a terra, l'ha rasa al suolo.

I piedi la calpestano: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri».

Parola di Dio.

Vangelo

Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,21.24-27) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: "Signore,

Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio

che è nei cieli.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a

un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia.

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su

quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un

uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia.

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su

quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Su cosa stiamo costruendo la nostra casa interiore?

Sulla sabbia delle opinioni del mondo e sulla roccia della Parola immutabile di Dio?

Spesso, troppo spesso, siamo travolti dalle cose da fare e diamo per assolute

una serie di verità che tali non sono.

È il mondo, o meglio, i media della TV, a stabilire le nostre priorità, i nostri

sogni, i nostri umori.

Le nostre sono case fragili, i nostri quartieri sono fragili, basati sull’opinione,

sull’emozione, sulla rabbia, sulla parte oscura che abita in ciascuno di noi!

Basta un soffio di vento per ribaltare le nostre opinioni, per cambiare le

nostre prospettive.

Siamo preda del sentire comune, incapaci, spesso, di avere idee personali.

Mettiamoci alla scuola del Vangelo, davvero e sul serio.

Facciamo in modo che sia la Parola a valutare le nostre scelte, a fornire un

giudizio credibile e definitivo sul mondo, chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 29 novembre 2022

Il Vangelo del Mercoledì 30 Novembre 2022

 

Della 1° settimana di Avvento.

Sant’Andrea Apostolo.

Prima Lettura

La fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (10,9-18)

Fratello, se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo

cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.

Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la

professione di fede per avere la salvezza.

Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso».

Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore

di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il

nome del Signore sarà salvato».

Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto?

Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare?

Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci?

E come lo annunceranno, se non sono stati inviati?

Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto

annuncio di bene!».

Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo.

Lo dice Isaìa: «Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?».

Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.

Ora io dico: forse non hanno udito?

Tutt’altro: «Per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino agli estremi confini

del mondo le loro parole».

Parola di Dio.

Vangelo

Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Dal Vangelo secondo Matteo (4,18-22) anno dispari.

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due

fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano

le reti in mare; erano infatti pescatori.

E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini».

Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni

suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro

reti, e li chiamò.

Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Concludiamo il mese di novembre, all’inizio del tempo di Avvento, facendo

memoria di Andrea, apostolo e fratello di Pietro, di Betsaida in Galilea.

Oggi la Chiesa si rallegra per uno dei suoi figli, l’apostolo Andrea; in particolare

la Chiesa greca che in Andrea vede il proprio evangelizzatore.

Nato a Betsaida, sulla riva del lago di Tiberiade, discepolo del Battista,

Andrea fu uno dei primi a seguire il Signore e fu lui a portare Pietro,

suo fratello, dal Rabbì di Nazareth.

È bellissimo ricordare la storia e la fede di questi uomini che hanno conosciuto

e vissuto col Signore Gesù, che ne hanno condiviso le gioie e le pene, che

hanno ascoltato direttamente dalla sua bocca le parole che oggi ci scaldano il

cuore, che lo hanno seguito sotto la croce e lo hanno testimoniato risorto.

Persone come noi, con le loro incertezze, i loro dubbi, le loro fatiche,

le loro speranze.

Persone come noi, non eroi o superuomini dotati di strani poteri.

Andrea aveva una famiglia, un lavoro, dei progetti e l’incontro con Cristo

sconvolse la sua vita.

Un antico testo apocrifo ci dice che fu lui a convincere Giovanni a scrivere

il quarto Vangelo!

Chiediamo ad Andrea ed alla preghiera, oggi, di vivere il tempo di Avvento

con la stessa passione con cui seguì prima il Battista e, in seguito, il Signore Gesù

e che ci aiuti a condurre molti fratelli al Signore, come egli seppe fare con Pietro.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.