domenica 13 novembre 2022

Il Vangelo del Lunedì 14 Novembre 2022

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

San Lorenzo O'Toole, Arcivescovo di Dublino.

Prima Lettura

Ricorda da dove sei caduto e convèrtiti.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (1,1-5a;2,1-5a)

Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi

servi le cose che dovranno accadere tra breve.

Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni,

il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò

che ha visto.

Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e

custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino.

Giovanni, alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è,

che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù

Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.

[Io udii il Signore che mi diceva]: «All’angelo della Chiesa che è a Èfeso

scrivi: “Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina

in mezzo ai sette candelabri d’oro.

Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi

sopportare i cattivi.

Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono,

e li hai trovati bugiardi.

Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti.

Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore.

Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima”».

Parola di Dio.

Vangelo

Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!

Dal Vangelo secondo Luca (18,35-43) anno pari.

Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare.

Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse.

Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli

gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui.

Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».

Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!».

E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista!

La tua fede ti ha salvato».

Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio.

E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La fede è una luce che si accende nella stanza buia della nostra vita, una finestra

che spalanca le imposte e vediamo tutto in maniera diversa.

Seduti a mendicare, aspettando che qualcuno si occupasse di noi, abbiamo

sentito l’annuncio; passa Gesù il Nazareno!

Sì; passa il Nazareno, e la Chiesa è la comunità di coloro che ne annunciano il

passaggio, che dicono a tutti i mendicanti la buona notizia della sua presenza.

Grida, il cieco, come noi abbiamo gridato la nostra disperazione, il nostro dolore.

Grida e chiede pietà anche se non vede, anche se ancora non crede.

E molti gli dicono di tacere, come molti a noi hanno detto di non farci illusioni, di

lasciar perdere, che la fede è inganno e illusione, che la Chiesa è marciume e ipocrisia.

Ma abbiamo gridato più forte, come più forte grida il cieco.

E si ferma Gesù, si è fermato nella nostra vita e ci ha ridato la luce degli occhi

dell’anima e, pure la preghiera come aiuto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 12 novembre 2022

Il Vangelo di Domenica 13 Novembre 2022

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

San Niccolò I, Papa.

Prima Lettura

Sorgerà per voi il sole di giustizia.

Dal libro del profeta Malachìa (3,19-20a)

Ecco: sta per venire il giorno rovente come un forno.

Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come

paglia; quel giorno, venendo, li brucerà-dice il Signore degli eserciti-fino a

non lasciar loro né radice né germoglio.

Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il

sole di giustizia.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Chi non vuole lavorare, neppure mangi.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (3,7-2)

Fratelli, sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo

rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di

alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di

peso ad alcuno di voi.

Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare.

E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa

regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi.

Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare

nulla e sempre in agitazione.

A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi

il pane lavorando con tranquillità.

Parola di Dio.

Vangelo

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Dal Vangelo secondo Luca (21,5-19) anno C.

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre

e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete,

non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».

Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale

sarà il segno, quando esse staranno per accadere?».

Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare.

Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”.

Non andate dietro a loro!

Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima

devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno,

e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche

fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno,

consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e

governatori, a causa del mio nome.

Avrete allora occasione di dare testimonianza.

Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò

parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere

né controbattere.

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici,

e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Meglio lasciar perdere, siamo onesti.
Leggere o ascoltare le notizie di cronaca o di politica induce alla depressione.

La rissosità e il vuoto interiore sono assurti a stile di vita.

La crisi è reale, subdola, inchioda le famiglie alle proprie fatiche, impedisce

di immaginare un futuro.
Ma quello che più scoraggia è la generale disillusione, la cattiveria dilagante,

l’aria che tira.
Come da fine impero, come a Pompei prima dell’eruzione, come nel più

cupo medioevo. 
Tecnologico e buio.
Sapremo di andare a fondo leggendo la notizia su un tablet, bel progresso.
Dalle risse politiche ai femminicidi, dai giochi d’azzardo che svuotano le tasche

degli italiani regalando un’amara illusione alle cupe previsioni economiche,

dalla guerra “commerciale” in atto, alle problematiche energetiche create ad

arte (ancora prima della guerra) per destabilizzare l’umanità, per la prima

volta sperimentiamo sul serio (e non, come spesso accade in Italia, per

abitudine scaramantica alla lamentela) la fatica ad andare avanti. 
Come nel dopoguerra, siamo alla stessa stregua. 
In questi tempi cupi un pò ci si affida alla fede, molto di più ai cartomanti

e ai santoni, vivi o imbalsamati.
E, ovviamente, qualche veggente cattolico ci assicura che siamo negli ultimi tempi.

Ma dai! Che scoperta!

Dalla resurrezione in avanti siamo alla fine dei tempi.
State a sentire Luca, allora.

In questa penultima domenica dell’anno liturgico Luca parla alla sua e alla

nostra comunità degli ultimi tempi.

Quelli che sono già iniziati.
Non parla della fine ma del fine.

Non della clamorosa implosione del mondo ma del senso della storia.
A capirla e saperla leggere.
Sta evangelizzando una comunità perseguitata, impressionata dalla distruzione

di Gerusalemme e del tempio, impaurita dall’ondata di odio scatenata da Nerone.
Siamo perduti?, si chiedono i suoi parrocchiani, È la fine?
Non ve lo chiedete mai? Io sì.
E se Dio si fosse sbagliato?

E se la vita fosse davvero un garbuglio inestricabile di luce e di tenebre che

mastica e tritura ogni emozione e ogni sogno?

E se Dio-tenero!-avesse esagerato con l’idea della libertà degli uomini

e del fatto che l’uomo può farcela da solo? 
Me lo chiedo quando sento le famiglie che non sanno più cosa fare,

che pensano che, forse, hanno vinto i malvagi.
Me lo chiedo quando vedo un giovane papà andare all’estero a cercare

lavoro, con una laurea in tasca e un ex-lavoro da dirigente.
Me lo chiedo quando vedo persone sane, trasparenti, volenterose venire offese,

turlupinate, ingannate e restano seduti nella sala d’aspetto delle opportunità

(sociali, lavorative, economiche) vedendosi passare davanti persone

ignoranti e arroganti.
È la fine? Dobbiamo arrenderci?

No, dice Gesù, state sereni.
Non sono questi i segni della fine, come qualche predicatore radiofonico

insiste nel dire.

Non sono questi i segnali di un mondo che precipita nel caos.
E, sorridendo, il Maestro ci dice; cambia il tuo sguardo.

Cambia te stesso. Cambia il mondo.
Guarda alle cose positive, al tanto amore che l’umanità, nonostante tutto,

riesce a produrre, allo stupore che suscita il Creato e che tutto ridimensiona,

al Regno che avanza nei cuori, timido, discreto, pacifico, disarmato.

Guardiamo a noi stessi, amici, a quanto il Signore è riuscito a compiere

in tutti gli anni della nostra vita, nonostante tutto. 
A tutto l’amore che abbiamo donato e ricevuto, nonostante tutto. 
Guardiamoa a noi e all’opera splendida di Dio, alla sua manifestazione

solare, al bene e al bello che ha creato in noi.

Guardiamo e non scoraggiamoci.
Di più; la fatica può essere l’occasione di crescere, di credere.

La fede si affina nella prova, diventa più trasparente, il nostro sguardo si rende

più trasparente, diventiamo testimoni di Dio quando ci giudicano, diventiamo

santi davvero (non quelli zuccherosi della nostra malata devozione!) e non ce

ne accorgiamo, ci scopriamo credenti.
Se il mondo ci critica e ci giudica, se ci attacca, non mettiamoci sulle difensive,

non ragioniamo con la logica di questo mondo; affidiamoci allo Spirito. 
Quando il mondo parla troppo della Chiesa, la Chiesa deve parlare

maggiormente di Cristo!

Lo dico ufficialmente e pubblicamente; a me questa cosa non piace affatto. 
Preferisco crogiolarmi nelle mie vere o presunte disgrazie, preferisco

lamentarmi di tutto e di tutti, vivere nella rabbia cronica. 
Preferisco cento volte lamentarmi del mondo brutto sporco e cattivo ed

eventualmente costruirmi una piccola setta cattolica molto devota in cui ci

troviamo bene (Almeno all’inizio poi, è statistico, facciamo come il mondo cattivo!). 
Preferisco fare a modo mio, accipicchia!
Mi affatica l’idea di dover cambiare me stesso.

E il mio sguardo. E il mio cuore.
Ma se proprio devo fare come vuoi tu, Signore, allora libera il mio cuore dal

peso del peccato, dall’incoerenza profonda, dalla tendenza all’autolesionismo

che mi contraddistingue e rendimi libero, in attesa del tuo Regno.

Liberi, amici, dobbiamo essere per incontrare Cristo, santa Domenica Fausto.

 

 

venerdì 11 novembre 2022

Il Vangelo del Sabato 12 Novembre 2022

 

Della 32° settimana del Tempo Ordinario.

San Giosafat Kuncewycz, Vescovo e martire.

Prima Lettura

Dobbiamo accogliere i fratelli per diventare collaboratori della verità.

Dalla terza lettera di san Giovanni apostolo (5-8)

Carissimo [Gaio], tu ti comporti fedelmente in tutto ciò che fai in favore

dei fratelli, benché stranieri.

Essi hanno dato testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa; tu farai

bene a provvedere loro il necessario per il viaggio in modo degno di Dio.

Per il suo nome, infatti, essi sono partiti senza accettare nulla dai pagani.

Noi perciò dobbiamo accogliere tali persone per diventare collaboratori della verità.

Parola di Dio.

Vangelo

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal Vangelo secondo Luca (18,1-8) anno pari.

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di

pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che

non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno.

In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi

giustizia contro il mio avversario”.

Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio

e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio,

le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».

E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto.

E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?

Li farà forse aspettare a lungo?

Io vi dico che farà loro giustizia prontamente.

Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Signore troverà ancora la fede quando tornerà sulla terra?

Non dice; troverà le parrocchie, i dicasteri e la curia romana, la cultura

cattolica, le chiese, i campanili, ecc. ecc!

Troverà la fede?

Il dramma del nostro tempo, l’opera urgente di conversione che siamo

chiamati a compiere è il recupero della fede ormai diventata stanca abitudine,

innocua e vaga appartenenza.

La fede che brucia, che forgia i santi, che spinge i martiri a donare il proprio

sangue langue nelle nostre comunità.

La fede di sapere che Dio è giusto, è un Padre che ascolta e accoglie, non un

despota annoiato che non sa che farsene di noi.

La fede di chi vede un mondo altro nascosto nelle pieghe di questo vecchio

mondo dolente.

La fede di chi sa che ogni gesto compiuto nel nome del Signore Risorto ci

trasforma la vita concreta.

Il Regno avanza, ne siamo avvinti, ne facciamo parte, lo costruiamo nella

quotidianità in ufficio, a casa, a scuola sul lavoro.

Siamo noi a rendere possibile la fede.

Teniamo duro, allora, come la vedova cocciuta della parabola.

Perché possiamo con verità dire al Signore: sì, quando tornerai ci sarà ancora

la fede in te, Maestro, la mia, quella della mia comunità e quella di tutti

i fratelli che si impegnano a pregare ogni giorno..

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 10 novembre 2022

Il Vangelo del Venerdì 11 Novembre 2022

 

Della 32° settimana del Tempo Ordinario.

San Martino di Tours, Vescovo.

Prima Lettura

Chi rimane nella dottrina, possiede il Padre e il Figlio.

Dalla seconda lettera di san Giovanni apostolo (1a.3-9)

Io, il Presbìtero, alla Signora eletta da Dio e ai suoi figli, che amo nella verità:

grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e da parte

di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell’amore.

Mi sono molto rallegrato di aver trovato alcuni tuoi figli che camminano nella

verità, secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre.

E ora prego te, o Signora, non per darti un comandamento nuovo, ma quello

che abbiamo avuto da principio: che ci amiamo gli uni gli altri.

Questo è l’amore: camminare secondo i suoi comandamenti.

Il comandamento che avete appreso da principio è questo: camminate nell’amore.

Sono apparsi infatti nel mondo molti seduttori, che non riconoscono Gesù

venuto nella carne.

Ecco il seduttore e l’anticristo!

Fate attenzione a voi stessi per non rovinare quello che abbiamo costruito

e per ricevere una ricompensa piena.

Chi va oltre e non rimane nella dottrina del Cristo, non possiede Dio.

Chi invece rimane nella dottrina, possiede il Padre e il Figlio.

Parola di Dio.

Vangelo

Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.

Dal Vangelo secondo Luca (17,26-37) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè,

così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano

moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne

il diluvio e li fece morire tutti.

Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano,

vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma,

piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti.

Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.

In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa,

non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro.

Ricordatevi della moglie di Lot.

Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.

Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà

portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso

luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».

Allora gli chiesero: «Dove, Signore?».

Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme

anche gli avvoltoi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Verrai, Signore.

Verrai alla fine dei tempi, nella pienezza, quando nessuno ci penserà più.

Quando penseremo che il tuo ritorno è ormai impossibile, una pia leggenda,

una cosa che si dice ma cui nessuno crede, una di quelle cose della fede

legate al passato, all’entusiasmo dei primi discepoli ma che, realisticamente,

non accadrà mai.

Verrai e allora saremo spiazzati, non capiremo, non saremo pronti, come non

siamo mai pronti agli eventi improvvisi, alle sorprese inattese, alle cose grandi

e piene di luce.

Vieni, Signore, nel cuore di ognuno, chiedi ospitalità, chiedi di essere accolto,

chiedi di osare, di credere.

Vieni, ma siamo troppo occupati, troppo presi, troppo tutto.

Vediamo passare Noé accanto a noi senza riconoscerlo e Lot, chiamato

dall’angelo ad uscire dalle tante Sodoma e Gomorra in cui abitiamo.

Li vediamo, ma non sappiamo più riconoscerli, non sappiamo più leggere

i sorrisi accennati dei profeti, non sappiamo più interpretare le immense

solitudini che essi riempiono.

Prendici, Signore.

Prendici, non lasciarci a vagare nella pochezza delle nostre vite.

Prendici con Te, rendici discepoli da ora e per sempre, te lo chiediamo

attraverso la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 9 novembre 2022

Il Vangelo del Giovedì 10 Novembre 2022

 

Della 32° settimana del Tempo Ordinario.

San Leone Magno, Papa e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Filèmone (7-20)

Fratello, la tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione,

perché per opera tua i santi sono stati profondamente confortati.

Per questo, pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno,

in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio,

e ora anche prigioniero di Cristo Gesù.

Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un

giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me.

Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.

Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono

in catene per il Vangelo.

Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non

sia forzato, ma volontario.

Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi

per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come

fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come

uomo sia come fratello nel Signore.

Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.

E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto.

Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io.

Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello!

Che io possa ottenere questo favore nel Signore; dà questo sollievo al mio

cuore, in Cristo!

Parola di Dio.

Vangelo

Il regno di Dio è in mezzo a voi.

Dal Vangelo secondo Luca (17,20-25) anno C.

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?».

Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione,

e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”.

Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».

Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno

solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete.

Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli.

Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo,

così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.

Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Regno di Dio è in mezzo a noi dice il Signore, è impastato col nostro

mondo, ne fa parte integrante, ne è intimamente connesso.

Ne fa parte, non è altro, non è qualcosa di diverso.

Molti, ci ammonisce il Signore, pensano di incontrarlo altrove, negli eventi

eclatanti, correndo dietro a miracoli e alle apparizioni.

Non è così.

È il nostro sguardo che lo deve riconoscere, è il nostro cuore che è chiamato

ad accorgersene.

Quante volte pensiamo che la presenza di Dio coincida con qualcosa di

fantastico, con qualche evento che scuota e stupisca.

Povera la fede che ha bisogno di miracoli per poter crescere!

Povera la fede che ha bisogno di conferme per poter andare avanti!

Siamo chiamati a cambiare il nostro sguardo per riconoscere il Regno che

si realizza in mezzo a noi.

Nelle nostre parrocchie, nelle nostre liturgie, nelle nostre iniziative di carità,

nella nostra profezia realizziamo il Regno, non altrove.

Che bello sapere che la mia comunità è un anticipo e una realizzazione parziale

del Regno che è già e non ancora!

Che bello iniziare la giornata col desiderio, la preghiera e l’impegno di

riconoscere il Regno già presente in mezzo a noi!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.