lunedì 17 ottobre 2022

Il Vangelo del Lunedì 17 Ottobre 2022

 

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Ignazio di Antiochia, vescovo e martire.

Prima Lettura

Con Cristo ci ha risuscitato e con lui ci ha fatto sedere nei cieli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (2,1-10)

Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un

tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle

Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli.

Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali

seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura

meritevoli d’ira, come gli altri.

Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato,

da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia

siete salvati.

Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù,

per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia

mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.

Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è

dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene.

Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha

preparato perché in esse camminassimo.

Parola di Dio.

Vangelo

Quello che hai preparato, di chi sarà?

Dal Vangelo secondo Luca (12,13-21) anno pari.

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello

che divida con me l’eredità».

Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche

se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un

raccolto abbondante.

Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti?

Farò così-disse-: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi

raccoglierò tutto il grano e i miei beni.

Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni;

ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”.

Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita.

E quello che hai preparato, di chi sarà?”.

Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù trae un insegnamento da ogni situazione.

In quest’episodio, Egli tratta la questione del giusto rapporto con ciò che si possiede.

Non parla contri i ricchi, ma presenta la vicenda dell’uomo ricco come un

monito; pensare ai beni materiali, in sé, non è cattivo né sbagliato.

Il problema sta nel momento in cui facciamo dipendere la nostra felicità

e stabilità da essi.

In tal caso, alla fine riceveremmo una cocente delusione; ci accorgeremmo,

infatti, che essi non sono veri ma instabili e non potrebbero darci nessuna

certezza riguardo al domani.

Addirittura, Gesù dimostra come essi non siano capaci di allungare la nostra

vita nemmeno di un minuto.

Allora, è segno di grande saggezza utilizzare i beni di questo mondo con

oculatezza ed equilibrio, soprattutto stando attenti affinchè essi siano un

aiuto ad andare verso Dio e non un ostacolo nel nostro cammino verso

di Lui, chiedendo aiuto alla preghiera.

Chi vive in questo modo è padrone di tutto senza essere schiavo di nulla.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 15 ottobre 2022

Il Vangelo di Domenica 16 Ottobre 2022

 

Della 29° Domenica del Tempo Ordinario.

Santa Margherita Maria Alacoque, vergine.

Prima Lettura

Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva.

Dal libro dell'Èsodo 17,8-13)

In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm.

Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia

contro Amalèk.

Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio».

Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro

Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.

Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere,

prevaleva Amalèk.

Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto

di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro

dall’altra, sostenevano le sue mani.

Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.

Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (3,14-4,2)

Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente.

Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin

dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene

mediante la fede in Cristo Gesù.

Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere,

correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo

e ben preparato per ogni opera buona.

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi

e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola,

insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera,

esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

Parola di Dio.

Vangelo

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal Vangelo secondo Luca (18,1-8) anno C.

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità

di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice,

che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno.

In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi

giustizia contro il mio avversario”.

Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio

e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò

giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».

E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto.

E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?

Li farà forse aspettare a lungo?

Io vi dico che farà loro giustizia prontamente.

Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Amo la preghiera, ne ho bisogno, amici.

Sento una forza straordinaria che mi proviene dalla meditazione orante della Parola.

Ma prego male e distratto, come tutti.

Non sempre al mattino, prima dell’alba, riesco ad alzarmi per ritagliarmi dieci

minuti e alla sera, spesso, è la stanchezza a prevalere sul desiderio.

Ho la fortuna immensa di fare della Parola il mio “hobby” e, questo sì, la

frequentazione della Parola mi allarga il cuore.

È faticoso pregare, per tutti; gli amici monaci, loro che pregano sei, otto ore ogni

giorno, mi hanno raccontato-sorridendo-della loro fatica a pregare.

Che buffo.

Convincere alla preghiera è impossibile.

Far smettere chi, pregando, ha scoperto il volto di Dio è altrettanto difficile.

Dovrei parlarvi della preghiera ma so che è un’esperienza unica e personale,

che i libri per insegnare a pregare servono solo a chi li ha scritti.

La preghiera è il santuario in cui scopriamo il vero volto di Dio, il luogo dove

l’anima incontra la nostra vita frammentata e sconclusionata.

Conservare e coltivare una vita interiore in questo tempo feroce, in un

occidente che ha smarrito l’anima, ha un che di eroico,

Come ho già avuto modo di scrivere, ho pregato tanto ma Dio non mi ha

mai dato ciò che ho chiesto.

Ma tutto ciò che desideravo, senza saperlo.

Ora, arrivato verso il traguardo della mia vita, ho scoperto il senso profondo

di quel “bussate e vi sarà aperto”.

Solo che la porta che si è aperta non è quella a cui avevo bussato.

La porta dell’interiorità, del vero volto di Dio, della scoperta del sé, riusciamo

ad aprirla solo se insistiamo, se non ci scoraggiamo, se accettiamo a volte di

dirci stanchi, sfiduciati e ci sediamo sconfortati, lasciando che qualcun altro

ci sorregga le braccia tese verso l’alto, come Mosè nella prima lettura.

(Splendida immagine di Chiesa)

Il giudice della parabola non è Dio, non scherziamo, ma il mondo insensibile

alla legittime richieste della vedova, vedova che è la sposa di Cristo, la Chiesa.

Luca scrive il suo Vangelo quando le comunità cristiane nascenti sono travolte

dalla follia dell’Imperatore che chiede di essere venerato come un Dio, e sono

sconfortate e scoraggiate.

E Gesù dice a loro e a noi; continuate a pregare, tenete legato il filo che vi

unisce all’interiorità.

E tanto più il mondo sbraita e si agita tanto più siamo chiamati a dimorare,

a insistere, a tenere duro.

Siamo chiamati a insistere.

Non per convincere Dio, ma per convertire il nostro cuore.

Insistere per purificare il nostro cuore e scoprire che Dio non è un giudice,

né giusto né ingiusto, ma un Padre tenerissimo.

Insistere non per cambiare radicalmente le cose, neppure per cambiare noi

stessi, ma per vedere nel mondo il cuore di Dio che pulsa.

Insistere nella battaglia che, quotidianamente, dobbiamo affrontare, come

Mosè che prega per vincere. Insistere.

Ma non è della preghiera che vi voglio parlare.

Ma di quell’ultima, indigesta, bastarda domanda di Gesù che mi martella

nelle tempie: “Quando tornerò, troverò ancora la fede sulla terra?”. Fede?

Gesù è venuto, splendore del Padre, ci ha detto e dato Dio perché egli stesso è Dio.

Ha convinto il mondo, riempiendolo di Spirito, riguardo a Dio anche se il

mondo, la Chiesa e noi, continuamente rischiamo di scordarci il volto del

Padre per sostituirlo a quello approssimativo delle nostre abitudini.

In uno slancio di follia Gesù ha affidato il Regno alla Chiesa, a questa

Chiesa, alla mia e alla nostra Chiesa, perché diventasse testimone del Padre.

Alla Chiesa debole fatta di uomini deboli, seppure trasfigurati dallo Spirito.

Ma una cosa siamo chiamati a fare; avere fede.

Gesù tornerà, lo sappiamo, nella pienezza dei tempi, quando ogni uomo

avrà sentito annunciare il Vangelo di Cristo.

Verrà per completare il lavoro.

A meno che il lavoro non sia fermo, paralizzato dall’incompetenza delle

maestranze, dalla polemica dei ricorsi, dall’egoismo del particolarismo,

dal litigio degli operai.

Ci sarà ancora fede?

Non dice: “Ci sarà ancora un’organizzazione ecclesiale?

Una vita etica derivante dal cristianesimo?

Delle belle e buone opere sociali?”.

Non chiede: “La gente andrà a Messa, i cristiani saranno ancora visibili,

professeranno ancora i valori del Vangelo?”.

La fede chiede il Signore.

Non l’efficacia, non l’organizzazione, non la coerenza, non la struttura.

Tutte cose essenziali.

Se portano e coltivano la fede.

Ma inutili e pericolose, se autoreferenziali, se auto-celebrative.

Altrimenti rischiamo di confondere i piani, di lasciare che le cose penultime

e terzultime prendano il posto delle cose ultime.

Sano rimprovero, quello di Gesù oggi, sano realismo, sconcertante provocazione.

Gesù chiede ai suoi discepoli di conservare fede nella avversità, di non demordere,

di non mollare, di continuare la disarmata e disarmante battaglia del Regno.

È tempo di fedeltà, di non mollare, di non demordere.

Proprio perché i tempi sono caliginosi.

Oggi, durante le nostre assemblee, con la nostra presenza, la nostra vita,

il nostro desiderio, potremo dire: “Sì, Signore, Maestro, se oggi verrai, se ora

è la pienezza, troverai ancora la fede bruciare”. Almeno la mia.

Santa Domenica della fede, amici, Fausto.

 

venerdì 14 ottobre 2022

Il Vangelo del Sabato 15 Ottobre 2022

 

Della 28° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa d'Avila, vergine e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Dio ha dato Cristo alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (1,15-23)

Fratelli, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore

che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi

nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della

gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza

di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza

vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è

la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo

l’efficacia della sua forza e del suo vigore.

Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla

sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni

Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo

presente ma anche in quello futuro.

Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come

capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto

compimento di tutte le cose.

Parola di Dio.

Vangelo

Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.

Dal Vangelo secondo Luca (12,8-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà

davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli

di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli

angeli di Dio.

Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi

bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.

Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità,

non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire,

perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Mentre Luca scriveva queste parole, ricordando i fatti e i detti di Gesù, le

persecuzioni nei confronti dei cristiani erano ormai una drammatica realtà;

la fedeltà era messa a dura prova e la coerenza poteva anche significare la morte.

Luca ricorda che Gesù aveva incitato alla fedeltà, promettendo un aiuto

particolare dall’alto; anzi, paradossalmente proprio quelle situazioni di difficoltà

avrebbero permesso ai discepoli di dire parole ispirate dallo Spirito Santo.

Se anche noi ascoltassimo con più attenzione la voce di Dio che parla nella

nostra vita, difficilmente avremmo paura o resteremo smarriti di fronte alle

situazioni avverse.

Non dobbiamo temere; il Signore ci è vicino in ogni momento, ma soprattutto

quando ci viene richiesta una testimonianza particolare di coerenza e di fedeltà,

se come è comprensibile facciamo fatica, chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 13 ottobre 2022

Il Vangelo del Venerdì 14 Ottobre 2022

 

Della 28° settimana del Tempo Ordinario.

San Callisto I, Papa.

Prima Lettura

Noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo, siamo stati fatti eredi;

e anche voi avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (1,11-14)

Fratelli, in Cristo siamo stati fatti anche eredi, predestinati-secondo il progetto

di colui che tutto opera secondo la sua volontà-a essere lode della sua gloria,

noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della

vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello

Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità,

in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode

della sua gloria.

Parola di Dio.

Vangelo

Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.

Dal Vangelo secondo Luca (12,1-7) anno pari.

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano

a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:

«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia.

Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.

Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete

detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.

Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo

questo non possono fare più nulla.

Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso,

ha il potere di gettare nella Geènna.

Sì, ve lo dico, temete costui.

Cinque passeri non si vendono forse per due soldi?

Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.

Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.

Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’ipocrisia è l’atteggiamento tipico di chi nasconde la verità di se stesso,

mostrando agli altri una bella maschera.

L’ipocrita vuole che ciò che è nascosto rimanga tale, perché se venisse alla

luce farebbe crollare tutta la falsa immagine di sé che ha costruito.

Gesù vuole dai suoi discepoli l’esatto contrario; vuole che la loro vita sia

completamente trasparente, vera, senza lati oscuri o nascosti.

Tutto ciò che è nascosto, dice, prima o poi verrà alla luce e ogni forma di

ipocrisia verrà smascherata.

Dobbiamo vigilare costantemente su noi stessi per non correre il rischio di

essere, anche in buona fede, come i farisei.

Cerchiamo sempre di essere veri e trasparenti con Dio, con noi stessi e con

gli altri, chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 12 ottobre 2022

Il Vangelo del Giovedì 13 Ottobre 2022

 

Della 28° settimana del Tempo Ordinario.

San Teofilo di Antiochia, vescovo.

Prima Lettura

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (1,1-10)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso

credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal

Signore Gesù Cristo.

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti

con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati

di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi

mediante Gesù Cristo,

secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua

grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,

secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza,

facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che

in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al

Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra.

Parola di Dio.

Vangelo

Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele

fino al sangue di Zaccarìa.

Dal Vangelo secondo Luca (11,47-54) anno pari.

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei

profeti, e i vostri padri li hanno uccisi.

Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero

e voi costruite.

Per questo la sapienza di Dio ha detto: "Manderò loro profeti e apostoli ed

essi li uccideranno e perseguiteranno", perché a questa generazione sia chiesto

conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: dal sangue

di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l'altare e il santuario.

Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza;

voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito».

Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo

ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo

in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Che cos’è questa chiave della conoscenza di cui parla Gesù?

È l’essenza della Legge data da Dio per mezzo di Mosè; l’amore!

I rappresentanti delle autorità religiose del tempo di Gesù, avevano perso

completamente il senso profondo della Legge, che era comprensibile solo

in un’ottica d’amore.

Per essi, rimane ormai una realtà completamente sterile e muta.

In queste condizioni, essi non permettevano nemmeno agli altri di accedere

al senso vero della Legge e rendevano il rapporto con Dio, una selva inestricabile

di comandamenti e di precetti.

Qual è l’essenza della vita cristiana?

Ancora una volta, è l’amore.

Ma facciamo attenzione; anche noi possiamo perderci in un’infinità di precetti

secondari, rischiando di smarrire l’unico vero comandamento, che dà senso

e felicità alla nostra vita e a quella degli altri e, sul quale saremo giudicati

da Cristo alla fine della vita.

Perciò amici, non perdiamoci lungo le vie distorte del male, ma abbracciamo

l’amore attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 11 ottobre 2022

Il Vangelo del Mercoledì 12 Ottobre 2022

 

Della 28° settimana del Tempo Ordinario.

Beato Carlo Acutis; ha colto i bisogni del suo tempo.

Prima Lettura

Quelli che sono di Gesù Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (5,18-25)

Fratelli, se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.

Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza,

idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni,

invidie, ubriachezze, orge e cose del genere.

Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non

erediterà il regno di Dio.

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza,

bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.

Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni

e i suoi desideri.

Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Parola di Dio.

Vangelo

Guai a voi, farisei; guai a voi dottori della legge.

Dal Vangelo secondo Luca (11,42-46) anno pari.

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla

menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio.

Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle.

Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze.

Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi

passa sopra senza saperlo».

Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo,

tu offendi anche noi».

Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di

pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dietro queste parole così dure, che Gesù rivolge ai farisei e ai dottori della

Legge, si nasconde il suo grande amore per la verità.

Ed è proprio la verità ciò che conta maggiormente nel nostro rapporto con Dio.

Senza di questa, tutto ciò che possiamo fare di buono perde il suo valore e, anzi,

diventa motivo di condanna.

Nella fede, è essenziale che ci sia una profonda unità tra l’esterno e l’interno,

tra ciò che facciamo e ciò che siamo veramente.

Gesù quindi, condanna apertamente e con forza il “perbenismo”, il voler

apparire “perfetti” davanti agli altri, ingannandoli con la propria ipocrisia.

Vigiliamo attentamente e preghiamo su questo aspetto fondamentale della fede,

che rischia di essere per ognuno di noi un pericolo molto più reale di quanto

possiamo immaginare, per essere autentici testimoni della bellezza della verità

che Gesù ci ha trasmesso.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.