mercoledì 21 settembre 2022

Il Vangelo del Giovedì 22 Settembre 2022

 

Della 25° settimana del Tempo Ordinario.

San Maurizio, martire della Legione Tebea.

Prima Lettura

Non c’è niente di nuovo sotto il sole.

Dal libro del Qoèlet (1,2-11)

Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità.

Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?

Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa.

Il sole sorge, il sole tramonta e si affretta a tornare là dove rinasce.

Il vento va verso sud e piega verso nord.

Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento.

Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno: al luogo

dove i fiumi scorrono, continuano a scorrere.

Tutte le parole si esauriscono e nessuno è in grado di esprimersi a fondo.

Non si sazia l’occhio di guardare né l’orecchio è mai sazio di udire.

Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di

nuovo sotto il sole.

C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»?

Proprio questa è già avvenuta nei secoli che ci hanno preceduto.

Nessun ricordo resta degli antichi, ma neppure di coloro che saranno

si conserverà memoria presso quelli che verranno in seguito.

Parola di Dio.

Vangelo

Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale

sento dire queste cose?

Dal Vangelo secondo Luca (9,7-9) anno pari.

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non

sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai

morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui,

del quale sento dire queste cose?».

E cercava di vederlo.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La reazione di Erode, di fronte alle notizie riguardanti la persona di Gesù, è significativa.

Egli non sa cosa pensare del Maestro e cerca di vederlo per capire meglio la situazione.

Non vi è, in questa sua ricerca, nulla che faccia presagire una sua possibile

apertura alla fede.

Vi è soltanto curiosità e forse preoccupazione, per una situazione politica

che può sfuggirgli di mano da un momento all’altro.

Tanti si accostano a Gesù per curiosità, nella ricerca di qualche miracolo a buon

mercato, ma poi non ascoltano il suo invito perentorio a migliorare la propria vita.

Alla fine si allontanano da Lui come si sono avvicinati, cioè, per nulla

cambiati interiormente.

Questo è un errore che noi non dobbiamo fare; la nostra vicinanza al Signore

serve a diventare migliori e a essere sempre più consapevoli del suo amore

per noi, aiutandoci con la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 20 settembre 2022

 

Il Vangelo del Mercoledì 21 Settembre 2022.

Della 25° settimana del Tempo Ordinario.

San Matteo, Apostolo ed Evangelista.

Prima Lettura

Cristo ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere evangelisti.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,1-7.11-13)

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera

degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità,

sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello

spirito per mezzo del vincolo della pace.

Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete

stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede,

un solo battesimo.

Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti

ed è presente in tutti.

A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora

di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a

compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo

tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo

perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

Dal Vangelo secondo Matteo (9.9-13) anno pari.

In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo,

seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi».

Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori

e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli.

Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro

mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».

Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.

Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”.

Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ragionando in termini umani, se noi fossimo stati al posto di Gesù,

difficilmente avremmo voluto un uomo come Matteo a fare il discepolo.

Eppure, Gesù guarda oltre; vede che da quell’uomo bieco e avido di denaro,

può venire fuori un apostolo e addirittura un evangelista.

Così è lo sguardo di Dio; dove noi vediamo soltanto macerie e distruzione,

Egli già vede ricostruzione e risurrezione.

Del resto, non ha fatto così anche con noi?

Con me sicuramente, amici.

Perché anche noi, in fondo, siamo proprio come Matteo; anche a noi il Signore

ha detto le stesse parole che disse, tanti secoli fa, al suo Apostolo.

Dunque, lasciamoci stupire dalla grazia di Dio, che opera in modi assolutamente

inaspettati per la salvezza di ognuno, e facciamo sì che anche noi, possiamo

essere suoi collaboratori in quest’opera di redenzione di tutti gli uomini, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 19 settembre 2022

Il Vangelo del Martedì 20 Settembre 2022

 

Della 25° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Andrea Kim Tae-Gon, presbitero, Paolo Chong Ha-Sang, e compagni, martiri.

Prima Lettura

Proverbi di carattere vario.

Dal libro dei Proverbi (21,1-6.10-13)

Il cuore del re è un corso d’acqua in mano al Signore: lo dirige dovunque egli vuole.

Agli occhi dell’uomo ogni sua via sembra diritta, ma chi scruta i cuori è il Signore.

Praticare la giustizia e l’equità per il Signore vale più di un sacrificio.

Occhi alteri e cuore superbo, lucerna dei malvagi è il peccato.

I progetti di chi è diligente si risolvono in profitto, ma chi ha troppa fretta va

verso l’indigenza.

Accumulare tesori a forza di menzogne è futilità effimera di chi cerca la morte.

L’anima del malvagio desidera fare il male, ai suoi occhi il prossimo non trova pietà.

Quando lo spavaldo viene punito, l’inesperto diventa saggio; egli acquista

scienza quando il saggio viene istruito.

Il giusto osserva la casa del malvagio e precipita i malvagi nella sventura.

Chi chiude l’orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta.

Parola di Dio.

Vangelo

Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di

Dio e la mettono in pratica.

Dal Vangelo secondo Luca (8,18-21) anno pari.

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano

avvicinarlo a causa della folla.

Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».

Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano

la parola di Dio e la mettono in pratica».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’insegnamento di Gesù è davvero originale.

Egli, di fronte a coloro che gli indicano la presenza dei suoi parenti più stretti,

afferma che vi è un altro tipo di parentela, fondato non sui legami della carne,

ma sull’obbedienza alla Parola di Dio.

Gesù afferma, dunque, che ascoltare e mettere in pratica questa Parola non

significa soltanto credere e accogliere un insegnamento, ma coinvolge in un

processo spirituale che crea dei legami fortissimi con la sua persona.

Difficilmente i maestri della Legge, al tempo di Gesù, avrebbero detto

una cosa simile.

Ed è per questo che Gesù, oggi, ribadisce a ciascuno di noi questa verità;

quando ascoltiamo o leggiamo la Parola del Signore e mettiamo in pratica,

creiamo con Lui un legame davvero forte di affetto e di appartenenza,

che ci rende prossimi a Lui come veri familiari.

Perciò, se ogni giorno leggiamo il Vangelo e preghiamo, siamo fratelli e sorelle

del Signore e siamo nel suo amore.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 18 settembre 2022

Il Vangelo del Lunedì 19 Settembre 2022

 

Della 25° settimana del Tempo Ordinario.

San Gennaro, vescovo e martire.

Prima Lettura

Il Signore ha in orrore il perverso.

Dal libro dei Proverbi (3,27-34)

Figlio mio: non negare un bene a chi ne ha il diritto, se hai la possibilità di farlo.

Non dire al tuo prossimo: «Va’, ripassa, te lo darò domani», se tu possiedi

ciò che ti chiede.

Non tramare il male contro il tuo prossimo, mentre egli dimora fiducioso

presso di te.

Non litigare senza motivo con nessuno, se non ti ha fatto nulla di male.

Non invidiare l’uomo violento e non irritarti per tutti i suoi successi, perché

il Signore ha in orrore il perverso, mentre la sua amicizia è per i giusti.

La maledizione del Signore è sulla casa del malvagio, mentre egli benedice

la dimora dei giusti.

Dei beffardi egli si fa beffe e agli umili concede la sua benevolenza.

Parola di Dio.

Vangelo

La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.

Dal Vangelo secondo Luca (8,16-18) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre

con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché

chi entra veda la luce.

Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non

sia conosciuto e venga in piena luce.

Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi

non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La buona notizia del Vangelo, non è fatta per essere tenuta nascosta o per

essere vissuta in maniera privata, quasi che sia un bene di consumo personale.

Ecco amici, perchè io la condivido ogni giorno con voi.

Essa è come una lampada che non può essere coperta.

Nell’antichità, quando già all’imbrunire venivano accese delle piccole lampade

per rischiarare la casa, (allora non c’era la corrente), questo è quello che ci

indica Gesù, che è un controsenso accendere una luce e poi nasconderla.

Significherebbe, infatti, non utilizzarla per quello per cui è stata pensata.

Il Vangelo è una novità che aspetta di essere diffusa il più possibile, perché

è l’unica buona notizia che tutti gli uomini e le donne attendono veramente.

Noi siamo depositari di un grande dono, ma anche di una grande responsabilità;

impegniamoci ogni giorno a far risplendere, con il nostro comportamento,

la Parola di Gesù nel mondo, chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 17 settembre 2022

Il Vangelo di Domenica 18 Settembre 2022

 

Della 25° Domenica del Tempo Ordinario.

San Giuseppe da Copertino, sacerdote.

Prima Lettura

Contro coloro che comprano con denaro gli indigenti.

Dal libro del profeta Amos (8,4-7)

Il Signore mi disse: «Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate

gli umili del paese, voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio e si

potrà vendere il grano?

E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo l’efa e

aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con denaro gli

indigenti e il povero per un paio di sandali?

Venderemo anche lo scarto del grano”».

Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: «Certo, non dimenticherò mai

tutte le loro opere».

Parola di Dio.

Seconda Lettura.

Si facciano preghiere per tutti gli uomini a Dio il quale vuole che tutti

gli uomini siano salvati.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2,1-8)

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche,

preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che

stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla,

dignitosa e dedicata a Dio.

Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale

vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.

Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini,

l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti.

Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato

fatto messaggero e apostolo-dico la verità, non mentisco-, maestro dei pagani

nella fede e nella verità.

Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani

pure, senza collera e senza contese.

Parola di Dio.

Vangelo

Non potete servire Dio e la ricchezza.

Dal Vangelo secondo Luca (16,1-13) anno C.

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore,

e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.

Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te?

Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.

L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi

toglie l’amministrazione?

Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno.

So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione,

ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto

devi al mio padrone?”.

Quello rispose: “Cento barili d’olio”.

Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”.

Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”.

Rispose: “Cento misure di grano”.

Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.

Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza.

I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché,

quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.

Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è

disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti.

Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?

E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà

l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro.

Non potete servire Dio e la ricchezza».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

A me il Dio di Gesù ha cambiato la vita.

O rovinata, fate voi, come mi hanno detto alcune persone che non

condividono quello che scrivo.

È che, frequentandolo, uno impara chi è Lui “dentro”, quale immenso progetto

di amore Dio ha sull’umanità.

E allora tutte le cose, o quasi, cambiano, acquistano una coloritura diversa.

Incontrare Dio, il Dio di Gesù, significa cambiare ordine alle cose, priorità

alla vita, energia alle scelte.

In questo senso i discepoli, in qualche modo, incidono nella storia.

Incidono (o potrebbero) nella storia reale del nostro paese inquieto e alla deriva,

che abbandona la profondità del messaggio Evangelico per lasciarsi sedurre dal

gossip di turno, che scorda l’essenziale trasmesso dai padri, per cedere ad una

logica piccina e opportunista, superficiale ed inquietante.

E uno dei problemi concreti che dobbiamo affrontare è quello di un’economia

(con in testa dei loschi affaristi e causata anche dalla guerra in atto vicino a noi),

che, indifferente ad ogni etica, assetata solo di guadagno, sta mandando al

macero milioni di sogni, di valori e di persone.

Tutti, se seriamente avvinti dal Maestro, se affascinati dal suo Vangelo, portano

una domanda conficcata nel cuore; come cambiare il destino del mondo?

Come arginare la deriva dell’economia che spazza la dignità degli uomini,

come evitare questa spietata e indolore dittatura del capitalismo?

In altri tempi ci sono state altre risposte, da parte dei discepoli del Risorto;

comunità solidali, la carità come dimensione necessaria alla vita interiore,

opere di carità, ospedali.

Altri tempi, ambigui, forse, ma evidenti, leggibili, rintracciabili; un padrone

cristiano era tenuto a comportarsi prima da cristiano e poi da padrone.

Ma ora tutto è complesso, contorto; la new economy, la globalizzazione,

il mercato che impera e divora, un sistema basato sul guadagno, costi quel che

costi, e di lì organizza la politica, le guerre, vediamo quella in atto a due passi

dal nostro paese e pianifica il futuro.

Come fare, noi cittadini del mondo?

Il Vangelo di oggi una traccia ce la lascia, debole, come quella lasciata dalle lumache.

Prima considerazione da fare; la ricchezza, il potere, non sono questioni di

portafoglio ma di cuore, non di quantità, ma di atteggiamento.

Nessuno di noi risulta fra i “grandi” del mondo, e questo potrebbe

falsamente rassicurarci.

Anche con poco possiamo avere un atteggiamento di attaccamento ai beni che

ci distoglie dall’obiettivo della nostra vita che è la pienezza del Regno.

Amos, nella prima lettura, guarda alla situazione del suo tempo con amarezza;

un potere corrotto e un’ipocrisia diffusa osservano le pratiche religiose

permettendo l’oppressione del povero.

Quanto tristemente attuale è questa pagina; davanti alla perfida logica del

capitalismo in cui vince il più forte, la nostra coscienza cristiana deve reagire;

non certo ricorrendo a pie elemosine ma affrontando con onestà la realtà

per proporre nella concretezza un’economia in cui prevalga l’uomo e la

persona sul capitale, una economia meno capitalista e più personalista,

che metta al centro la persona, non il profitto.

Studi economia e commercio?

Perché non discutere una tesi sulla realizzazione dei principi cristiani nell’economia?

Hai un’attività commerciale?

Che relazione hai con l’equità e la giustizia?

Sei chiuso nei tuoi interessi?

Perché non sfogli qualche pagina di stampa alternativa (oggi la stampa che

si allontana dall’ombelico Italia è diventata “alternativa”!) per sapere che un

Nigeriano guadagna in un anno 100 Euro e che in Pakistan il 50% dei bambini

è sfruttato con lavori pesanti e logoranti perché costano meno?

Il nostro è un mondo interconnesso come stiamo vedendo in questi mesi in cui

la crisi energetica ci strangola e dipende dalla guerra e dagli speculatori che

si arricchiscono sulle tragedie altrui.

La conoscenza è il primo passo verso la condivisione!

Occasioni di condivisione, poi esistono continuamente.

Paolo ammonisce a non pensare che la fede si occupi solo del sacro.

Fino a che la fede non diventa contagiosa, illuminante, strumento per costruire

un mondo nuovo, non abbiamo realizzato il Regno.

L’amministratore delegato della parabola è lodato da Gesù per la sua sagacia,

per la sua scaltrezza (non per la sua disonestà!) e Gesù sospira tristemente: “Se

mettessimo la stessa energia nel cercare le cose di Dio!”; se mettessimo almeno

la stessa intelligenza, lo stesso tempo, lo stesso entusiasmo che mettiamo

nell’investire i nostri risparmi anche per le cose di Dio!

La scaltrezza dell’amministratore è l’atteggiamento che manca alle nostre stanche

comunità cristiane; pensiero debole che si adagia su quattro devozioni e un pò di

moralismo senza l’audacia della conversione, del dialogo, della riflessione.

Cerchiamo di capire la Parabola; il proprietario loda l’amministratore.

Perché, visto che gli ha provocato un ulteriore danno?

Non è così; l’amministratore aveva una percentuale sul raccolto del padrone,

era la sua paga.

Ed egli rinuncia alla sua paga per avere in futuro un aiuto da parte dei

debitori del padrone.

Rinuncia alla sua percentuale, e fa bene.

Gesù sta dicendo; investi nell’amicizia, rinuncia a qualcosa di tuo per andare

incontro all’altro.

Tempo, intelligenza, denaro.

Investi dalla parte giusta.

Io, discepolo, posso vivere nella pace, ma anche nella giustizia; libero dall’ansia

del denaro, libero da mammona, per essere discepolo.

Ecco, la sostanza è questa; se sono discepolo di Cristo so quanto valgo, so quanto

valgono gli altri e vado all’essenziale nei miei rapporti, dall’onestà nello svolgere

il mio lavoro, alla solidarietà, ad uno stile di vita retta e consona al Vangelo.

Chi è il padrone dell’umanità? Dio? O la ricchezza?

Ricchezza che oggi ha mille seducenti nuovi volti; mercato, profitto, auto-realizzazione.

Gesù non è moralista; il denaro non è sporco, è solo rischioso perché promette

ciò che non riesce a mantenere e il discepolo, il figlio della luce, ne usa senza

diventarne schiavo.

E la Scrittura ha le idee molto chiare; la ricchezza è sempre dono di Dio e la

povertà è sempre colpa del ricco.

Concludo unendomi a Paolo, mio fratello nella fede.

Rileggete l’invito fatto a Timoteo, preghiamo con fede, alziamo al cielo mani

senza contese, invochiamo il dono della pace per la nostra terra, impegniamoci

a trascorrere una vita tranquilla, con tanta pietà e dignità.

Certo, amici, abbiamo il dovere di invocare la pace, Santa Domenica Fausto.