martedì 23 agosto 2022

Il Vangelo del Mercoledì 24 Agosto 2022

 

Della 21° settimana del Tempo Ordinario.

San Bartolomeo Apostolo.

Prima Lettura

Sopra i basamenti sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (21,9b-14)

Uno dei sette angeli mi parlò e disse: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa,

la sposa dell’Agnello».

L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la

città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della

gloria di Dio.

Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra

di diaspro cristallino.

È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici

angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele.

A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a

occidente tre porte.

Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici

nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,45-51) anno pari.

In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del

quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di

Giuseppe, di Nàzaret».

Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?».

Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».

Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco

davvero un Israelita in cui non c’è falsità».

Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?».

Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri

sotto l’albero di fichi».

Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di

fichi, tu credi?

Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli

di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

In genere anche noi, come gli apostoli, siamo tentati di riconoscere la grandezza

di Dio solo quando Egli si manifesta nella nostra vita con segni straordinari.

Ma giustamente Gesù fa notare a Natanaèle che ciò che egli vedrà stando con

Lui, è più grande di qualsiasi miracolo fisico.

I miracoli più grandi, infatti, generalmente sono quelli che non si vedono, ma

che avvengono nel profondo dei cuori.

Lì nessuno può vedere se non Dio stesso, per questo, in genere essi ci sfuggono.

Ma quante conversioni, quante guarigioni interiori, quanti cambiamenti di

vita vedranno gli apostoli!

Saranno proprio quelle le situazioni nelle quali vedranno scendere e salire

gli angeli dal cielo.

Chiediamo a Dio uno sguardo di fede più profondo, perché anche noi

possiamo vedere tali miracoli, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

lunedì 22 agosto 2022

Il Vangelo del Martedì 23 Agosto 2022

 

Della 21° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Rosa da Lima, Vergine.

Prima Lettura

Mantenete le tradizioni che avete appreso.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (2,1-3a.13-17)

Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con

lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente

e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare

come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Nessuno vi inganni in alcun modo!

Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore,

perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito

santificatore e della fede nella verità.

A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in

possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia

dalla nostra parola sia dalla nostra lettera.

E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati

e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza,

conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

Parola di Dio.

Vangelo

Queste erano le cose da fare, senza tralasciare quelle.

Dal Vangelo secondo Matteo (23,23-26)

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che

pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le

prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà.

Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle.

Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto,

ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza.

Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno

diventi pulito!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Oggi le Parole di Gesù sono durissime e fanno molto male.

Ma l’attenzione dei farisei nel porre in atto ogni più piccola usanza della

tradizione, in sé non è sbagliata.

Gesù osserva che questo atteggiamento doveva servire ai farisei a osservare

meglio i comandamenti fondamentali della Legge; l’amore vicendevole

e il rispetto dell’altro.

Se ciò non avveniva, si rischiava di concentrarsi su particolari che facevano

perdere di vista l’essenziale della Legge di Dio.

Appunto quello che avviene ai giorni nostri!

Quanti cristiani riempiono la loro vita di pratiche religiose, di novene o

preghiere di dubbia provenienza; ma quando si tratta di perdonare chi ha fatto

loro del male, di dare un aiuto concreto a chi soffre o di esprimere con coerenza

la propria fede in parrocchia, cosa succede?

Sono dolori.

Perché improvvisamente si diventa incapaci di dimostrare davvero

chi è Gesù per noi.

Questo è lo stesso atteggiamento dei farisei, tale e quale al nostro.

Intanto devo pregare seriamente, perché, con questa riflessione,

sicuramente mi prenderò delle parolacce! 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

domenica 21 agosto 2022

Il Vangelo del Lunedì 22 Agosto 2022

 

Della 21° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Vergine Maria Regina.

Prima Lettura

Ci è stato dato un figlio.

Dal libro del profeta Isaìa (9,1-6)

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro

che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.

Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.

Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta

quando si divide la preda.

Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle,

e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Màdian.

Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello

intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.

Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.

Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile,

Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.

Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul

suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia,

ora e per sempre.

Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38) anno pari.

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,

chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di

Davide, di nome Giuseppe.

La vergine si chiamava Maria.

Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un

saluto come questo.

L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà

il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe

e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».

Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza

dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.

Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.

Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio

e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo

la tua parola».

E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’incontro fra il principe degli angeli e una ragazzina adolescente figlia del

popolo, mette i brividi.

Con quanta dignità Maria sostiene il dialogo, chiedendo spiegazioni,

mostrando disponibilità.

Non si spaventa di fronte al mistero, la ragazzina di Nazareth, sa che in quel

momento tutta la storia è nelle sue piccole mani.

Anche noi, oggi, come Maria, possiamo mettere la nostra vita nelle mani di Dio,

per diventare (ianua coeli), porta d’ingresso per Dio nel mondo.

Attraverso di noi, attraverso la nostra disponibilità, il nostro sorriso, la nostra

pazienza, la nostra capacità di perdonare e di chiedere scusa, il Signore entra nel

mondo e incontra gli uomini che cercano pace.

Lasciamo fare al Signore e, alla preghiera, come Maria seppe fare e anche noi

vedremo grandi cose.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

sabato 20 agosto 2022

Il Vangelo di Domenica 21 Agosto 2022

 
Della 21° Domenica del Tempo Ordinario.

San Pio X, Papa.

Prima Lettura

Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.

Dal libro del profeta Isaìa (66,18b-21)

Così dice il Signore: «Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue;

essi verranno e vedranno la mia gloria.

Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis,

Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito

parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria

alle genti.

Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore,

su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte

di Gerusalemme-dice il Signore-, come i figli d’Israele portano l’offerta in

vasi puri nel tempio del Signore.

Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».

Parola di Dio.

Seconda Lettura.

Il Signore corregge colui che egli ama.

Dalla lettera agli Ebrei (12,5-7.11-13)

Fratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli: «Figlio

mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d’animo quando

sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e percuote

chiunque riconosce come figlio».

È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è

il figlio che non viene corretto dal padre?

Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza;

dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo

sono stati addestrati.

Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i

vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Parola di Dio.

Vangelo

Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (13,22-30) anno C.

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in

cammino verso Gerusalemme.

Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi

dico, cercheranno di entrare, ma non ci riuscinno.

Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori,

comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”.

Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”.

Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza

e tu hai insegnato nelle nostre piazze”.

Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete.

Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.

Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe

e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno

e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Brucia, Cristo.

E la fede ci divora come un fuoco, ci illumina come una torcia, ci scalda l’anima.

Brucia.

E ci chiediamo da dove derivi tutta l’approssimazione, l’indifferenza,

la rabbia che abita il cuore della nostra società, anche dei cristiani.

Da dove deriva il cristianesimo approssimativo e sbiadito che portiamo avanti

nella nostra Chiesa occidentale.

Fa bene il papa venuto dai confini del mondo a riportarci a Cristo.

Fa bene a invitare la Chiesa a cambiare.

La Chiesa, noi Chiesa, siamo chiamati a ridire l’essenziale, a parlare del Maestro.

In un tempo in cui il mondo parla continuamente (e male) della Chiesa,

la Chiesa deve parlare di Cristo.

Non ripiegarsi su se stessa, non nascondersi dietro le barricate, ma fare

memoria di essere chiamata, come profetizza Isaia, ad allargare le tende,

a fare davvero del nostro messaggio un messaggio cattolico, cioè universale.

La Parola di oggi ci invita a guardarci dentro, a guardarci allo specchio per

snidare i rischi del settarismo e della arroganza che da (e per) sempre

abitano il cuore dei convertiti a Dio.

Di noi convertiti.

E gli altri?

“Sono molti quelli che si salvano?”.

Il devoto fedele che pone la domanda, evidentemente mettendosi tra il

gruppo dei salvati, non sa in quale vespaio si è cacciato.

È la tentazione di sempre; sapere se siamo in regola o no, se i punti

accumulati per la promozione sono sufficienti a ricevere il premio,

se-insomma-possiamo stare al sicuro, se il posto in Paradiso è prenotato.

Se sono in regola.

È la tentazione che colpisce noi discepoli, noi cattolici di lungo corso,

quando smarriamo la dimensione dell’attesa (ricordate?), l’ansia del

discepolato, quando crediamo che le mura della città siano talmente robuste

da non necessitare, in fondo, della veglia della sentinella.

Colpisce come un cancro noi discepoli, quando, dopo una strepitosa e travolgente

esperienza di Dio, sentiamo d’improvviso di essere entrati in un gruppo a parte,

e guardiamo con sufficienza “gli altri”, quelli che non capiscono, che non

conoscono, quelli che hanno fatto altri percorsi di Chiesa, quelli che la Domenica,

a Messa, si annoiano e non colgono la dimensione dell’interiorità, quelli che,

fuori, non capiscono e ci attaccano, ci insultano, ci offendono, ci giudicano.

A noi, oggi, Dio rivolge la sua urticante Parola.

Mantenere la vita di fede necessita di uno sforzo, dice il Signore, occorre

passare per una porta stretta.

La vita è fatta di alti e bassi, di momenti esaltanti e di fatiche immani,

ma non esiste altro modo per vivere.

La lettera agli ebrei ci dice che possiamo vivere i momenti bui e faticosi

come un’opportunità di conversione, per guardare all’essenziale.

La prova è opportunità; possiamo ripiegarci su noi stessi e spegnerci o entrare

più in profondità e scoprire il volto di Dio.

La prova può diventare l’opportunità per una conversione, per un correzione

di rotta, anche se mentre si vive se ne farebbe volentieri a meno.

Il Vangelo è esigente, ovvio.

Non severo o difficile, ma autentico e impegnativo, come lo è salire su una

montagna o affrontare una prova sportiva.

Il nostro mondo tende a semplificare la vita, ad appianare le difficoltà.

Bene, ottimo.

Ma non sempre funziona.

Disabituati alla lotta, troppi, oggi, gettano la spugna alla prima difficoltà,

sul lavoro come nel rapporto di coppia.

Gesù ci ammonisce; per farsi trovare da Dio e restare nella sua luce bisogna

faticare, lottare, non ci sono scorciatoie.

Passare per una porta stretta.

Non nel senso di essere i primi della classe, o i bravi ragazzi, o i devoti col

bollino; sono proprio questi coloro che, nella parabola, restano fuori perché

Dio non li riconosce, non li ha mai davvero incontrati.

No, per entrare nel Regno bisogna gettare le maschere.

Anche quelle devote che indossiamo abitualmente.

Ci vuole tutta la vita per diventare cristiani, tutta la vita per diventare uomini,

tutta la vita per liberarci dai troppi condizionamenti che ci impediscono di

cogliere l’assoluto di Dio in noi.

Attenti, allora, al rischio dell’abitudine, al modo più triste di essere cristiani, che è

quello di credere di credere, di confondere la propria sensibilità, il proprio stile di

preghiera, la propria esperienza in un gruppo con l’unico modo di essere cristiani.

Ciò che il Signore chiede a noi discepoli è l’autenticità della ricerca, il sapere

che non esistono posti privilegiati, che la vigilanza è l’unica dimensione che

ci fa seguire le orme del Signore.

Niente primi della classe, nella comunità, niente tessera a premi, niente diritti

acquisiti, ma ricerca umile e autentica. Sempre.

Avremo delle sorprese, ammonisce il Signore.

Persone che giudichiamo lontane da Dio, persone che in cuor nostro devotamente

giudichiamo come peccatori e lontani da Dio, li vedremo a mensa col Signore.

Perché l’uomo guarda l’apparenza, Dio guarda il cuore.

Sarà divertente incontrare nel Regno persone che mai avremmo immaginato!

Dio solo conosce nel cuore la fede delle persone, lasciamo a Lui il giudizio,

noi, per quanto possiamo, pensiamo a convertire noi stessi; basta e avanza.

Animo, amici, Dio ci vuole bene e ci prende sul serio, ci scuote se necessario,

ci invita, ora e sempre a diventare veramente discepoli secondo il suo cuore.

Proprio perché ci ama ci corregge, invitandoci a superare la tentazione

del sentirci arrivati. Evviva.

È proprio così, amici, nella fede non siamo mai arrivati, dobbiamo sempre

essere alla ricerca in continuazione, solo così troveremo il Signore,

Santa Domenica Fausto.

venerdì 19 agosto 2022

Il Vangelo del Sabato 20 Agosto 2022

 

Della 20° settimana del Tempo Ordinario.

San Bernardo di Chiaravalle, abate e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

La gloria del Signore entrò nel tempio.

Dal libro del profeta Ezechièle (43,1-7a)

[Quell’uomo] mi condusse verso la porta che guarda a oriente ed ecco che la

gloria del Dio d’Israele giungeva dalla via orientale e il suo rumore era come

il rumore delle grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria.

La visione che io vidi era simile a quella che avevo visto quando andai per

distruggere la città e simile a quella che avevo visto presso il fiume Chebar.

Io caddi con la faccia a terra. La gloria del Signore entrò nel tempio per la

porta che guarda a oriente.

Lo spirito mi prese e mi condusse nel cortile interno: ecco, la gloria del

Signore riempiva il tempio.

Mentre quell’uomo stava in piedi accanto a me, sentii che qualcuno entro il

tempio mi parlava e mi diceva: «Figlio dell’uomo, questo è il luogo del mio

trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io abiterò in mezzo ai figli

d’Israele, per sempre».

Parola di Dio.

Vangelo

Dicono e non fanno.

Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla

cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.

Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro

opere, perché essi dicono e non fanno.

Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle

della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro

filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti,

dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere

chiamati “rabbì” dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro

e voi siete tutti fratelli.

E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre

vostro, quello celeste.

E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato

e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’ambizione è una brutta passione che abbiamo tutti nel cuore; anche chi

crede di non averla.

Il punto è che tale passione malsana, alberga anche nel cuore di tanti fedeli,

che spesso-in maniera più o meno inconsapevole-mascherano il loro desiderio

di primeggiare con motivazioni spirituali.

Era il caso dei farisei e degli scribi-ma noi non se siamo da meno-, i quali

utilizzavano simboli della religiosità del loro popolo, semplicemente per

manifestare il loro potere.

Qual’è la soluzione?

Gesù propone un coraggioso programma di vita, in cui il perno di tutto è il

servizio; in esso si trova il segreto della vera riuscita di ogni discepolo di Cristo.

Quando si pensa a servire gli altri, abbassandoci e lavando loro i piedi come

ha fatto il Signore, veniamo guariti profondamente da ogni desiderio di

primeggiare e, lo Spirito di Gesù, si manifesta chiaramente nella nostra vita.

Non è facile, amici, ma la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.