sabato 13 agosto 2022

Il Vangelo di Domenica 14 Agosto 2022

 

Della 20° Domenica del Tempo Ordinario.

S. Massimiliano Maria Kolbe, presbitero e martire.

Prima Lettura

Mi hai partorito uomo di contesa per tutto il paese.

Dal libro del profeta Geremìa (38,4-6.8-10)

In quei giorni, i capi dissero al re: «Si metta a morte Geremìa, appunto perché

egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il

popolo dicendo loro simili parole, poiché quest’uomo non cerca il benessere

del popolo, ma il male».

Il re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha

poteri contro di voi».

Essi allora presero Geremìa e lo gettarono nella cisterna di Malchìa, un figlio

del re, la quale si trovava nell’atrio della prigione.

Calarono Geremìa con corde.

Nella cisterna non c’era acqua ma fango, e così Geremìa affondò nel fango.

Ebed-Mèlec uscì dalla reggia e disse al re: «O re, mio signore, quegli uomini

hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremìa, gettandolo

nella cisterna.

Egli morirà di fame là dentro, perché non c’è più pane nella città».

Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlec, l’Etiope: «Prendi con te tre

uomini di qui e tira su il profeta Geremìa dalla cisterna prima che muoia».

Parola di Dio.

Seconda Lettura.

Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti.

Dalla lettera agli Ebrei (12,1-4)

Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto

tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza

nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà

origine alla fede e la porta a compimento.

Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce,

disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.

Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande

ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo.

Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

Parola di Dio.

Vangelo

Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

Dal Vangelo secondo Luca (12,49-53) anno C.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco

sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!

Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché

non sia compiuto!

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra?

No, io vi dico, ma divisione.

D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre

contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro

padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora

e nuora contro suocera».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Con la festa dell’Assunzione inizia il lento declino dell’estate e già vediamo

all’orizzonte la ripresa della scuola e l’inizio delle attività autunnali, compresa

quella di riuscire a votare un partito che faccia l’interesse degli italiani,

ma sarà difficile.

La Parola che ci ha accompagnato in questi mesi ancora getta una luce

possente sulla nostra vita, una chiave di lettura, uno stimolo alla conversione.

Il tesoro del Vangelo presso cui abita il nostro cuore ci divora di passione

e di gioia e ci spinge a vegliare nella ricerca della presenza di Dio.

Come Abramo siamo spinti ad uscire dalla banalità, a liberare l’anima che ci

abita per guardare oltre la quotidianità.

Credere è affidarsi, fidarsi, accogliere la Parola su Dio che Gesù è venuto

a pronunciare, superare le mille contraddizioni presenti nei nostri cuori,

affrontare le difficoltà della vita tenendo la luce della speranza accesa nei

cuori, leggere alla luce del Vangelo le incoerenze che troviamo nella nostra

vita e nella vita della comunità cristiana.

Credere è una lotta, un combattimento spirituale.

Molti pensano alla fede come ad una certezza acquisita, un’assicurazione

sulla vita, una semplificazione delle questioni.

Credere, invece, è per sempre imparare, per sempre diventare cercatori, per

sempre orientati e inquieti, rivolti alla totalità che ci sfugge, pur possedendola.

Credere è una lotta.

La Parola di oggi, tanto per darci una scrollata, approfondisce questo tema;

l’annuncio del Vangelo è segno di contraddizione, il mondo, così amato dal

Padre da dare il Figlio, vive con fastidio l’ingerenza divina e preferisce le

tenebre alla luce.

Stento a scrivere queste parole, memore come sono dell’incontro con troppi

sé-dicenti credenti, all’apparenza fieri propugnatori di valori cristiani, in realtà

persone irrigidite nei propri schemi.

Non voglio né posso, se fedele al Vangelo, immaginare la realtà divisa in due

Parti; i buoni, noi, il grano, il piccolo resto, e i cattivi, gli altri, laicisti,

anticlericali, ostinati nell’errore.

Noi discepoli siamo impastati di mondo, fatti con la stessa terra.

Portiamo nel cuore le stesse contraddizioni e le stesse paure di tutti ma siamo

stati incontrati dalla luce.

Questa scoperta ci allarga il cuore, ci mette in una condizione nuova,

diventiamo capaci di amare.

E nell’amore si gioca il confronto col mondo, non nella sfida.

Se annunciamo il Vangelo e siamo derisi soffriamo per l’altro, non per il

nostro amor proprio ferito!

Geremia, profeta inquieto e sfortunato, ci è presentato come modello, come

uno di quegli uomini da imitare, come ci suggerisce la lettera agli Ebrei.

Me infelice!

Nato vicino a Gerusalemme, appassionato di Dio e del suo popolo, Geremia

passerà la sua vita a convincere il re di Giuda e la popolazione di Gerusalemme

a non opporsi alla nascente potenza di Babilonia.

Certi della propria diplomazia e dell’appoggio dell’Assiria e dell’Egitto,

i giudei considerano le profezie di Geremia come iattura e lo perseguitano.

Il brano di oggi ci racconta di come Geremia sia gettato nella cisterna a

morire nel fango e poi salvato in extremis.

Soffre duramente di questa situazione, l’inquieto profeta, che vorrebbe

annunciare pace e deve redarguire, che vorrebbe profetare il bene e vede

la tragedia avvicinarsi.

Purtroppo le previsioni di Geremia di avvereranno; Gerusalemme cadrà sotto

il re Nabucodonosor e oltre ottomila capifamiglia verranno deportati in Babilonia.

Essere discepoli porta ad amare teneramente le persone destinatarie dell’annuncio,

essere discepoli significa cercare in sé la verità per poi offrirla agli altri, essere

discepoli significa non essere capiti proprio dalle persone che ami.

Gesù lo dice, parlando di sé, immaginando l’evoluzione che avrà il suo messaggio.

Dopo la caduta di Gerusalemme ad opera dei romani e la rovinosa distruzione

del Tempio, i seguaci del Nazareno saranno scomunicati dai rabbini e questo

provocherà una frattura dolorosissima ed insanabile all’interno della neonata

comunità cristiana.

Ancora oggi molti sperimentano la contraddizione di scoprire in Cristo una nuova

famiglia, nuove e durature relazioni con fratelli credenti e, nel contempo, un

impoverimento di relazione e una crescente incomprensione con i famigliari di sangue.

Ho visto genitori scagliarsi con ferocia contro le scelte radicali dei propri figli

che decidevano di consacrare la propria vita al Regno.

Ma, senza arrivare a questi eccessi, credo che anche a voi, come è successo a me,

amici, sia successo di vedere cambiare atteggiamento nei vostri confronti in ufficio

o a scuola proprio a causa della vostra scelta evangelica.

Se davvero siamo discepoli mettiamo in conto qualche contrasto, qualche fatica

di troppo; nessuno di noi è più grande del Maestro; se hanno perseguitato Lui

perseguiteranno anche noi.

Cristo è fuoco.

Fuoco che brucia, che divampa, che illumina, che riscalda, che consuma.

Cristo è fuoco e traspare dalla nostra vita.

Se è dal fuoco che si misura il discepolato, i pompieri della fede possono

stare tranquilli.

Vi brucia dentro Cristo?

Vi brucia da non poter fare a meno di pensare a Lui?

Vi è successo di desiderare profondamente di raccontarlo (senza fanatismi

o semplificazioni) a chi vi sta accanto?

Vi è successo di difenderlo in una discussione?

E di essere presi in giro per le vostre convinzioni? No?

Brutto segno; o vivete in un monastero o proprio non si vede che siete cristiani.

Quando sant’Ignazio, fondatore dei Gesuiti, uomo di Dio, innamorato di Dio

inviò i suoi dodici compagni ad annunciare il Vangelo fino agli estremi confini

del mondo allora conosciuti, disse, il giorno della loro partenza: “Andate,

e incendiate il mondo”.

Incendiari sì, ma d’amore.

Anche noi dobbiamo essere degli incendiari d’amore, amici, altrimenti non

siamo veramente innamorati di Cristo, Santa Domenica Fausto.

 

 

 

venerdì 12 agosto 2022

Il Vangelo del Sabato 13 Agosto 2022

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Ponziano e Ippolito, martiri.

Prima Lettura

Io giudicherò ognuno di voi secondo la sua condotta.

Dal libro del profeta Ezechièle (18,1-10.13b.30-32)

Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Perché andate ripetendo questo

proverbio sulla terra d’Israele: “I padri hanno mangiato uva acerba

e i denti dei figli si sono allegati”?

Com’è vero che io vivo, oracolo del Signore Dio, voi non ripeterete più questo

proverbio in Israele.

Ecco, tutte le vite sono mie: la vita del padre e quella del figlio è mia; chi

pecca morirà.

Se uno è giusto e osserva il diritto e la giustizia, se non mangia sui monti e non

alza gli occhi agli idoli della casa d’Israele, se non disonora la moglie del suo

prossimo e non si accosta a una donna durante il suo stato d’impurità, se non

opprime alcuno, restituisce il pegno al debitore, non commette rapina, divide

il pane con l’affamato e copre di vesti chi è nudo, se non presta a usura e non

esige interesse, desiste dall’iniquità e pronuncia retto giudizio fra un uomo e

un altro, se segue le mie leggi e osserva le mie norme agendo con fedeltà,

egli è giusto ed egli vivrà, oracolo del Signore Dio.

Ma se uno ha generato un figlio violento e sanguinario che commette azioni

inique, questo figlio non vivrà; poiché ha commesso azioni abominevoli, costui

morirà e dovrà a se stesso la propria morte.

Perciò io giudicherò ognuno di voi secondo la sua condotta, o casa d’Israele.

Oracolo del Signore Dio.

Convertitevi e desistete da tutte le vostre iniquità, e l’iniquità non sarà più

causa della vostra rovina.

Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno

spirito nuovo.

Perché volete morire, o casa d’Israele?

Io non godo della morte di chi muore.

Oracolo del Signore Dio.

Convertitevi e vivrete».

Parola di Dio.

Vangelo

Non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro,

infatti, appartiene il regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (19,13-15) anno pari.

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le

mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.

Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me;

a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».

E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La reazione di Gesù e dei discepoli di fronte ai bambini è opposta.

Mentre questi vogliono tenerli lontani da Gesù, considerandoli quasi una perdita

di tempo, Egli li indica come i veri modelli per chi vuole entrare nel regno dei cieli.

Questo messaggio per i discepoli è strano; come possono dei bambini, che nella

società giudaica non contano niente, essere modelli di perfezione e di santità?

Eppure, la provocazione di Gesù è proprio questa; per contare nel regno dei cieli,

si deve avere il coraggio di fare un percorso a ritroso, cercando di allontanarci da

tutto ciò che, secondo la mentalità umana, è grande e degno di lode.

Ma essere bambini per il regno dei cieli significa anche altro; vuol dire,

guardare diversamente a certe dinamiche che per gli adulti sono fondamentali.

I bambini non riescono a capire la falsità, la cattiveria, l’ipocrisia; che sono

esperienze che non fanno parte della loro realtà, a differenza di noi adulti.

Coraggio, amici, diventiamo bambini facendoci aiutare dalla preghiera. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 11 agosto 2022

Il Vangelo del Venerdì 12 Agosto 2022

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Giovanna Francesca de Chantal, religiosa.

Prima Lettura

La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore.

Tu però ti sei prostituita.

Dal libro del profeta Ezechièle (16,1-15.60.63)

Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, fa’ conoscere a

Gerusalemme tutti i suoi abomini.

Dirai loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per origine e

nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era un Amorreo e tua madre un’Ittita.

Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato il cordone ombelicale

e non fosti lavata con l’acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale né

fosti avvolta in fasce.

Occhio pietoso non si volse verso di te per farti una sola di queste cose e non

ebbe compassione nei tuoi confronti, ma come oggetto ripugnante, il giorno

della tua nascita, fosti gettata via in piena campagna.

Passai vicino a te, ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo

sangue e cresci come l’erba del campo.

Crescesti, ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza.

Il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubertà, ma eri nuda e scoperta.

Passai vicino a te e ti vidi.

Ecco: la tua età era l’età dell’amore.

Io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità.

Ti feci un giuramento e strinsi alleanza con te-oracolo del Signore

Dio-e divenisti mia.

Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio.

Ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti ricoprii

di stoffa preziosa.

Ti adornai di gioielli.

Ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo; misi al tuo naso un anello,

orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo.

Così fosti adorna d’oro e d’argento.

Le tue vesti erano di bisso, di stoffa preziosa e ricami.

Fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo.

Divenisti sempre più bella e giungesti fino ad essere regina.

La tua fama si diffuse fra le genti.

La tua bellezza era perfetta.

Ti avevo reso uno splendore.

Oracolo del Signore Dio.

Tu però, infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua fama, ti sei

prostituita, concedendo i tuoi favori a ogni passante.

Ma io mi ricorderò dell’alleanza conclusa con te al tempo della tua giovinezza

e stabilirò con te un’alleanza eterna, perché te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua

confusione, tu non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto».

Oracolo del Signore Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre

mogli; all’inizio però non fu così.

Dal Vangelo secondo Matteo (19,3-12) anno pari.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli

chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».

Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e

femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà

a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”?

Così non sono più due, ma una sola carne.

Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio

e di ripudiarla?».

Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di

ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così.

Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione

illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».

Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla

donna, non conviene sposarsi».

Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali

è stato concesso.

Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono

altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono

resi tali per il regno dei cieli.

Chi può capire, capisca».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Matrimonio e verginità per il Regno, sono due aspetti della stessa realtà; non

possiamo vivere senza amore.

L’amore, per sua natura, ha bisogno di esprimersi, proprio perché esso è sempre

creativo e porta novità nella vita di chi gli fa spazio.

Il Matrimonio è (o dovrebbe essere) l’ambito naturale in cui questo amore può

nascere, crescere ed esprimersi in pienezza.

Gesù restituisce all’unione tra uomo e donna, la sua dignità originaria, che

troppo spesso, a causa di interpretazioni umane, era stata smarrita tra una serie

di regole e precetti.

Ma poi Gesù introduce una realtà che, al suo tempo, era una novità assoluta;

il celibato per il regno dei cieli.

Così come vi è un ambito naturale per esprimere l’amore, ve ne è anche

uno soprannaturale.

La verginità per il regno dei cieli è l’espressione dell’amore per Dio, che si fa

dono totale di sé.

Non tutti possono capirlo, ma solo coloro che sono chiamati dallo Spirito Santo

a seguire lo stello stile di vita di Gesù e, per riuscirci ci vuole tanta preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 10 agosto 2022

Il Vangelo del Giovedì 11 Agosto 2022

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Chiara d’Assisi, Vergine.

Prima Lettura

Di giorno, davanti ai loro occhi, emigrerai.

Dal libro del profeta Ezechièle (12,1-12)

Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, tu abiti in mezzo

a una genìa di ribelli, che hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi

per udire e non odono, perché sono una genìa di ribelli.

Tu, figlio dell’uomo, fatti un bagaglio da esule e di giorno, davanti ai loro

occhi, prepàrati a emigrare; davanti ai loro occhi emigrerai dal luogo dove

stai verso un altro luogo.

Forse comprenderanno che sono una genìa di ribelli.

Davanti ai loro occhi prepara di giorno il tuo bagaglio, come fosse il

bagaglio di un esule.

Davanti a loro uscirai però al tramonto, come partono gli esiliati.

Fa’ alla loro presenza un’apertura nel muro ed esci di lì.

Alla loro presenza mettiti il bagaglio sulle spalle ed esci nell’oscurità.

Ti coprirai la faccia, in modo da non vedere il paese, perché io ho fatto

di te un simbolo per gli Israeliti».

Io feci come mi era stato comandato: preparai di giorno il mio bagaglio

come quello di un esule e, sul tramonto, feci un foro nel muro con le mani.

Uscii nell’oscurità e sotto i loro occhi mi misi il bagaglio sulle spalle.

Al mattino mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, non ti

ha chiesto la casa d’Israele, quella genìa di ribelli, che cosa stai facendo?

Rispondi loro: Così dice il Signore Dio: Questo messaggio è per il principe

di Gerusalemme e per tutta la casa d’Israele che vi abita.

Tu dirai: Io sono un simbolo per voi.

Quello che ho fatto io, sarà fatto a loro; saranno deportati e andranno in schiavitù.

Il principe che è in mezzo a loro si caricherà il bagaglio sulle spalle,

nell’oscurità, e uscirà per la breccia che verrà fatta nel muro per farlo

partire; si coprirà il viso, per non vedere con gli occhi il paese».

Parola di Dio.

Vangelo

Non ti dico di perdonare fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-19,1) anno pari.

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello

commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».

E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi.

Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli

doveva diecimila talenti.

Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto

lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito.

Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con

me e ti restituirò ogni cosa”.

Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari.

Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”.

Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con

me e ti restituirò”.

Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse

pagato il debito.

Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti

e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto.

Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio,

io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato.

Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto

pietà di te?”.

Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse

restituito tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore,

ciascuno al proprio fratello».

Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione

della Giudea, al di là del Giordano.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Anche per noi la cifra di diecimila talenti è spropositata.

Valutando questa somma con i nostri sistemi monetari, risulta una quantità di

denaro enorme, che probabilmente nessuno, né allora né oggi, possederebbe.

Attraverso questo esempio iperbolico, Gesù vuole farci comprendere quanto

siamo debitori nei confronti di Dio e quanto Egli sia indulgente, condonandoci

questo debito che abbiamo contratto con Lui a causa del peccato.

La seconda cifra è davvero irrisoria, eppure, colui che ha ricevuto l’enorme

condono, non è in grado di essere compassionevole, nei confronti del suo debitore.

Gesù vuole darci un grande insegnamento; anche se abbiamo ricevuto grandi

torti e umiliazioni, profonde sofferenze e ingiustizie, esse saranno sempre poca

cosa, rispetto all’amore che Dio ci ha dimostrato, tutte le volte che abbiamo peccato.

Perché, allora, non provare anche noi a perdonare chi ci ha fatto del male?

Attenti, amici, non vi dico che è facile e solo la preghiera ci può aiutare!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 9 agosto 2022

Il Vangelo del Mercoledì 10 Agosto 2022

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

San Lorenzo, diacono e martire.

Prima Lettura

Dio ama chi dona con gioia.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (9,6-10)

Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente

raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà.

Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza

né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.

Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre

il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene.

Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia

dura in eterno».

Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà

anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.

Parola di Dio.

Vangelo

Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,24-26) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico:

se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece

muore, produce molto frutto.

Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo,

la conserverà per la vita eterna.

Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Leggere queste Parole di Gesù, comporta sempre un cambio di prospettiva che

richiede fede.

Infatti, siamo veramente fecondi soltanto quando accettiamo di perderci, di

restare nel buio e nel silenzio, consapevoli del fallimento di ogni mezzo umano.

In una parola, si diventa fertili soltanto quando si accetta di morire.

Fidarsi di Dio, rimettendo la nostra vita e le nostre scelte nelle sue mani con

amore di figli, è già dare la nostra vita per Lui.

A quel punto, dobbiamo soltanto attendere in preghiera; i primi frutti non

tarderanno a farsi vedere.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 8 agosto 2022

Il Vangelo del Martedì 9 Agosto 2022

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa Benedetta della Croce, vergine e martire, patrona d’Europa.

Prima Lettura

Ti farò mia sposa per sempre.

Dal libro del profeta Osèa (2,16b.17b.21-22)

Così dice il Signore: «Ecco, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.

Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì

dal paese d’Egitto.

Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,

nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu

conoscerai il Signore».

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

Dal Vangelo secondo Matteo (25,1-13) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade

e uscirono incontro allo sposo.

Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade,

ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade,

presero anche l’olio in piccoli vasi.

Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”.

Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.

Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre

lampade si spengono”.

Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate

piuttosto dai venditori e compratevene”.

Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini

che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.

Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore,

signore, aprici!”.

Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Edith Stein, comprese che non avrebbe mai trovato nella filosofia o nella sapienza

umana, per quanto profonda, la risposta alla sua ricerca interiore di verità.

Soltanto nella persona di Cristo, trovò la risposta a tutte le sue domande; era

convinta che chi cerca la verità, senza saperlo cerca Cristo e, se lo cerca con

onestà e desiderio, prima o poi lo trova.

Quante persone, oggi, stanno cercando il Signore e nemmeno se ne rendono conto?

E dove lo cercano?

Forse, grazie alla nostra testimonianza e alla nostra coerenza, potrebbero

ricevere la luce che serve per iniziare a camminare sulla via della vita.

Perciò, amici, imitiamo Edith Stein, cerchiamo Cristo e troveremo tutto,

facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.