sabato 6 agosto 2022

Il Vangelo di Domenica 7 Agosto 2022

 

Della 19° Domenica del Tempo Ordinario.

San Gaetano Thiene, sacerdote.

Prima Lettura

Come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.

Dal libro della Sapienza (18,6-9)

La notte [della liberazione] fu preannunciata ai nostri padri, perché avessero

coraggio, sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.

Il tuo popolo infatti era in attesa della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.

Difatti come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.

I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi,

questa legge divina: di condividere allo stesso modo successi e pericoli,

intonando subito le sacre lodi dei padri.

Parola di Dio.

Seconda Lettura.

Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso.

Dalla lettera agli Ebrei (11,1-2.8-19)

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede.

Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.

Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva

ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.

Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera,

abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della

medesima promessa.

Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto

e costruttore è Dio stesso.

Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di

diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso.

Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una

discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova

lungo la spiaggia del mare e non si può contare.

Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li

videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e

pellegrini sulla terra.

Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria.

Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità

di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste.

Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio.

Ha preparato infatti per loro una città.

Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva

ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato

detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza».

Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti:

per questo lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio.

Vangelo

Anche voi tenetevi pronti.

Dal Vangelo secondo Luca (12,32-48) anno C.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge,

perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.

Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano,

un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma.

Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a

quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che,

quando arriva e bussa, gli aprano subito.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io

vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.

E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro,

non si lascerebbe scassinare la casa.

Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene

il Figlio dell’uomo».

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il

padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a

tempo debito?

Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così.

Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e

cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi,

il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che

non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito

secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non

conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà

richiesto molto di più».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Nel cuore dell’estate Gesù-tenero!-ci rassicura; anche se siamo un piccolo

gregge di pecore sperdute ed impaurite, al Padre è piaciuto darci il suo Regno.

Fidandoci di Gesù pastore, evitando di seguire i tanti finti pastori che ci

affittano il pascolo e si disinteressano di noi, seguiamo il pastore bello delle

pecore che, solo, ci può condurre alla pienezza della vita.

Seguire Lui è la più bella avventura della vita, l’unica cosa per cui valga

davvero la pena di investire.

Lasciamo stare le ansie del possesso (economico, affettivo, relazionale),

ragioniamo bene prima di investire energie e sogni in cose che non possono

colmare il cuore.

L’ho visto mille volte nella mia sgangherata vita di cercatore di Dio; uomini

e donne inseguire sogni, arrampicarsi su pareti verticali, prendersi ceffoni

sonanti pur di conquistare un obiettivo di lavoro, di denaro, di relazione.

Salvo poi, passato l’entusiasmo e l’euforia, restare con l’amaro in bocca;

il cuore ancora reclama emozioni, passione, scoperte.

Come quando si va in montagna, spesso un colle nasconde un’altra salita,

un’altra vetta.

No, siamo onesti, non è affatto semplice colmare l’inquietudine che abita

nei nostri cuori.

State pronti, ammonisce Gesù.

Pronti a viaggiare, pronti a mettere in discussione ogni risultato, ogni certezza,

tanto più se derivante dalla fede e dalla religiosità.

Se abbiamo capito che il nostro cuore è fatto per l’infinito e l’infinito

cerchiamo, stiamo pronti a cercare all’infinito.

È il salubre atteggiamento del discepolo, la consapevolezza del “già e non ancora”.

Già conosco Dio, eppure non lo possiedo ancora.

Già ho vissuto una splendida esperienza affettiva, eppure so che nessun amore

colma il mio cuore definitivamente.

Già ho scoperto, alla luce del Vangelo, quanta grazia e luce interiore ricolmano

il mio cuore, ancora vivo momenti di sconforto e di buio.

Già ho capito chi sono, ma ancora non so chi sarò.

Una tensione sana, bella, che ci conduce all’essenziale, che ci stacca dalla

pesantezza della quotidianità, che ci restituisce al realismo.

State pronti, ci chiede il Maestro.

E noi vegliamo nella notte.

Quanta fede ci chiedi, Signore!

Come Israele, le cui gesta, enfatizzate e mitizzate, abbiamo letto nella prima

lettura, anche noi siamo chiamati ad uscire dalla schiavitù, da ogni schiavitù,

per imparare, nel deserto, a fidarci di Dio.

Schiavi dell’idea che abbiamo di noi stessi, schiavi e preoccupati dell’immagine

che dobbiamo restituire agli altri, schiavi dei finti bisogni che la pubblicità ci

suscita, possiamo riscoprire, alla luce della Parola, che o l’uomo è cercatore o

non è, o l’uomo è mendicante o non è, o l’uomo è in cammino interiore o non è.

Che la vita, che ogni vita.

È progressiva liberazione interiore.

Quanta fede ci chiedi, Signore!

Abramo ascolta la sua voce interiore.

Non è un giovane preso da deliri mistici; è un uomo realizzato, non travolto da

impetuose passioni.

Egli è l’uomo provato dalla vita, disilluso e che-pure-sente un appello

irrefrenabile all’interiorità.

Vai, sente nel cuore, Vai a te stesso.

Folle Abramo che lascerà ogni certezza e ruolo sociale per seguire un

istinto interiore, per ritrovare se stesso!

E questo suo gesto sarà immensamente fecondo; egli è il padre di tutti i cercatori di Dio.

Vai a te stesso, amico e amica che leggete, scopritevi viandanti, sul serio.

Anche se pensi di avere vissuto a sufficienza, o troppo sofferto, o fatto le tue scelte.

Siamo tutti straordinariamente liberi, resi capaci di iniziare percorsi nuovi anche

quando tutto sembra deciso, sbagliato, irremovibile.

Vai a te stesso.

La vita, allora, diventa inquieta attesa, l’attesa del ritorno, l’attesa

dell’incontro del padrone che torna dalle nozze.

Attesa; la mia vita, la vostra vita è attesa.

Di un senso, del superamento del dolore, della chiave per capire la nostra vita,

di una persona da amare, di un figlio da stringere e baciare, di un mondo migliore,

della luce infinita che illumini le nostra paure, di Dio. Attesa.

L’uomo è l’unico essere vivente capace di attendere, di vegliare,

di insistere e di credere.

Nella notte, spesso, nel lungo e corposo silenzio della notte, sentiamo crescere

la nostra fede, abbandonarci al nostro cuore, capiamo cosa ci è essenziale.

Nella notte, come le sentinelle che aspettano l’aurora, diventiamo dei

credenti, dei discepoli.

Quando le ginocchia vacillano, quando la fatica è tanta, quando ci sembra

di non farcela ad attendere, quando la disperazione fa pressione alla porta

del cuore, possiamo guardare ai testimoni, guardare ai padri della fede, ai tanti,

tantissimi che hanno, come noi creduto nella notte, e visto la luce, infine.

La fede è questo misterioso già e non ancora, questo silenzio assordante,

questa notte luminosa.

Vegliamo in preghiera, dunque, amici, solo così troveremo l’immenso amore

del Signore, Santa Domenica, Fausto.

 

venerdì 5 agosto 2022

Il Vangelo del Sabato 6 Agosto 2022

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Trasfigurazione del Signore.

Prima lettura.

La sua veste era candida come la neve.

Dal libro del profeta Daniele (7,9-10.13-14)

Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.

La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come

la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.

Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano

e diecimila miriadi lo assistevano.

La corte sedette e i libri furono aperti.

Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno

simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.

Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il

suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il suo volto brillò come il sole.

Dal Vangelo secondo Luca (9,28b-36) anno pari.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul

monte a pregare.

Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne

candida e sfolgorante.

Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella

gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono,

videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per

noi essere qui.

Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa».

Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra.

All’entrare nella nube, ebbero paura.

E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo.

Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ciò che è davvero importante, nell’esperienza spirituale della Trasfigurazione

a cui assistettero gli apostoli, è l’indicazione data dal Padre; bisogna

ascoltare suo Figlio.

Forse non avremo mai l’occasione di fare l’esperienza degli apostoli, che

videro con gli occhi del corpo la gloria di Gesù, ma tutti abbiamo la possibilità

di ascoltare il Signore che ci parla attraverso la sua Parola.

Ciò significa che quando apriamo il cuore al Vangelo, la luce della

Trasfigurazione entra nella nostra vita con potenza e ci illumina.

Allora, tutti gli eventi-anche quelli dolorosi-assumono un significato diverso.

Come nella Trasfigurazione, l’annuncio della sofferenza di Gesù assume un

significato diverso, così è anche nella nostra e la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 4 agosto 2022

Il Vangelo del Venerdì 5 Agosto 2022

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore. 

Prima lettura.

Guai alla città sanguinaria!

Dal libro del profeta Naum (2,1.3;3,1-3.6-7)

Ecco sui monti i passi d'un messaggero, che annuncia la pace!

Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti, poiché il malvagio non passerà

più su di te: egli è del tutto annientato.

Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe, rinnova il vanto d'Israele,

anche se i briganti li hanno depredati e saccheggiano i loro tralci.

Guai alla città sanguinaria, piena di menzogne, colma di rapine, che non

cessa di depredare!

Sibilo di frusta, fracasso di ruote, scalpitio di cavalli, cigolio di carri, cavalieri

incalzanti, lampeggiare di spade, scintillare di lance, feriti in quantità, cumuli

di morti, cadaveri senza fine, s'inciampa nei cadaveri.

"Ti getterò addosso immondezze, ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.

Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dirà: "Ninive è distrutta!".

Chi la compiangerà?

Dove cercherò chi la consóli?"

Parola di Dio.

Vangelo.

Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Dal Vangelo secondo Matteo (16,24-28) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro

a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria

vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero,

ma perderà la propria vita?

O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi

angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.

In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di

aver visto venire il Figlio dell'uomo con il suo regno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Essere cristiani non è facile né comodo; perché seguire il Maestro, significa

prendere la propria croce e andare dietro a Lui.

Ma per poterlo fare, è necessario incontrarlo e insieme a Lui, incontrare il suo

amore unico e fedele.

Questo ci fa capire cosa significhi essere cristiani; è un’esperienza totalizzante,

che ci rende una cosa sola con il Figlio; la sua strada diventa la nostra strada.

Pietro e i suoi amici, ritennero dure queste parole di Gesù e gli eventi

successivi, dimostrano quanta fatica fecero per accogliere questa verità.

Fidarsi del Signore, in questo caso, è la maniera migliore per percorrere il

cammino, confidando non nelle nostre forze, ma nella sua grazia, attraverso

la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 3 agosto 2022

Il Vangelo del Giovedì 4 Agosto 2022

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni Maria Vianney, Sacerdote.

Prima Lettura

Concluderò un'alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.

Dal libro del profeta Geremìa (31,31-34)

«Ecco, verranno giorni-oracolo del Signore-, nei quali con la casa d'Israele

e con la casa di Giuda concluderò un'alleanza nuova.

Non sarà come l'alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi

per mano per farli uscire dalla terra d'Egitto, alleanza che essi hanno infranto,

benché io fossi loro Signore.

Oracolo del Signore.

Questa sarà l'alleanza che concluderò con la casa d'Israele dopo quei

giorni-oracolo del Signore-: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò

sul loro cuore.

Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.

Non dovranno più istruirsi l'un l'altro, dicendo: "Conoscete il Signore", perché

tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande-oracolo del Signore-,

poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato».

Parola di Dio.

Vangelo

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-23) anno pari.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai

suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa

o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né

sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le

potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà

legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a

Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti

e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia,

Signore; questo non ti accadrà mai».

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana!

Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Le parole di Pietro esprimono bene la contraddizione che viviamo anche noi.

Infatti, se da un lato siamo capaci di aprirci alla rivelazione, che ci fa

comprendere chi sia veramente Gesù, dall’altro, appena il Signore ci parla

di croce e di sofferenza, ci scandalizziamo.

Pietro viene apostrofato da Gesù con un titolo davvero duro; Satana.

In realtà, Gesù non vuole dire che Pietro sia un messo del male; la questione

è che Pietro si fa voce della mentalità diabolica, quando gli propone di essere

un Messia diverso da quello che Egli deve essere veramente.

Le tentazioni che il demonio aveva proposto a Gesù erano, in definitiva, proprio

queste; presentarsi al mondo come un Messia trionfante, potente e miracolistico.

La strada del Messia autentico è invece un’altra; è quella dell’umiltà,

dell’umiliazione e della morte.

Pietro ancora non comprende questa verità, e spesso, anche noi facciamo

fatica a comprenderla nella nostra vita.

Ma per fortuna, noi abbiamo la preghiera che ci può aiutare per riuscirci. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 2 agosto 2022

Il Vangelo del Mercoledì 3 Agosto 2022

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Aspreno di Napoli, Vescovo.

Prima Lettura

Ti ho amato di amore eterno.

Dal libro del profeta Geremìa (31,1-7)

«In quel tempo-oracolo del Signore-io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele

ed esse saranno il mio popolo.

Così dice il Signore: Ha trovato grazia nel deserto un popolo scampato alla

spada; Israele si avvia a una dimora di pace».

Da lontano mi è apparso il Signore: «Ti ho amato di amore eterno,

per questo continuo a esserti fedele.

Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine d’Israele.

Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli e avanzerai danzando tra gente in festa.

Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa; dopo aver piantato,

i piantatori raccoglieranno.

Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno sulla montagna di Èfraim: “Su,

saliamo a Sion, andiamo dal Signore, nostro Dio”.

Poiché dice il Signore: Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per

la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: “Il Signore ha salvato

il suo popolo,  il resto d’Israele”».

Parola di Dio.

Vangelo

Donna, grande è la tua fede!

Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28) anno pari.

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.

Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a

gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide!

Mia figlia è molto tormentata da un demonio».

Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila,

perché ci viene dietro gridando!».

Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della

casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».

Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

«È vero, Signore-disse la donna-, eppure i cagnolini mangiano le briciole che

cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede!

Avvenga per te come desideri».

E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù è in una zona pagana, dove-almeno in teoria-non dovrebbero esserci

persone credenti.

Invece, non ci sono limiti e confini quando una persona apre il cuore alla

grazia di Dio.

Egli non si lascia limitare dalle nostre definizioni e dai nostri schemi.

La donna cananea, infatti, dimostra di avere molta fede e certamente molta

più compassione dei discepoli, i quali, sono infastiditi dalla sua presenza

e non sanno guardare al di là delle sue urla.

Di fronte alla fede della donna, Gesù non può che osservare che il suo

cuore è quello  di una vera credente e quindi il miracolo è ottenuto.

Dobbiamo fare molta attenzione a non cadere nella tentazione di etichettare

le persone; potremmo avere molte sorprese.

Perciò, prima di aprire la bocca, chiediamo consiglio alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 1 agosto 2022

Il Vangelo del Martedì 2 Agosto 2022

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Eusebio di Vercelli, Vescovo.

Prima Lettura

Ti ho trattato così per la tua grande iniquità. Cambierò la sorte delle tende di Giacobbe.

Dal libro del profeta Geremìa (30,1-2.12-15.18-22)

Parola rivolta a Geremia da parte del Signore: «Così dice il Signore,

Dio d’Israele: Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.

Così dice il Signore: La tua ferita è incurabile, la tua piaga è molto grave.

Nessuno ti fa giustizia; per un’ulcera vi sono rimedi, ma non c’è guarigione per te.

Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti, non ti cercano più; poiché ti ho

colpito come colpisce un nemico, con un castigo spietato, per la tua grande

iniquità, perché sono cresciuti i tuoi peccati.

Perché gridi per la tua ferita?

Incurabile è la tua piaga.

Ti ho trattato così per la tua grande iniquità, perché sono cresciuti i tuoi peccati.

Così dice il Signore: Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò

compassione delle sue dimore.

Sulle sue rovine sarà ricostruita la città e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.

Vi risuoneranno inni di lode, voci di gente in festa.

Li farò crescere e non diminuiranno, li onorerò e non saranno disprezzati;

i loro figli saranno come un tempo, la loro assemblea sarà stabile dinanzi

a me, mentre punirò tutti i loro oppressori.

Avranno come capo uno di loro, un sovrano uscito dal loro popolo;

io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà.

Altrimenti chi rischierebbe la vita per avvicinarsi a me?

Oracolo del Signore.

Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».

Parola di Dio.

Vangelo

Comandami di venire verso di te sulle acque.

Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-36) anno pari.

Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla

barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla.

Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.

Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:

il vento infatti era contrario.

Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.

Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un

fantasma!» e gridarono dalla paura.

Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso

di te sulle acque».

Ed egli disse: «Vieni!».

Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.

Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare,

gridò: «Signore, salvami!».

E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede,

perché hai dubitato?».

Appena saliti sulla barca, il vento cessò.

Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero

tu sei Figlio di Dio!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La notte scura e il mare in tempesta, sono un’esperienza sconvolgente, anche

per pescatori esperti come Pietro e i suoi compagni.

Gesù, però, dice loro di non temere; quando c’è Lui, non c’è nulla di

cui preoccuparsi.

La richiesta, forse, può sembrare strana; come si fa a restare calmi quando

la nostra barca minaccia di affondare?

Eppure, la fede può fare ciò che umanamente sembra impossibile; tanto

è vero che persino Pietro può sperimentare quanto sia forte la fiducia in Dio.

Spesso, anche la nostra vita è una barca in mezzo a una tempesta.

Gesù, però, non ci lascia soli, ma cammina sui marosi della nostra esistenza

per dirci esattamente la stessa cosa che disse agli apostoli quella

notte: “Coraggio, sono Io, non abbiate paura!”.

Per quanto possiamo essere sballottati dalle esperienze negative,

con il Signore e la preghiera, arriveremo sicuramente alla meta. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.