domenica 3 aprile 2022

Il Vangelo del Lunedì 4 Aprile 2022

 

Della 5° settimana di Quaresima.

Sant'Isidoro di Siviglia, Vescovo e Dottore della Chiesa

Prima Lettura

Io muoio innocente.

Dal libro del profeta Daniele (13,1-9.15-17.19-30.33-62)

In quei giorni, abitava a Babilonia un uomo chiamato Ioakìm, il quale aveva

sposato una donna chiamata Susanna, figlia di Chelkìa, di rara bellezza

e timorata di Dio.

I suoi genitori, che erano giusti, avevano educato la figlia secondo la legge di Mosè.

Ioakìm era molto ricco e possedeva un giardino vicino a casa, ed essendo

stimato più di ogni altro, i Giudei andavano da lui.

In quell'anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani; erano di quelli

di cui il Signore ha detto: «L'iniquità è uscita da Babilonia per opera di anziani

e di giudici, che solo in apparenza sono guide del popolo».

Questi frequentavano la casa di Ioakìm, e tutti quelli che avevano qualche

lite da risolvere si recavano da loro.

Quando il popolo, verso il mezzogiorno, se ne andava, Susanna era solita

recarsi a passeggiare nel giardino del marito.

I due anziani, che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare, furono presi

da un'ardente passione per lei: persero il lume della ragione, distolsero gli

occhi per non vedere il Cielo e non ricordare i giusti giudizi.

Mentre aspettavano l'occasione favorevole, Susanna entrò, come al solito, con

due sole ancelle, nel giardino per fare il bagno, poiché faceva caldo.

Non c'era nessun altro al di fuori dei due anziani, nascosti a spiarla.

Susanna disse alle ancelle: «Portatemi l'unguento e i profumi, poi chiudete

la porta, perché voglio fare il bagno».

Appena partite le ancelle, i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero

da lei e le dissero: «Ecco, le porte del giardino sono chiuse, nessuno ci vede

e noi bruciamo di passione per te; acconsenti e concediti a noi.

In caso contrario ti accuseremo; diremo che un giovane era con te e perciò hai fatto

uscire le ancelle». Susanna, piangendo, esclamò: «Sono in difficoltà da ogni parte.

Se cedo, è la morte per me; se rifiuto, non potrò scampare dalle vostre mani.

Meglio però per me cadere innocente nelle vostre mani che peccare

davanti al Signore!».

Susanna gridò a gran voce.

Anche i due anziani gridarono contro di lei e uno di loro corse alle porte del

giardino e le aprì.

I servi di casa, all'udire tale rumore in giardino, si precipitarono dalla porta

laterale per vedere che cosa le stava accadendo.

Quando gli anziani ebbero fatto il loro racconto, i servi si sentirono molto

confusi, perché mai era stata detta una simile cosa di Susanna.

Il giorno dopo, quando il popolo si radunò nella casa di Ioakìm, suo marito, andarono

là anche i due anziani, pieni di perverse intenzioni, per condannare a morte Susanna.

Rivolti al popolo dissero: «Si faccia venire Susanna, figlia di Chelkìa, moglie di Ioakìm». 

Mandarono a chiamarla ed ella venne con i genitori, i figli e tutti i suoi parenti.

Tutti i suoi familiari e amici piangevano.

I due anziani si alzarono in mezzo al popolo e posero le mani sulla sua testa.

Ella piangendo alzò gli occhi al cielo, con il cuore pieno di fiducia nel Signore.

Gli anziani dissero: «Mentre noi stavamo passeggiando soli nel giardino, è venuta

con due ancelle, ha chiuso le porte del giardino e poi ha licenziato le ancelle.

Quindi è entrato da lei un giovane, che era nascosto, e si è unito a lei.

Noi, che eravamo in un angolo del giardino, vedendo quella iniquità ci siamo

precipitati su di loro. Li abbiamo sorpresi insieme, ma non abbiamo potuto

prendere il giovane perché, più forte di noi, ha aperto la porta ed è fuggito.

Abbiamo preso lei e le abbiamo domandato chi era quel giovane, ma lei non

ce l'ha voluto dire.

Di questo noi siamo testimoni».

La moltitudine prestò loro fede, poiché erano anziani e giudici del popolo,

e la condannò a morte.

Allora Susanna ad alta voce esclamò: «Dio eterno, che conosci i segreti, che

conosci le cose prima che accadano, tu lo sai che hanno deposto il falso contro di me!

Io muoio innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di me».

E il Signore ascoltò la sua voce.

Mentre Susanna era condotta a morte, il Signore suscitò il santo spirito di un

giovanetto, chiamato Daniele, il quale si mise a gridare: «Io sono innocente

del sangue di lei!».

Tutti si voltarono verso di lui dicendo: «Che cosa vuoi dire con queste tue parole?».

Allora Daniele, stando in mezzo a loro, disse: «Siete così stolti, o figli d'Israele?

Avete condannato a morte una figlia d'Israele senza indagare né appurare la verità!

Tornate al tribunale, perché costoro hanno deposto il falso contro di lei».

Il popolo tornò subito indietro e gli anziani dissero a Daniele: «Vieni, siedi in mezzo

a noi e facci da maestro, poiché Dio ti ha concesso le prerogative dell'anzianità».

Daniele esclamò: «Separàteli bene l'uno dall'altro e io li giudicherò».

Separàti che furono, Daniele disse al primo: «O uomo invecchiato nel male!

Ecco, i tuoi peccati commessi in passato vengono alla luce, quando davi sentenze

ingiuste, opprimendo gli innocenti e assolvendo i malvagi, mentre il Signore ha

detto: Non ucciderai il giusto e l'innocente.

Ora, dunque, se tu hai visto costei, di': sotto quale albero tu li hai visti stare insieme?».

Rispose: «Sotto un lentìsco».

Disse Daniele: «In verità, la tua menzogna ti ricadrà sulla testa.

Già l'angelo di Dio ha ricevuto da Dio la sentenza e ti squarcerà in due».

Allontanato questi, fece venire l'altro e gli disse: «Stirpe di Canaan e non di

Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la passione ti ha pervertito il cuore!

Così facevate con le donne d'Israele ed esse per paura si univano a voi.

Ma una figlia di Giuda non ha potuto sopportare la vostra iniquità.

Dimmi dunque, sotto quale albero li hai sorpresi insieme?».

Rispose: «Sotto un léccio».

Disse Daniele: «In verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla testa.

Ecco, l'angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano, per tagliarti in due

e così farti morire».

Allora tutta l'assemblea proruppe in grida di gioia e benedisse Dio, che salva

coloro che sperano in lui.

Poi, insorgendo contro i due anziani, ai quali Daniele aveva fatto confessare con

la loro bocca di avere deposto il falso, fece loro subire la medesima pena che

avevano tramato contro il prossimo e, applicando la legge di Mosè, li fece morire.

In quel giorno fu salvato il sangue innocente.

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono la luce del mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (8,12-20) anno pari

In quel tempo, Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo;

chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua

testimonianza non è vera».

Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia

testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado.

Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado.

Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno.

E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io

e il Padre che mi ha mandato.

E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera.

Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha

mandato, dà testimonianza di me».

Gli dissero allora: «Dov'è tuo padre?».

Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste

me, conoscereste anche il Padre mio».

Gesù pronunziò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio.

E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Le Parole di Gesù hanno una forza ed una profondità devastante; Egli si dichiara

la luce del mondo, e la sua Parola mette in fuga ogni dubbio, poiché chi lo segue

camminerà sempre nella luce e non conoscerà il buio della lontananza da Dio.

Quante idee, quante persone e quante dottrine abbiamo seguito anche noi,

nella speranza che esse ci dessero la luce e la pace?

E quante volte siamo rimasti delusi ed a mani vuote?

Io si, amici, prima di trovare l’insegnamento vero; quello di Gesù.

Questo mi ricorda che solo uno è degno di essere seguito, il Signore.

In altri termini, solo a Lui possiamo dare tutta la nostra fiducia ed il nostro amore;

solo Gesù può portarci alla pienezza della luce, cioè della comunione con Dio.

Non fidiamoci di tutti coloro che ci propongono altre vie facili o altri maestri;

essi sono ciechi e guide di ciechi, e ci porteranno nelle tenebre.

Perciò, facciamo attenzione, amici, a chi diamo fiducia, per riuscire a capirci

di chi fidarci, c’è solo la preghiera che ci può aiutare. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 2 aprile 2022

Il Vangelo di Domenica 3 Aprile 2022

 

Della 5° Domenica di Quaresima.

San Riccardo di Chichester, Vescovo.

Prima Lettura

Ecco, io faccio una cosa nuova e darò acqua per dissetare il mio popolo.

Dal libro di profeta Isaia (43,16-21)

Così dice il Signore, che aprì una strada nel mare e un sentiero in mezzo ad

acque possenti, che fece uscire carri e cavalli, esercito ed eroi a un tempo; essi

giacciono morti, mai più si rialzeranno, si spensero come un lucignolo, sono

estinti: «Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche!

Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?

Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa.

Mi glorificheranno le bestie selvatiche, sciacalli e struzzi, perché avrò fornito

acqua al deserto, fiumi alla steppa, per dissetare il mio popolo, il mio eletto.

Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

A motivo di Cristo, ritengo che tutto sia una perdita,

facendomi conforme alla sua morte.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (3,8-14)

Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della

conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore.

Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per

guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non

quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la

giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui,

la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi

conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.

Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo

di correre per conquistarla, perché anch'io sono stato conquistato da Cristo Gesù.

Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata.

So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò

che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere

lassù, in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.

Dal Vangelo secondo Giovanni (8,1-11) anno C.

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi.

Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui.

Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio,

la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa

in flagrante adulterio.

Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa.

Tu che ne dici?».

Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra.

Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di

voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».

E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra.

Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo.

Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono?

Nessuno ti ha condannata?».

Ed ella rispose: «Nessuno, Signore».

E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Dio non ci punisce, non abbiamo fatto nulla di male perché il Signore

ci mandi un lutto o una malattia.

Spesso l’origine del dolore siamo noi, la nostra fragilità, le nostre scelte sbagliate.

Dio non è un concorrente alla nostra felicità, non ce l’ha con noi, non

dobbiamo allontanarci da Lui per realizzarci.

Dio non è un padre/padrone da tenere buono con mille devozioni e mille preghiere.

Dio è un padre che ci aspetta, che ci rispetta, che ci lascia fare i percorsi e le

esperienze della vita sperando di non perderci.

Dio è un padre buono che dà del pane al figlio che gliene chiede, che fa piovere

sui giusti e sui malvagi.

Ci basta per convertirci? Non ancora?

Ascoltiamo la storia dell’adultera, allora.

A Gesù viene intessuta una trappola straordinaria, ammettiamolo.

Una donna (Non ha nome, gli accusatori non la conoscono, è solo una poco di

buono) viene colta in flagrante adulterio (E il fedifrago che era con lei?

Non c’è, ovvio.

Maschilismo assoluto venduto per giustizia) ed è portata davanti al falegname

divenuto Rabbì.

Mosé (Mosé?) ha prescritto che donne come “quella” vanno lapidate, in modo

che sia chiaro a tutti (alle donne soprattutto) che è meglio restare fedeli.

Gesù, spiegaci, cosa dobbiamo fare?

Trappola splendida, davvero.

È il Sinedrio che l’ha condannata a morte, quando la pena di morte

è riservata ai romani.

Gesù si schiererà con l’oppressore?

O riconoscerà il giudizio illegittimo del Sinedrio?

È Mosè che ha prescritto la condanna a morte; oserà contraddire una legge

divina l’anarchico falegname?

La condannerà, come dice Mosè, e il padre misericordioso si ritirerà in buon

ordine per lasciar spazio al Dio giudice?

Una trappola splendida, non c’è che dire.

Gesù si china e riflette.

Fa ciò che loro non vogliono fare, compie ciò che ogni legge, ogni giudizio

(anche religioso) deve fare; chinarsi, cioè piegarsi nell’umiltà e riflettere,

mettere una distanza prima di esprimere un giudizio.

Scrive, ora, il Nazareno.

Scrive sul selciato del Tempio, sulla pietra.

La legge scritta nella pietra con le parole stesse di Dio, incise a fuoco e

consegnata a Mosè è stata tradita, svilita, asservita a costumi e tradizioni

solo umane, piccine e meschine.

Sì, questa donna ha tradito il marito.

Ma il popolo di Israele ha tradito lo spirito autentico della Legge.

Richiama all’essenziale, il figlio di Dio, riscrive sulla pietra la legge che gli

uomini hanno adattato e stravolto.

Tutti tacciono, ora.

Gesù, la Parola, parla :”Avete ragione; ha sbagliato”.

Fate bene ad ucciderla, occorre essere inflessibili per salvare la Legge.

Nessuno di voi sbaglia, tutti siete migliori, a nessuno di voi capiterà di fare lo

stesso sbaglio.

Bravi. Ma il primo che non ha sbagliato lanci per primo la pietra».

Tutti tacciono,

Gesù riprende a scrivere la Legge.

E ora la legge si incide nei cuori.

Già, ha ragione il Rabbì.

Se ragioniamo sempre col codice in mano chi si salva?

Se ci accusiamo gli uni gli altri, chi sopravvive?

Tutti se ne vanno, ad uno ad uno.

Le pietre restano in terra.

Gesù, ora, è fintamente stupito.

Dove sono tutti?

Lui, l’unico senza peccato, l’unico che potrebbe a ragione scagliare la pietra, non lo fa.

Chiede solo alla donna di guardarsi dentro, di recuperare dignità, di volersi più bene.

Gesù non giustifica, né condanna, invita ad alzare lo sguardo, ad andare oltre,

a guardare col cuore la fragilità dell’altro e scoprirvi-riflessa-la propria.

No, Dio non giudica.

Ci giudicano la vita, la società, il datore di lavoro, noi stessi.

Tutti ci giudicano, Dio no. Dio ama, e basta.

E questa donna viene liberata.

Salvata dalla lapidazione, è ora salvata dalla sua fragilità. “Non peccare più”

ammonisce Gesù.

Chiesa, amata Chiesa, fatta di perdonati, non di giusti.

Chiesa abitata da gente che sa perdonare perché perdonata, che giudica con

amore, senza ferire, guardando avanti, che indica una strada, non un tribunale.

Quando vivremo del perdono che ci riempie il cuore, diventeremo trasparenza

di Dio per l’uomo contemporaneo che cerca, nel suo profondo, amore e luce in una

società che ama solo i bravi e i giusti e dimentica la verità della nostra fragilità.

In un’Italia orrendamente rissosa e divisa, in una Chiesa in affanno.

È un fiume in piena l’incontro con Dio, che fa guardare avanti, come profetizza

il profeta Isaia.

Senza guardare indietro, i deportati di Babilonia sono invitati a guardare avanti.

Profezia per la Chiesa ripiegata su se stessa, intenta a difendere privilegi e

posizioni, sempre impegnata a proteggersi dal mondo esterno invece che a

lasciarsi scuotere dallo Spirito!

Profezia per l’uomo che cerca e che è ferito dalla vita, invito a guardare avanti,

a credere in una vita diversa, come fa la povera donna adultera che incontra

l’infinito sguardo di Dio.

Tutto il resto, ci provoca Paolo, è spazzatura, perdita, di fronte alla conoscenza

di Cristo. Ci basta?

Spero proprio di si, amici, Santa Domenica del perdono, Fausto.

venerdì 1 aprile 2022

Il Vangelo del Sabato 2 Aprile 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.

San Francesco da Paola, eremita.

Prima Lettura

Come un agnello mansueto che viene portato al macello.

Dal libro del profeta Geremia (11,18-20)

Il Signore me lo ha manifestato e io l'ho saputo; mi ha fatto vedere i loro intrighi.

E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che

tramavano contro di me, e dicevano: «Abbattiamo l'albero nel suo pieno vigore,

strappiamolo dalla terra dei viventi; nessuno ricordi più il suo nome».

Signore degli eserciti, giusto giudice, che provi il cuore e la mente, possa io

vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa.

Parola di Dio.

Vangelo

Il Cristo viene forse dalla Galilea?

Dal Vangelo secondo Giovanni (7,40-53) anno pari.

In quel tempo, all'udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente

dicevano: «Costui è davvero il profeta!».

Altri dicevano: «Costui è il Cristo!».

Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea?

Non dice la Scrittura: "Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio

di Davide, verrà il Cristo"?».

E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.

Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.

Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero

loro: «Perché non lo avete condotto qui?».

Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!».

Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi?

Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei?

Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».

Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro,

disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di

sapere ciò che fa?».

Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea?

Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».

E ciascuno tornò a casa sua.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Sinedrio è diviso sul giudizio da esprimere su Gesù.

Ognuno se ne torna a casa sua, con la propria idea, senza mettersi in discussione,

chi ha già deciso che Gesù è un impostore non cambierà opinione su di Lui.

Fingerà, troverà delle ragioni a sostegno della propria tesi, ma non cambierà idea.

Come è bello, invece, incontrare persone che cambiano idea!

Che ammettono di avere sbagliato, che ascoltano e ragionano prima di

prendere una decisione!

Ancora oggi, purtroppo, molti sono atei a prescindere.

O credenti, a prescindere.

Per abitudine, per noia, senza interrogarsi, arroccati sulle proprie posizioni,

pro e contro.

Ma a chi ha il coraggio di ascoltare nel profondo, Gesù spalanca nuovi orizzonti.

Se riusciamo a togliere la benda che ci impedisce di vedere, la verità si fa chiara

e si impone lentamente ma inesorabilmente.

Che dire allora, amici, a me l’hanno levata la benda, anche se a dir la verità,

io volevo tenerla per comodità, ma ora mi chiamo fortunato e contento dei nuovi

orizzonti che mi si sono aperti davanti agli occhi e, continuo a pregare il Signore

per ringraziarlo. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 31 marzo 2022

Il Vangelo del Venerdì 1 Aprile 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.

Sant' Ugo di Grenoble, Vescovo.

Prima Lettura

Condanniamo il giusto a una morte infame.

Dal libro della Sapienza (2,1a.12-22)

Dicono [gli empi] fra loro sragionando: «Tendiamo insidie al giusto, che per

noi è d'incomodo e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro

la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta.

Proclama di possedere la conoscenza di Dio e chiama se stesso figlio del Signore.

È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri; ci è insopportabile solo

al vederlo, perché la sua vita non è come quella degli altri, e del tutto diverse

sono le sue strade.

Siamo stati considerati da lui moneta falsa, e si tiene lontano dalle nostre vie

come da cose impure.

Proclama beata la sorte finale dei giusti e si vanta di avere Dio per padre.

Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.

Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle

mani dei suoi avversari.

Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza

e saggiare il suo spirito di sopportazione.

Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le sue parole,

il soccorso gli verrà».

Hanno pensato così, ma si sono sbagliati; la loro malizia li ha accecati.

Non conoscono i misteriosi segreti di Dio, non sperano ricompensa per

la rettitudine né credono a un premio per una vita irreprensibile.

Parola di Dio.

Vangelo

Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora giunta la sua ora.

Dal Vangelo secondo Giovanni (7,1-2.10.25-30) anno pari.

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più

percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.

Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne.

Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente,

ma quasi di nascosto.

Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano

di uccidere?

Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla.

I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo?

Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà

di dove sia».

Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete

e sapete di dove sono.

Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi

non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».

Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui,

perché non era ancora giunta la sua ora.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’intero Vangelo di Giovanni è un processo contro Gesù.

Il finto processo tenutosi dopo l’arresto sarà solo una ratifica in contumacia di

una decisione già presa.

Gesù deve morire perché estremamente pericoloso; si proclama Messia, mette

in discussione l’interpretazione della Legge, evidenzia le contraddizioni della

rinata classe sacerdotale, irride alla presunta santità dei farisei.

Quanto basta per renderselo antipatico e per creare un movimento che potrebbe

infastidire i romani, facendo perdere l’autonomia riconquistata dai sadducei.

Gesù è diventato un problema per l’ordine pubblico.

Poco importa se ciò che dice sia vero, o se davvero Egli sia ciò che pretende di essere.

Ci sono valori superiori alla verità, in certi ambienti.

Gesù è costretto a tornare in Galilea, ma l’ardore per la sua missione gli fa

correre dei rischi e torna a Gerusalemme per la festa della capanne, cercando

di non farsi notare.

Anche nelle nostre comunità a volte succedono le stesse cose, purtroppo.

Perciò, per non fare gli stessi errori, chiediamo aiuto alla preghiera.  

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

mercoledì 30 marzo 2022

Il Vangelo del Giovedì 31 Marzo 2022

 

Della 4° settimana di Quaresima.

San Beniamino, diacono e martire.

Prima Lettura

Desisti dall'ardore della tua ira.

Dal libro dell'Esodo (32,7-14)

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va', scendi, perché il tuo popolo,

che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto, si è pervertito.

Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato!

Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostràti dinanzi, gli

hanno offerto sacrifici e hanno detto: "Ecco il tuo Dio, Israele, colui che

ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto"».

Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un

popolo dalla dura cervìce.

Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori.

Di te invece farò una grande nazione».

Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si

accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra

d'Egitto con grande forza e con mano potente?

Perché dovranno dire gli Egiziani: "Con malizia li ha fatti uscire, per farli

perire tra le montagne e farli sparire dalla terra"?

Desisti dall'ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male

al tuo popolo.

Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato

per te stesso e hai detto: "Renderò la vostra posterità numerosa come le

stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi

discendenti e la possederanno per sempre"».

Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

Parola di Dio.

Vangelo

Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.

Dal Vangelo secondo Giovanni (5,31-47) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso,

la mia testimonianza non sarebbe vera.

C'è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che

egli dà di me è vera.

Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità.

Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati.

Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete

voluto rallegrarvi alla sua luce.

Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il

Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo,

testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me.

Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la

sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.

Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio

esse che danno testimonianza di me.

Ma voi non volete venire a me per avere vita.

Io non ricevo gloria dagli uomini.

Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio.

Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro

venisse nel proprio nome, lo accogliereste.

E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate

la gloria che viene dall'unico Dio?

Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi

accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.

Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me.

Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Le parole che dice Gesù, sono come pesantissime pietre che cadono sulla

testa dei Giudei; per essi, la grazia di Dio è assolutamente inutile, perché

essi non vogliono andare da Lui ed avere la vita.

È un’accusa terribile; sembra che Gesù voglia dire che essi si condannano

ad un vero e proprio suicidio spirituale, in quanto si rifiutano apertamente

di riconoscere nel Cristo, colui che può dargli questa vita.

Gesù sottolinea la pericolosità di questo atteggiamento, proprio attraverso

le sue parole; sono essi stessi che si condannano alla morte certa, poiché

quando si rifiuta Gesù, non c’è che morte e buio.

Quante persone, ancora oggi, hanno lo stesso atteggiamento dei Giudei?

Tanti, amici, sono tantissime le persone che ancora oggi assomigliano a loro.

E questo è quello che il Signore, in un altro contesto, chiama il peccato contro

lo Spirito Santo, attenzione, perciò, a non cadere in questo peccato, ma piuttosto,

continuiamo a pregare, perché solo essa ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.