sabato 26 febbraio 2022

Il Vangelo di Domenica 27 Febbraio 2022

 

Della 8° Domenica del Tempo Ordinario.

San Gabriele dell'Addolorata, Religioso.

Prima Lettura

Non lodare nessuno prima che abbia parlato.

Dal libro del Siràcide (27,5-8)

Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando un uomo discute,

ne appaiono i difetti.

I vasi del ceramista li mette a prova la fornace, così il modo di ragionare

è il banco di prova per un uomo.

Il frutto dimostra come è coltivato l'albero, così la parola rivela i pensieri

del cuore.

Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova

degli uomini.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Ci ha dato la vittoria per mezzo di Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (15,54-58)

Fratelli, quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità

e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della

Scrittura: "La morte è stata inghiottita nella vittoria.

Dov'è, o morte, la tua vittoria?

Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?".

Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge.

Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore

nostro Gesù Cristo!

Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo

sempre più nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è

vana nel Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

Dal Vangelo secondo Luca (6,39-45) anno C.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: "Può forse

un cieco guidare un altro cieco?

Non cadranno tutti e due in un fosso?

Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato,

sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi

della trave che è nel tuo occhio?

Come puoi dire al tuo fratello: "Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che

è nel tuo occhio", mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio?

Ipocrita!

Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la

pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.

Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero

cattivo che produca un frutto buono.

Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli

spini, né si vendemmia uva da un rovo.

L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo

dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che

dal cuore sovrabbonda".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere

la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello

Gesù ci propone oggi un Vangelo piuttosto ostico, con il desiderio-da parte

sua-di lasciare che le beatitudini dirigano la nostra vita.

Vi ricordo, però, questo dato fondamentale della vita cristiana; la vita morale

è conseguenza di un incontro, non uno sterile moralismo, la legge di Dio,

ricorda san Paolo è opera del Signore, non fatica vana come l’obbedire

esternamente ad una norma.

È un pò come quando vedo i ragazzi che si prendono una cotta; la prima

cosa che salta agli occhi è che si curano di più, si tengono in ordine,

diventano improvvisamente puntuali; perché innamorati.

Gesù ci chiede di essere misericordiosi perché il Padre è misericordioso;

il nostro agire è conseguenza dell’incontro che abbiamo avuto con Dio.

Il peccato, dunque, è l’agire morale.

E subito, sicuramente, ci vengono in mente le grandi tragedie della vita,

gli omicidi, le stragi, le aberrazioni di cui veniamo a conoscenza.

Bhé, visto tutto ciò che capita nel mondo noi non siamo poi così tanto male!

Non uccidiamo, non rubiamo (nel senso di rapina a mano armata, ma se

capita di grattare senza troppi danni qualche soldino) quindi siamo a posto.

Invece la Scrittura ci invita a leggere la nostra vita puntando in alto, di non

paragonarci a chi si comporta peggio, trovandoci passabili, ma confrontandoci

col sogno di Dio su di noi.

Dio ci vede come dei capolavori, dei pezzi unici, come dei figli.

Vuole che-come aquile-voliamo in alto, e invece noi sembriamo dei paperi

che guardano con sufficienza le galline.

Gesù è chiaro; non guardare alla pagliuzza nell’occhio del fratello tu che hai

un trave nell’occhio.

Quant’è vero!

Quanta fatica faccio a riconoscere i miei sbagli!

Quanto sono pronto a giustificarli, ad attenuarli!

Con me sono comprensivo e benevolo, con gli errori degli altri sono spietato

e giudico con durezza eccessiva.

Esagero? Ascoltatevi!

Ascoltiamoci quando si tratta di parlare di un’altra persona, dei miei vicini,

dell’amministratore del mio condominio.

Siamo sempre troppo adolescenti, intenti a proteggerci per paura che qualcuno

ci ferisca, sempre troppo concentrati a far apparire il meglio di noi per paura

che gli altri non vedano il peggio.

Liberi, amici, liberi!

Siamo aquile fatte per volare, sbattete le ali!

Dio ci dona ali di aquila per accogliere ciò che siamo con verità, per imparare

ad amarci e ad amare gli altri con semplicità, per sapere che siamo capolavori in

costruzione e durante i lavori in corso uno sopporta un pò di polvere e di rumore.

Impariamo a vedere noi stessi e gli altri così come Dio ci vede.

Non si tratta allora di non giudicare le situazioni, di non esprimere pareri, no.

Ma di cambiare il criterio di riferimento, di vedere le cose con lo sguardo pieno

di speranza del Padre che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi.

E’ una vera conversione quella che Gesù chiede, un cambiare del tutto

l’atteggiamento, un guardare in modo diverso.

Siamo tutti peccatori, siamo tutti figli; non abbiamo bisogno, come i bambini

dell’asilo, di fare bella figura davanti alla maestra; un padre e una madre

conoscono i difetti dei propri figli e amorevolmente li accettano e

cercano-insieme-di migliorarli.

Gesù ci invita a guardare i fatti, non i sogni; dai frutti si vedono gli alberi.

Frutto buono-albero buono, semplice, no?

È vero!

Può essere un’idea interrogarsi sulla propria vita, sulle cose che crediamo

importanti, sulle nostre scelte; che frutti danno?

Siamo sereni, pieni di vita, capaci di affrontare le avversità?

Buon segno, abbiamo messo il Vangelo al centro.

Ma se-invece-il lavoro sempre più ingombrante, l’ansia del benessere o la

voglia di apparire vi danno inquietudine, interrogatevi ed abbiate l’umiltà

della retromarcia.

In settimana cominciamo la Quaresima; perché non fare la “penitenza” di

entrare in questa logica, perché non vedere il lato luminoso della vita degli

altri, invece di vedere sempre l’aspetto negativo?

Varrebbe più di mille Venerdì di magro e dell’obolo per le missioni (fatelo

comunque, ma col cuore!).

Proviamoci, amici, forse possiamo essere più sereni, perciò, facciamo pulizia

nei nostri occhi, Santa Domenica, Fausto.

 

 

venerdì 25 febbraio 2022

Il Vangelo del Sabato 26 Febbraio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Alessandro di Alessandria, Patriarca.

Prima Lettura

Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (5,13-20)

Fratelli miei, chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia, canti inni di lode.

Chi è malato, chiami presso di sé i presbìteri della Chiesa ed essi preghino

su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore.

E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se

ha commesso peccati, gli saranno perdonati.

Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli

altri per essere guariti.

Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto.

Elìa era un uomo come noi: pregò intensamente che non piovesse, e non

piovve sulla terra per tre anni e sei mesi.

Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto.

Fratelli miei, se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce,

costui sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore lo salverà

dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso.

Dal Vangelo secondo Marco (10,13-16) anno pari.

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse,

ma i discepoli li rimproverarono.

Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano

a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio.

In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un

bambino, non entrerà in esso».

E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Siamo tutti pronti a smarcarci dal cristianesimo, a guardare, dall’alto della nostra

ridicola supposizione, al passato e alla Chiesa come ad una associazione a

delinquere, facendo di tutto per cancellare le tracce culturali della presenza

cristiana del nostro mondo contemporaneo.

E invece il cristianesimo ha plasmato il pensiero moderno e molte delle migliori

cose dell’occidente derivano proprio dall’avere preso sul serio la Bibbia.

Così l’amore per i bambini, e il desiderio di tutelarli e di proteggerli, come

leggiamo nel Vangelo di oggi in cui Gesù, addirittura, propone i bambini come

modello da seguire.

In realtà, al suo tempo, i bambini erano visti con fastidio, come non-ancora-uomini

e ancora oggi, in alcune culture tribali africane, ad esempio, il bambino è una merce

di proprietà dei genitori.

L’attenzione ai piccoli è un dono prezioso che il cristianesimo ha lasciato alla

nostra dimentica modernità.

Perciò, preghiamo, perché tutti i bambini possano avere un’infanzia serena

e piena di amore, donato a loro da una mamma ed un papà.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 24 febbraio 2022

Il Vangelo del Venerdì 25 Febbraio 2022

 

Della 7° settimana dal Tempo Ordinario.

San Gerlando di Agrigento, Vescovo.

Prima Lettura

Ecco, il giudice è alle porte.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (5,9-12)

Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati;

ecco, il giudice è alle porte.

Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che

hanno parlato nel nome del Signore.

Ecco, noi chiamiamo beati quelli che sono stati pazienti.

Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e conoscete la sorte finale che gli

riserbò il Signore, perché il Signore è ricco di misericordia e di compassione.

Soprattutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra e non fate

alcun altro giuramento.

Ma il vostro «sì» sia sì, e il vostro «no» no, per non incorrere nella condanna.

Parola di Dio.

Vangelo

L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Dal Vangelo secondo Marco (10,1-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea

e al di là del fiume Giordano.

La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.

Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù

se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie.

Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».

Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».

Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.

Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo

l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno

una carne sola.

Così non sono più due, ma una sola carne.

Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento.

E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio

verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Suscita scalpore la presa di posizione del Signore nei confronti del divorzio

accettato da tutti, donne comprese, e addirittura attribuito alla saggezza di Mosè.

Ma Dio non l’ha pensata così, Dio crede che un uomo e una donna possano

vivere insieme per tutta la vita.

Tutta la vita insieme, amici; non è l’opinione di cattolici fuori dal mondo o di

veteroromantici in via d’estinzione; è il pensiero stesso di Dio.

Mi libera questa affermazione, quando incontro due persone che, con fatica,

decidono di sposarsi.

Mi incoraggia questo discorso, allora, quando invito due sposi a non mollare,

a non separarsi.

Amarsi per tutta la vita non è l’illusione di una generazione del passato, ma una

reale possibilità che realizza il sogno di Dio.

Questa è una buona notizia che possiamo dare in questo nostro mondo

affettivamente disorientato; l’amore è per sempre, a volte è faticoso, ma con la

preghiera possiamo farcela.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 23 febbraio 2022

Il Vangelo del Giovedì 24 Febbraio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Etelberto, Re del Kent.

Prima Lettura

Il salario dei lavoratori che voi non avete pagato, grida, e le loro proteste

sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (5,1-5)

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi!

Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme.

Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine

si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco.

Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!

Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi

non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi

del Signore onnipotente.

Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per

il giorno della strage.

Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

Parola di Dio.

Vangelo

È meglio per te entrare nella vita con una mano sola,

anziché con le due mani andare nella Geènna.

Dal Vangelo secondo Marco (9,41-50) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiunque vi darà da bere un

bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico,

non perderà la sua ricompensa.

Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio

per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare.

Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella

vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel

fuoco inestinguibile.

E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella

vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna.

E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare

nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato

nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.

Ognuno infatti sarà salato con il fuoco.

Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore?

Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Anche Gesù, come il libro del Siràcide, ci dà una serie di avvertimenti per

non dare scandalo.

Il Messia non ama le mezze misure, né ci vuole con i piedi in due staffe;

ci chiede un “sì” coraggioso e pieno.

Lo scandalo è un blocco posto sulla strada di chi vuole camminare nella

fedeltà al Signore.

Occorre prendere decisioni serie e definitive nella nostra vita di cristiani;

dovremmo far risuonare nella coscienza, e poi far rimbalzare in tutta la

società, queste parole del Vangelo di oggi.

Alzare la voce perché la vita sia liberata da tanti scandali; (anche fra uomini

di Chiesa), che ne inquinano tutti i settori e sono rovinosi tanto per i piccoli

che credono, quanto per l’intera umanità.

Se vogliamo accogliere il messaggio evangelico non possiamo seguire ciò

che ci distoglie da esso.

Un salutare rimedio sarà una continua opera di conversione e la capacità

di essere portatori di una ventata di aria pulita.

Per quanto questo possa essere complicato, siamo sicuri che Dio sarà sempre

al nostro fianco, per guidare i nostri passi e indicarci la via.

Allora diventeremo sale non per noi, ma per coloro che incontreremo nel

nostro cammino.

Mostreremo che la vita, tante volte insipida, può avere sapore solo se vissuta

con scelte autentiche di bene, attraverso l’aiuto della preghiera.    

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 22 febbraio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 23 Febbraio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

San Policarpo, Vescovo e Martire.

Prima Lettura

Non sapete quale sarà domani la vostra vita.

Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà».

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (4,13-17)

Ora [mi rivolgo] a voi, che dite: «Oggi o domani andremo nella tal città

e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni», mentre non sapete

quale sarà domani la vostra vita!

Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare.

Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello».

Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo.

Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi non è contro di noi è per noi.

Dal Vangelo secondo Marco (9,38-40)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che

scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non

ci seguiva».

Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un

miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro

di noi è per noi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù, raccomanda ai suoi apostoli molta elasticità mentale; lo spirito soffia dove

vuole, il vento va e non possiamo fermarlo, siamo noi a dover orientare le vele

per raccogliere la sua spinta poderosa e prendere il largo.

Gli apostoli, preoccupati dopo avere visto qualcuno che guarisce i malati in nome

di Dio senza avere la patente di guaritore, sono invitati dal Signore a lodare Dio

per la generosità con cui Egli concede a chi vuole di manifestare la sua tenerezza

e la sua grazia.

Anche noi, oggi, riconosciamo l’opera che Egli compie attraverso persone

all’apparenza lontane dalla vita cristiana.

Non siamo noi a dare il patentino di buoni cristiani, lasciamo che Dio susciti

discepoli anche dalle pietre, e ringraziamo continuamente il Padre con la nostra

preghiera per tanta lungimiranza.

Dai frutti si riconosce la bontà di un albero, non scordiamolo mai.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 21 febbraio 2022

Il Vangelo del Martedì 22 Febbraio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

Cattedra di san Pietro apostolo.

Prima Lettura

Compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (5,1-4)

Carissimi, esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro,

testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve

manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo

non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso

interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi

affidate, ma facendovi modelli del gregge.

E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che

non appassisce.

Parola di Dio.

Vangelo

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò

ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa

o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né

sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le

potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà

legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Pietro è l’esempio migliore di come Gesù sappia trarre fuori da una persona

ordinaria, con tanti pregi ma anche con molteplici difetti e limiti, un

capolavoro di santità.

La Chiesa stessa, poggia sull’atto di fede e di amore di quest’uomo.

Le parole di Gesù, devono essergli sembrate ancora oscure e di difficile

comprensione.

Cosa significa pietra, e cos’è la Chiesa?

Con il tempo e la sofferenza, Pietro, comprenderà cosa significhi portare

su di sé tutto il peso della Chiesa intera.

Ma non per questo si tirerà indietro; alla mancanza di prudenza e di tatto,

sostituirà una grande dose di generosità e di docilità.

Sono queste le virtù del primo papa, che attirò lo sguardo benevolo di Gesù

su quest’uomo semplice, ma pieno di Dio.

Imitiamo, perciò, il grande Pietro facendoci aiutare dalla preghiera. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.