venerdì 8 ottobre 2021

Il Vangelo del Sabato 9 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Dionigi e compagni, vescovo e martiri.

Prima Lettura

Date mano alla falce, perché la messe è matura.

Dal libro del profeta Gioèle (4,12-21)

Così dice il Signore: Si affrettino e salgano le nazioni alla valle di Giòsafat,

poiché lì sederò per giudicare tutte le nazioni dei dintorni.

Date mano alla falce, perché la messe è matura; venite, pigiate, perché il torchio

è pieno e i tini traboccano, poiché grande è la loro malvagità!

Folle immense nella valle della Decisione, poiché il giorno del Signore

è vicino nella valle della Decisione.

Il sole e la luna si oscurano e le stelle cessano di brillare.

Il Signore ruggirà da Sion, e da Gerusalemme farà udire la sua voce; tremeranno

i cieli e la terra.

Ma il Signore è un rifugio per il suo popolo, una fortezza per gli Israeliti.

Allora voi saprete che io sono il Signore, vostro Dio, che abito in Sion, mio monte

santo, e luogo santo sarà Gerusalemme; per essa non passeranno più gli stranieri.

In quel giorno le montagne stilleranno vino nuovo e latte scorrerà per le colline;

in tutti i ruscelli di Giuda scorreranno le acque.

Una fonte zampillerà dalla casa del Signore e irrigherà la valle di Sittìm.

L’Egitto diventerà una desolazione ed Edom un arido deserto, per la violenza

contro i figli di Giuda, per il sangue innocente sparso nel loro paese, mentre

Giuda sarà sempre abitata e Gerusalemme di generazione in generazione.

Non lascerò impunito il loro sangue, e il Signore dimorerà in Sion.

Parola di Dio.

Vangelo

Beato il grembo che ti ha portato!

Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (11,27-28) anno dispari.

In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli

disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».

Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un cuore di mamma mediterranea quello che si alza dalla folla.

Un complimento che suscita imbarazzo e ilarità fra i discepoli che stanno

ascoltando il Signore.

Una mamma che invidia la mamma di Gesù, la fortuna che ha avuto nell’avere

un figlio così bravo e famoso di cui potersi vantare!

Gesù non si fa spiazzare e, sorridendo, ribatte; ancora meglio è accogliere

la Parola e realizzarla.

Come già detto altrove, il Signore propone un nuovo legame fra i discepoli,

un legame basato sulla conoscenza di Dio, sulla condivisione di un progetto,

sulla meditazione fattiva della Parola di Dio.

È un modo completamente nuovo di vedere le relazioni famigliari, fecondate,

santificate e superate dalla nuova prospettiva evangelica.

Beati noi che abbiamo la fortuna immensa di avere accolto il Vangelo col

cuore spalancato!

Beati noi che scrutiamo la Parola ogni giorno per trovarvi luce e pace!

Beati noi che viviamo in questo mondo con lo sguardo rivolto verso le cose

invisibili che lo abitano!

Beati noi che cerchiamo di scrutare e rintracciare il grande progetto di Dio

negli eventi tumultuosi di questo mondo, facendoci aiutare dalla preghiera!

Beati noi!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 7 ottobre 2021

Il Vangelo del Venerdì 8 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Pelagia di Antiochia, penitente.

Prima Lettura

Il giorno del Signore, giorno di tenebra e di caligine.

Dal libro del profeta Gioèle (1,13-15;2,1-2)

Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell’altare, venite,

vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, perché priva d’offerta e

libagione è la casa del vostro Dio.

Proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra, radunate gli anziani

e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore, vostro Dio, e gridate al

Signore: «Ahimè, quel giorno!

È infatti vicino il giorno del Signore e viene come una devastazione dall’Onnipotente».

Suonate il corno in Sion e date l’allarme sul mio santo monte!

Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, perché

è vicino, giorno di tenebra e di oscurità, giorno di nube e di caligine.

Come l’aurora, un popolo grande e forte si spande sui monti: come questo non

ce n’è stato mai e non ce ne sarà dopo, per gli anni futuri, di età in età.

Parola di Dio.

Vangelo

Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (11,15-26) anno dispari.

In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per

mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».

Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in

rovina e una casa cade sull’altra.

Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno?

Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl.

Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di

chi li scacciano?

Per questo saranno loro i vostri giudici.

Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che

possiede è al sicuro.

Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali

confidava e ne spartisce il bottino.

Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.

Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando

sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”.

Venuto, la trova spazzata e adorna.

Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora.

E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Esiste il demonio, ed opera in mezzo a noi.

Non ha nulla a che vedere con quell’eroe tragico della nostra modernità o col

mostro dei filmetti di “serie B” o con le pruderie di molti sé-dicenti cristiani che

lo vedono ovunque e giocano a fare gli esorcisti.

Esiste il demonio, colui che divide, che ci vuole allontanare da Dio e lo fa

evidenziando le scelte negative che, in massima libertà, possiamo compiere.

Nessuno di noi è indemoniato, grazie a Dio, ma la parte oscura può prendere

il sopravvento e la nostra mente e la nostra anima possono inclinarsi verso

il male e il peccato.

Ma, e questa è la buona notizia, Gesù è l’uomo forte che strappa la casa del

nostro cuore ad ogni tenebra.

Coltivando la nostra interiorità con la preghiera e la frequenza ai sacramenti

siamo tutelati e messi al sicuro da ogni oscurità.

Non cerchiamo, però, di essere perfetti agli occhi di Dio; a volte sperimentiamo

un limite per dimorare nell’umiltà che ci permette di presentarci con verità

davanti al Signore e Maestro.

Come dice la parabola, guai se la nostra anima fosse troppo linda e pulita!

Restiamo sereni, accogliamo i nostri limiti, accogliamo in noi Gesù, l’uomo forte.

E facciamolo attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 6 ottobre 2021

Il Vangelo del Giovedì 7 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Vergine Maria del Rosario, apparizione.

Prima Lettura

Ecco, sta per venire il giorno rovente come un forno.

Dal libro del profeta Malachìa (3,13-20a)

Duri sono i vostri discorsi contro di me-dice il Signore-e voi andate

dicendo: «Che cosa abbiamo detto contro di te?».

Avete affermato: «È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto

dall’aver osservato i suoi comandamenti o dall’aver camminato in lutto

davanti al Signore degli eserciti?

Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male,

si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti».

Allora parlarono tra loro i timorati di Dio.

Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti

a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome.

Essi diverranno-dice il Signore degli eserciti-la mia proprietà particolare nel

giorno che io preparo.

Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve.

Voi allora di nuovo vedrete la differenza fra il giusto e il malvagio, fra chi

serve Dio e chi non lo serve.

Ecco infatti: sta per venire il giorno rovente come un forno.

Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come

paglia; quel giorno, venendo, li brucerà-dice il Signore degli eserciti-fino

a non lasciar loro né radice né germoglio.

Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.

Parola di Dio.

Vangelo

Chiedete e vi sarà dato.

Dal Vangelo secondo Luca (11,5-13) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte

va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da

un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non

m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso

alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo

amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?

O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?

Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più

il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dopo avere insegnato ai discepoli quali parole usare per pregare, il Maestro ora

insegna con che spirito farlo.

La splendida parabola dell’amico importuno che bussa alla porta del vicino per

chiedere del pane per gli ospiti inattesi ci dice che la preghiera è una questione

di insistenza e di abitudine in senso positivo.

Non di insistenza nel senso che si tratta di rompere le scatole a Dio finché non

ci esaudisca, come solo certi bambini sanno fare con i propri genitori, ma insistenza

verso noi stessi, mettendo la preghiera al centro della nostra vita interiore, 

coltivandola quotidianamente, anche solo per pochi minuti, per formarci ad una sana 

abitudine (l’abitudine viene da habitus, un modo di essere, non solo esteriore ma anche 

relativo al carattere, all’atteggiamento interiore, alla disposizione naturale dell’animo).

La nostra preghiera non deve essere estemporanea, rarefatta, ma rivestirci e animarci

come qualcosa di essenziale alla nostra vita.

In aggiunta alla preghiera del Padre nostro, non importa quali siano le altre parole

che usiamo; la preghiera può essere una lode, una richiesta, un’intercessione;

l’essenziale è che ci rivolgiamo ad un Padre che già ci conosce e sa bene di cosa

abbiamo bisogno e che sa se ciò che stiamo chiedendo è per il nostro bene.

Solo per questo dobbiamo pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 5 ottobre 2021

Il Vangelo del Mercoledì 6 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Bruno di Colonia, sacerdote e monaco.

Prima Lettura

Tu hai pietà per una pianta di ricino, e io non dovrei avere pietà

di Ninive, la grande città?

Dal libro del profeta Giona (4,1-11)

Giona provò grande dispiacere e ne fu sdegnato.

Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese?

Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio

misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore e che ti ravvedi riguardo

al male minacciato.

Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!».

Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?».

Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si

sedette dentro, all’ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città.

Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona,

per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male.

Giona provò una grande gioia per quel ricino.

Ma il giorno dopo, allo spuntare dell’alba, Dio mandò un verme a rodere la

pianta e questa si seccò.

Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d’oriente, afoso.

Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire,

dicendo: «Meglio per me morire che vivere».

Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?».

Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!».

Ma il Signore gli rispose: «Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai

fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta

e in una notte è perita!

E io non dovrei avere pietà di Ninive, quella grande città, nella quale vi sono più

di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la

sinistra, e una grande quantità di animali?».

Parola di Dio.

Vangelo

Signore, insegnaci a pregare.

Dal Vangelo secondo Luca (11,1-4)

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli

gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai

suoi discepoli».

Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona

a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,

e non abbandonarci alla tentazione».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Insegnaci a pregare chiedono i discepoli vedendo Gesù pregare.

Perché dobbiamo pregare?

Per dirci “cristiani”?

Perché ci hanno insegnato così?

Perché conviene farlo?

La principale ragione è che siamo chiamati a pregare perché Gesù ha pregato.

Affascinati dall’intimo rapporto che Gesù ha con il Padre, i discepoli lo hanno

seguito mentre di notte si ritirava in solitudine e stava in lungo colloquio con Dio.

Certo ogni discepolo era avviato alla vita di preghiera, recitava le benedizioni

del mattino e frequentava la sinagoga e il tempio.

Ma Gesù testimonia una preghiera completamente nuova, intima, una relazione

famigliare con Dio che nessuno mai si sarebbe aspettato.

E così i discepoli chiedono di essere introdotti a questo modo unico di pregare.

Gesù li accontenta e consegna loro il Padre nostro, la preghiera dei figli.

Poche richieste essenziali, la consapevolezza che Dio è un padre che ci ama,

il valore del riconoscere la sua presenza in mezzo a noi.

Anche noi oggi, Signore, ammettiamo che la nostra preghiera, spesso, è distratta

o superficiale, tutta intenta a chiedere invece che a dialogare e ti diciamo con

fede; “Insegnaci a pregare”.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 4 ottobre 2021

Il Vangelo del Martedì 5 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Maria Faustina Kowalska, vergine.

Prima Lettura

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide

riguardo al male che aveva minacciato di fare loro.

Dal libro del profeta Giona (3,1-10)

In quei giorni, fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore:

«Àlzati, va’ a Ninive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico».

Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore.

Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino.

Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava:

«Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta».

I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco,

grandi e piccoli.

Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto,

si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.

Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Ninive questo decreto:

«Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino,

non bevano acqua.

Uomini e animali si coprano di sacco, e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno

si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani.

Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non

abbiamo a perire!».

Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia,

e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio.

Vangelo

Marta, lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

Dal Vangelo secondo Luca (10,38-42) anno dispari.

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una

donna, di nome Marta, lo ospitò.

Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore,

ascoltava la sua parola.

Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi

abbia lasciata sola a servire?

Dille dunque che mi aiuti».

Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose,

ma di una cosa sola c’è bisogno.

Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Marta e Maria sono l’immagine del perfetto discepolo che accoglie il Signore

nella propria casa, nella propria vita, e lo serve.

Non sono da contrapporre, come erroneamente fatto in mediocri meditazioni,

ma da accostare; l’attivismo di Marta si nutre della contemplazione di Maria.

Non esiste una preghiera che non diventi servizio ed è arido un servizio che non

attinga energia e forza dall’incontro prolungato col Signore.

La preghiera e l’azione restano i due binari su cui corre la nostra vita di fede,

guai a trascurarne uno o a contrapporlo all’altro.

In questo tempo di radicale conversione della Chiesa dobbiamo riscoprire il

valore del dialogo intimo col Signore, della preghiera prolungata, della meditazione

della Parola di Dio e, nel contempo, continuare a presidiare gli avamposti della

carità e dell’accoglienza in questa società sempre più competitiva che finisce col

lasciare indietro chi non ce la fa.

Siamo chiamati a scoprire percorsi di interiorità per chi sta ai margini (ormai la

maggioranza!) perché tutti possano assaporare il gusto di una preghiera prolungata

che si nutre di silenzio e che sfocia nel riconoscere nel fratello povero il volto

di Cristo sofferente.

Ed è per questo amici, che ogni giorno vi invito a pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 3 ottobre 2021

Il Vangelo del Lunedì 4 Ottobre 2021

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia.

Prima Lettura

Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (6,14-18)

Fratelli, quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore

nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso,

come io per il mondo.

 Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere

nuova creatura.

E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su

tutto l’Israele di Dio.

D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.

 La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio.

Vangelo

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30) anno dispari.

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,

perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre,

e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di

cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.

Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Auguri Italia!

Oggi festeggiamo il nostro amico Francesco poverello, uno dei santi protettori

della nostra terra sofferente e demotivata.

Sia lui a ridare quell’entusiasmo di cui l’Italia ha urgente bisogno!

Quanto ci emoziona Francesco poverello!

Quanto sentiamo emergere forte, in noi, il sogno di un’umanità redenta, di una

vita possibile, di una santità fuori da ogni logica, eccessiva, giocosa, ridente, folle!

Sì, è un folle di Dio frate Francesco, nell’Italia dei Comuni e delle lotte fratricide

(già allora), del genio italico del padre Pietro, della Chiesa onnipresente e statica,

così simile alla nostra di oggi; è un folle che segue la sua chiamata, che osa, che

smette le vesti del giovane rampante per vestire quelle urticanti del sacco.

È un folle innamorato dello Sposo, che lo cerca, inquieto, che accetta di rivedere

la sua regola considerata impraticabile da tutti, che cerca di convincere il Sultano

a lasciar perdere la guerra, che insegna ai poveri di Greccio a fidarsi di quel bambino

nato in una stalla, come loro.

È folle il frate poverello che canta a squarciagola le lodi di Dio e delle sue creature,

che sa convertire i lupi, quelli a quattro e a due gambe, che sa predicare ai

pesci e agli uccelli.

È folle di quella follia che manca al nostro cristianesimo severo e compassato,

irrigidito e noioso.

Anche noi, come i fratelli ortodossi, non possiamo che chiamarlo omoiotèta,

il Somigliantissimo (a Cristo).

Perciò, uniamoci a lui nella preghiera per la salvezza della nostra Patria.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.