venerdì 13 agosto 2021

Il Vangelo del Sabato 14 Agosto 2021

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

S. Massimiliano Maria Kolbe, presbitero e martire.

Prima Lettura

Scegliete oggi chi servire.

Dal libro di Giosuè (24,14-29)

In quei giorni, Giosuè disse al popolo: «Ora, dunque, temete il Signore e servitelo

con integrità e fedeltà.

Eliminate gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume e in Egitto

e servite il Signore.

Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire:

se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli

Amorrei, nel cui territorio abitate.

Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».

Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi!

Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra

d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi

ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e

in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati.

Il Signore ha scacciato dinanzi a noi tutti questi popoli e gli Amorrei che

abitavano la terra.

Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio».

Giosuè disse al popolo: «Voi non potete servire il Signore, perché è un Dio santo,

è un Dio geloso; egli non perdonerà le vostre trasgressioni e i vostri peccati.

Se abbandonerete il Signore e servirete dèi stranieri, egli vi si volterà contro e,

dopo avervi fatto tanto bene, vi farà del male e vi annienterà».

Il popolo rispose a Giosuè: «No! Noi serviremo il Signore».

Giosuè disse allora al popolo: «Voi siete testimoni contro voi stessi, che vi siete

scelti il Signore per servirlo!».

Risposero: «Siamo testimoni!».

«Eliminate allora gli dèi degli stranieri, che sono in mezzo a voi, e rivolgete il

vostro cuore al Signore, Dio d’Israele!».

Il popolo rispose a Giosuè: «Noi serviremo il Signore, nostro Dio, e ascolteremo

la sua voce!».

Giosuè in quel giorno concluse un’alleanza per il popolo e gli diede uno statuto

e una legge a Sichem.

Scrisse queste parole nel libro della legge di Dio.

Prese una grande pietra e la rizzò là, sotto la quercia che era nel santuario del Signore.

Infine, Giosuè disse a tutto il popolo: «Ecco: questa pietra sarà una testimonianza

per noi, perché essa ha udito tutte le parole che il Signore ci ha detto; essa servirà

quindi da testimonianza per voi, perché non rinneghiate il vostro Dio».

Poi Giosuè congedò il popolo, ciascuno alla sua eredità.

Dopo questi fatti, Giosuè figlio di Nun, servo del Signore, morì a centodieci anni.

Parola di Dio.

Vangelo

Non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti,

appartiene il regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (19,13-15) anno dispari.

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani

e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.

Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me;

a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».

E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I bambini fanno rumore, ovvio.

Soprattutto in chiesa, durante le nostre funzioni.

E più sono piccoli e più sono fastidiosi, si permettono magari di piangere

disperati proprio nei momenti mistici della celebrazione.

E poi questi bambini che non vengono a messa se non perché “obbligati” dai parroci!

Che roba!

E i genitori vivono in ansia perenne; tentano di recepire qualche brandello della

liturgia e, nel contempo, devono rincorrere i loro cuccioli che si ridestano

all’odore dell’incenso.

Per non parlare degli sguardi impietosi e giudicanti delle vicine di banco, arzille

signore che in cuor loro pensano che non ci sono più i genitori di una volta.

Quanto siamo lontani dal Vangelo!

Quanto sono noiose le nostre celebrazioni per i bambini!

Di quanta conversione abbiamo bisogno!

Gesù la strada l’ha indicata chiaramente, proprio ai suoi apostoli che pensavano

di liberare il Maestro dalla vivacità dei bambini, cosa che Lui, invece,

gradiva e gradisce.

Certo, se poi un bambino ha deciso di sfidare il celebrante e urla più forte dei

microfoni sarà delicatezza dei genitori uscire qualche minuto o, meglio, avere

uno spazio riservato, ma per il resto; lasciamo che i bambini vadano a Lui!

Nella mia parrocchia, c’è un posto riservato per genitori con bambini, con lo

schermo per assistere alla Messa, ed è bello quando vado a portare la Comunione,

vedere i più grandicelli che allungano le manine come vedono fare i loro genitori

per ricevere il Signore, li faccio un sorriso con una preghiera, nella speranza che

questa voglia che hanno di ricevere il Signore gli rimanga quando saranno adulti.

Una Domenica, un bimbo che aveva allungato la manina non avendo ricevuto solo

che un sorriso, si è messo a piangere disperato, mi sono avvicinato e gli ho sussurrato

all’orecchio, non ne ho più nel calice, vado a prenderle e poi te la porto, tu aspettami.

Finita la Messa, ho preso in sacrestia un’ostia non consacrata e glielo portata,

quando mi ha visto ha fatto un sorriso enorme, i suoi genitori mi dissero che

non voleva uscire perchè ti aspettava.

Ecco le belle cose che possono succedere facendo servizio all’Altare, per questo

ringrazio e prego il Signore per tutti questi doni.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 12 agosto 2021

Il Vangelo del Venerdì 13 Agosto 2021

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Ponziano e Ippolito, martiri.

Prima Lettura

Presi Abramo, vostro padre, da oltre il Fiume; vi feci uscire

dall’Egitto; vi feci entrare nella terra.

Dal libro di Giosuè (24,1-13)

In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani

d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio.

Giosuè disse a tutto il popolo:

«Così dice il Signore, Dio d’Israele: “Nei tempi antichi i vostri padri, tra cui Terach,

padre di Abramo e padre di Nacor, abitavano oltre il Fiume.

Essi servivano altri dèi. Io presi Abramo, vostro padre, da oltre il Fiume e gli feci

percorrere tutta la terra di Canaan.

Moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco.

A Isacco diedi Giacobbe ed Esaù; assegnai a Esaù il possesso della zona montuosa

di Seir, mentre Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto.

In seguito mandai Mosè e Aronne e colpii l’Egitto con le mie azioni in mezzo

a esso, e poi vi feci uscire.

Feci uscire dall’Egitto i vostri padri e voi arrivaste al mare.

Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino al Mar Rosso, ma

essi gridarono al Signore, che pose fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; sospinsi sopra

di loro il mare, che li sommerse: i vostri occhi hanno visto quanto feci in Egitto.

Poi dimoraste lungo tempo nel deserto.

Vi feci entrare nella terra degli Amorrei, che abitavano ad occidente del Giordano.

Vi attaccarono, ma io li consegnai in mano vostra; voi prendeste possesso della

loro terra e io li distrussi dinanzi a voi.

In seguito Balak, figlio di Sippor, re di Moab, si levò e attaccò Israele. Mandò a

chiamare Balaam, figlio di Beor, perché vi maledicesse.

Ma io non volli ascoltare Balaam ed egli dovette benedirvi.

Così vi liberai dalle sue mani.

Attraversaste il Giordano e arrivaste a Gerico.

Vi attaccarono i signori di Gerico, gli Amorrei, i Perizziti, i Cananei, gli Ittiti,

i Gergesei, gli Evei e i Gebusei, ma io li consegnai in mano vostra.

Mandai i calabroni davanti a voi, per sgominare i due re amorrei non con la tua

spada né con il tuo arco.

Vi diedi una terra che non avevate lavorato, abitate in città che non avete costruito

e mangiate i frutti di vigne e oliveti che non avete piantato”».

Parola di Dio.

Vangelo

Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le

vostre mogli; all’inizio però non fu così.

Dal Vangelo secondo Matteo (19,3-12) anno dispari.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli

chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».

Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina

e disse: "Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie

e i due diventeranno una sola carne"?

Così non sono più due, ma una sola carne.

Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio

e di ripudiarla?».

Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare

le vostre mogli; all’inizio però non fu così.

Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione

illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».

Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla

donna, non conviene sposarsi».

Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali

è stato concesso.

Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono

altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono

resi tali per il regno dei cieli.

Chi può capire, capisca».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non conviene sposarsi!

Sono turbati, gli apostoli, dalla destabilizzante risposta di Gesù al quesito sul ripudio.

Una antica norma maschilista attribuita addirittura a Mosé; chi mai avrebbe

osato contestarla?

Gesù, ovviamente, che riporta alla sua origine il progetto che Dio ha sull’amore; nella

Creazione il Signore ha pensato alla coppia come ad un’alleanza d’amore durevole.

Che bello poter dire alle nostre coppie che la fedeltà per tutta la vita non è un’insensata

norma vetero-cattolica ma il sogno di Dio!

Certo; non conviene sposarsi se nella nostra testa ciò significa sistemarsi, o tenersi

una via di fuga, amare col freno a mano tirato.

Gesù punta in alto, fa vibrare i nostri cuori rendendo possibile ciò che il nostro

mondo disincantato considera utopia infantile.

E Gesù apre un altro orizzonte, innovativo nel mondo ebraico; il celibato per il Regno.

Non esiste solo la possibilità di sposarsi ma anche quella di scegliere di donare la

propria vita e le proprie energie a tempo pieno all’annuncio del Vangelo.

Farsi eunuchi per il Regno significa scegliere di avere come famiglia una comunità,

per ribadire che Dio è più di ogni legittima gioia che possiamo vivere.

Non è facile, credetemi, ma possiamo riuscirci con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 11 agosto 2021

Il Vangelo del Giovedì 12 Agosto 2021

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Giovanna Francesca de Chantal, religiosa.

Prima Lettura

L'arca dell'alleanza del Signore sta per attraversare il Giordano dinanzi a voi.

Dal libro di Giosuè (3,7-10.11.13-17)

In quei giorni, il Signore disse a Giosuè: «Oggi comincerò a renderti grande agli occhi

di tutto Israele, perché sappiano che, come sono stato con Mosè, così sarò con te.

Da parte tua, ordina ai sacerdoti che portano l'arca dell'alleanza: "Una volta

arrivati alla riva delle acque del Giordano, vi fermerete"».

Disse allora Giosuè agli Israeliti: «Venite qui ad ascoltare gli ordini del Signore,

vostro Dio».

Disse ancora Giosuè: «Da ciò saprete che in mezzo a voi vi è un Dio vivente:

proprio lui caccerà via dinanzi a voi il Cananeo, l'Ittita, l'Eveo, il Perizzita,

il Gergeseo, l'Amorreo e il Gebuseo.

Ecco, l'arca dell'alleanza del Signore di tutta la terra sta per attraversare il Giordano

dinanzi a voi. Quando le piante dei piedi dei sacerdoti che portano l'arca del Signore

di tutta la terra si poseranno nelle acque del Giordano, le acque del Giordano si

divideranno: l'acqua che scorre da monte si fermerà come un solo argine».

Quando il popolo levò le tende per attraversare il Giordano, i sacerdoti portavano

l'arca dell'alleanza davanti al popolo.

Appena i portatori dell'arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che

portavano l'arca si immersero al limite delle acque-il Giordano infatti è colmo fino

alle sponde durante tutto il tempo della mietitura-, le acque che scorrevano da monte

si fermarono e si levarono come un solo argine molto lungo a partire da Adam, la

città che è dalla parte di Sartàn.

Le acque che scorrevano verso il mare dell'Aràba, il Mar Morto, si staccarono

completamente.

Così il popolo attraversò di fronte a Gerico.

I sacerdoti che portavano l'arca dell'alleanza del Signore stettero fermi all'asciutto

in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele attraversava all'asciutto, finché tutta la

gente non ebbe finito di attraversare il Giordano.

Parola di Dio.

Vangelo

Non ti dico fino a sette volte sette, ma fino a settanta volte sette.

Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-19,1) anno dispari.

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello

commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli?

Fino a sette volte?».

E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi.

Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva

diecimila talenti.

Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto

lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito.

Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me

e ti restituirò ogni cosa".

Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari.

Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!".

Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me

e ti restituirò".

Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non

avesse pagato il debito.

Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono

a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.

Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio,

io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato.

Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?".

Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito

tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno

al proprio fratello».

Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della

Giudea, al di là del Giordano.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Vangelo di oggi ci introduce nel difficile discorso sul perdono; siamo chiamati

a perdonare come Dio perdona, siamo chiamati a perdonare perché noi per primi

siamo stati perdonati.

Il discepolo scopre di essere perdonato dal Padre senza condizioni e questa scoperta

lo riempie di meraviglia e lo rende capace, a sua volta, di perdonare oltre ogni

ragionamento umano.

Non perdoniamo perché siamo migliori, né perdoniamo perché l’altro cambi in

conseguenza al nostro perdono.

Perdoniamo perché l’odio uccide noi che lo proviamo, non la persona verso cui

lo indirizziamo!

Perdoniamo per imitare il Padre, perdoniamo perché siamo tutti debitori gli uni

verso gli altri e il perdono ci rende liberi.

Il perdono non cancella il ricordo, non è un’amnesia.

A volte si dice; perdono ma non dimentico.

È ovvio che sia così!

Se una persona ha rovinato la mia vita, il solo vederla mi scuote e mi fa soffrire.

Il perdono non cancella l’esigenza della giustizia, ma non fa della giustizia un idolo.

Pietro, e noi, siamo invitati ad imitare il padrone che condona il nostro debito

immenso e perdonare coloro che a noi devono soltanto pochi soldi.

Sicuramente non è facile, perdonare, solo la preghiera ci può aiutare a riuscirci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 10 agosto 2021

Il Vangelo del Mercoledì 11 Agosto 2021

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Chiara, Vergine.

Prima Lettura

Mosè morì in quel luogo, secondo l’ordine del Signore.

Non è più sorto un profeta come lui.

Dal libro del Deuteronòmio (34,1-12)

In quei giorni, Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisga,

che è di fronte a Gerico.

Il Signore gli mostrò tutta la terra: Gàlaad fino a Dan, tutto Nèftali, la terra

di Èfraim e di Manasse, tutta la terra di Giuda fino al mare occidentale e il Negheb,

il distretto della valle di Gerico, città delle palme, fino a Soar.

Il Signore gli disse: «Questa è la terra per la quale io ho giurato ad Abramo,

a Isacco e a Giacobbe: “Io la darò alla tua discendenza”.

Te l’ho fatta vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!».

Mosè, servo del Signore, morì in quel luogo, nella terra di Moab, secondo

l’ordine del Signore.

Fu sepolto nella valle, nella terra di Moab, di fronte a Bet-Peor.

Nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba.

Mosè aveva centoventi anni quando morì.

Gli occhi non gli si erano spenti e il vigore non gli era venuto meno.

Gli Israeliti lo piansero nelle steppe di Moab per trenta giorni, finché furono

compiuti i giorni di pianto per il lutto di Mosè.

Giosuè, figlio di Nun, era pieno dello spirito di saggezza, perché Mosè aveva

imposto le mani su di lui.

Gli Israeliti gli obbedirono e fecero quello che il Signore aveva comandato a Mosè.

Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè, che il Signore conosceva faccia

a faccia, per tutti i segni e prodigi che il Signore lo aveva mandato a compiere

nella terra d'Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutta la sua

terra, e per la mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato

davanti agli occhi di tutto Israele.

Parola di Dio.

Vangelo

Se ti ascolterà, avrai guadagnato tuo fratello.

Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una

colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai

guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due

persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.

Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche

la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo,

e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per

chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.

Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Vangelo di oggi ci offre uno spaccato interessante di quella che era la prassi

penitenziale delle primissime comunità cristiane.

Succedeva, allora come oggi, di doversi confrontare con momenti di tensione

all’interno delle comunità, di fratelli e sorelle che, dopo un primo momento

di conversione, si allontanavano dalla nuova strada.

Come comportarsi in questi casi?

Gesù offre un percorso rispettoso e pieno di buon senso; un fratello si fa carico

di chi è in difficoltà, gli parla in amicizia, in privato, se non viene ascoltato

intervengono altri due fratelli.

Se ancora non succede nulla, allora, interviene la comunità.

È un meccanismo di gradualità che si fa carico di chi sta sbagliando senza umiliarlo,

senza costringerlo, aumentando progressivamente la forza di persuasione.

Quanto è diverso da ciò che avviene oggi!

Nella maggior parte dei casi a nessuno interessa cosa fanno gli altri, in Chiesa

nemmeno ci si conosce!

Poi se qualcuno sta sbagliando è quasi impossibile che ci sia tra noi chi se ne

faccia carico, meglio spettegolare alle spalle, creando danni enormi.

Impariamo da questo Vangelo a vivere seriamente e cordialmente il nostro

essere comunità, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 9 agosto 2021

Il Vangelo del Martedì 10 Agosto 2021

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

San Lorenzo, diacono e martire.

Prima Lettura

Dio ama chi dona con gioia.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (9,6-10)

Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà

e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà.

Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né

per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.

Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre

il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene.

Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia

dura in eterno».

Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà

anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.

Parola di Dio.

Vangelo

Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,24-26) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico:

se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece

muore, produce molto frutto.

Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo,

la conserverà per la vita eterna.

Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Sempre di martiri parliamo, tornando però indietro nel tempo; oggi la Chiesa

celebra la grande figura di Lorenzo, diacono a Roma sotto l’imperatore Valeriano.

Da cosa deriva la sua fama diffusa in tutto il mondo?

Pur essendo così distante da noi nel tempo, è vicino per la sua appassionata carità;

arrestato e costretto dall’imperatore a portargli i tesori nascosti della Chiesa,

i diaconi, fra le altre cose, si occupavano delle casse della comunità, Lorenzo

gli portò un gruppo di poveri mantenuti dai cristiani; erano quelli l’unica

ricchezza della Chiesa.

Un gesto forte, coraggioso, che ricorda al mondo che le presunte ricchezze della

Chiesa, retaggio a volte pesante dei fasti del passato, sono anzitutto al servizio

della carità e dei poveri.

Ma che ricorda anche alla Chiesa che i beni materiali vanno trattati con grande

serietà e trasparenza, che non è possibile applicare logiche di profitto ai denari

che servono per soccorrere gli ultimi.

Lorenzo, insomma, ricorda a tutti, credenti o meno, la logica della Creazione;

il ricco è tale per soccorrere il povero.

Nella Bibbia, come ho più volte ricordato, si afferma che la ricchezza è sempre

dono di Dio ma che la povertà è sempre responsabilità del ricco.

Invece ai giorni nostri, purtroppo, non è così, vediamo come i ricchi sono

sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri.

Perciò, preghiamo con san Lorenzo, perché il Signore metta una mano sul

cuore dei ricchi a beneficio dei poveri.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.