venerdì 9 luglio 2021

Il Vangelo del Sabato 10 Luglio 2021

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Sante Rufina e Seconda, martiri di Roma.

Prima lettura.

Dio verrà a visitarvi e vi farà uscire da questa terra.

Dal libro della Gènesi (49,29-33; 50,15-24)

In quei giorni, Giacobbe diede quest'ordine ai suoi figli: «Io sto per essere riunito

ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel campo

di Efron l'Ittita, nella caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre,

nella terra di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron l'Ittita

come proprietà sepolcrale.

Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e Rebecca sua

moglie e là seppellii Lia.

La proprietà del campo e della caverna che si trova in esso è stata acquistata dagli Ittiti».

Quando Giacobbe ebbe finito di dare questo ordine ai figli, ritrasse i piedi nel letto

e spirò, e fu riunito ai suoi antenati.

Ma i fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre era

morto, e dissero: «Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci renderà

tutto il male che noi gli abbiamo fatto?».

Allora mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest'ordine: "Direte

a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male!".

Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!».

Giuseppe pianse quando gli si parlò così.

E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!».

Ma Giuseppe disse loro: «Non temete.

Tengo io forse il posto di Dio?

Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un

bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso.

Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini».

Così li consolò parlando al loro cuore.

Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni.

Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di

Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe.

Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi

e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento

ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe».

Giuseppe fece giurare ai figli d'Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora

voi porterete via di qui le mie ossa».

Giuseppe morì all'età di centodieci anni.

Parola di Dio.

Vangelo.

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Dal Vangelo secondo Matteo (10,24-33) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Un discepolo non è più grande del

maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo

diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore.

Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!

Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà

svelato né di segreto che non sarà conosciuto.

Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate

all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di

uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire

nella Geènna e l'anima e il corpo.

Due passeri non si vendono forse per un soldo?

Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro.

Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.

Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!

Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti

al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io

lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quando Matteo scrive il suo vangelo, probabilmente si sta già vivendo ciò che

Gesù aveva predetto, senza grandi difficoltà profetiche vista l’aria che tirava!

Dopo la rivolta giudaica e il successivo intervento di Roma, Gerusalemme viene

distrutta e il tempio raso al suolo; la classe sacerdotale, fuggita in Galilea, raduna

le forze rimaste e inveisce contro i romani e, contro i seguaci del Nazareno.

Così, d’improvviso, quella che era considerata una costola della fede ebraica si

vede espulsa dalla sana dottrina, proprio da quella classe sacerdotale e da quei

farisei che tanto duramente erano stati contestati dalla predicazione di Gesù.

I cristiani si ritrovano ad essere “scomunicati” dalla parte ufficiale del giudaismo

e perseguitati dai romani, in quanto ebrei.

Davanti a tale doppia catastrofe, le parole del Maestro e l’invito a non avere paura

di chi può uccidere il corpo ma non l’anima, acquistano una attualità indesiderata.

Anche noi, oggi, corriamo il rischio di subire qualche pressione o qualche presa in

giro perché viviamo la fede con serietà e passione; non va di moda, oggi, essere cattolici.

Se davvero viviamo il Vangelo fino in fondo, ci può capitare di fare delle scelte

non sempre capite o condivise, pazienza, non era stato capito neanche Gesù, ma non

dobbiamo perdere la fiducia, ma chiedere aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 8 luglio 2021

Il Vangelo del Venerdì 9 Luglio 2021

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Prima lettura.

Posso anche morire, dopo aver visto la tua faccia.

Dal libro della Gènesi (46,1-7.28-30)

In quei giorni, Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea,

dove offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco.

Dio disse a Israele in una visione nella notte: «Giacobbe, Giacobbe!».

Rispose: «Eccomi!».

Riprese: «Io sono Dio, il Dio di tuo padre.

Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te una grande nazione.

Io scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare.

Giuseppe ti chiuderà gli occhi con le sue mani».

Giacobbe partì da Bersabea e i figli d’Israele fecero salire il loro padre Giacobbe,

i loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandato per trasportarlo.

Presero il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistato nella terra di Canaan

e vennero in Egitto, Giacobbe e con lui tutti i suoi discendenti.

Egli condusse con sé in Egitto i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti,

tutti i suoi discendenti.

Egli aveva mandato Giuda davanti a sé da Giuseppe, perché questi desse istruzioni

in Gosen prima del suo arrivo.

Arrivarono quindi alla terra di Gosen.

Allora Giuseppe fece attaccare il suo carro e salì incontro a Israele, suo padre, in Gosen.

Appena se lo vide davanti, gli si gettò al collo e pianse a lungo, stretto al suo collo.

Israele disse a Giuseppe: «Posso anche morire, questa volta, dopo aver visto la

tua faccia, perché sei ancora vivo».

Parola di Dio.

Vangelo.

Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

Dal Vangelo secondo Matteo (10,16-23) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in

mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno

nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia,

per dare testimonianza a loro e ai pagani.

Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte,

perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare,

ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare

i genitori e li uccideranno.

Sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non

avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Viviamo tempi difficili e nubi scure si addensano all’orizzonte.

In questi ultimi decenni il cristianesimo ha preso il primo posto nella triste classifica

delle religioni maggiormente perseguitate nel mondo.

Ogni giorno centinaia di discepoli subiscono minacce e violenze, anche fisiche,

a causa del Vangelo.

In alcuni paesi, inoltre, il radicalismo islamico, che nulla ha a che vedere col Corano!,

fomenta l’odio che giunge ad uccidere coloro che invece il testo sacro dell’Islam protegge.

In Europa, invece, assistiamo al bizzarro fenomeno del diffondersi di un laicismo

che giustifica ogni opinione; purché non sia cristiana!

La Chiesa continua ad essere accusata di miopia e di chiusura semplicemente perché,

democraticamente, esprime le proprie opinioni, poco gradite agli ambienti radicali

che ormai hanno in pugno l’opinione pubblica.

A noi, per ora, non succede di dover rischiare la vita nel testimoniare il Signore.

Gesù, però, l’aveva previsto; il discepolo non è più grande del Maestro e può

essere chiamato a dare la vita per il Vangelo.

Scuotiamoci dal nostro cristianesimo di poltrona e pantofole e sentiamoci in profonda

comunione con chi, ancora oggi, si professa cristiano rischiando la pelle, facendoci

aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 7 luglio 2021

Il Vangelo del Giovedì 8 Luglio 2021

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Aquila e Priscilla, sposi e martiri, discepoli di San Paolo.

Prima lettura.

Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita.

Dal libro della Gènesi (44,18-21.23b-29; 45,1-5)

In quei giorni, Giuda si fece innanzi e disse a Giuseppe: «Perdona, mio signore,

sia permesso al tuo servo di far sentire una parola agli orecchi del mio signore;

non si accenda la tua ira contro il tuo servo, perché uno come te è pari al faraone!

Il mio signore aveva interrogato i suoi servi: "Avete ancora un padre o un fratello?".

E noi avevamo risposto al mio signore: "Abbiamo un padre vecchio e un figlio

ancora giovane natogli in vecchiaia, il fratello che aveva è morto ed egli è rimasto

l'unico figlio di quella madre e suo padre lo ama".

Tu avevi detto ai tuoi servi: "Conducetelo qui da me, perché possa vederlo con i miei occhi.

Se il vostro fratello minore non verrà qui con voi, non potrete più venire alla mia presenza".

Fatto ritorno dal tuo servo, mio padre, gli riferimmo le parole del mio signore.

E nostro padre disse: "Tornate ad acquistare per noi un po' di viveri".

E noi rispondemmo: "Non possiamo ritornare laggiù: solo se verrà con noi il nostro

fratello minore, andremo; non saremmo ammessi alla presenza di quell'uomo senza

avere con noi il nostro fratello minore".

Allora il tuo servo, mio padre, ci disse: "Voi sapete che due figli mi aveva procreato mia moglie.

Uno partì da me e dissi: certo è stato sbranato! Da allora non l'ho più visto.

Se ora mi porterete via anche questo e gli capitasse una disgrazia, voi fareste scendere

con dolore la mia canizie negli inferi"».

Allora Giuseppe non poté più trattenersi dinanzi a tutti i circostanti e

gridò: «Fate uscire tutti dalla mia presenza!».

Così non restò nessun altro presso di lui, mentre Giuseppe si faceva conoscere dai suoi fratelli.

E proruppe in un grido di pianto.

Gli Egiziani lo sentirono e la cosa fu risaputa nella casa del faraone.

Giuseppe disse ai fratelli: «Io sono Giuseppe!

È ancora vivo mio padre?».

Ma i suoi fratelli non potevano rispondergli, perché sconvolti dalla sua presenza.

Allora Giuseppe disse ai fratelli: «Avvicinatevi a me!».

Si avvicinarono e disse loro: «Io sono Giuseppe, il vostro fratello, quello che

voi avete venduto sulla via verso l'Egitto.

Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perché

Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita».

Parola di Dio.

Vangelo.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-15) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo

che il regno dei cieli è vicino.

Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio,

né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.

In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi

finché non sarete partiti.

Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.

Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna,

la vostra pace ritorni a voi.

Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella

casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi.

In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà

trattata meno duramente di quella città».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Continua il programma di annuncio del Vangelo che il Signore affida ai Dodici.

Li ha chiamati a sé perché stessero con Lui, ora li manda a costruire il Regno

di cui Egli è la caparra.

Gesù dichiara con forza lo stile dell’essere Chiesa; non nell’organizzazione,

non nei grandi mezzi, non nella struttura dimora il segreto della Chiesa, ma nella

condivisione, nell’essenzialità, nell’autenticità assoluta, nel possedere un cuore

pacificato che porti la pace, un cuore che sappia anche accogliere il fallimento

e la disfatta come opportunità, come strumento di conversione personale.

Ecco; l’invito è chiaro, univoco, forte.

A noi, ora, di adeguarci, di capire, di confrontare.

Sono così le nostre realtà di Chiesa?

O, molto spesso, solo una minima parte di ciò che viviamo assomiglia, vagamente,

a quanto detto dal Signore?

Non è tutta in questa pagina la grave crisi che colpisce la Chiesa?

Non una crisi di immagine, o di ostilità del mondo relativista, ma una crisi che ci

colpisce perché snatura il compito essenziale del nostro essere discepoli.

Animo amici, cercatori di Dio!

Proviamo, oggi, a vivere anche solo uno di questi aspetti, nella giornata che sta

per iniziare, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 6 luglio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 7 Luglio 2021

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Beato Benedetto XI, Papa.

Prima lettura.

Su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello;

per questo ci ha colpiti quest’angoscia.

Dal libro della Gènesi (41,55-57; 42,5-7.17-24)

In quei giorni, tutta la terra d'Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo gridò

al faraone per avere il pane.

Il faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà».

La carestia imperversava su tutta la terra.

Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e lo vendette agli Egiziani.

La carestia si aggravava in Egitto, ma da ogni paese venivano in Egitto per

acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra.

Arrivarono i figli d'Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure

erano venuti, perché nella terra di Canaan c'era la carestia.

Giuseppe aveva autorità su quella terra e vendeva il grano a tutta la sua popolazione.

Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra.

Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l'estraneo verso di loro e li

tenne in carcere per tre giorni.

Il terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio!

Se voi siete sinceri, uno di voi fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate

a portare il grano per la fame delle vostre case.

Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane.

Così le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete».

Essi annuirono.

Si dissero allora l'un l'altro: «Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello,

perché abbiamo visto con quale angoscia ci supplicava e non lo abbiamo ascoltato.

Per questo ci ha colpiti quest'angoscia».

Ruben prese a dir loro: «Non vi avevo detto io: "Non peccate contro il ragazzo"?

Ma non mi avete dato ascolto.

Ecco, ora ci viene domandato conto del suo sangue».

Non si accorgevano che Giuseppe li capiva, dato che tra lui e loro vi era l'interprete.

Allora egli andò in disparte e pianse.

Parola di Dio.

Vangelo.

Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele.

Dal Vangelo secondo Matteo 10,1-7) anno dispari.

In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli

spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.

I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo

fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo;

Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone

il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.

Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani

e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute

della casa d'Israele.

Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I dodici. Quei dodici.

Quella lista, asciutta e stringata, racchiude in sé tutta la novità sconcertante portata da Gesù.

Non è un cavaliere solitario senza macchia e senza paura, il Nazareno; vuole che

i figli dell’uomo lo aiutino a costruire il Regno dove Dio è il padrone.

La Chiesa che Dio ha nel cuore, non quella bruttina che portiamo nelle nostre menti,

è legata alla logica stringente dell’incarnazione.

La Chiesa, per molti, rappresenta un problema, un limite, un ostacolo alla conoscenza di Dio.

Non così per Gesù che, nella Chiesa, ha offerto il grande segno dell’amore di Dio agli uomini.

Sono dodici discepoli limitati e ottusi come noi, che Gesù ha voluto con sé per imparare ad amare.

Hanno misurato (e quanto!) i propri limiti, le proprie fragilità, sono cresciuti, hanno

combattuto contro l’uomo vecchio fino alla fine.

Ma, se ora state leggendo queste parole, amici, è perché sono stati fedeli a quel

mandato di annunciare il Regno nella povertà dei propri mezzi, di annunciare e

portare la pace, di dimorare con semplicità nella città degli uomini.

Ecco il manifesto della Chiesa, il progetto di ogni comunità parrocchiale, il paradigma

di ogni movimento ecclesiale; cerchiamo di viverlo, oggi con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 5 luglio 2021

Il Vangelo del Martedì 6 Luglio 2021

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Maria Goretti, vergine e martire.

Prima lettura.

Ti chiamerai Israele, perché hai combattuto con Dio e hai vinto.

Dal libro della Gènesi (32,23-33)

In quei giorni, di notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave,

i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok.

Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi.

Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora.

Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e

l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui.

Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora».

Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!».

Gli domandò: «Come ti chiami?».

Rispose: «Giacobbe».

Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto

con Dio e con gli uomini e hai vinto!».

Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome».

Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?».

E qui lo benedisse.

Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero-disse-ho visto Dio faccia

a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva».

Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca.

Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra

l’articolazione del femore, perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione

del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.

Parola di Dio.

Vangelo.

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Dal Vangelo secondo Matteo (9,32-38) anno dispari.

In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato.

E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare.

E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!».

Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando

il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore

che non hanno pastore.

Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non abbiamo mai visto nulla di simile; non abbiamo mai visto persone ammutolite

dalla vita, imparare a confidarsi a raccontare le proprie emozioni, a parlare di sé,

a trovare le parole, illuminati dalla Parola.

Non abbiamo mai visto nulla di simile; persone guarite nel profondo, rese libere dal Vangelo.

Non abbiamo mai visto nulla di simile; un Dio compassionevole, attento al nostro dolore,

alle nostre paure, che vede quanto siamo sbandati, che sa quanto dolore portiamo nel cuore.

Non abbiamo mai visto nulla di simile; che Dio decida di guarire la nostra solitudine

inventando la Chiesa che è la compagnia di Dio agli uomini.

Questo siamo chiamati a diventare; non struttura, non organizzazione, ma

profezia di un mondo altro e alto, di un modo diverso, di vivere insieme,

di crescere e costruire il sogno di Dio.

Dio non toglie il dolore del mondo, ma abita il mondo attraverso uomini

e donne che, pur davanti al dolore, hanno accolto, raccontano e vivono giorno

per giorno, questo nostro Dio.

È ciò che siamo chiamati a fare oggi, diventare la consolazione di Dio per tutti

coloro che incontreremo sulla nostra strada, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 4 luglio 2021

Il Vangelo del Lunedì 5 Luglio 2021

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Antonio Maria Zaccaria, sacerdote.

Prima lettura.

Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo.

Dal libro della Gènesi (28,10-22a)

In quei giorni, Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran.

Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato;

prese là una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.

Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva

il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.

Ecco, il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo,

tuo padre, e il Dio di Isacco.

A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale sei coricato.

La tua discendenza sarà innumerevole come la polvere della terra; perciò ti

espanderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno.

E si diranno benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra.

Ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in

questa terra, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho detto».

Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo

e io non lo sapevo».

Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo!

Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo».

La mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse

come una stele e versò olio sulla sua sommità.

E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.

Giacobbe fece questo voto: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio

che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi, se ritornerò sano

e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio.

Questa pietra, che io ho eretto come stele, sarà una casa di Dio».

Parola di Dio.

Vangelo.

Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,18-26) anno dispari.

In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi

e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei

ed ella vivrà».

Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.

Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò

alle spalle e toccò il lembo del suo mantello.

Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata».

Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata».

E da quell’istante la donna fu salvata.

Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione,

Gesù disse: «Andate via!

La fanciulla infatti non è morta, ma dorme».

E lo deridevano.

Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò.

E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Vuole solo toccare il lembo del mantello, l’emorroissa.

Una vita di malattia e di isolamento; se già il flusso mestruale rendeva impura

una donna, figuriamoci un problema come quello descritto!

Impura e condannata a non avere relazioni; il solo contatto fisico poteva

trasmettere l’impurità rituale.

Una norma frutto dell’approssimativa conoscenza scientifica dell’epoca.

E lei trasgredisce una legge, toccando il Maestro, eppure lo fa.

A volte è necessario trasgredire per incontrare Dio e così avviene, non è lei

a contaminare il Signore, ma Gesù che contamina lei con la sua purezza.

Ora è guarita, ora è nuovamente donna.

Così come la ragazza data per morta che Gesù riporta in vita nonostante lo

scetticismo insormontabile degli amici del padre.

Il Signore, oggi, sana ogni nostra malattia interiore e riporta in vita il fanciullo che

abita in ciascuno di noi e che troppo spesso è mortificato dal mondo degli adulti.

Questo, come Chiesa, dobbiamo annunciare: che Gesù è venuto a sanare e salvare

chi si fida di Lui, chi lo cerca, chi desidera anche solo sfiorare il suo mantello.

Viviamo oggi da redenti, da salvati; il Signore ci dona la vita, anche attraverso

la nostra preghiera giornaliera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.