sabato 15 maggio 2021

Il Vangelo di Domenica 16 Maggio 2021

 

Della Domenica dell’Ascensione del Signore.

Prima Lettura

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli (1,1-11)

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò

dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli

apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante

quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.

Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme,

ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, «quella-disse-che voi avete

udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete

battezzati in Spirito Santo».

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo

nel quale ricostituirai il regno per Israele?».

Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato

al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me

sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».

Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi.

Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche

vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?

Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo

in cui l'avete visto andare in cielo».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,1-13)

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera

degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità,

sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello

spirito per mezzo del vincolo della pace.

Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati

chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.

Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed

è presente in tutti.

A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito

doni agli uomini».

Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra?

Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere

pienezza di tutte le cose.

Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora

di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a

compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo

tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto,

fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo

Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (16,15-20) anno B.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo

e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome

scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e,

se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai

malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme

con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Diciamolo chiaramente; non poteva restare?

Ormai risorto, non poteva assicurare la sua presenza fisica concreta, reale, anche

in mezzo a noi oggi?

Non sarebbe stato più bello, in un momento di crisi, come quella che stiamo vivendo

a causa della pandemia, che ha stravolto la nostra vita,  prenotare un appuntamento con Lui,

realmente, concretamente, come facciamo con un avvocato, un medico, il nostro confessore?

Non puzza di inganno quest’assenza, non sembra una magra consolazione per ripiombarci

nella fragile dimensione della fede, della fiducia, del credere?

Gesù ascende al cielo e noi siamo ancora lì, naso per aria, ad aspettare che ci risolva

i problemi, che sia Lui, infine, a gestire la baracca.

Dopo alcuni anni non riesco a cambiare idea; non riesco a trovare i motivi di

tanta gioia e giubilo.

Almeno all’apparenza.

Quella di oggi è una festa, non prevale la tristezza per la sua scomparsa,

ma la gioia della sua permanenza in un’altra dimensione.

La festa dell’Ascensione è la festa della presenza eterna di Cristo in mezzo a noi per sempre!

Per essere definitivamente presente Gesù aveva bisogno di non avere più limiti

di tempo e di spazio.

Eterno, Egli dimora in seno al Padre e in questa eternità ha un corpo di uomo.

Se Gesù è asceso al Padre, se dimora in Lui, è raggiungibile per sempre da ciascuno di

noi qui e ora, può essere qui e adesso, comunque e dovunque perché non ha più il

tempo che  lo limita, lo spazio che lo inghiotte.

Oggi celebriamo la festa della moltiplicazione e dell’estensione dell’amore di Cristo.

Ognuno di noi può dire, nella fede, a ragione; io ho incontrato Cristo.

Lo stesso Cristo che ha camminato con i piedi impolverati più di duemila anni fa,

lo stesso Cristo riconosciuto presente nella comunità primitiva.

Ora in Dio c’è un uomo.

In questa pienezza di assoluto che non riusciamo a raffigurare c’è il volto ben

definito di un uomo: Gesù di Nazareth.

Lo sguardo di Dio è lo sguardo penetrante e tenero di un uomo straordinario

come era Gesù di Nazareth.

Ciò significa che da oggi, a ragione, con assoluta ragione, nessuno potrà più dire: “Dio

non conosce la mia sofferenza” oppure: “Che c’entra Dio con la mia vita?”.

Conosciamo la fatica del lavoro? Anche Dio.

Conosciamo la gioia della festa? Anche Dio.

Conosciamo il conforto dell’amicizia? Anche Dio.

Conosciamo il giudizio tagliente e inumano? Anche Dio.

Conosciamo la morte? Anche Dio.

Nulla, solo il peccato, che è l’antiumanità, è ormai estraneo a Dio.

L’Ascensione è come una cerniera nella storia di Gesù e degli apostoli; segna il

passaggio da un prima a un dopo cui gli apostoli dovranno abituarsi, proprio come

i discepoli di Emmaus che abbiamo seguito in questi giorni di Pasqua; Gesù

scompare alla loro vista sensibile, torna al Padre pur promettendo una presenza reale.

Gli apostoli, è comprensibile, faticheranno ad abituarsi a questa nuova situazione.

Gli apostoli sono invitati, dopo aver seguito Gesù nella crocifissione e nella

risurrezione, a seguirlo anche nell’ascensione.

Che significa essere “ascesi” con Cristo?

Significa anzitutto seguire l’invito di Gesù a predicare il Vangelo fino ai confini

della terra, come io sto facendo da alcuni anni da questa mia pagina fecebook.

Gesù è presente per sempre in mezzo a noi; a noi, ora, di riconoscerlo presente nel mondo.

Uno sguardo da “asceso” riconosce i prodigi di Dio nelle culture e nelle situazioni,

abbatte gli steccati, riconosce una presenza salvifica in ogni tentativo dell’uomo di

riconoscere i segni della presenza di Dio.

Esiste un modo di avvicinare la realtà e di interpretarla usando categorie economiche

(oggi molto in voga), sociali e politiche.

Il cristiano avvicina la realtà da un punto di vista spirituale, leggendo dentro le

esperienze degli uomini il dispiegamento della potenza di Dio.

Infine, vivere da “ascesi” significa renderci conto che la nostra meta è una pienezza

che trascende, che supera, e di molto, la nostra attuale esperienza di vita.

Essere orientati a un destino più grande, che va oltre, che ci attende, significa leggere

con molto realismo la nostra quotidianità come un “già e non ancora”; sin d’ora viviamo

la presenza di Dio, ma aspettiamo che questa presenza fiorisca nel nostro cuore.

Ma come è possibile incontrare Gesù presente?

Il racconto di Marco è esplicito; riconosciamo Gesù nei prodigi, nei gesti, che

accompagnano la predicazione degli apostoli.

Come a dire: “Io sono presente, per sempre.

Leggi i segni della mia presenza, interpretali, guarda con lo sguardo interiore

e riconoscimi nelle cose, negli avvenimenti, nella storia della tua vita”.

L’Ascensione segna l’inizio della Chiesa, la nascita della comunità

come luogo dove dimora il Risorto.

Non è facile, è molto più evidente notare l’assenza del Maestro,

che scoprire la gioia del Risorto.

Dio è presente amici, per sempre, è il nostro sguardo a dover guarire,

a doversi-finalmente-convertire alla gioia.

Perciò, ora, necessitiamo del dono dello Spirito Santo; che lo

vedremo Domenica prossima; per vedere meglio.

Santa Domenica dell’Ascensione, da Fausto.   

 

venerdì 14 maggio 2021

Il Vangelo del Sabato 15 Maggio 2021

 

Della 6° settimana del Tempo di Pasqua.

Sant' Isidoro l'agricoltore, laico.

Prima Lettura

Apollo dimostrava attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

Dagli Atti degli Apostoli (18,23-28)

Trascorso ad Antiòchia un po' di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito la

regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.

Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto,

esperto nelle Scritture.

Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e

insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse

soltanto il battesimo di Giovanni.

Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga.

Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore

accuratezza la via di Dio.

Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero

ai discepoli di fargli buona accoglienza.

Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti.

Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso

le Scritture che Gesù è il Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,23b-28)) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico:

se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.

Finora non avete chiesto nulla nel mio nome.

Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.

Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò

più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre.

In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per

voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto

che io sono uscito da Dio.

Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il

mondo e vado al Padre».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il discepolo è chiamato a chiedere al Padre nel nome di Gesù, a pregare Dio

attraverso il Maestro.

Perciò le nostre preghiere liturgiche terminano sempre con l’invocazione per

Cristo Nostro Signore cui rispondiamo con un laconico e spento amen (che

dovrebbe esprimere con forza tutta la nostra approvazione!).

Gesù ci chiede di pregare il Padre nel suo nome per chiedere ciò che ci dona gioia.

Molto spesso a me succede, invece, di chiedere al Padre un sacco di cose di cui

penso di avere assoluta necessità senza interrogarmi se esse rappresentino o meno

la sorgente della gioia profonda!

Spesso le nostre preghiere non vengono esaudite perché non hanno nulla a che

vedere con la nostra felicità.

Chiedere a Dio di intervenire per fare cose che potremmo benissimo fare noi o per donarci

soluzioni a problemi che noi per primi abbiamo contribuito a creare è perlomeno scorretto!

Concentriamoci nella preghiera a Dio, per mezzo del Signore Gesù, chiedendogli

tutto ciò che ci può donare veramente la gioia.

Sia lo Spirito e la preghiera a orientare le nostre richieste perché lui solo sa di cosa

abbiamo veramente bisogno.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 13 maggio 2021

Il Vangelo del Venerdì 14 Maggio 2021

Della 6° settimana del Tempo di Pasqua.

San Mattia, Apostolo.

Prima Lettura

La sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

Dagli Atti degli Apostoli (1,15-17.20-26)

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli-il numero delle persone radunate

era circa centoventi-e disse: «Fratelli, era necessario che si commpisse ciò che nella

Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda,

diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù.

Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero.

Sta scritto infaati nel libro dei Salmi: "La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti",

e: "Il suo incarico lo prenda un altro".

Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il

Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno

in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi,

della sua risurrezione».

Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia.

Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale

di questi due hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato,

che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava».

Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

Parola di Dio.

Vangelo

Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,

anche io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato

i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho

chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate

frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio

nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’idea che il gruppo degli apostoli dovesse essere composto da dodici persone,

numero che richiama le dodici tribù di Israele, spinge il gruppo dei discepoli a

sostituire Giuda; ed entra in scena l’apostolo Mattia.

A volte abbiamo l’idea che la Chiesa sia una specie di monolite granitico che non

cambia mai idea od opinione, che vive con la paura di spostare una virgola di ciò che vive.

Invece il Vangelo ci consegna una realtà estremamente dinamica, che non teme di

decidere, sapendo di essere assistita dalla luce dello Spirito.

L'idea di restare "dodici", un numero simbolico e nulla più, spinge gli apostoli a far entrare

nel proprio gruppo un candidato di riserva, Mattia, che aveva seguito Gesù fin dalla Galilea.

Ancora oggi la Chiesa deve prendere delle decisioni su argomenti che Gesù non ha

affrontato esplicitamente, e lo fa ispirandosi alle sue parole, alla sua visione, osando

poi concretizzarle in scelte non sempre facili e scontate.

La Chiesa, quindi, conserva sì il tesoro del deposito della fede, ma con intelligenza,

facendo dialogare l’essenziale con la concretezza delle situazioni, come quando deve

affrontare la spinosissima questione di far entrare i pagani nel gruppo dei discepoli,

cosa affatto scontata.

Che san Mattia, apostolo di riserva, che è stato in panchina fino alla fine del secondo

tempo della partita, insegni alla Chiesa attuale ad osare le scelte, restando sempre

fedele allo spirito del Vangelo e della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 12 maggio 2021

Il Vangelo del Giovedì 13 Maggio 2021

 

Della 6° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Paolo si stabilì in casa loro e lavorava, e discuteva nella sinagoga.

Dagli Atti degli Apostoli (18,1-8)

In quei giorni, Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto.

Qui trovò un Giudeo di nome Aquila, nativo del Ponto, arrivato poco prima dall’Italia,

con la moglie Priscilla, in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei.

Paolo si recò da loro e, poiché erano del medesimo mestiere, si stabilì in casa loro e lavorava.

Di mestiere, infatti, erano fabbricanti di tende.

Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci.

Quando Sila e Timòteo giunsero dalla Macedònia, Paolo cominciò a dedicarsi tutto

alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo.

Ma, poiché essi si opponevano e lanciavano ingiurie, egli, scuotendosi le vesti,

disse: «Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente.

D’ora in poi me ne andrò dai pagani».

Se ne andò di là ed entrò nella casa di un tale, di nome Tizio Giusto, uno che

venerava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga.

Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia;

e molti dei Corìnzi, ascoltando Paolo, credevano e si facevano battezzare.

Parola di Dio.

Vangelo

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,16-20) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più;

un poco ancora e mi vedrete».

Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco

e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?».

Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla?

Non comprendiamo quello che vuol dire».

Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché

ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”?

In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà.

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La gioia cristiana non è solo un’emozione.

Sono fuggevoli le emozioni; pensi che possano colmare il cuore e, quando meno

te lo aspetti, scompaiono!

Se la gioia fosse solo un’emozione saremmo condannati all’infelicità.

La gioia cristiana è una presa di consapevolezza, la fine di un lungo percorso,

una scelta talvolta faticosa, una vera e propria conversione.

La gioia cristiana è una tristezza superata.

Sono spaesati, i discepoli; pensano che tutto vada bene, il Signore è con loro,

con Lui hanno scoperto un mondo nuovo; cosa c’è da sapere di meglio, di più?

Il mondo sta per crollare e loro non lo sanno, non lo immaginano, i discorsi

del Signore appaiono cupi, incomprensibili.

Sono invece un vano tentativo per prepararli a quanto sta per accadere.

Dovranno passare attraverso il penoso scandalo della croce per giungere, infine,

liberi e rinnovati al mattino di Pasqua.

Anche noi, in questi mesi, siamo stati chiamati ad abbandonare il sepolcro, l’origine

di ogni dolore, di ogni sofferenza, per seguire le tracce fuggevoli e lievi del Risorto.

Animo, cercatori di Dio!

La gioia che cerchiamo è una tristezza che si trasforma, che supera l’emozione per

diventare sguardo sulla vita, sicuramente non sarà facile, solo la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 11 maggio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 12 Maggio 2021

 

Della 6° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio.

Dagli Atti degli Apostoli (17,15.22-18,1)

In quei giorni, quelli che accompagnavano Paolo lo condussero fino ad Atene

e ripartirono con l'ordine, per Sila e Timòteo, di raggiungerlo al più presto.

Paolo, in piedi in mezzo all'Areòpago, disse: «Ateniesi, vedo che, in tutto,

siete molto religiosi.

Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un

altare con l'iscrizione: "A un Dio ignoto".

Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio.

Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra,

non abita in templi costruiti da mani d'uomo né dalle mani dell'uomo si lascia servire come

se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.

Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra.

Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio,

se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da

ciascuno di noi.

In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni

dei vostri poeti: "Perché di lui anche noi siamo stirpe".

Poiché dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro,

all'argento e alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'ingegno umano.

Ora Dio, passando sopra ai tempi dell'ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto

si convertano, perché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con

giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col

risuscitarlo dai morti».

Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri

dicevano: «Su questo ti sentiremo un'altra volta».

Così Paolo si allontanò da loro.

Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro

dell'Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.

Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto.

Parola di Dio.

Vangelo

Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,12-15) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per

il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà

da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel

che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non siamo in grado di portare il peso di tutta la verità, perciò il Signore ci porta

alla verità gradualmente.

Come un bambino non può fare indigestione di tutte le nozioni del mondo, e imparare

di colpo tutto ciò che c’è da sapere nella vita, così il Signore fa con noi.

Dio ha detto e dato tutto, certo, ma siamo noi ad aprirci all’azione dello Spirito per

capire come interpretare e vivere quanto il Signore ha detto.

Noi cattolici crediamo che la Rivelazione si sia chiusa con la morte dell’ultimo

apostolo (perciò le rivelazioni private, anche le poche riconosciute non sono in

alcun modo vincolanti!) e il deposito della fede è completo.

Ma la Chiesa, grazie all’aiuto dello Spirito, continua a scrutare le Scritture per cogliervi

le mille sfumature che contiene e poter capire quanto il Signore ci vuole svelare.

Anche per noi, personalmente, è così; credere è un percorso che dura tutta la vita

e la conversione un atteggiamento interiore che ci coinvolge ogni giorno.

Non siamo mai definitivamente credenti ma sempre cercatori della novità

della presenza di Dio.

Invochiamo lo Spirito, allora, per non restare inchiodati alle nostre posizioni,

facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 10 maggio 2021

Il Vangelo del Martedì 11 Maggio 2021

 

Della 6° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia.

Dagli Atti degli Apostoli (16,22-34)

In quei giorni, la folla [degli abitanti di Filippi] insorse contro Paolo e Sila, e i

magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli

caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia.

Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò

i loro piedi ai ceppi.

Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri

stavano ad ascoltarli.

D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta

della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.

Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada

e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti.

Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui».

Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila;

poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?».

Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia».

E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.

Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato

lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia

insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Se non me ne vado, non verrà a voi il Paraclito.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,5-11) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha

mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”.

Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me

ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.

E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato,

alla giustizia e al giudizio.

Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché

vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di

questo mondo è già condannato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È lo Spirito il grande protagonista di queste settimane, in attesa della Pentecoste

che celebreremo fra qualche domenica.

Gli apostoli sono smarriti, confusi.

Come possono andare avanti senza il Signore, come possono affrontare l’immane

compito di annunciare il Vangelo se Lui non c’è più?

Gesù non la pensa così, li richiama, li rimprovera; verrà il Paraclito a condurre la sua Chiesa.

A volte anche noi ci lamentiamo della presunta assenza del Signore.

Non è assente, tutt’altro, è il per sempre presente grazie all’opera dello Spirito.

Se avvertiamo la sua assenza, forse, dobbiamo riprendere in mano la nostra

preghiera e intensificare l’invocazione dello Spirito!

Se la fede diventa nostro sforzo, congettura intellettuale, (buona) abitudine culturale

allora avvertiremo sempre la presenza del Signore come un vago ricordo del passato.

Lo Spirito, invece, rende Gesù nostro contemporaneo e ci aiuta a capire che il peccato

consiste nel non riconoscerlo come manifestazione del Padre, che la giustizia di Dio

consiste nella salvezza di ogni uomo e che il maligno è ormai sconfitto.

Lo Spirito soffi abbondantemente su di noi e sulla nostra preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.