martedì 2 febbraio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 3 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

San Biagio, Vescovo e martire.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (12,4-7.11-15)

Fratelli, non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato

e avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli: «Figlio mio,

non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d’animo quando

sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e percuote

chiunque riconosce come figlio».

È per la vostra correzione che voi soffrite!

Dio vi tratta come figli; e qual’è il figlio che non viene corretto dal padre?

Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza;

dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo

sono stati addestrati.

Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i

vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai

il Signore; vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio.

Non spunti né cresca in mezzo a voi alcuna radice velenosa, che provochi

danni e molti ne siano contagiati.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6) anno dispari.

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga.

E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose?

E che sapienza è quella che gli è stata data?

E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?

Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses,

di Giuda e di Simone?

E le sue sorelle, non stanno qui da noi?».

Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i

suoi parenti e in casa sua».

E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi

malati e li guarì.

E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un rincorrersi di meraviglie e di stupori il Vangelo di oggi.

Si meraviglia la folla per l’eloquenza di Gesù.

Si meravigliano alcuni concittadini perché Gesù, il figlio di Giuseppe,

fa il predicatore senza avere il patentino.

Si meraviglia il Signore della loro incredulità.

Nella vita ci possiamo stupire per cose positive, per eventi che ci cambiano

l’orizzonte, per alcune scoperte, come la fede, che ci mettono letteralmente le ali.

Ma, purtroppo, ci possiamo anche stupire per le cose negative, infarciti dai nostri

pregiudizi religiosi.

Gesù non è sufficientemente qualificato per dire le cose che stupiscono!

E invece di guardare la luna, gli sciocchi di sempre guardano il dito che la indica.

Anche noi, purtroppo, a volte ci fermiamo all’apparenza della Chiesa e di chi

parla del Vangelo.

Invece di ascoltare con stupore la buona notizia, ci lasciamo turbare dalle

inevitabili incoerenze che talora accompagnano l’annuncio.

Stupiamoci, oggi, per le tante cose belle che ci circondano e che riconosciamo

come immenso segno della bontà di Dio.

E che Dio non abbia a stupirsi, oggi, della nostra incredulità, della nostra poca

fede, perciò dobbiamo pregare.

Perché Dio non è quasi mai come ce lo immaginiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 1 febbraio 2021

Il Vangelo del Martedì 2 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

Presentazione del Signore, Candelora.

Prima lettura dal libro del profeta Malachìa (3,1-4)

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la

via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e

l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.

Chi sopporterà il giorno della sua venuta?

Chi resisterà al suo apparire?

Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.

Siederà per fondere e purificare l'argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà

come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia.

Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei

giorni antichi, come negli anni lontani».

Parola di Dio.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (2,14-18)

Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo

ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della

morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte,

erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.

Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura.

Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote

misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare

i peccati del popolo.

Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente,

egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (2,22-40) anno dispari.

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge

di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo

al Signore-come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà

sacro al Signore»-e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani

colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che

aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui.

Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza

prima aver veduto il Cristo del Signore.

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino

Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra

le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo

vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del

tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta

e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione-e anche a te

una spada trafiggerà l'anima-, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser.

Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo

matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni.

Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni 

e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio 

e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno

in Galilea, alla loro città di Nàzaret.

Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Nel passato in questa giornata si benedivano i ceri che avrebbero illuminato

le chiese durante l’anno, per ricordare la profezia di Simeone che vede in

Gesù la luce che illumina le genti.

Ha visto una coppia di giovani paesani del Nord, il vecchio Simeone.

È abituato a frequentare il tempio, ne ha viste di tutti i colori fra gli uomini di

religione e i pii devoti.

Ha visto il tempio crescere con l’orgoglio di un popolo e di una rinata classe

sacerdotale, giorno dopo giorno, è purtroppo diventata arroganza di chi vuole

manipolare Dio.

Ora è deluso e stanco, rassegnato e cinico come solo gli anziani sanno essere.

Eppure quella giovane coppia lo attira, lo inquieta, lo interroga.

E se fosse tutto così semplice?

Se il Messia venisse non come tutti se lo aspettavano, fra i tuoni e i fulmini,

a sconfiggere i nemici, ma nella banalità del quotidiano, figlio fra i figli,

povero fra i poveri?

Vacilla, ora, Simeone. Non capisce.

Socchiude gli occhi e intuisce.

Sente lo Spirito spalancargli la mente e il cuore.

Ora una lacrima scende dai suoi occhi stanchi. Vede.

Vede ciò che gli altri non vedono; la Luce che illumina la Storia. E la storia.

Oggi preghiamo per avere quella luce, per lasciare che il Signore vinca ogni

nostra resistenza.

E affidiamo al Signore i fratelli e le sorelle che hanno consacrato al Signore la

loro vita e che oggi ricordano quell’affidamento, aiutandoli con la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 31 gennaio 2021

Il Vangelo del Lunedì 1 Febbraio 2021

 

Della 4° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Brigida d'Irlanda.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (11,32-40)

Fratelli, che dirò ancora?

Mi mancherebbe il tempo se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone,

di Iefte, di Davide, di Samuèle e dei profeti; per fede, essi conquistarono regni,

esercitarono la giustizia, ottennero ciò che era stato promesso, chiusero le fauci

dei leoni, spensero la violenza del fuoco, sfuggirono alla lama della spada,

trassero vigore dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero

invasioni di stranieri.

Alcune donne riebbero, per risurrezione, i loro morti.

Altri, poi, furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta,

per ottenere una migliore risurrezione.

Altri, infine, subirono insulti e flagelli, catene e prigionia.

Furono lapidati, torturati, tagliati in due, furono uccisi di spada, andarono in giro

coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati-di loro il mondo

non era degno!-, vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra.

Tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò

che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio,

affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (5,1-20) anno dispari.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all'altra riva del mare,

nel paese dei Gerasèni.

Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da

uno spirito impuro.

Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche

con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato

le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo.

Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si

percuoteva con pietre.

Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce,

disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo?

Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!».

Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest'uomo!».

E gli domandò: «Qual è il tuo nome?».

«Il mio nome è Legione-gli rispose-perché siamo in molti».

E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.

C'era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo.

E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi».

Glielo permise.

E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si

precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.

I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne

e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto.

Giunsero da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che

era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.

Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato

e il fatto dei porci.

Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.

Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava

di poter restare con lui.

Non glielo permise, ma gli disse: «Va' nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò

che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te».

Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva

fatto per lui e tutti erano meravigliati.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È furioso, l’indemoniato, sconquassato da una schizofrenia profonda, in lui

abita una moltitudine.

I suoi concittadini, intimoriti dalle sue intemperanze, lo hanno relegato nel

cimitero del paese, lontano dal borgo, dopo avere tentato di incatenarlo.

Che vita terribile è quella di quest’uomo!

Al tempo di Gesù molte manifestazioni incomprensibili erano legate al demonio,

anche eventi patologici come le malattie psichiatriche.

E Marco, nei suoi racconti, ci descrive sempre degli indemoniati feroci con loro

stessi che si fanno del male, si percuotono, si gettano nelle fiamme.

Come a lasciar intendere che chi si fa del male è in preda alla tenebra, così la

depressione, la sfiducia di sé, l’autolesionismo.

Gesù prende a cuore il destino di questo pover’uomo che abita fra le tombe e lo libera.

Se una parte di noi stessi tende ad affossarci o ad esaltarci inopinatamente, se siamo

oppressi dall’immagine di noi stessi che proviene dalla paura o dall’arroganza,

Gesù ci guarisce e ci ridona dignità e libertà.

Non così i concittadini dell’ex-indemoniato, molto più preoccupati dalla perdita

dei maiali che dalla miracolosa guarigione del loro amico!

Ecco il grave errore che facciamo spesso anche noi, impariamo da Gesù, non

dobbiamo avere paura, ma preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 30 gennaio 2021

Il Vangelo di Domenica 31 Gennaio 2021

 

Della 4° Domenica del Tempo Ordinario.

San Giovanni Bosco, Sacerdote.

Prima lettura dal libro del Deuteronòmio (18,15-20)

Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo

a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me.

A lui darete ascolto.

Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea,

dicendo: "Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo

grande fuoco, perché non muoia".

Il Signore mi rispose: "Quello che hanno detto, va bene.

Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie

parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò.

Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto.

Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho

comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire"».

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla prima lettera di san Paolo ai Corìnzi (7,32-35)

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa

delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si

preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!

Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore,

per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa

delle cose del mondo, come possa piacere al marito.

Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi

comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28) anno B.

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava.

Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno

che ha autorità, e non come gli scribi.

Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro

e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?

Sei venuto a rovinarci?

Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».

E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo?

Un insegnamento nuovo, dato con autorità.

Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».

La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Lasciamo le reti, diventiamo pescatori di umanità, allora.

Facciamolo non nel chiuso delle sacrestie ma presso i confini, sulle spiagge che

separano la terra certa dal mare tempestoso perché il nostro è il Dio dei confini

che inizia la sua predicazione quando tutti dicono di smettere.

Facciamolo sul serio, seguendo il Cristo.

Impariamo a diventare discepoli abbandonando le lentezze, rinnovando le

abitudini, risvegliando l’entusiasmo.

Facciamolo in compagnia del Pietro che lo Spirito, ora, ci ha messo accanto.

Un Pietro che, nonostante i mille giudizi mondani, positivi e negativi, nonostante

le dietrologie, raduna con la sua testimonianza sette milioni di persone, il più

grande assembramento nella storia dell’umanità.

E, oggi, il primo Pietro, attraverso la penna del suo discepolo Marco evangelista,

inizia il racconto della predicazione di Gesù con la più provocante delle provocazioni.

Il primo miracolo dello sconosciuto rabbì avviene a Cafarnao.

Guarisce un indemoniato.

Dentro la sinagoga.

Oggi si parla male e a sproposito del demonio, anche in casa cattolica.

È diventato una specie di eroe romantico, esaltato da alcuni, temuto da altri.

Una figura tragica che suscita curiosità e interesse, innalzato a struggente modello

negativo da una forte corrente di pensiero che fa presa soprattutto sugli adolescenti.

Spaventa, attira e inquieta.

E tranquillizza le coscienze.

Sì, avete capito bene; l’eccessiva attenzione al demonio paradossalmente lo

favorisce e, quel che è peggio, stravolge la visione biblica sulla tentazione.

Caricando di eccessiva importanza il male a scapito del bene, rischiamo di

deresponsabilizzare la coscienza e la scelta personale.

L’opera del Maligno (che esiste ed è meno goffo e caricaturale di come ce lo

immaginiamo) consiste esattamente nell’intorbidire le acque, nel girare la frittata,

nell’ingigantire il particolare a scapito della visione d’insieme, nello sminuire

o offuscare le conseguenze catastrofiche delle nostre scelte.

Il demonio ci fa credere di essere peggiori di come possiamo essere veramente.

E che tutto ciò sia inevitabile.

Che c’entri con noi?

Uno dei presenti, che fino ad allora non ha dato alcun segno di stranezza,

dà in escandescenze e inizia ad urlare.

E ciò che dice è la sintesi di come non deve diventare la fede.

Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno?

Cosa c’entra Gesù con l’economia? La politica? Il lavoro? Gli affetti?

Quante persone sento ragionare in questo modo! “Dio c’è ma non mi riguarda,

non mi interessa.

Se proprio devo, indosso i panni del credente in occasione delle feste grandi,

ma lì finisce.”

E questo ragionamento, purtroppo, lo sento in bocca non agli atei convinti, ma

ai credenti deboli.

A quelli che vogliono sentirsi “a posto” perché non si sa mai.

L’indemoniato frequenta la sinagoga, partecipa alla messa domenicale,

col vestito buono, in fondo alla Chiesa.

È presente a tutti funerali del paese, fa parte di una antica confraternita e porta

la statua del santo a spalle il giorno del santo patrono, destina l’ 8x1000 dei

propri redditi alla Chiesa.

Ma non vuole avere nulla a che fare con Gesù.

Sei venuto a rovinarci?

Ecco la ragione di tanta lontananza; molti sono convinti che Dio sia un

concorrente dell’uomo, un avversario pronto a rovinarci la festa, uno a cui dover

rendere conto, mannaggia.

La vita è bella soprattutto se è trasgressiva, godereccia, esagerata, eccessiva e folle.

E Dio, invece, chiede ordine, serietà, senso della misura.

Credere è giusto e doveroso, certo.

Ma mortalmente noioso.

No; il Dio di Gesù non viene a rovinarci, ma a redimerci.

La redenzione, certo, passa attraverso la conversione e la capacità di cogliere

cosa ci costruisce e cosa ci distrugge.

Ma questo è un passo successivo.

La prima verità che dobbiamo urlare dai tetti delle nostra case è che Dio è un

alleato dell’uomo, non un concorrente.

Io so chi tu sei; il Santo di Dio!

L’indemoniato “sa”, conosce.

L’arroganza e la supponenza ci tengono lontani dalla verità perché pensiamo

di averne a sufficienza in tasca, senza avere bisogno di nessuno.

Oggi circolano molte informazioni, ma pochissime idee.

Molti pensano di conoscere la fede dopo ben tre lunghi anni di catechismo

con la suora dell’oratorio!

Cosa c’è altro da sapere?

E di poter esprimere giudizi dopo aver letto l’ultimo saggio scandalistico

sul Vaticano (oggi vende molto sparlare di chiunque).

Non c’è bisogno di sapere altro, non c’è bisogno di informarsi, e ci mancherebbe.

E, così facendo, chiudono gli occhi e si turano gli orecchi.

E se, invece, ci fosse altro, molto altro da sapere?

Perché non tentare?

Argutamente sant’Agostino commenta questa pagina; non vantarti della

fede, non ti distingui ancora dai demoni.

È demoniaca una fede che tiene il Signore lontano dalla quotidianità, che lo relega nel

sacro, che sorride benevola alle pie esortazioni, senza calarle nella dura quotidianità.

È demoniaca una fede che vede in Dio un concorrente e che contrappone la piena riuscita

della vita e la fede; se Dio esiste io sono castrato, non posso realizzare i miei desideri.

È demoniaca una fede che resta alle parole; il demone riconosce in Gesù il santo

di Dio ma non aderisce al suo Vangelo.

Liberiamoci da una fede così piccina.

Diamo retta all’unico che ha autorevolezza perché parla di cose che conosce.

Ma che mi fa conoscere la verità; Gesù detto il Cristo, che mi ha fatto conoscere

veramente chi è Dio.

Santa Domenica, amici, nella conoscenza del Signore, Fausto.

venerdì 29 gennaio 2021

Il Vangelo del Sabato 30 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Giacinta Merescotti, vergine.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (11,1-2.8-19)

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede.

Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.

Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva

ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.

Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando

sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa.

Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore

è Dio stesso.

Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare

madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso.

Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una

discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova

lungo la spiaggia del mare e non si può contare.

Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro

e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra.

Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria.

Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di

ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste.

Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio.

Ha preparato infatti per loro una città.

Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto

le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco

avrai una tua discendenza».

Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo

lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (4,35-41) anno dispari.

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo

all'altra riva».

E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca.

C'erano anche altre barche con lui.

Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto

che ormai era piena.

Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.

Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?».

Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!».

Il vento cessò e ci fu grande bonaccia.

Poi disse loro: «Perché avete paura?

Non avete ancora fede?».

E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui,

che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Prendiamolo così com’è, il Signore, anche se non lo capiamo, anche se ci mette

continuamente in crisi, anche se le sue parole sono troppo taglienti.

Prendiamolo a bordo, come hanno saputo fare i discepoli e così, durante le tempeste

della nostra vita, ci accorgeremo di quanto Egli sia presente, anche se pare che dorma.

Quanto è doloroso il sonno di Dio!

Quanto ci spaventa e ci inquieta!

Eppure, nella vita interiore, succede di passare dei tempi, e dei lunghi tempi,

talvolta, senza percepire la sua presenza, afflitti, scoraggiati persi, con la barca

ormai piena d’acqua.

Animo, fratello che sperimenti il silenzio di Dio!

Coraggio, sorella che sperimenti l’abbandono e la disperazione!

Anche se Dio pare lontano, anche se sembra indifferente o, peggio, cinico

e crudele, Egli è il presente.

Discreto, silenzioso, immobile, ma presente, perciò, se vogliamo sentirlo più

vicino a noi, dobbiamo solo pregare in silenzio.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.