mercoledì 24 luglio 2019

Il Vangelo del Giovedì 25 Luglio 2019


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
San Giacomo apostolo.
1° Lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (4,7-15)
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa
straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi.
In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non
disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando
sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita
di Gesù si manifesti nel nostro corpo.
Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di
Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale.
Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto,
perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui
che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà
accanto a lui insieme con voi.
Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia
abbondare l'inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (20,20-28) anno dispari.
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli
e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?».
Gli rispose: «Dì che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno
alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.
Potete bere il calice che io sto per bere?».
Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia
sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.
Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni
dòminano su di esse e i capi le opprimono.
Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore
e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.
Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire
e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Giacomo è stato il primo, fra i dodici, a versare il proprio sangue in
testimonianza al Signore.
È bello per noi, nel cuore dell’estate, fare memoria di un apostolo.
Siamo così poco abituati a pensarli come persone reali, che hanno avuto un
percorso di vita, degli affetti, che hanno compiuto degli sbagli, che portavano
nel cuore dei sogni.
Ce lo immaginiamo, invece, come una statua e non come una persona reale.
Quanta passione deve avere attraversato il suo cuore per lasciare tutto
e seguire il Maestro?
E per restargli fedele fino alla morte drammatica?
Quanta fatica deve avere fatto per superare gli scogli incomprensibili che
si sono presentati lungo il percorso di Gesù?
Quante notti insonni ha affrontato pensando a ciò che stava accadendo?
Il suo corpo è sepolto in Spagna, meta di pellegrinaggi dal Medioevo.
Chiediamogli, oggi di diventare dei veri cercatori di Dio, dei pellegrini in
cerca di amore paterno, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 23 luglio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 24 Luglio 2019


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
S. Charbel sacerdote.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (16,1-5.9-15)
Gli Israeliti levarono le tende da Elìm e tutta la comunità degli Israeliti arrivò
al deserto di Sin, che si trova tra Elìm e il Sinai, il quindici del secondo mese
dopo la loro uscita dalla terra d'Egitto.
Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne.
Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nella terra
d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando
pane a sazietà!
Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta
questa moltitudine».
Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per
voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché
io lo metta alla prova, per vedere se cammina o no secondo la mia legge.
Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a casa,
sarà il doppio di ciò che avranno raccolto ogni altro giorno».
Mosè disse ad Aronne: «Da' questo comando a tutta la comunità degli
Israeliti: "Avvicinatevi alla presenza del Signore, perché egli ha inteso le
vostre mormorazioni!"».
Ora, mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si voltarono
verso il deserto: ed ecco, la gloria del Signore si manifestò attraverso la nube.
Il Signore disse a Mosè: «Ho inteso la mormorazione degli Israeliti.
Parla loro così: "Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane;
saprete che io sono il Signore, vostro Dio"».
La sera le quaglie salirono e coprirono l'accampamento; al mattino c'era uno
strato di rugiada intorno all'accampamento.
Quando lo strato di rugiada svanì, ecco, sulla superficie del deserto c'era una
cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra.
Gli Israeliti la videro e si dissero l'un l'altro: «Che cos'è?», perché non sapevano
che cosa fosse.
Mosè disse loro: «È il pane che il Signore vi ha dato in cibo».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (13,1-9) anno dispari.
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare.
Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere,
mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole.
E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare.
Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.
Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò
subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata
e, non avendo radici, seccò.
Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte
cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno.
Chi ha orecchi, ascolti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù vuole provocare i suoi ascoltatori sulla qualità dell’ascolto che essi
pongono nei confronti della sua Parola.
L’entusiasmo verso di Lui è un fatto molto superficiale e passeggero.
Invece, quello che alla fine resta davvero è l’accoglienza della sua Parola che,
man mano, germina nella vita e porta frutti abbondanti.
La stessa provocazione il Signore fa a noi oggi, attraverso questa semplice
parabola; una sola frase del Vangelo che abbiamo ascoltato, ma accolta nel
cuore e meditata lungo la nostra giornata, porta più frutto di tante esperienze
emotivamente forti ma che passano senza lasciare nulla.
Ci ricordiamo almeno una frase delle letture dell’ultima Messa a cui
abbiamo partecipato?
Questo è un ottimo metodo per mettere in pratica quanto il Signore ci chiede,
cercare di tenere nella nostra mente quanto abbiamo ascoltato.
Ed ecco perché tempo fa ho deciso di mettere a vostra disposizione il Vangelo,
con un piccolo commento, ogni giorno, per facilitarvi a ricordare quello che
il Signore vi vuole dire, a voi decidere di seguire questa pratica,
facendovi aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 22 luglio 2019

Il Vangelo del Martedì 23 Luglio 2019


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Brigida, religiosa e patrona d’Europa.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (2,19-20)
Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio.
Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.
E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre
mio è l’agricoltore.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta
frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite,
così neanche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,
lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che
volete e vi sarà fatto.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È davvero singolare il gruppo di santi che la Chiesa ha scelto come
patroni d’Europa.
Dal fondatore del monachesimo, Benedetto, italiano, che ha posto la ricerca
di Dio nel silenzio come pilastro della sua intuizione, ai fratelli Cirillo e Metodio,
vissuti alla fine del primo millennio, che inventarono una lingua nuova,
il cirillico, per annunciare il Vangelo ai popoli dell’Est e ci richiamano
all’urgenza dell’evangelizzazione, alla docente universitaria Edith Stein,
uccisa in campo di concentramento per la sua origine ebraica, che ci richiama
i rischi di un nazionalismo impazzito.
Santa Brigida, oggi, ci ricorda il fatto che possiamo essere nel mondo pur
appartenendo a Dio.
Questa donna esemplare, svedese, sposa e madre di otto figli (una di loro,
Caterina, fu canonizzata), seppe occuparsi attivamente della carità cristiana,
compì numerosi pellegrinaggi e concluse la sua vita fondando una congregazione
religiosa che negli intenti avrebbe dovuto essere composta da uomini e donne,
guidati da una badessa, cosa mai realizzata, e ne intuiamo le ragioni, proprio
di questi tempi dove gli scandali sono all’ordine del giorno.
Però, ricordiamoci che Brigida è riuscita a far convivere, sia la famiglia,
che la pratica religiosa senza problemi.
Questo lo possiamo fare anche noi, se ci facciamo aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 21 luglio 2019

Il Vangelo del Lunedì 22 Luglio 2019


Della 16° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Maria Maddalena.
1° Lettura dal Cantico dei Cantici (3,1-4a)
Così dice la sposa: «Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l'amore dell'anima
mia; l'ho cercato, ma non l'ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare
l'amore dell'anima mia.
L'ho cercato, ma non l'ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: Avete visto l'amore
dell'anima mia?
Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l'amore dell'anima mia».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-2.11-18) anno dispari.
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino,
quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù
amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo
dove l'hanno posto!».
Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva.
Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti
l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?».
Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.
Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».
Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato
via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!»-che
significa: «Maestro!».
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va'
dai miei fratelli e di' loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò
che le aveva detto.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ricordando Maria Maddalenza.
Oggi ricordiamo con gioia la presenza di Maria di Magdala, prima
testimone del risorto; a lei Gesù risorto affida il compito di portare
l’annuncio ai discepoli.
In realtà, a causa di una piccola confusione storica, le tre Marie
citate nei vangeli; la prostituta diventata discepola, Maria sorella
di Lazzaro e Maria di Magdala, hanno finito col diventare
un’unica persona.
Il nuovo calendario ha riconfermato questa unità, aggiungendo al
suo nome il titolo di “penitente”.
Storicamente, Maria Maddalena è stata l’emblema della discepola
salvata dalla propria fragilità cui Gesù affida l’impegnativo
compito dell’annuncio.
Splendido Signore che affida alle donne, in un mondo maschilista
che non dava il diritto di parola alle donne, la Parola, a ricordare
a tutti che la Parola è affidata alle nostre povere parole e che
diventa credibile se noi per primi ne sperimentiamo il potere di
guarigione interiore!
Di Maria conosciamo il suo struggente amore per il Maestro, il
pianto dirotto al sepolcro, l’ansia dell’annuncio.
Maria Maddalena è così diventata, nella storia della Chiesa,
l’immagine della tenerezza di Dio, della sua infinita misericordia,
di colui che fa di una prostituta la prima e la più credibile
delle missionarie.
Non finiremo mai di lodare e ringraziare il Signore per la sua tenerezza,
perché il Signore è così splendidamente diverso da quel fantasma che
ne facciamo, da quel Dio severo e burbero che abita le nostre paure
e il nostro inconscio!
Nessuno è perduto, mai, di fronte a Dio.
Così Vezelay, splendido santuario medioevale nella Borgogna che,
secondo la tradizione, custodisce le spoglie della Maddalena, divenne
nei secoli il luogo dove incontrare la misericordia.
Sia lei, Maria Maddalena, discepola del compassionevole e del
misericordioso, destinataria dello sguardo immensamente rispettoso
e dolce del Signore, a renderci testimoni del Risorto, in questa
giornata, così come ella fece, divenendo apostola degli apostoli.
Grande Maria Maddalena, lei si che aveva una grande fede, e il
Signore per premiarla ha voluto incontrarla davanti al sepolcro,
perché testimoniasse la sua risurrezione, magnifico Dio.
Un Augurio a tutte le Maddalene del mondo, ed anche al paese
di Trevenzuolo mio paese di nascita, che ha come patrona proprio
S. Maria Maddalena, e che oggi le fanno festa Fausto.

sabato 20 luglio 2019

Il Vangelo di Domenica 21 Luglio 2019


Della 16° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (18,1-10a)
In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre
egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.
Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui.
Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a
terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare
oltre senza fermarti dal tuo servo.
Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero.
Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire,
perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo».
Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce».
All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede
al servo, che si affrettò a prepararlo.
Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro.
Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?».
Rispose: «È là nella tenda».
Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».
Parola di Dio
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (1,24-28)
Fratelli, io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che,
dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa.
Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi
di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni,
ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle
genti: Cristo in voi, speranza della gloria.
È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con
ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (10,38-42) anno C.
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna,
di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore,
ascoltava la sua parola.
Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi
abbia lasciata sola a servire?
Dille dunque che mi aiuti».
Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose,
ma di una cosa sola c’è bisogno.
Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Cristo è il samaritano che versa sulle nostre piaghe l’olio della consolazione
e il vino della speranza, colui che non tira diritto facendo finta di non vederci,
che non si chiede se le nostre ferite non siano la conseguenza delle nostre
scelte sbagliate, che non ha paura di sporcarsi le mani di sangue.
E noi, guariti dentro, siamo resi capaci di misericordia e di tenerezza.
Cristo è colui che possiamo accogliere, come fece Abramo con i tre misteriosi
personaggi, alle querce di Mamrè, come fecero le sorelle Marta e Maria a Betania.
Accogliere Dio significa diventare fecondi, iniziare una nuova vita, come per
Abramo e Sara.
È facile immaginare la scena; Gesù, verso la fine del pomeriggio, quando il caldo
di Gerusalemme cede il passo al vento, scendeva la valle del Cedron e risaliva il
monte degli Ulivi, per superarlo e raggiungere il piccolo villaggio di Betania.
Chissà quando aveva conosciuto le sorelle e Lazzaro, forse suoi coetanei.
Per Gesù Betania rappresentava una pausa di normalità, una sosta, un refrigerio.
Lasciati indietro anche gli apostoli, forse Gesù ritrovava in quella casa di
campagna gli odori e le luci della sua piccola Nazareth.
Forse a Betania, davanti ad una focaccia cotta, Gesù dimenticava la tensione che
provava nella Gerusalemme che uccide i profeti, abbandonava il dolore sordo che
gli stava crescendo nel cuore vedendo la sua missione duramente contrastata.
A Betania Gesù poteva parlare liberamente, sentirsi accolto, svestiva il ruolo
del Rabbì, abbandonava i panni dell’accusato per ritrovare, per qualche
momento, il piacere dell’amicizia e della complicità.
Mi commuove alle lacrime vedere Dio intessere una relazione, che chiede ascolto,
che ama sedersi con semplicità intorno ad un tavolo e ridere e scherzare.
Se potessimo, di quando in quando, invitare Dio e ascoltarlo, preparare per Lui,
come Abramo, un buon pasto e dello yogurt fresco!
Diventassimo capaci, d’ogni tanto, di ascoltare Dio e il suo desiderio di salvezza,
ascoltare le sue fatiche e il suo dolore nel vedere l’umanità travolta dalla violenza
e dal limite, dirgli che può contare su di noi per realizzare il mondo altro che
ha nel cuore.
Facessimo diventare Betania la nostra vita! Sarebbe fantastico.
Maria e Marta rappresentano le due dimensioni della vita interiore;
la preghiera e l’azione.
Maria ascolta con attenzione le parole del Maestro, le impara a memoria,
se ne abbevera.
Come molti, ancora oggi, pende dalle labbra del Signore, aspetta che Egli
parli al suo cuore.
All’origine di ogni fede, il cuore di ogni esperienza religiosa è e resta l’incontro
intimo e misterioso con la bellezza di Dio.
Dio che solo intravvediamo attraverso le fitte nebbie del nostro limite ma di
cui, pure, possiamo temporaneamente fare cristallina esperienza.
Rimettiamo la preghiera e il silenzio nel cuore della nostra giornata, come
sorgente di serenità e di gioia.
Marta realizza la beatitudine dell’accoglienza, la concretezza dell’amore
e dell’ospitalità.
Anche lei sa che l’ascolto del Maestro è l’origine di ogni incontro, ma sa anche
che se questo incontro non cambia la vita, resta sterile e inconcludente.
Marta nutre il Cristo che Maria adora.
Non esiste una preghiera autentica che non sfoci nel servizio.
È sterile una carità che non inizi e non termini nella contemplazione del
mistero di Dio.
Restare ancorati a Cristo, ascoltare la sua parola, farlo diventare ospite fisso della
nostra vita suscita e produce in noi una profondità che nulla può travolgere.
Marta e Maria, pur restando gravemente turbate dalla morte di Lazzaro loro
fratello, sapranno, comunque, ancora disperatamente rivolgersi al Rabbì che
scioglierà le loro angosce.
Paolo, riflettendo sul dolore che sta caratterizzando la sua vita di apostolo,
invece di disperarsi offre il suo dolore a compimento del dolore di Cristo.
Nella logica del Vangelo, anche la notte e la sconfitta, se unite a Cristo Signore
della notte e della sconfitta, possono trasformarsi in gesto d’amore.
Siamo ormai nel cuore dell’estate; in ferie-per i più fortunati-o nelle città
arroventate, lasciamo entrare la freschezza dello Spirito accogliendo Cristo.
Certo amici, Cristo chiede di entrare nella nostra quotidianità, lasciamolo
entrare e prendiamo un caffè con Lui, Santa Domenica amici, Fausto.



venerdì 19 luglio 2019

Il Vangelo del Sabato 20 Luglio 2019


Della 15° settimana del Tempo Ordinario.
S: Apollinare, vescovo e martire.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (12,37-42)
In quei giorni, gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero
di seicentomila uomini adulti, senza contare i bambini.
Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e greggi e armenti
in mandrie molto grandi.
Fecero cuocere la pasta che avevano portato dall’Egitto in forma di focacce
àzzime, perché non era lievitata: infatti erano stati scacciati dall’Egitto e non
avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste per il viaggio.
La permanenza degli Israeliti in Egitto fu di quattrocentotrent’anni.
Al termine dei quattrocentotrent’anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere
del Signore uscirono dalla terra d’Egitto.
Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dalla terra d’Egitto.
Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti,
di generazione in generazione.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (12,14-21) anno dispari.
In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire.
Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là.
Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché
si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio
servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Fugge i farisei che lo vogliono morto.
Non vuole lo scontro, non aizza i suoi discepoli, comunque fedeli e
determinati, a difenderlo con la violenza.
Non vuole nemmeno sollevare le folle sfruttando la sua notorietà e i miracoli
che ha compiuto; chiede ai guariti di tacere, di nascondere i prodigi.
Gesù interpreta correttamente un discepolato dimesso, compassionevole,
misericordioso, che sa aspettare.
Non valuta le conseguenze che ne possono scaturire; sarà la violenza ottusa
degli uomini di religione ad ucciderlo, ecco perché Giuda non aveva tutta
la colpa per la morte del signore.
Ma Lui non contraddirà mai la sua visione pacificata di Dio.
E noi, suoi discepoli, come ci comportiamo?
Sempre arroccati sulle difensive, a volte ho paura che nella nostra inutile
severità spezziamo tante canne fragili e spegniamo mille lumini fumiganti.
Difendendo la verità Gesù non ha mai offeso o umiliato chi non l’aveva
ancora scoperta.
Impariamo dal Signore, allora, ad avere pazienza, ad essere misericordiosi
come Lui è con noi.
Ci sarà da soffrire, logicamente, la preghiera però ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.