lunedì 10 giugno 2019

Il Vangelo del Martedì 11 Giugno 2019


Della 10° settimana del Tempo Ordinario.
S. Bàrnaba apostolo.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (11,21b-26;13,1-3)
Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-13) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: “Strada facendo, predicate,
dicendo che il regno dei cieli è vicino.
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da
viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto
al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi
finchè non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.
Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne
è degna, la vostra pace ritorni a voi”.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Siamo chiamati a predicare, durante il percorso, strada facendo.
Quindi a non fermarci, come se fossimo arrivati.
E senza aspettare di saperne di più, di essere dei Maestri, di essere
e sentirci pronti.
Quando annunciamo il Vangelo siamo comunque in strada, viandanti con
i viandanti, cercatori con i cercatori.
A volte è proprio questa tensione verso la pienezza ciò che manca alla nostra
Chiesa, che troppe volte si propone come si già sapesse, come se già avesse
concluso, guardando dall’alto i poveracci che non credono o credono male.
Per essere testimoni credibili dobbiamo davvero essere in costante tensione
ideale, desiderando anche noi crescere nella conoscenza del Signore.
E quello che dobbiamo dire è ciò che abbiamo sentito ed accolto; il Regno
di Dio si è avvicinato, si è fatto vicino, è accanto.
La conversione, allora, consiste nel girare lo sguardo e vedere ed
accorgersi, e convertirsi.
È gratuito l’annuncio, non è fonte di guadagno, se è onesto e sincero.
Non è facile, amici, ma ora che siamo pieni di Spirito Santo, il suo aiuto
ci farà fare cose straordinarie, se lo accompagniamo con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 9 giugno 2019

Il Vangelo del Lunedì 10 Giugno 2019


Della 10° settimana del Tempo Ordinario.
Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa.
1° Lettura dal libro della Gènesi (3,9-15.20)
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-34) anno dispari.
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella
di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava,
disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».
Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».
E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si
compisse la Scrittura, disse: «Ho sete».
Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto,
in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.
Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!».
E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla
croce durante il sabato–era infatti un giorno solenne quel sabato–, chiesero
a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano
stati crocifissi insieme con lui.
Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,
ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Da dove nasce l’opposizione contro Gesù?
Dal fatto che era misericordioso, troppo; dal suo amore per tutti, persino
per i nemici, e questo era anche troppo.
Frequentava troppo i peccatori e i pubblicani.
Eppoi, perdonava tutti, e anche facilmente, sinceramente un pò troppo veramente.
Sarebbe stato sufficiente fermarsi a Nazareth e avrebbe superato i trentatrè anni,
oppure avrebbe dovuto abbassare le esigenze le esigenze del Vangelo; o ancora,
avrebbe dovuto tralasciare quella caparbietà nel difendere ogni volta i deboli.
Anche noi siamo tra coloro che il Padre ha affidato alle sue mani.
Egli ha preso su di sé il nostro peccato, le nostre croci, perché noi tutti fossimo sollevati.
Perciò, la croce per noi non è più maledizione, ma Vangelo, fonte di una nuova vita.
Su quella croce è stata sconfitta la legge, sino ad allora irresistibile,
dell’amore per se stessi.
Questa legge è stata scardinata da Colui che ha vissuto per gli altri sino a
morire sulla croce.
Gesù ha tolto agli uomini la paura di servire, la paura di essere solidali, la paura
di non vivere solo per noi stessi, ma la volontà di condividere in amicizia.
Con la croce siamo stati liberati dalla schiavitù di noi stessi, dal nostro io,
per allargare, come fece Lui, le mani e il cuore sino ai confini della terra.
Non è facile, ed allora, dalla croce ci ha donato Maria come nostra madre,
per aiutarci in ogni momento di difficoltà, ecco perché lei non si stanca mai
di chiederci di pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 8 giugno 2019

Il Vangelo di Domenica 9 Giugno 2019


Domenica di Pentecoste.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (2,1-11)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romaani (8,8-17)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-16.23b-26) anno C.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei
comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché
rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo
a lui e prenderemo dimora presso di lui.
Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non
è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi.
Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi
insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
No, non siamo in grado.
Né tu, né io, né voi, né nessuno che abbia un pò di sano realismo lo
può (veramente) fare.
Non siamo capaci di annunciare il Regno con sufficiente trasparenza, con
coerenza minima, con passione necessaria.
Il peccato è il nemico da combattere.
In un mondo in cui tutti danno la colpa agli altri (anche nella Chiesa!), Pietro
ci ricorda che il nemico è dentro, non fuori.
Questa storia dell’affidare alla Chiesa, a questa Chiesa, le redini del Regno
è stato uno scherzo, o un inganno o una follia. Siamo seri.
Lui non c’è, lo sappiamo, lo vediamo mille volte, lo sperimentiamo.
Eppure ci dev’essere una soluzione.
È quello che si sono detti per ore i Dodici radunati al cenacolo.
Gesù se n’è andato davvero e loro devono capire cosa fare.
Annunciare il Regno, d’accordo.
Dove, come a partire da quando, dicendo cosa?
Fuori tira ancora una brutta aria per i discepoli del Nazareno, per quale
masochistica ragione dovrebbero uscire e farsi nuovamente arrestare?
Pietro e gli altri lo sanno bene, lo hanno vissuto sulla propria pelle; non sono
all’altezza del compito.
Diamine, solo un mese prima erano tutti fuggiti a rotta di collo!
Come aspettarsi, ora, una reazione diversa, un comportamento all’altezza
della situazione?
Pensano e discutono, i Dodici.
Un pò si fanno coraggio, un pò non alzano lo sguardo.
No, non ce la possono fare, non da soli, non adesso.
Si sta alzando il vento.
Strano, non succede quasi mai in primavera, a Gerusalemme.
Non è un vento; è l’uragano.
Un uragano che li strappa alle loro certezze, che li devasta, che li scompiglia
e li scapiglia, che li converte, infine.
Il fuoco scende nel cuore e li consuma.
No, certo, non ce la possono fare. D’accordo.
Sarà lo Spirito ad agire.
È arrivato, il dono (annunciato) del Risorto.
È più folle e più anarchico di come neppure osassero immaginare.
Il cuore ora è gonfio, escono per strada, fermano i pellegrini di passaggio
a Gerusalemme per la Pentecoste.
Parlano del Maestro, lo professano Messia e Signore e presente.
È arrivato lo Spirito. Finalmente.
Il Consolatore, per sradicare ogni solitudine, per fare della Chiesa la
compagnia di Dio agli uomini.
Il Vivificatore, per togliere l’asfalto e ogni altra crosta che ostinatamente
ricopre il volto di Dio e la Parola.
Il Paraclito, per difenderci dalla paura e dalla parte oscura che è in noi e che
ci turba impedendoci di essere veramente discepoli.
Egli ricostruisce i linguaggi, ci dona la grazia di capirci, di intenderci,
di comunicare.
Supera l’arroganza dell’uomo che costruisce torri per manifestare la propria
forza e usa il linguaggio del potere che non fa capire, che confonde, che allontana.
Pentecoste è l’Antibabele, l’altro modo di capirsi, accomunati dalla stessa
ricerca interiore.
Eccolo il fuoco, che scalda e illumina, che indica una strada nella notte.
Eccola la nube, che tiene lontani gli egiziani e illumina il cammino del popolo
che fugge verso la libertà del cuore, la nebbia che toglie ogni punto di
riferimento per affidarsi a Dio solo.
Ecco la colomba, portatrice di buone notizie, quando torna nelle mani sicure
di Noè che l’ha inviata per sapere se il diluvio è finito.
Tenetelo nel cassetto lo Spirito, per favore.
È pericoloso, devastante, inquietante.
Quando la Chiesa si siede o si arrocca fa nascere i santi che la ribaltano.
Quando pensate che la vostra vita sia finita, annientata, vi spalanca lo
sguardo del cuore.
Quando le nostre parrocchie languono, si clericalizzano, si svuotano, si abituano,
si stancano, si illudono egli scuote dalle fondamenta, fa crollare i palazzi della
retorica e ci spinge a uscire nelle strade del nostro quartiere a dire Dio.
Gli Atti degli apostoli sono una divertente comica in cui lo Spirito combina
pasticci e gli apostoli corrono (invano) cercando di capire cosa fare veramente.
È lo Spirito che guida la Chiesa, anche se cerchiamo continuamente di
correggere la rotta.
È Lui, se volete, amici e amiche, che può orientare la vita verso i cammini
della santità.
È lui che soffia, nonostante tutto.
Lasciamoci soffiare sul viso dallo Spirito Santo, amici, Santa Domenica Fausto.



venerdì 7 giugno 2019

Il Vangelo del Sabato 8 Giugno 2019


Della 7° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (28,16-20.30-31)
Dal Vangelo secondo Giovanni (21,20-25) anno dispari.
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù
amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato:
«Signore, chi è che ti tradisce?».
Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?».
Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?
Tu seguimi».
Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto.
Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che
egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo
che la sua testimonianza è vera.
Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una
per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che
si dovrebbero scrivere.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ora Pietro è pronto.
Ha ammesso di non essere capace di amare come avrebbe voluto, come
avrebbe dovuto, come avrebbe potuto.
Ora ha misurato il suo limite, perciò Gesù lo sceglie.
L’ultima parola che gli rivolge è uguale alla prima, rivoltagli molti anni
prima; seguimi.
Non c’è mai fine alla chiamata, come non abbiamo mai finito di seguire il Signore.
Col passare degli anni pensiamo di essere cresciuti nella fede, di avere
capito i grandi misteri di Dio.
No, non è proprio così.
Siamo (per) sempre viandanti, per sempre cercatori, incessantemente pellegrini.
Ma il Signore ci chiama, al di là delle nostre stanchezze, al di dentro dei nostri
continui fallimenti.
Non si scoraggia, il Risorto, vede in noi il Santo che Egli ha pensato quando
ci ha plasmato dal nulla.
Ora ricomincia tutto, per Pietro.
La sua vita si consumerà nell’annuncio del risorto, affrontando il difficile
compito di rassicurare e condurre i fratelli, Lui, uomo di poche parole,
abituato alla fatica della pesca.
Perciò, non dobbiamo essere laureati per parlare della Parola del Signore,
ma solo lasciarci condurre dallo Spirito ed aprire il nostro cuore facendoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 6 giugno 2019

Il Vangelo del Venerdì 7 Giugno 2019


Della 7° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (24,13-21)
Dal Vangelo secondo Giovanni (21,15-19) anno dispari.
In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato,
Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?».
Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene».
Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?».
Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene».
Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?».
Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse "Mi vuoi bene?",
e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene».
Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando
eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio
tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio.
E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gli evangelisti ci presentano Pietro come l’ultimo fra gli apostoli a
convertirsi alla gioia.
Gesù è risorto, certo, e Pietro ha avuto anche la straordinaria esperienza
di un’apparizione privata che non deve essere andata molto bene visto che
nessuno ne parla.
Ma è come se la resurrezione fosse per qualcun altro, non per lui.
Perciò Gesù viene per salvare la pecora che si era smarrita, sul lago di
Tiberiade alla fine di un’ennesima notte infruttuosa.
Perciò lo prende da parte e lo aiuta a riconciliarsi con se stesso.
Pietro è incalzato e ammette di voler bene al Signore.
Ma non è più disposto a fare grandi proclami e grandi promesse.
Troppo il dolore per osare ancora.
Gesù sorride; ora Pietro è pronto.
Poiché ha sperimentato il proprio limite ora è capace di accogliere quello
degli altri, senza giudizio e congetture, ma con la misericordia che forgia i santi.
Pietro ci è riuscito, e noi invece, ci riusciamo o dobbiamo fare l’esperienza di Pietro?
Spero di no; impariamo dall’esempio di Pietro e preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 5 giugno 2019

Il Vangelo del Giovedì 6 Giugno 2019


Della 7° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (22,30;23,6-11)
Dal Vangelo secondo Giovanni (17,20-26) anno dispari.
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Non prego
solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro
parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te,
siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola
cosa come noi siamo una sola cosa.
Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca
che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono
io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi
hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi
hanno conosciuto che tu mi hai mandato.
E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore
con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù durante la sua ultima grande preghiera sacerdotale porta nel suo cuore
i suoi discepoli amati.
È preoccupato quasi più per loro che per sé; chiede al Padre di conservarli
nell’amore, di sostenerli nel loro percorso.
Ma non si ferma lì; la sua preghiera si allarga e guarda oltre i confini della
storia, per arrivare fino a noi.
Sì; Gesù prega per noi suoi discepoli di seconda e terza generazione; per
noi che abbiamo creduto grazie alla predicazione credibile di chi ci ha
parlato del Signore.
Ma emoziona pensare di essere presente nella preghiera di Cristo.
Di essere anch’io, come voi, nelle nostre piccole vicende, nell’orto degli Ulivi.
Stiamo a cuore al Signore, siamo preziosi ai suoi occhi, si preoccupa per
noi e innalza la sua preghiera al Padre per ciascuno di noi.
Gesù prega per noi ma non si sostituisce a noi, non fa ciò che siamo in
grado di fare, non opera contro la nostra volontà.
Che dire di più? Niente, solo pregare con Lui.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 4 giugno 2019

Il Vangelo del Mercoledì 5 Giugno 2019


Della 7° settimana di Pasqua.
S. Bonifacio, vescovo e martire.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (20,28-38)
Dal Vangelo secondo Giovanni (17,11b-19) anno dispari.
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo,
custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola
cosa, come noi.
Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato,
e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della
 perdizione, perché si compisse la Scrittura.
Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano
in se stessi la pienezza della mia gioia.
Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono
del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Consacrali nella verità.
La tua parola è verità.
Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo;
per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quanto umanissimo amore lasciano intravvedere le parole del Signore Gesù
dopo l’ultima cena!
Parole di affetto, di attenzione, di preoccupazione non per sé e per il proprio
amaro destino, ma per coloro che lo hanno seguito, per noi che lo abbiamo
scelto come nostra guida e Signore.
Invece di essere travolto dalle comprensibili paure che assalgono ogni uomo
davanti alla propria tragica fine, Gesù rivolge la sua accorata preghiera per
noi discepoli, fragili e vulnerabili, incapaci di fronteggiare le persecuzioni
del mondo e le tentazioni dell’avversario.
Noi discepoli che abbiamo scoperto di non appartenere al mondo, di essere
rinati in una dimensione nuova, diversa, donataci gratuitamente da Dio.
E che possiamo restare discepoli solo se ci nutriamo della verità che ci
deriva dalla conoscenza della Parola di Dio.
Invochiamo lo Spirito Santo che ci aiuti a scrutare la Scrittura per trovarvi
tutta la verità di cui abbiamo necessità, facendoci aiutare dalla preghiera.   
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.