giovedì 21 dicembre 2017

Il Vangelo del Venerdì 22 Dicembre 2017

Della 3° settimana di Avvento.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (1,24-28)
Dal Vangelo secondo Luca (1,46-55) anno pari.
In quel tempo, Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato
di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come
aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il Magnificat è il canto di chi ha compreso che, quando nella propria vita
si lascia agire il Signore, si può vivere nella gioia e nel ringraziamento.
D'altro canto, le parole di questo canto di Maria ci lasciano un pò perplessi;
come avviene che il Signore confonde i superbi e i ricchi, se poi, guardandosi
attorno, nella storia sembra avvenire proprio il contrario?
Eppure, questa è la forza della fede.
Maria è voce di tutti i piccoli e gli ultimi della storia, i quali lasciano il
giudizio e la salvezza a Dio senza giudicare nessuno.
Chi si affida a Dio ha già vinto e ha già visto la sua vittoria su ogni
soppruso e cattiveria.
Se anche noi lodassimo più spesso il Signore, ci accorgeremmo che in Lui
anche noi abbiamo già ottenuto salvezza e giustizia.
Semplice no; basta pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


mercoledì 20 dicembre 2017

Il Vangelo del Giovedì 21 Dicembre 2017

Della 3° settimana di Avvento.
1° Lettura dal Cantico dei Cantici (2,8-14)
Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45) anno pari.
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa,
in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò
nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta
tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato
di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Elisabetta, per opera dello Spirito, comprende una realtà fondamentale;
Maria è beata perché ha creduto alla parola del Signore.
Ciò significa che la Vergine di Nazareth non ha dubitato nemmeno per un
istante sul fatto che quanto le aveva detto l’angelo potesse non essere vero;
e questo, nonostante le promesse fattele andassero al di là di qualsiasi
previsione umana.
Certe volte, nella nostra vita, ci sembra che Dio non possa, veramente amarci
o mantenere le promesse che ci ha fatto, semplicemente perché ci sembra
impossibile che
Egli si ricordi davvero di noi.
Eppure, Maria sta a ricordarci che, quando si crede a Dio, non gli si pone
nessun limite di azione nella nostra vita.
Egli può davvero fare quello che vuole e perciò vediamo miracoli.
Attenzione però che non è così facile, ma per riuscirci abbiamo Maria come
modello, basta capire quello che ha fatto Lei e pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

martedì 19 dicembre 2017

Il Vangelo del Mercoledì 20 Dicembre 2017

Della 3° settimana di Avvento.
1° Lettura dal libro del profeta Isaia (7,10-14)
Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38) anno pari.
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della
Galilea, chiamata Nàzareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo
della casa di Davide, di nome Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un
saluto come questo.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà
il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe
e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza
dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.
Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.
Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un
figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Maria è piena di grazia per un privilegio particolare.
Ma ciò non toglie che debba aderire al piano di Dio con estrema libertà e convinzione.
Questo spiega il suo turbamento e le sue domande; servono a capire meglio come
possa compiere la volontà di Dio, nonostante avesse fatto progetti diversi.
Eppure, ad un certo punto, Maria si rende conto che quella parola che le viene rivolta
cerca in lei uno spazio del tutto particolare; essa vuole farsi carne in lei.
Ciò avverrà solo, quando Maria darà il suo assenso libero pronunciando il suo fiat.
L’opera della redenzione sta per giungere al suo culmine grazie al sì di una giovane
donna che, con la sua disponibilità, ha cambiato il corso della storia.
Ecco cosa ci insegna Maria; che anche noi possiamo cambiare il corso della nostra
storia, semplicemente,  dando il nostro sì al Signore, logicamente facendoci aiutare
dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

lunedì 18 dicembre 2017

Il Vangelo del Martedì 19 Dicembre 2017

Della 3° settimana di Avvento.
1° Lettura dal libro dei Giudici (13,2-7.24-25a)
Dal Vangelo secondo Luca (1,5-25) anno pari. 
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti
al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo
l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare
l’offerta dell’incenso.
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso.
Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.
Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore.
Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita
e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni.
Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché
egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti,
sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti
figli d’Israele al Signore loro Dio.
Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre
i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al
Signore un popolo ben disposto».
Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo?
Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni».
L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato
mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio.
Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose
avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno
a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo
indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono
che nel tempio aveva avuto una visione.
Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.
Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per
cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni
in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Zaccaria viene privato dell’uso della parola per un motivo molto semplice; egli
deve imparare ad ascoltare; visto che dimostra all’arcangelo di non saperlo fare.
È strano; egli è un sacerdote, quindi una persona abituata a presentarsi davanti
al Signore, eppure, non sa ascoltarne la voce e la parola.
Questo succede anche a tanti cristiani.
Essi pensano che l’essenza del cristianesimo sia darsi da fare nella solidarietà,
nell’assistenzialismo e nell’aiuto fattivo, e non hanno ancora capito che essere
cristiani significa anzitutto dare spazio alla voce di Gesù che parla.
Se non si capisce questo, si rischia di fare una serie di cose-anche belle e
importanti-ma per una persona che si conosce a malapena.
Con questo, non vuol dire che non dobbiamo fare carità; ma che se non
sappiamo riconoscere la voce del Signore, la carità la faremo sempre male,
per questo le due cose vanno sempre fatte assieme.
Logicamente non sarà facile, per questo per abbiamo la preghiera
che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


domenica 17 dicembre 2017

Il Vangelo del Lunedì 18 Dicembre 2017

Della 3° settimana di Avvento
1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (23,5-8)
Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24) anno pari.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di
Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera
dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla
pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un
angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di
prendere con te Maria, tua sposa.
Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà
alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo
dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore
per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo
del Signore e prese con sé la sua sposa.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Con ogni probabilità alle primitive comunità non interessava così tanto
l'infanzia del Signore, cosa invece più interessante per le comunità di
seconda generazione.
Lo scarno racconto di Matteo ci restituisce un uomo grande e generoso,
Giuseppe, che si viene a trovare in una situazione incresciosa; la sua futura
moglie aspetta un figlio non suo.
La notte del povero Giuseppe è insonne e irrequieta; amante tradito vuole
comunque salvare la piccola Maria rescindendo il contratto di fidanzamento
senza svergognarla.
Questo gesto di "giustizia" compiuto in palese disobbedienza alla legge lo
tranquillizza e gli spalanca il cuore a capire cosa sta veramente succedendo.
Il sogno dell'angelo gli offre una chiave interpretativa che ribalta la
tragica situazione.
Grande Giuseppe che, una volta svegliatosi, prende con sé Maria!
Sia lui e la nostra preghiera, ad insegnarci a credere nel Dio dell'impossibile!
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

sabato 16 dicembre 2017

Il Vangelo di Domenica 17 Dicembre 2017

Della 3° Domenica di Avvento.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (61,1-2.10-11)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (5,16-24)
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.19-28) anno B.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da
Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?».
Egli confessò e non negò.
Confessò: «Io non sono il Cristo».
Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse.
«Sei tu il profeta?». «No», rispose.
Gli dissero allora: «Chi sei?
Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato.
Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via
del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei.
Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il
Cristo, né Elia, né il profeta?».
Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua.
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me:
a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul vangelo di oggi.
Giovanni, per identificarsi, non pronuncia nemmeno il suo nome.
Eg1í è semplicemente una voce e, come tale, si disperde una volta che ha
compiuto la sua funzione; il Precursore è consapevole che la sua vita-e in
poco tempo anche la sua morte-ha solo la funzione di preparare i cuori alla
venuta del Signore.
Anche il suo battesimo serve solo come preparazione; arriverà un altro
Battesimo, che avrà il potere di trasformare interiormente il cuore e la vita
di chi lo riceverà.
I cristiani dovrebbero avere la stessa consapevolezza di Giovanni; essi servono
il Vangelo soltanto quando sono consapevoli che sono un indice puntato verso Gesù.
Se essi si appropriano di quanto Dio fa di buono nelle persone, essi diventano
ladri e sarà una cosa davvero triste.
Perciò, noi facciamo i veri cristiani, serviamoci del Vangelo solo per divulgarlo
nel nome del Signore, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

venerdì 15 dicembre 2017

Il Vangelo del Sabato 16 Dicembre 2017

1° lettura dal libro del Siràcide (48,1-4.9-11)
Dal Vangelo secondo Matteo (17,10-13) anno pari.
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché
dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa.
Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno
fatto di lui quello che hanno voluto.
Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Giovanni il Precursore ha il compito di preparare le strade al Signore che viene.
Ma tale preparazione include anche il suo destino di morte.
Egli, come vittima innocente del potere e della prevaricazione degli uomini,
anticipa la morte del messia, agnello immolato per la salvezza degli uomini.
Questo gli apostoli non sono in grado di comprendere che, quando Dio si
manifesta nella nostra vita, non segue le nostre aspettative; magari Egli si
rende presente nella nostra esistenza in maniera totalmente differente rispetto
a come noi ce lo saremmo aspettato.
Ricordare questo è segno di grande saggezza da parte nostra, perché significa
che prendiamo sul serio le proposte d’amore di Dio, perciò, se vogliamo riuscirci,
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.