martedì 7 novembre 2017

Il Vangelo del Mercoledì 8 Novembre 2017

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura lettera di san Paolo apostolo ai Romani (13,8-10)
Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33) anno dispari.
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù.
Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto
ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la
propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere
mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa
e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro,
tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato
a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima
a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro
con ventimila?
Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Facciamoci bene i conti in tasca.
È Gesù stesso che ce lo chiede, che ci invita ad osare, a prendere sul serio la sua
sconcertante provocazione; Egli pretende di essere più grande della più grande
gioia che possiamo vivere.
Più del bene, più dell'affetto, più dell'innamoramento, più del diventare genitori.
È presuntuoso Gesù, ci sfida a diventare veramente suoi discepoli.
Facciamo bene i nostri calcoli; quante energie, quanto tempo, quanta intelligenza
dedichiamo-giustamente-alla nostra famiglia, al lavoro, alla quotidianità?
Mettiamo altrettanta forza nell'investire in ciò che resta, nel dare spazio alla
nostra anima sempre mortificata e compressa, sempre ignorata e messa all'ultimo
posto delle nostre preoccupazioni.
Il Signore non chiede di rinunciare alle gioie legittime che dispensa, ma di
scoprire l'origine di ogni gioia che è la sua presenza.
Non ci sarà facile, ma abbiamo la preghiera che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


lunedì 6 novembre 2017

Il Vangelo del Martedì 7 Novembre 2017

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (12,5-16a)
Dal Vangelo secondo Luca (14,15-24) anno dispari.
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato
chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.
All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”.
Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi.
Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego
di scusarmi”.
Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego
di scusarmi”.
Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone.
Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e
per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”.
Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili
ad entrare, perché la mia casa si riempia.
Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
il Maestro usa un'immagine molto efficace per descrivere il Regno; tutti
sono invitati a parteciparvi, tutti sono chiamati a farne parte, ad esserci.
Discorso piuttosto difficile da digerire in una casa di farisei dove la distinzione
fra puro e impuro aveva finito col creare una netta distinzione sociale fra
quanti praticavano i precetti della Legge e coloro che non lo facevano!
La salvezza non è meritata, non è automatica, non è scontata.
Il rischio, anzi, è che proprio coloro che sono invitati per primi accampino
mille scuse per non partecipare.
In quel momento, allora, il padrone invita al pranzo gli ultimi, i mendicanti,
spingendoli ad entrare.
Siamo noi quei mendicanti che si sono trovati seduti al tavolo del padrone.
Siamo noi coloro che non hanno accampato scuse e si sono lasciati dolcemente
spingere ad entrare dai servi, che sono i discepoli del Signore.
Non commettiamo l'errore, ora, di sentirci salvi, di crederci realizzati, di abusare
di questa straordinaria opportunità, ma aiutiamoci con la preghiera ad essere umili
e non trovare scuse, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


domenica 5 novembre 2017

Il Vangelo del Lunedì 6 Novembre 2017

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (11,29-36)
Dal Vangelo secondo Luca (14,12-14) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: «Quando
offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi
parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu
abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi;
e sarai beato perché non hanno da ricambiarti.
Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’egoismo è talmente tanto attaccato alla nostra persona, che anche quando
siamo seriamente intenzionati a fare contenti gli altri, ci aspettiamo
sempre un ricambio.
Per questo Gesù utilizza l’immagine del banchetto per far comprendere a chi
lo ha invitato che solo nella gratuità vi è la vera felicità.
Avere a che fare con chi non può ricambiarci significa credere che l'unica
ricompensa a cui si deve tendere è l’amicizia di Dio.
Quando ricordiamo che Egli ci chiama a essere come Lui, allora per noi
amare e donarci diventa un’esigenza, senza stare a considerare se e quando
gli altri si accorgeranno di noi.
Ma se ciò non avviene, saremo sempre schiavi di quello che gli altri pensano
di noi e di quello che possono darci in cambio.
Così non conosceremo mai la felicita.
Perciò, doniamo sempre senza chiedere in cambio nulla come fa il Signore,
aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

sabato 4 novembre 2017

Il Vangelo di Domenica 5 Novembre 2017

Della 31° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Malachìa (1,14b-2,2b.8-10)
2° Lettura dallaprima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicèsi (2,7b-9,13)
Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno A.
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla
cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.
Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro
opere, perché essi dicono e non fanno.
Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle
della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro
filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei
banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come
anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il
Padre vostro, quello celeste.
E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà
umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Siccome i farisei avevano perso il senso del vero rapporto con Dio, la loro
esistenza era divenuta una semplice esibizione di potere e di apparenza nei
confronti degli altri.
Ma Gesù smaschera quest'atteggiamento, facendo notare ai suoi ascoltatori
che l’esperienza spirituale dei farisei era fasulla e non doveva essere presa
per nulla come esempio.
Bisogna notare che il Signore non dice che il loro insegnamento sia da rifiutare;
piuttosto, ciò che non va è la loro incoerenza rispetto a quanto predicano; per
questo motivo, capiamo l’importanza di parlare poco e di darci da fare con
impegno nella vita cristiana.
Di persone che pontificano sulla vita cristiana ce ne sono fin troppe; ma chi,
poi, s’impegna davvero a mettere in pratica quella parola esigente
ce ne sono pochi?
Perciò, impegniamoci davvero a mettere in pratica l’insegnamento di Gesù,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


venerdì 3 novembre 2017

Il Vangelo del Sabato 4 Novembre 2017

Della 30° settimana del Tempo Ordinario.
San Carlo Borromeo
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (11,1-2a.11-12.25-29)
Dal Vangelo secondo Luca (14,1.7-11) anno dispari.
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi
stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti:
«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto,
perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato
te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”.
Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto.
Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando
viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”.
Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta
sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È davvero imbarazzante vedere il comportamento dei farisei i quali, invece di
dare esempio di umiltà e di buon gusto, si rivelano attaccati alle apparenze.
È davvero deprecabile constatare che molti cristiani non abbiano in nessuna
considerazione l’umiltà e la modestia; per tanti di essi persino la Messa diviene
occasione per mettersi in mostra e vantarsi di pregi; che invece non hanno affatto.
Siamo anche noi così?
Facciamo attenzione, perché coloro che fanno della loro fede un fatto di
apparenza, sono vuoti dentro e non hanno capito affatto cosa significhi
vivere davvero la propria fede.
Nei confronti di tali persone, il Signore Gesù esprime un giudizio particolarmente
amaro ed esigente; Egli non li conosce affatto, poiché non sono umili come Lui.
Tutto questo, ancora oggi succede nelle nostre parrocchie, attenzione però al
giudizio di Gesù, perché come fece allora, lo farà ancora di più oggi, perciò, per
non essere come i farisei chiediamo aiuto allo Spirito attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.



giovedì 2 novembre 2017

Il Vangelo del Venerdì 3 Novembre 2017

Della 30° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (9,1-5)
Dal Vangelo secondo Luca (14,1-6) anno dispari.
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi
stavano a osservarlo.
Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no
guarire di sabato?». Ma essi tacquero.
Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non
lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?».
E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Tutti tacciono; davanti all'immenso buon senso di Gesù c'è poco da dire,
meglio tacere per evitare di fare peggiori figure.
Di nuovo, come qualche giorno fa, Gesù analizza lo stretto rapporto che
esiste tra fede e abitudine, tra norma e libertà, fra regola e Dio.
E questo rapporto non riguarda i non credenti ma proprio noi che abbiamo
conosciuto il rabbì e vogliamo essere suoi discepoli fino in fondo
e amarlo e seguirlo.
La fede riguarda più la dimensione dell'intuito, dell'emozione,
dell'abbandonarsi, all'inizio, almeno.
Poi, col passare del tempo, come ogni realtà umana, si organizza,
si struttura, si abitua.
È normale, è giusto; serve un contenitore per le emozioni, un percorso
per la conversione.
Il rischio, però, è quello di perdere di vista la ragione finale, concentrarci
sulla norma scordandoci la ragione per cui esistiamo.
Così la fede, anzi peggio.
Peggio, perché diamo un'aura di religiosità e divinità alle scelte che sono
storiche, passeggere, penultime.
Guarire un malato era ed è un gesto di amore, che dà gloria a Dio, non un
lavoro che vìola il sabato!
Non sempre siamo in grado di amare il prossimo, tante volte puntiamo il dito,
così non fa Gesù, per imitarlo dobbiamo predisporci interiormente
attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

mercoledì 1 novembre 2017

Il Vangelo del Giovedì 2 Novembre 2017

Della 30° settimana del Tempo Ordinario.
Commemorazione di tutti i fedeli defunti.
1° Lettura dal libro della Sapienza (3,1-9)
2° Lettura dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (21,1-5a.6b-7)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,37-40) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a
me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal
cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di
quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede
in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Siamo immortali dai giorno del nostro concepimento.
In noi abita la presenza stessa di Dio, brandello della sua essenza, eccedenza
che riempie il nostro cuore e che scatena in noi il desiderio di assoluto che
così faticosamente riconosciamo e assecondiamo.
Tutta la nostra vita diventa la scoperta del senso della stessa vita, l’accoglienza
del Vangelo e dello straordinario volto di Dio raccontato da Gesù.
La nostra esistenza è una caccia al tesoro e quando scopriamo lo splendore
del Padre scopriamo la nostra anima e ne assecondiamo i sussulti.
Quando sorella morte bussa alla nostra porta la nostra anima raggiunge Dio
per essere accolta, se pronta, o per un periodo di preparazione.
Dio accetta anche che rifiutiamo risolutamente la sua salvezza e, nella nostra
libertà, dolorosamente accetta anche la nostra scelta distruttrice.
La preghiera di intercessione che facciamo per i nostri defunti fa loro sentire
vicino il nostro affetto e li incoraggia sulla via della purificazione.
Alla pienezza dei tempi le nostre anime torneranno a ricongiungersi ai nostri
corpi trasfigurati.
Con questa speranza, oggi, visitiamo i cimiteri (cioè i dormitori) dove i corpi
dei defunti attendono la resurrezione finale e preghiamo per le loro anime.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.