venerdì 27 ottobre 2017

Il Vangelo del Sabato 28 Ottobre 2017

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.
Santi Simone e Giuda apostoli.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (2,19-22)
Dal Vangelo secondo Luca (6,12-19) anno dispari.
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte
pregando Dio.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali
diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di
Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo,
Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio
di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.
C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea,
da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo
ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti
impuri venivano guariti.
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
C’è grande folla di discepoli attorno a Gesù, ma egli passa tutta la notte in
preghiera per scegliere coloro che avranno, nella Chiesa, un ruolo
assolutamente importante.
Essi, all’inizio, avevano pensato che tale scelta significasse per loro prestigio
e riconoscimento; solo in seguito comprenderanno che seguire Gesù significa
essere pronti a donare la propria vita, come aveva fatto Lui.
Bere il suo calice e ricevere il suo battesimo; questa è la vocazione dell’apostolo;
essi, al principio della loro missione non sanno cosa significhi davvero.
Sarà lo Spirito a dare loro la forza di testimoniare il nome del Signore con il sangue.
Lo Spirito dà anche a noi la forza; non dobbiamo temere il mondo o il giudizio
degli altri, poiché il Signore ha vinto con l'amore.
Perciò, se vogliamo seguirlo veramente, dobbiamo amare come ha fatto Lui,
non è una cosa facile, ma abbiamo la preghiera che ci può aiutare e lo
Spirito Santo farà il resto.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


giovedì 26 ottobre 2017

Il Vangelo del Venerdì 27 Ottobre 2017

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (7,18-25a)
Dal Vangelo secondo Luca (12,54-59) anno dispari.
In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da
ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade.
E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti!
Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non
sapete valutarlo?
E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca
di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e
il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione.
Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
Parola del Signore
Riflessione personale sul vangelo di oggi.
A volte noi uomini siamo davvero sciocchi.
Siamo sempre pronti a programmare e a valutare dati, situazioni ed eventi,
e poi non siamo in grado di capire-da quanto avviene attorno a noi- gli
avvertimenti che Dio ci manda.
Le parole di Gesù, però, scoprono ben altro; infatti tale incapacità di
comprendere non è legata ad una nostra incapacità, quanto piuttosto a una
nostra cattiva volontà.
Per questo Gesù chiama i suoi interlocutori con l'epiteto di ipocriti.
Quando Dio parla nella nostra vita e noi non vogliamo ascoltarlo, ci comporti
esattamente come i suoi contemporanei; ci chiudiamo alla sua grazia, e preferiamo
restare nel nostro piccolo e ristretto modo di pensare, piuttosto che allargare i nostri
orizzonti verso la luce della parola di Gesù, che è esigente, ma dà salvezza e luce.
Ed allora, per non sentirci chiamare ipocriti dal Signore, ascoltiamolo e mettiamo
in pratica i suoi insegnamenti, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

mercoledì 25 ottobre 2017

Il Vangelo del Giovedì 26 Ottobre 2017

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (6,19-23)
Dal Vangelo secondo Luca (12,49-53) anno dispari.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il senso della vita e, soprattutto, della morte del Signore si trova proprio nelle
parole che abbiamo ascoltato nel Vangelo odierno; Egli è venuto sulla terra
per portare il fuoco della presenza di Dio che rinnova la faccia della terra.
Dunque, la vita cristiana è tutto fuorché tranquillità e quieto vivere.
Tutt'altro!
Decidersi per Cristo vuol dire impegnarsi per la causa di un regno che è
già qui, in mezzo a noi.
Un regno che si va edificando con i mattoni che mettiamo insieme giorno
dopo giorno in questo nostro oggi.
Vuol dire allora rimboccarsi le maniche e compiere gesti concreti di
solidarietà, di giustizia, di amore disinteressato.
Vuol dire operare scelte coerenti con il credo che professiamo.
Scelte che implicano spesso un andare contro corrente con fermezza.
Ma è necessario che questo fuoco, cioè lo Spirito Santo, divampi innanzitutto
nel nostro cuore per smascherare il nostro egoismo e il nostro amor proprio.
Ma per riuscirci dobbiamo sempre aiutarci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


martedì 24 ottobre 2017

Il Vangelo del Mercoledì 25 Ottobre 2017

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (6,12-18)
Dal Vangelo secondo (12,39-48) anno dispari.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’attesa è parte integrante della vita cristiana.
Essa, contrariamente a quanto comunemente si pensa, non è un tempo
inoperoso nel quale il credente si lascia andare a una serie di comportamenti
in contrasto con la fede cristiana; Gesù dice che coloro i quali approfittano
di quest'attesa per distrarsi o, peggio ancora, per opprimere gli altri, saranno
redarguiti duramente.
A questo punto, si tratta di analizzare come viviamo la nostra giornata;
è certo che il Signore verrà, anche se non sappiamo quando.
Ma come riempiamo la nostra attesa?
Se viviamo in maniera distratta e senza rispetto per i nostri fratelli, presto
o tardi tale attesa diverrà per noi un incubo.
Soltanto l'amore di Dio può aiutarci a vivere in maniera operosa la nostra vita
quotidiana, avendo sempre lo sguardo fisso sulla nostra speranza eterna.
Perché, sperare non costa nulla, serve soltanto fiducia e preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

lunedì 23 ottobre 2017

Il Vangelo del Martedì 24 Ottobre 2017

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,12.15b.17-19.20b-21)
Dal Vangelo secondo Luca (12,35-38) anno dispari.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Viene, il Signore.
Viene quando meno ce lo aspettiamo, viene nei momenti meno probabili,
viene nella vita di ciascuno più e più volte.
È venuto nella storia, certo, e tornerà nella gloria, alla fine del tempo.
Ma continua impercettibilmente a bussare alla nostra porta; se sappiamo
riconoscerlo ed aprirgli verrà e cenerà con noi.
Siamo chiamati a vegliare, a tenere desti i nostri cuori, a non lasciarci
travolgere dalle tante cose da fare, dalle preoccupazioni e dalle ansie,
dalla paura e dallo scoraggiamento.
Il Signore ci vuole svegli, pronti, determinati, decisi.
Se siamo discepoli rischiamo di sederci sulle nostre piccole sicurezze.
Di abituarci a Dio.
È difficile, lo so bene, lo vivo sulla mia pelle; difficile stare sempre attenti,
ritagliarsi qualche micro-spazio di meditazione da infilare nelle nostre
caotiche giornate.
Eppure; travolti dall'amore di Dio, sorpresi dalla gioia, convertiti dalla Parola,
possiamo trasformare la nostra vita facendola diventare attesa.
Non sarà facile, per questo dobbiamo sempre farci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


domenica 22 ottobre 2017

Il Vangelo del Lunedì 23 Ottobre 2017

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (4,20-25)
Dal Vangelo secondo Luca (12,13-21) anno dispari.
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, dì a mio fratello che
divida con me l’eredità».
Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche
se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un
raccolto abbondante.
Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti?
Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi
e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.
Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni;
ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”.
Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita.
E quello che hai preparato, di chi sarà?”.
Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Guai a noi se pensassimo che Dio si prenda cura di noi nella misura in cui
siamo nell’abbondanza!
Gli ebrei, al tempo di Gesù, erano convinti che la prosperità economica era
fiuto della benedizione che l’Altissimo concedeva ai suoi fedeli.
Ecco perché i due fratelli litigiosi chiedono a Gesù d'intervenire ed ecco
perché egli racconta una parabola dal finale così inquietante.
Eppure tanti di noi hanno lo stesso modo di pensare.
Quante volte anche noi dedichiamo gran parte della vita a realizzare progetti
che, alla fine, non sono poi così importanti?
Il bello è che siamo convinti che la nostra serenità possa dipendere dalla
realizzazione di quel sogno, e non piuttosto dalla fiducia in Dio.
Se anche noi abbiamo questa mentalità, dobbiamo sapere che reteremo delusi.
Per non incorrere in tante delusioni, lasciamoci guidare dal Signore,
attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

sabato 21 ottobre 2017

Il Vangelo di Domenica 22 Ottobre 2017

Della 29° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (45,1.4-6)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicèsi (1,1-5b)
Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21) anno A.
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come
cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro,
sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità.
Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno.
Dunque, di a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete
mettermi alla prova?
Mostratemi la moneta del tributo».
Ed essi gli presentarono un denaro.
Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?».
Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio
quello che è di Dio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul vangelo di oggi.
L’ipocrisia degli interlocutori di Gesù è davvero grande; a loro non
interessa se il Maestro risponde saggiamente oppure no.
Il loro vero intento è quello di metterlo in difficoltà facendogli dire qualcosa
che avrebbe potuto metterlo in seria difficoltà con l’autorità politica.
Ma a Cristo non interessa inimicarsi nessuno; quello che egli vuole affermare
è che vi sono degli impegni umani, legati alla vita sociale, che vanno assolti;
ma sopra di questi vi sono gli impegni che ciascuno di noi ha con Dio, che è
il nostro creatore e che, quindi, ha molti più diritti degli uomini sui loro simili.
Non dimentichiamo questa lezione; ogni istante della nostra vita è un bel
momento nel quale dobbiamo ricordarci del suo amore; già questo significa
dargli quello che gli spetta di diritto, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.