domenica 23 aprile 2017

Il Vangelo del Lunedì 24 Aprile 2017

2° settmana del tempo di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (4,23-31)
Dal Vangelo secondo Giovanni (3,1-8) anno dispari.
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei
capi dei Giudei.
Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che
sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere
questi segni che tu compi, se Dio non è con lui».
Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce
dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo
quando è vecchio?
Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua
madre e rinascere?».
Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce
da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato
dallo Spirito è spirito.
Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto.
Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da
dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Nicodèmo è sinceramente spinto a cercare la verità e per questo
si rivolge a Colui che è l’incarnazione di essa.
Ma egli, per capire davvero cosa voglia dire Gesù, deve avere
il coraggio di rinascere nuovamente.
È un modo per dire che deve assumere un nuovo criterio di
relazione con Dio, che è certamente diverso da quello a cui
era abituato, rapportandosi al Dio d’Israele.
Anche noi, come questo personaggio, abbiamo bisogno
continuamente di rinascere dall’acqua e dallo Spirito, perchè
c’è sempre il rischio di chiuderci nelle nostre anguste prospettive
umane e di non accogliere la grazia che Dio ci dona in Cristo.
In questo tempo di Pasqua, chiediamo nuovamente e con fede
di fare quest’esperienza, per essere davvero discepoli convinti
di Gesù, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

sabato 22 aprile 2017

Il Vangelo di Domenica 23 Aprile 2017

2° Domenica di Pasqua, Divina Misericordia.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (2,42-47)
2° Lettura dalla prima lettera di san Pietro apostolo (1,3-9)
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31) anno A.
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano
chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per
timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse
loro: “Pace a voi!”.
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.
E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha
mandato me, anch’io mando voi”.
Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo.
A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati;
a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era
con loro quando venne Gesù.
Gli dicevano gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”.
Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno
dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi
e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era
con loro anche Tommaso.
Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e
disse: “Pace a voi!”.
Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie
mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non
essere incredulo ma credente!”.
Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”.
Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”.
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni
che non sono stati scritti in questo libro.
Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo,
il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Nonostante l’evidenza possa farci pensare il contrario,
noi viviamo uno stato di beatitudine maggiore di quello
che hanno vissuto gli Apostoli.
Infatti, noi rientriamo nella categoria indicata da Gesù;
siamo cioè quelli che credono in Lui senza averlo
visto di persona.
Del resto, nemmeno la presenza fisica del Signore è
garanzia di un rapporto profondo e vivo con Lui; ne è
dimostrazione il fatto che gli stessi Apostoli, che hanno
vissuto materialmente con il Cristo per tanto tempo,
spesso hanno dimostrato di non aver capito il dono che
avevano ricevuto stando con Lui.
Dunque, senza la fede che è dono di Dio non si può
comprendere la presenza e l’azione del Risorto nella
nostra vita; questa fede ci dà uno sguardo più acuto di
quello dei contemporanei di Gesù.
Perciò, non scoraggiamoci, ma chiediamo al Signore
la vera fede attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


venerdì 21 aprile 2017

Il Vangelo del Sabato 22 Aprile 2017

Ottava di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (4,13-21)
Dal Vangelo secondo Marco (16,9-15) anno dispari.
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù
apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva
scacciato sette demòni.
Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui
ed erano in lutto e in pianto.
Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei,
non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro,
mentre erano in cammino verso la campagna.
Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non
credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola,
e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore,
perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto.
E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate
il Vangelo a ogni creatura». 
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’evangelista Marco, dando un riassunto delle apparizioni di
Gesù Risorto, dice che, tanto alla testimonianza di
Maria Maddalena quanto a quella dei discepoli di Emmaus,
gli apostoli non vollero credere.
Si tratta di una resistenza alla fede che a volte si annida
anche in noi.
Siamo fatti per la gioia, tuttavia la tentazione è spesso quella
di chiuderci nelle nostre tristezze, travolti dal “quì e ora” delle
preoccupazioni del momento non pienamente investite da quel
motivo forte di gioia che è la fede in Gesù Risorto.
Il cuore intristisce e non sa più amare, invece di lanciarsi con
fede e abbandono in Gesù crocifisso e risorto.
Affinchè la fede si esprima nella franchezza dell’annuncio,
occorre apertura, intuizione, intelligenza, virtù, fiducia, amore
e molta volontà, lavoro e perseveranza.
Sono troppe le cose che servono per aprirci all’annuncio, vero?
Non credo, se ci mettiamo il cuore e la preghiera, tutto
diventa più facile.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

giovedì 20 aprile 2017

Il Vangelo del Venerdì 21 Aprile 2017

Ottava di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (4,1-12)
Dal Vangelo secondo Giovanni (21,1-14) anno dispari.
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul
mare di Tiberìade.
E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro,
Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea,
i figli di Zebedèo e altri due discepoli.
Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare».
Gli dissero: «Veniamo anche noi con te».
Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non
presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli
non si erano accorti che era Gesù.
Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?».
Gli risposero: «No».
Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra
della barca e troverete».
La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande
quantità di pesci.
Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!».
Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste
attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare.
Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando
la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se
non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del
pesce sopra, e del pane.
Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora».
Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete
piena di centocinquantatré grossi pesci.
E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.
Gesù disse loro: «Venite a mangiare».
E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?»,
perché sapevano bene che era il Signore.
Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.
Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo
essere risorto dai morti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù il Signore chiama i suoi più cari amici con un
appellativo pieno di tenerezza e d’amore; figlioli.
Egli li considera come figli, partoriti sul Calvario e nutriti
con il suo corpo durante l’Ultima Cena.
Per questo, il Cristo fa ciò che ogni buona madre fa con
i suoi figli; prepara loro da mangiare.
Proprio in quel contesto così familiare e amichevole,
i discepoli vedono ancora una volta la rivelazione della
potenza del Cristo risorto.
Gesù riserva anche a noi quest’appellativo pieno d’amore;
ci chiama figli tutte le volte che noi lo riceviamo
nell’Eucaristia e tutte le volte che ci facciamo lavare
dal peccato con la sua grazia.
Dunque, non abbiamo il diritto di dire che Egli non si
ricorda di noi, oche abbia altro a cui pensare quando si soffre.
Egli è la nostra madre premurosa che ci protegge e ci nutre.
Purtroppo invece, siamo sempre noi che ci allontaniamo
da Lui, perciò, se vogliamo sentirlo vicino, rimaniamo
attaccati a Lui con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

mercoledì 19 aprile 2017

Il Vangelo del Giovedì 20 Aprile 2017

Ottava di Pasqua. 
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (At 3,11-26)
Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48) anno dispari.
In quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus
narravano ciò che era accaduto lungo la via e come
l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona
stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.
Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono
dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!
Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa,
come vedete che io ho».
Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni
di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese
e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando
ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose
scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».
Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e
disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai
morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a
tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati,
cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni». 
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’evangelista Luca vuole trasmettere quest’idea fondamentale;
pur essendo risorto, Gesù è sempre lo stesso.
Egli non è un fantasma o qualche personaggio misterioso
venuto dal regno dei morti; è sempre Lui, il Signore.
Per questo Egli si ferma a conversare affabilmente con i suoi
e mangia persino con loro.
Però, è anche il Cristo risorto, il vivente; è Colui che ha vinto
la morte e che ci rende partecipi della sua sua vita immortale.
Per questo, apre la mente degli apostoli all’intelligenza delle
Scritture; essi devono capire che tutto quello che è successo
era stato già predetto dai profeti.
Dunque, la risurrezione di Gesù rappresenta l’apice della
rivelazione di Dio, la manifestazione del suo mistero di salvezza.
Gli apostoli, di questa rivelazione, diverranno fedeli custodi.
E noi, siamo in grado di credergli senza apparizioni eclattanti?
Spero proprio di si, se facciamo fatica, aiutiamoci con la
preghiera per riuscirci meglio.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

martedì 18 aprile 2017

Il Vangelo del Mercoledì 19 Aprile 2017

Ottava di Pasqua.
1°Lettura dagli Atti degli Apostoli (3,1-10)
Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35) 
Ed ecco, in quello stesso giorno, , due erano in cammino
per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici
chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto
quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona
si avvicinò e camminava con loro.
Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state
facendo tra voi lungo il cammino?».
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa,
gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme!
Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
Domandò loro: «Che cosa?».
Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu
profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto
il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno 
consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso.
Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele;
con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose
sono accadute.
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate
al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono
venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali
affermano che egli è vivo.
Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come
avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che
hanno detto i profeti!
Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare
nella sua gloria?».
E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte
le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece
come se dovesse andare più lontano.
Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno
è ormai al tramonto».
Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione,
lo spezzò e lo diede loro.
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.
Ma egli sparì dalla loro vista.
Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore
mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci
spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove
trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali
dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!».
Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano
riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La scena di Emmaus ha qualcosa di straordinariamente familiare e intimo.
Dopo il momento della catechesi e dell’approfondimento, è il
momento della convivialità di stare a tavola insieme.
Clèopa e il suo amico si rendono conto che proprio in quella intimità
familiare Dio si manifesta; i loro occhi si aprono e tutte le parole del
misterioso pellegrino assumono il loro pieno significato.
Se vogliamo incontrare Gesù, non dobbiamo andare a cercarlo chissà dove.
È sufficiente guardare meglio nella nostra nostra quotidianità e nella
semplicità familiare delle cose che facciamo tutti i giorni; lo troveremo
lì ad attenderci.
Egli si lascia trovare proprio nell’ordinarietà e nelle pieghe della
nostra giornata; allora sperimenteremo l’intima gioia di accogliere
nella nostra casa Colui che ci ama con tenerezza.
Perciò, non dobbiamo cercare come matti per trovare il Signore, è più
vicino di quanto crediamo, dobbiamo solo riconoscerlo, ma se non ci
riusciamo, aiutiamoci con la preghiera e la fede solo così
sapremo riconoscerlo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

lunedì 17 aprile 2017

Il Vangelo del Martedì 18 Aprile 2017

Fra l'Ottava di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (2,36-41)
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,11-18) anno dispari.
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva.
Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in
bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi,
dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?».
Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva
che fosse Gesù.
Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».
Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore,
se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!».
Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!»-che significa: «Maestro!».
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al
Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: “Salgo al Padre mio
e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il
Signore!» e ciò che le aveva detto.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Maria di Màgdala non aveva un passato di cui vantarsi e, per di più,
la testimonianza di una donna non valeva affatto.
Eppure, Gesù decide di apparire proprio a lei.
Quanto more affettuoso ci dev'essere stato nell'intonazione della
voce di Gesù, quando ha pronunciato il nome di Maria.
Ella riconosce il Maestro e si getta ai suoi piedi, con riconoscenza e amore.
Chissà con quanto amore Gesù pronuncia il nostro nome ogni giorno!
Il problema, forse, è che noi non rispondiamo con la stessa gioia
e riconoscenza della Maddalena. Distratti come siamo da mille cose,
non abbiamo il coraggio di fermarci un attimo per
ascoltare la voce di Colui che, nel profondo del nostro cuore, ci parla
e ci rivolge parole di salvezza. Proviamo ad ascoltarlo un po' di più,
ed anche noi faremo l'esperienza gioiosa della Maddalena.
Sicuramente per tutti noi non sarà facile, ed allora aiutiamoci con
la preghiera se vogliamo riuscirci.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.