sabato 26 marzo 2016

Santa Pasqua 27 Marzo 2016

Il Vangelo della Domenica di Pasqua 
Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (10,34.37-43)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (3,1-4)
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9) anno C.
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò
al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide
che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo,
quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via
il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si
recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse
più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed
entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario–che
era stato sul suo capo–non posato là con i teli, ma avvolto
in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per
primo al sepolcro, e vide e credette.
Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che
cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Una tomba vuota; è tutto ciò che Pietro e Giovanni vedono.
Eppure, in quel vuoto essi riconoscono la manifestazione
della potenza di Dio, che ha risuscitato Gesù; di fronte
a questo, essi hanno il coraggio di credere e da allora il
sepolcro vuoto è il messaggio più sconvolgente di tutti i tempi.
Solo allora essi comprendono tutte le parole del Maestro,
che essi non erano riusciti a capire per la durezza del loro cuore.
Essi non hanno ancora visto il Risorto, ma il loro cuore si apre
ad una dimensione nuova, quella della fede nel Cristo risorto.
E noi, dove siamo?
Siamo ancora fermi al Venerdì o abbiamo aperto anche
noi il nostro cuore?
Speriamo di sì, perché Gesù è risorto anche per noi,
per questo dobbiamo far festa con la preghiera; Alleluia.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona Pasqua e Buona giornata Fausto.

venerdì 25 marzo 2016

Sabato Santo 26 Marzo 2016

S. Messa di Risurrezione
1° Lettura dal libro della Gènesi (1,1 - 2,2)
2° Lettura dal libro della Gènesi (22,1-18)
3° Lettura dal libro dell’Èsodo (14,15- 15,1)
4° Lettura dal libro del profeta Isaìa (Is 54,5-14)
5° Lettura dal libro del profeta Isaìa (55,1-11)
6° Lettura dal libro del profeta Baruc (3,9-15.32 - 4,4)
7° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (36,16-17a.18-28)
Epistola, dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (6,3-11)
Dal Vangelo secondo Luca (24,1-12) anno C.
Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne]
si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che
avevano preparato.
Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e,
entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo,
ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante.
Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra,
ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti
colui che è vivo?
Non è qui, è risorto.
Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea
e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato
in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno"».
Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal
sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a
tutti gli altri.
Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre
di Giacomo.
Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste
cose agli apostoli.
Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento
e non credevano ad esse.
Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi,
vide soltanto i teli.
E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La sequenza di Pasqua ci dice in realtà cosa è avvenuto
in questa notte santissima; la morte e la vita hanno
sostenuto un duello terribile, ma la prima ha avuto
la peggio e la Vita ha vinto.
Non c’è più posto per la morte nel cuore dei credenti,
essa non ha più diritto di cittadinanza sul volto e nella
vita di tutti i discepoli di Gesù.
Forse stiamo pensando a tutte quelle situazioni di
sofferenza e di dolore che abbiamo attorno a noi, e sono
tante; come vedere in esse la risurrezione di Cristo?
Eppure, anche in esse la morte è stata sconfitta e non
può più stare lì; quelle sofferenze sono come le doglie
del parto, nell’attesa che nasca qualcosa di nuovo.
Per questo, dobbiamo avere fiducia, e guardare con
occhi nuovi anche quelle situazioni; non dobbiamo
aver paura di annunciare la vita anche dove essa sembra
che sfugga via; presto vedremo come Gesù risorto
illuminerà anche la tenebra più oscura, e la notte del
dolore si aprirà certamente alla speranza di una vita migliore.
Sì, Gesù ha vinto la morte, questa è la nostra gioia e
per questo preghiamo; Alleluia.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona Pasqua e Buona giornata Fausto.


giovedì 24 marzo 2016

Venerdì Santo 25 Marzo 2015

1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (52,13- 53,12)
2° Lettura dalla lettera agli Ebrei (4,14-16; 5,7-9)
Passione del Signore.
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo
Giovanni (18,1- 19,42) anno C.
Catturarono Gesù e lo legarono.
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del
torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò
con i suoi discepoli.
Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché
Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli.
Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di
soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e
dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi.
Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli,
si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?».
Gli risposero: «Gesù, il Nazareno».
Disse loro Gesù: «Sono io!».
Vi era con loro anche Giuda, il traditore.
Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra.
Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?».
Risposero: «Gesù, il Nazareno».
Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io.
Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano»,
perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non
ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato».
Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori,
colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro.
Quel servo si chiamava Malco.
Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero:
il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».
Lo condussero prima da Anna
Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei,
catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna:
egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote
quell’anno.
Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente
che un solo uomo muoia per il popolo».
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo.
Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed
entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote.
Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta.
Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote,
tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro.
E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu
uno dei discepoli di quest’uomo?».
Egli rispose: «Non lo sono».
Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché
faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con
loro e si scaldava.
Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai
suoi discepoli e al suo insegnamento.
Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente;
ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove
tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla
di nascosto.
Perché interroghi me?
Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro;
ecco, essi sanno che cosa ho detto».
Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno
schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?».
Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male.
Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?».
Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa,
il sommo sacerdote.
Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Non lo sono!
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi.
Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?».
Egli lo negò e disse: «Non lo sono».
Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello
a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse
visto con lui nel giardino?».
Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio.
Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non
contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.
Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa
portate contro quest’uomo?».
Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non
te l’avremmo consegnato».
Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo
secondo la vostra Legge!».
Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere
a morte nessuno».
Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando
di quale morte doveva morire.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli
disse: «Sei tu il re dei Giudei?».
Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno
parlato di me?».
Pilato disse: «Sono forse io Giudeo?
La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me.
Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il
mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero
combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il
mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?».
Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re.
Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo:
per dare testimonianza alla verità.
Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».
E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro:
«Io non trovo in lui colpa alcuna.
Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta
uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà
per voi il re dei Giudei?».
Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!».
Barabba era un brigante.
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.
E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero
sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora.
Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!».
E gli davano schiaffi.
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco
fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna».
Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello
di porpora.
E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».
Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono:
«Crocifiggilo! Crocifiggilo!».
Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui
non trovo colpa».
Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la
Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».
All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura.
Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?».
Ma Gesù non gli diede risposta.
Gli disse allora Pilato: «Non mi parli?
Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di
metterti in croce?».
Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me,
se ciò non ti fosse stato dato dall’alto.
Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».
Via! Via! Crocifiggilo!
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà.
Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare!
Chiunque si fa re si mette contro Cesare».
Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette
in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà.
Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno.
Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!».
Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!».
Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?».
Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare».
Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
Lo crocifissero e con lui altri due.
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso
il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo
crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra,
e Gesù in mezzo.
Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce;
vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».
Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove
Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico,
in latino e in greco.
I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non
scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono
il re dei Giudei”».
Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».
Si sono divisi tra loro le mie vesti.
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue
vesti, ne fecero quattro parti–una per ciascun soldato–, e la tunica.
Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un
pezzo da cima a fondo.
Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo
a sorte a chi tocca».
Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra
loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte».
E i soldati fecero così.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di
sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo
che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».
Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».
E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto,
affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete».
Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna,
imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono
alla bocca.
Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!».
E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non
rimanessero sulla croce durante il sabato–era infatti un
giorno solenne quel sabato–, chiesero a Pilato che fossero
spezzate loro le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno
e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui.
Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli
spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia
gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza
è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.
Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura:
«Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della
Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che
hanno trafitto».
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo
di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato
di prendere il corpo di Gesù.
Pilato lo concesse.
Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.
Vi andò anche Nicodèmo–quello che in precedenza era
andato da lui di notte–e portò circa trenta chili di una
mistura di mirra e di áloe.
Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli,
insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare
la sepoltura.
Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino
e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era
stato ancora posto.
Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei
e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.
Parola del Signore.
Riflessione personale sulla Passione di Gesù.
L’ora è giunta anche per Maria.
Quell’ora di cui Gesù aveva parlato a Cana di Galilea,
e che fu anticipata grazie all’intercessione materna della
Vergine, ora si profila sul Calvario in tutta la sua
drammaticità attuale.
Eppure, Maria ha il coraggio di restare sotto la croce,
fiduciosa nel fatto che Dio, in qualche modo, interverrà
per mantenere le promesse che Lui stesso le aveva fatto
tanti anni prima per mezzo di un angelo.
Intanto, Gesù fa all’umanità l’ultimo grande dono; sua madre.
Facciamo attenzione al testo; non è la Madonna che viene
affidata al discepolo amato, ma esattamente il contrario.
Questo significa che il Signore si è preoccupato di noi e del
nostro destino eterno fino al punto di affidarci a sua madre.
Con questo amore e gratitudine dobbiamo rispondere
a questo dono!
Per questo, con la nostra vita dobbiamo dimostrare di essere
degni di questo affidamento, per non deludere la nostra
Madre Celeste.
Ed allora, ringraziamo il Signore con la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

mercoledì 23 marzo 2016

Il Vangelo del Giovedì Santo 24 Marzo 2016

(MESSA IN CENA DOMINI)
1° Lettura dal libro dell’Èsodo (12,1-8.11-14)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo
ai Corìnzi (11,23-26)
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,1-15) anno C.
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta
la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo
amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore
a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù,
sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che
era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose
le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita.
Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei
discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore,
tu lavi i piedi a me?».
Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci;
lo capirai dopo».
Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!».
Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».
Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi,
ma anche le mani e il capo!».
Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno
di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri,
ma non tutti».
Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette
di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi?
Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene,
perché lo sono.
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi,
anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.
Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate
come io ho fatto a voi».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’Eucaristia non si può capire se non in un contesto di
servizio e di amorevole donazione di sé.
Se crediamo che basti andare a Messa per onorare Gesù,
ci sbagliamo di grosso; infatti, Egli ha lavato i piedi anche
a noi e continuamente ce li lava nella celebrazione eucaristica,
perché anche noi possiamo fare lo stesso agli altri.
Guardiamoci intorno; quante persone aspettano da noi
attenzione ed amore?
E quante volte siamo troppo impegnati a pensare a noi
stessi ed alle nostre cose, e perdiamo così occasioni preziose
per fare di tutta la nostra vita un’Eucaristia?
Per questo, non dobbiamo aver paura di fare come il Maestro,
il quale si chinò per servire i suoi; non solo non perdiamo
la nostra dignità, ma acquisteremo persino la simpatia
e l’affetto degli altri.
Ma Gesù ci fa un’ulteriore raccomandazione; quando
dobbiamo scegliere a chi lavare i piedi, scegliamo coloro
che non possono darci nulla in cambio; sarà Lui stesso
la nostra ricompensa.
Non sarà facile, ma abbiamo la preghiera che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

martedì 22 marzo 2016

Il Vangelo del Mercoledì 23 Marzo 2016

1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (50,4-9)
Dal Vangelo secondo Matteo (26,14-25) anno C.
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta,
andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete
darmi perché io ve lo consegni?».
E quelli gli fissarono trenta monete d’argento.
Da quel momento cercava l’occasione propizia per
consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono
a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te,
perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il
Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da
te con i miei discepoli”».
I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù,
e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici.
Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno
di voi mi tradirà».
Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno
a domandargli: «Sono forse io, Signore?».
Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano
nel piatto, è quello che mi tradirà.
Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma
guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!
Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».
Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?».
Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il tradimento di Giuda resta ancora oggi un mistero per
noi, dopo più di duemila anni di storia cristiana.
Quale fu il vero motivo di questo atto così spregevole?
Le risposte possono essere tante e tutte plausibili.
Eppure, al di là di ogni risposta, non dobbiamo dimenticare
un fatto importante; dentro ognuno di noi si nasconde un
Giuda, pronto a fare lo stesso atto di tradimento nei
confronti dell’amore di Dio.
La differenza tra noi e lo sfortunato apostolo è che noi
possiamo ripetere questo tradimento infinite volte; capiamo
quanto grande è la nostra responsabilità?
Tutte le volte che pecchiamo, quei trenta denari vengono
versati ancora una volta, e noi vendiamo il Cristo per una
manciata di monete maledette, che non servono a nulla se
non a ricordarci il nostro tradimento vile e squallido.
Perciò, non diamo sempre la colpa a Giuda, anche ci
mettiamo del nostro in quel tradimento, allora, chiediamo
perdono e preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.