martedì 21 maggio 2024

Il Vangelo del Mercoledì 22 Maggio 2024

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Rita da Cascia, religiosa.

Prima lettura.

Non sapete quale sarà domani la vostra vita.

Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà».

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (4,13-17)

Ora [mi rivolgo] a voi, che dite: «Oggi

o domani andremo nella tal città e vi

passeremo un anno e faremo affari e

guadagni», mentre non sapete quale

sarà domani la vostra vita!

Siete come vapore che appare per un

istante e poi scompare.

Dovreste dire invece: «Se il Signore

vorrà, vivremo e faremo questo o quello».

Ora invece vi vantate nella vostra

arroganza; ogni vanto di questo

genere è iniquo.

Chi dunque sa fare il bene e non lo

fa, commette peccato.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi non è contro di noi è per noi.

Dal Vangelo secondo Marco (9,38-40) anno pari.

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù:

«Maestro, abbiamo visto uno che

scacciava demòni nel tuo nome e

volevamo impedirglielo, perché

non ci seguiva».

Ma Gesù disse: «Non glielo impedite,

perché non c'è nessuno che faccia un

miracolo nel mio nome e subito possa

parlare male di me: chi non è contro

di noi è per noi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Riportando l’episodio del guaritore ‘estraneo’

al gruppo, Marco si collega ad una tradizione

unica nel suo genere.

Gesù appare chiaramente come un maestro

assolutamente tollerante; non solo non si

chiude all’interno del suo gruppo, ma esige

che i suoi non seguano uno spirito settario.

Chiunque fa del bene è accetto a Dio.

Le parole che dice ai discepoli: “Chi non è

contro di noi è con noi”, sono una riserva

di saggezza e un forte aiuto ad aprire il cuore.

Questa pagina evangelica, suona

particolarmente attuale nel mondo

contemporaneo, mentre assistiamo al

risorgere di muri e di barricate etniche,

che oppongono un gruppo all’altro.

Il Vangelo aiuta a comprendere e a

riconoscere quanto di buono e di bello c’è

nel mondo, da qualunque parte esso venga.

E i discepoli debbono apprezzarlo.

Chiunque opera con carità, anche solo con

l’offerta di un bicchier d’acqua o una

preghiera, viene sempre da Dio e

verso Dio cammina.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 20 maggio 2024

Il Vangelo del Martedì 21 Maggio 2024

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Cristoforo Magallanes e compagni, martiri.

Prima lettura.

Voi chiedete e non ottenete perché chiedete male.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (4,1-10)

Fratelli miei, da dove vengono le guerre

e le liti che sono in mezzo a voi?

Non vengono forse dalle vostre passioni

che fanno guerra nelle vostre membra?

Siete pieni di desideri e non riuscite a

possedere; uccidete, siete invidiosi e non

riuscite a ottenere; combattete e fate guerra!

Non avete perché non chiedete; chiedete

e non ottenete per-ché chiedete male,

per soddisfare cioè le vostre passioni.

Gente infedele!

Non sapete che l’amore per il mondo

è nemico di Dio?

Chi dunque vuole essere amico del

mondo si rende nemico di Dio.

O forse pensate che invano la Scrittura

dichiari: «Fino alla gelosia ci ama lo

Spirito, che egli ha fatto abitare in noi»?

Anzi, ci concede la grazia più grande;

per questo dice: «Dio resiste ai superbi,

agli umili invece dà la sua grazia».

Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al

diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi.

Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi.

Peccatori, purificate le vostre mani; uomini

dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori.

Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e

piangete; le vostre risa si cambino in lutto

e la vostra allegria in tristezza.

Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il Figlio dell’uomo viene consegnato.

Se uno vuole essere il primo, sia il

servitore di tutti.

Dal Vangelo secondo Marco (9,30-37) anno pari.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli

attraversavano la Galilea, ma egli non

voleva che alcuno lo sapesse.

Insegnava infatti ai suoi discepoli e

diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene

consegnato nelle mani degli uomini

e lo uccideranno; ma, una volta ucciso,

dopo tre giorni risorgerà».

Essi però non capivano queste parole

e avevano timore di interrogarlo.

Giunsero a Cafàrnao.

Quando fu in casa, chiese loro: «Di che

cosa stavate discutendo per la strada?».

Ed essi tacevano.

Per la strada infatti avevano discusso tra

loro chi fosse più grande.

Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro:

«Se uno vuole essere il primo, sia

l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

E, preso un bambino, lo pose in mezzo

a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi

accoglie uno solo di questi bambini nel

mio nome, accoglie me; e chi accoglie

me, non accoglie me, ma colui che

mi ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù raduna i discepoli e, ‘ponendosi

davanti a loro’, si avvia verso Gerusalemme.

È l’immagine di ogni comunità cristiana,

o dovrebbe essere; camminare sempre

dietro al suo Signore.

E per la seconda volta, Gesù confida ai

discepoli quale sarà la conclusione del

suo viaggio; prima la morte e quindi

la risurrezione.

I discepoli continuano a non capire.

Non perché le parole non siano chiare;

ma il loro cuore ha altre preoccupazioni

e non comprendono quello che Gesù dice.

Forse sono anche sconvolti e sconcertati,

dal riferimento alla passione e alla morte.

Potremmo dire che ascoltano ma non

comprendono, come d’altronde facciamo

anche noi, non vogliono accettare quanto

Gesù dice loro.

E magari pensano che, come al solito,

Gesù esageri.

Tuttavia non gli chiedono spiegazione.

Preferiscono restare nelle loro convinzioni,

nelle loro abitudini, senza chiedere più nulla.

Ma così, rimangono distanti dal Signore

e dalle sue preoccupazioni, che sono

anche le nostre.

Per non rimanere distanti dal Signore,

facciamoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 19 maggio 2024

Il Vangelo del Lunedì 20 Maggio 2024

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Vergine Maria Madre della Chiesa.

Prima lettura.

Madre di tutti i viventi.

Dal libro della Gènesi (3,9-15.20)

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del

frutto dell’albero,] il Signore Dio lo

chiamò e gli disse: «Dove sei?».

Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino:

ho avuto paura, perché sono nudo, e mi

sono nascosto».

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo?

Hai forse mangiato dell’albero di cui ti

avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai

posta accanto mi ha dato dell’albero e

io ne ho mangiato».

Il Signore Dio disse alla donna: «Che

hai fatto?».

Rispose la donna: «Il serpente mi ha

ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché hai fatto questo, maledetto tu

fra tutto il bestiame e fra tutti gli

animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai e polvere

mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra

la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti

schiaccerà la testa e tu le insidierai

il calcagno».

L’uomo chiamò sua moglie Eva,

perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio.

Vangelo.

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-34) anno pari.

In quel tempo, stavano presso la croce di

Gesù sua madre, la sorella di sua madre,

Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto

a lei il discepolo che egli amava, disse

alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».

Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».

E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai

tutto era compiuto, affinché si compisse

la Scrittura, disse: «Ho sete».

Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero

perciò una spugna, imbevuta di aceto,

in cima a una canna e gliela

accostarono alla bocca.

Dopo aver preso l’aceto, Gesù

disse: «È compiuto!».

E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei,

perché i corpi non rimanessero sulla

croce durante il sabato-era infatti un

giorno solenne quel sabato-, chiesero

a Pilato che fossero spezzate loro le

gambe e fossero portati via.

Vennero dunque i soldati e spezzarono

le gambe all’uno e all’altro che erano stati

crocifissi insieme con lui.

Venuti però da Gesù, vedendo che era

già morto, non gli spezzarono le gambe,

ma uno dei soldati con una lancia gli

colpì il fianco, e subito ne uscì

sangue e acqua.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La Passione di Gesù è un racconto

segnato dalla violenza e dal tradimento.

Ma non è solo questo; la Passione è anche

un canto alla vita, che si mostra più forte

della morte.

Proprio nel momento di maggior debolezza,

Gesù, che pure aveva suscitato attorno a

sé un notevole movimento di gente, alla

fine si ritrova solo, con quattro donne;

sua madre, la sorella della madre, Maria

di Clèofa e la Maddalena, oltre a un

giovane discepolo, quello che egli amava.

E ancora ci dà una grande lezione.

Dall’alto della croce, Gesù non si

preoccupa di sé e del suo dolore; non si

lascia andare a grandi lamenti-sinceramente

ne avrebbe avuto motivo-, né a imprecazioni.

Noi per molto meno ci lamentiamo e

imprechiamo; quando ci sentiamo male,

o siamo sopraffatti da qualche problema,

ci ripieghiamo su noi stessi e sulla nostra

condizione, anche se, soprattutto in certi

momenti, è comprensibile.

Dall’alto della croce, non chiede consolazione

per se, ma si preoccupa invece, per il piccolo

gruppetto sotto di Lui.

Guarda il discepolo amato e non vuole che

resti senza protezione: “Donna, ecco

tuo figlio”, dice a sua madre.

In questo discepolo c’è il volto di ciascuno

di noi, perché tutti siamo amati da Gesù,

nessuno escluso, per questo ci affida

a sua madre.

Gesù, fra i tormenti, si preoccupa di noi

più di quanto facciamo noi stessi.

È un piccolo episodio, appena due

righe di Vangelo.

Eppure è la prima vittoria della vita

sulla morte.

Mentre tutto sembra finire e i nemici

della giustizia e del Vangelo cantano

vittoria, dalla voce di uno sconfitto,

nasce un’amicizia nuova, una solidarietà

tra noi e la madre di Gesù, Maria.

È il primo frutto della morte di Gesù,

Maria diventa nostra madre e insieme

a lei impariamo a pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 18 maggio 2024

Il Vangelo di Domenica 19 Maggio 2024

 

Della Domenica di Pentecoste.

Scende su di noi lo Spirito Santo.

Prima lettura.

Tutti furono colmati di Spirito Santo

e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli (2,1-11)

Mentre stava compiendosi il giorno della

Pentecoste, si trovavano tutti insieme

nello stesso luogo.

Venne all'improvviso dal cielo un fragore,

quasi un vento che si abbatte impetuoso,

e riempì tutta la casa dove stavano.

Apparvero loro lingue come di fuoco,

che si dividevano, e si posarono su

ciascuno di loro, e tutti furono colmati

di Spirito Santo e cominciarono a

parlare in altre lingue, nel modo in

cui lo Spirito dava loro il potere

di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei

osservanti, di ogni nazione che è

sotto il cielo.

A quel rumore, la folla si radunò e

rimase turbata, perché ciascuno li udiva

parlare nella propria lingua.

Erano stupiti e, fuori di sé per la

meraviglia, dicevano: «Tutti costoro

che parlano non sono forse Galilei?

E come mai ciascuno di noi sente parlare

nella propria lingua nativa? Siamo Parti,

Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia,

della Giudea e della Cappadòcia,

del Ponto e dell'Asia, della Frìgia e

della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti

della Libia vicino a Cirène, Romani

qui residenti, Giudei e prosèliti,

Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle

nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 103 (104)

 

Ripetiamo. Manda il tuo Spirito,

Signore, a rinnovare la terra.

 

Benedici il Signore, anima mia!

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!

Quante sono le tue opere, Signore!

Le hai fatte tutte con saggezza;

la terra è piena delle tue creature. R.

 

Togli loro il respiro: muoiono,

e ritornano nella loro polvere.

Mandi il tuo spirito, sono creati,

e rinnovi la faccia della terra. R.

 

Sia per sempre la gloria del Signore;

gioisca il Signore delle sue opere.

A lui sia gradito il mio canto,

io gioirò nel Signore. R.

 

Seconda Lettura

Il frutto dello Spirito.

Dalla lettera di san Paolo apostolo

ai Gàlati (5,16-25)

Fratelli, camminate secondo lo Spirito

e non sarete portati a soddisfare il

desiderio della carne.

La carne infatti ha desideri contrari allo

Spirito e lo Spirito ha desideri contrari

alla carne; queste cose si oppongono a

vicenda, sicché voi non fate quello

che vorreste.

Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito,

non siete sotto la Legge.

Del resto sono ben note le opere della

carne: fornicazione, impurità, dissolutezza,

idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia,

gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie,

ubriachezze, orge e cose del genere.

Riguardo a queste cose vi preavviso,

come già ho detto: chi le compie non

erediterà il regno di Dio.

Il frutto dello Spirito invece è amore,

gioia, pace, magnanimità, benevolenza,

bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;

contro queste cose non c'è Legge.

Quelli che sono di Cristo Gesù hanno

crocifisso la carne con le sue passioni

e i suoi desideri.

Perciò se viviamo dello Spirito,

camminiamo anche secondo lo Spirito.

Parola di Dio.

 

SEQUENZA

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

 

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

 

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli

 

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sórdido,

bagna ciò che è árido,

sana ciò che sánguina.

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

 

Dona ai tuoi fedeli,

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Vieni, Santo Spirito, riempi

i cuori dei tuoi fedeli e accendi

in essi il fuoco del tuo amore.

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (15,26-27;16,12-15) anno B.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando verrà il Paràclito, che io vi

manderò dal Padre, lo Spirito della

verità che procede dal Padre, egli darà

testimonianza di me; e anche voi date

testimonianza, perché siete con me

fin dal principio.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per

il momento non siete capaci di

portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità,

vi guiderà a tutta la verità, perché non

parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che

avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da

quel che è mio e ve lo annuncerà.

Tutto quello che il Padre possiede è mio;

per questo ho detto che prenderà da quel

che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù asceso al cielo è per sempre

presente in mezzo ai suoi discepoli.

Invece di restare col naso per aria,

come gli apostoli, gli angeli ci invitano

a riconoscere la presenza del Risorto

in mezzo a noi.

Ma stanchezza, dubbi, fatiche interiori

appannano la nostra già debole vista interiore.

Come rendere presente il tuo Regno,

Signore, se noi per primi stentiamo

 a riconoscerlo?

Il Signore ci viene in soccorso e ci dona

lo Spirito Santo, la presenza stessa di Dio

che ci permette di riconoscere il volto di Cristo.

Il cammino interiore dei discepoli ci dice

una verità semplice; la fede è un evento

dinamico, non statico, ci occorre tutta

la vita per imparare a credere.

Gli apostoli stessi, convinti ora di avere

capito, dopo tre anni di insegnamenti

bruciati sotto la croce, dimostrano,

pochi attimi prima dell’Ascensione al

cielo di Gesù, di non avere capito nulla.

Sognano un regno terreno, guidato da Gesù.

Gesù, invece, chiede a loro di rendere

presente il Regno amandosi.

La fede è in continua evoluzione, Gesù

ha detto e dato tutto, noi fatichiamo

(e tanto) a stargli dietro.

La Chiesa vive in una continua tensione

tra la conservazione del messaggio di

Gesù e la forza dirompente della sua

interpretazione e attualizzazione.

Gesù stesso oggi ci scuote: “Molte cose

ho ancora da dirvi, ma per il momento

non siete capaci di portarne il peso”.

Siamo discepoli a vita, alunni nella fede,

bambini che crescono nel cogliere

l’immensa grandezza e complessità

della Rivelazione.

Siamo ancora disposti a crescere?

A cambiare opinione? A convertirci?

Consapevole della fragilità e ottusità dei

suoi (e di noi) Gesù dona lo Spirito,

colui che ci guida alla verità tutta intera.

Rischiamo di fermarci alla verità parziale,

alla nostra piccola verità, anche di fede.

In un crescente cammino di illuminazione

interiore e di consapevolezza, invocando

con forza lo Spirito e lasciandoci condurre,

possiamo passare attraverso una maggiore

coscienza della verità fino ad arrivare,

alla verità tutta.

Oggi chiediamo allo Spirito di prendere

in mano la nostra vita e di condurci verso

la pienezza della conoscenza di Dio.

Lo Spirito è presenza d’amore della

Trinità, ultimo dono di Gesù agli apostoli,

invocato da Gesù come vivificatore,

consolatore, ricordatore, avvocato

difensore, invocato con tenerezza e

forza dai nostri fratelli cristiani d’oriente.

Senza lo Spirito saremmo morti,

esanimi, spenti, non credenti, tristi.

Lo Spirito, discreto, impalpabile,

indescrivibile, è la chiave di volta della

nostra fede, ciò che unisce tutto.

Lo Spirito, già ricevuto da ciascuno nel

Battesimo, è colui che ci rende presente

qui e ora il Signore Gesù.

Colui che ci permette di accorgerci della

sua presenza, che orienta i nostri passi

a incrociare i suoi.

Siete soli? Avete l’impressione che la

vostra vita sia una barca che fa acqua

da tutte le parti?

Vi sentite incompresi o feriti?

Invocate lo Spirito che è Consolatore

che con-sola, fa compagnia a chi è solo.

Ascoltate la Parola e faticate a credere,

a fare il salto definitivo?

Invocate lo Spirito che è Vivificatore,

rende la vostra fede schietta e vivace

come quella dei grandi santi.

Fate fatica a iniettare Gesù nelle vene

della vostra quotidianità, preferendo

tenerlo in uno scaffale bello stirato

da tirare fuori di domenica?

Invocate lo Spirito che ci ricorda ciò

che Gesù ha fatto per noi.

Siete rosi dai sensi di colpa, la vita vi

ha chiesto un prezzo alto da pagare?

La parte oscura della vostra vita

vi ossessiona?

Invocate l’avvocato difensore, il Paracleto,

che si mette alla nostra destra e sostiene

le nostre ragioni di fronte ad ogni accusa.

Così gli apostoli hanno dovuto essere

abitati dallo Spirito, che li ha rivoltati

come un calzino, per essere finalmente,

definitivamente, annunciatori e, allora,

solo allora, hanno iniziato a capire,

a ricordare col cuore.

Se avete sentito il cuore scoppiare,

ascoltando la Parola, state tranquilli;

c’era lo Spirito che, finalmente,

era riuscito a forzare la serratura del

vostro cuore e della vostra incredulità!

Non vi capite con chi vi sta intorno,

col vostro parroco, col vostro confratello?

Invocate lo Spirito che provoca l'anti-Babele

(ricordate quel bel racconto della gente

che non si capiva più?) ricucendo gli

strappi del nostro non capirci per suscitare

comunioni sotterranee che vanno al di

là delle simpatie.

Abbiamo bisogno, urgiamo, ci è

indispensabile invocare lo Spirito

perché ci cambi il cuore, ce lo riempia,

perché dia una sveglia alla nostra fede.

Non è tempo perso il tempo dedicato ad

invocarlo, a supplicarlo, a fargli vedere

che lo aspettiamo.

Allora, amici, ancora socchiudiamo gli

occhi assieme e con fede, con forza, con

passione, sussurriamo ancora una volta:

“Vieni Luce dei cuori!”.

Buona Domenica di Pentecoste a tutti voi, Fausto.