giovedì 15 dicembre 2022

Il Vangelo del Venerdì 16 Dicembre 2022

 

Della 3° settimana di Avvento.

Sant' Adelaide, Imperatrice.

Prima Lettura

La mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli.

Dal libro del profeta Isaia (56,1-3a.6-8)

Così dice il Signore: «Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché

la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi».

Beato l’uomo che così agisce e il figlio dell’uomo che a questo si attiene, che

osserva il sabato senza profanarlo, che preserva la sua mano da ogni male.

Non dica lo straniero che ha aderito al Signore: «Certo, mi escluderà il

Signore dal suo popolo!».

«Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome

del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato

e restano fermi nella mia alleanza,

li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.

I loro olocàusti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia

casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli».

Oracolo del Signore Dio, che raduna i dispersi d’Israele: «Io ne radunerò

ancora altri, oltre quelli già radunati».

Parola di Dio.

Vangelo

Giovanni era la lampada che arde e risplende.

Dal vangelo secondo Giovanni (5,33-36) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Voi avete inviato dei messaggeri

a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità.

Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché

siate salvati.

Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete

voluto rallegrarvi alla sua luce.

Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che

il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo,

testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Perché credere in Gesù?

Perché adorarlo come Dio e invocare da Lui la salvezza?

Di fronte a queste domande, decisive per ogni uomo, non c’è nulla

da dimostrare; il mistero di Gesù semplicemente si mostra, si lascia

soltanto intravedere in alcuni luoghi privilegiati di testimonianza.

Egli stesso, nel Vangelo di oggi, indica questi luoghi di testimonianza

della sua divinità.

Innanzitutto Giovanni Battista, acclamato come profeta, che è venuto

proprio a preparare la strada al Signore.

In secondo luogo la testimonianza del Padre, di cui Gesù compie le

opere che manifestano la venuta del regno di Dio in mezzo a noi.

Il tempo che stiamo vivendo ci dà la possibilità di capire che la nostra

vita ha senso solo se fissiamo l’attenzione del nostro cuore sulla persona

di Gesù; è Lui la rivelazione piena e definitiva dell’amore del Padre.

Lasciamoci portare da queste testimonianze ad adorare colui che viene

a salvarci e ringraziamolo con la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 14 dicembre 2022

Il Vangelo del Giovedì 15 Dicembre 2022

 

Della 3° settimana di Avvento.

Prima Lettura

Come una donna abbandonata ti ha richiamata il Signore.

Dal libro del profeta Isaìa (54,1-10)

Esulta, o sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia,

tu che non hai provato i dolori, perché più numerosi sono i figli dell'abbandonata

che i figli della maritata, dice il Signore.

Allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio,

allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti, poiché ti allargherai a destra e a sinistra

e la tua discendenza possederà le nazioni, popolerà le città un tempo deserte.

Non temere, perché non dovrai più arrossire; non vergognarti, perché non sarai

più disonorata; anzi, dimenticherai la vergogna della tua giovinezza e non

ricorderai più il disonore della tua vedovanza.

Poiché tuo sposo è il tuo creatore, Signore degli eserciti è il suo nome; tuo

redentore è il Santo d'Israele, è chiamato Dio di tutta la terra.

Come una donna abbandonata e con l'animo afflitto, ti ha richiamata il Signore.

Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù?-dice il tuo Dio.

Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti raccoglierò con immenso amore.

In un impeto di collera ti ho nascosto per un poco il mio volto; ma con affetto

perenne ho avuto pietà di te, dice il tuo redentore, il Signore.

Ora è per me come ai giorni di Noè, quando giurai che non avrei più riversato

le acque di Noè sulla terra; così ora giuro di non più adirarmi con te e di non

più minacciarti.

Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe

da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace, dice il Signore

che ti usa misericordia.

Parola di Dio.

Vangelo

Giovanni è il messaggero che prepara la via al Signore.

Dal Vangelo secondo Luca (7,24-30) anno dispari.

Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di

Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto?

Una canna sbattuta dal vento?

Allora, che cosa siete andati a vedere?

Un uomo vestito con abiti di lusso?

Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno

nei palazzi dei re.

Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta?

Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta.

Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te mando il mio

messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via".

Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il

più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo

di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto.

Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno

reso vano il disegno di Dio su di loro».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ancora Giovanni al centro della nostra riflessione.

Gesù ha invitato i messaggeri del Battista incarcerato a guardare le tante opere

della presenza del Regno, a cogliere i segni messianici che accompagnano

la predicazione di Gesù.

Tace, ora, il galileo, e pensa a Giovanni che sta per essere ucciso per le stupide

brighe di una donna suscettibile.

Sì, Giovanni è il più grande ma il più piccolo nel Regno è più grande di Lui.

Ci vengono le vertigini ad ascoltare tanta sicurezza, noi, paurosi e mediocri,

che non siamo degni neppure di sciogliere il legaccio dei sandali a uomini

che, come il Battista, sono morti in nome della propria coerenza e della fede.

Eppure, ci rassicura il Maestro, anche noi possiamo diventare così, anche noi

siamo resi capaci di tanta santità, di tanta forza, di tanta coerenza.

Ma, ammonisce il Signore, dobbiamo prima avere il coraggio di credere e di

convertirci, come hanno saputo fare i pubblicani che si sono fatti battezzare.

Il rischio, terribile, per noi devoti è quello di fare come i farisei che, rifiutando

il pentimento, dice Gesù, hanno reso vano il progetto di Dio su di loro.

Dio ha un progetto di luce e di pace su ciascuno di noi; non rendiamolo vano!

Se pensiamo sia difficile cogliere il suo progetto; chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 13 dicembre 2022

Il Vangelo del Mercoledì 14 Dicembre 2022

 

Della 3° settimana di Avvento.

San Giovanni della Croce, sacerdote e Dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Stillate, cieli, dall'alto.

Dal libro del profeta Isaia (45,6b-8.18.21b-25)

«Io sono il Signore, non ce n’è altri.

Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura;

io, il Signore, compio tutto questo.

Stillate, cieli, dall’alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra

e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia.

Io, il Signore, ho creato tutto questo».

Poiché così dice il Signore, che ha creato i cieli, egli, il Dio che ha plasmato

e fatto la terra e l’ha resa stabile, non l’ha creata vuota, ma l’ha plasmata

perché fosse abitata: «Io sono il Signore, non ce n’è altri.

Non sono forse io, il Signore?

Fuori di me non c’è altro dio; un dio giusto e salvatore non c’è all’infuori di me.

Volgetevi a me e sarete salvi, voi tutti confini della terra, perché io sono Dio,

non ce n’è altri.

Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la giustizia, una parola che non

torna indietro: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua».

Si dirà: «Solo nel Signore si trovano giustizia e potenza!».

Verso di lui verranno, coperti di vergogna, quanti ardevano d’ira contro di lui.

Dal Signore otterrà giustizia e gloria tutta la stirpe d’Israele.

Parola di Dio.

Vangelo

Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.

Dal Vangelo secondo Luca (7,19-23) anno dispari.

In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al

Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te

per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”».

In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti

cattivi e donò la vista a molti ciechi.

Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete

visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi

sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la

buona notizia.

E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È talmente diverso, Dio, da ciò che immaginiamo, talmente destabilizzante

la sua presenza, originale, inattesa, che anche un profeta come Giovanni

resta spiazzato.

Giovanni nasce e cresce con un’unica missione; preparare la strada al Messia,

annunciare la sua venuta, scuotere Israele perché non perda questa ultima,

definitiva chiamata.

E invece.

Gesù contraddice l’idea di Messia che anche Giovanni si è fatta; non viene

per tagliare l’albero, né per gettare nel fuoco la pula, né per dividere i buoni

dai cattivi.

Un malconcio Battista, dalle carceri di Macheronte, manda un proprio

discepolo a chiedere a Gesù; sei veramente tu?

Anche noi, spesso, siamo colti da questo dubbio; è davvero Gesù colui che

ci salverà o dobbiamo aspettarne un altro?

La risposta di Gesù è un invito alla fede, a spalancare lo sguardo interiore,

a riconoscere i segni della presenza di Dio nella sua vita.

Dio non è mai evidente, amici, non è mai palese, non è mai come lo vorremmo.

E solo se sappiamo aprire il nostro sguardo lo possiamo riconoscere.

Animo, cercatori di Dio, che aspettate la salvezza, non dobbiamo aspettare

nessun altro Messia, solo riconoscerlo nell’oggi che ci è donato, attraverso

il Vangelo quotidiano ed alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Martedì 13 Dicembre 2022

 

Della 3° settimana di Avvento.

Santa Lucia, Vergine e Martire.

Prima Lettura

La salvezza messianica è promessa a tutti i popoli.

Dal libro del profeta Sofonìa (3,1-2.9-13)

Così dice il Signore: «Guai alla città ribelle e impura, alla città

che opprime!

Non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione.

Non ha confidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio».

«Allora io darò ai popoli un labbro puro, perché invochino tutti

il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo.

Da oltre i fiumi di Etiopia coloro che mi pregano, tutti quelli

che ho disperso, mi porteranno offerte.

In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti commessi

contro di me, perché allora allontanerò da te tutti i superbi

gaudenti, e tu cesserai di inorgoglirti sopra il mio santo monte.

Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero».

Confiderà nel nome del Signore il resto d'Israele.

Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna;

non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta.

Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti.

Parola di Dio.

Vangelo

È venuto Giovanni e i peccatori gli hanno creduto.

Dal Vangelo secondo Matteo (21,28-32) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani

del popolo: «Che ve ne pare?

Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio,

oggi va' a lavorare nella vigna".

Ed egli rispose: "Non ne ho voglia".

Ma poi si pentì e vi andò.

Si rivolse al secondo e disse lo stesso.

Ed egli rispose: "Sì, signore".

Ma non vi andò.

Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?».

Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le

prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli

avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto.

Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete

nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il secondo figlio risponde subito alla chiamata del padre.

Ma in realtà non va alla vigna.

La parabola non ci dice che cambia idea o che incontra un amico

o che ha un contrattempo, non ha proprio nessuna intenzione di

andare, fin dall’inizio.

Il suo è un atteggiamento puramente esteriore, la richiesta del

padre non lo scomoda, non lo interpella minimamente.

Come la nostra fede, troppo spesso fatta di esteriorità,

di facciata, di riti senza conversione.

Dio non ama le finte devozioni, non ama la falsità.

Preferisce il fratello che nega la sua presenza.

Quante volte un “no” è la manifestazione di un disagio, una

velata domanda di chiarimento, uno sprone al dialogo!

Quante volte ho incontrato delle persone che si dichiaravano

atee, che dicevano “no” a Dio.

Ma dialogando, ascoltando, usciva fuori che il “no” era a

qualcos’altro.

No ad una fede fatta di ipocrisia.

No ad un Dio incomprensibile che si disinteressa dell’uomo.

No agli uomini di Chiesa che dimenticano la misericordia. No.

Eppure, una volta messi davanti ad un volto di Dio diverso,

per alcuni il “no” diventa un “sì” inatteso e pieno, ed

abbracciano la preghiera.

Come il fratello della parabola.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 11 dicembre 2022

Il Vangelo del Lunedì 12 Dicembre 2022

 

Della 3° settimana di Avvento.

San Damaso I, Papa.

Prima Lettura

Una stella spunta da Giacobbe.

Dal libro dei Numeri (24,2-7. 15-17b)

In quei giorni, Balaam alzò gli occhi e vide Israele accampato, tribù per tribù.

Allora lo spirito di Dio fu sopra di lui.

Egli pronunciò il suo poema e disse: «Oracolo di Balaam, figlio di Beor, e

oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante; oracolo di chi ode le parole di Dio,

di chi vede la visione dell’Onnipotente, cade e gli è tolto il velo dagli occhi.

Come sono belle le tue tende, Giacobbe, le tue dimore, Israele!

Si estendono come vallate, come giardini lungo un fiume, come àloe, che il

Signore ha piantato, come cedri lungo le acque.

Fluiranno acque dalle sue secchie e il suo seme come acque copiose.

Il suo re sarà più grande di Agag e il suo regno sarà esaltato».

Egli pronunciò il suo poema e disse: «Oracolo di Balaam, figlio di Beor,

oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante, oracolo di chi ode le parole

di Dio e conosce la scienza dell’Altissimo, di chi vede la visione

dell’Onnipotente, cade e gli è tolto il velo dagli occhi.

Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: una stella spunta

da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele».

Parola di Dio.

Vangelo

Il battesimo di Giovanni da dove veniva?

Dal Vangelo secondo Matteo (21,23-27) anno dispari.

In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si

avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e

dissero: «Con quale autorità fai queste cose?

E chi ti ha dato questa autorità?».

Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda.

Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo.

Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?».

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci

risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”.

Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti

considerano Giovanni un profeta».

Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».

Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità

faccio queste cose».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Convertirsi al Dio di Gesù, lasciare che rinasca nei nostri cuori

significa anche entrare nella logica dello Spirito, logica dinamica,

mai prevedibile.

Lo Spirito è come un vento che soffia dove vuole ci ricorda Gesù.

Guai a volerlo incanalare, guai a volerlo stringere dentro logiche

sane e sante, ma sempre e solo umane.

Il problema, per i capi dei sacerdoti, è che Gesù parla senza

patentino da predicatore!

È vero; non fa parte della classe sacerdotale, non ha a che fare

con uno dei rabbini dei farisei, non ha un ruolo particolare nelle

rinata organizzazione del tempio; a che titolo annuncia?

Certo, dietro questa risibile scusa c’è senz’altro l’invidia per

un successo inatteso e ci si appella alla regola per non vedere

la sostanza.

Succede anche a noi così, purtroppo, ed anche nella Chiesa.

Ci sono cattolici sempre pronti a rilasciare patentini di cattolicità,

che la Chiesa si rifiuta di dare, e credenti più papisti del papa e

più devoti di Dio.

Gesù spiazza tutti proponendo come modello Giovanni Battista,

da tutti considerato come un profeta, eppure ben lontano dall’essere

incasellato nella gerarchia sacerdotale.

Non mettiamo limiti alla fantasia di Dio!

Ma piuttosto, immergiamoci nella preghiera perché ci aiuti a

conoscere a fondo il Dio di Gesù attraverso il Vangelo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 10 dicembre 2022

Il Vangelo di Domenica 11 Dicembre 2022

 

Della 3° Domenica di Avvento.

Beata Maria Vergine di Guadalupe, apparizione.

Prima Lettura

Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.

Dal libro del profeta Isaìa (35,1-6a.8a.10)

Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa.

Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo.

Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron.

Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.

Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti.

Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete!

Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina.

Egli viene a salvarvi».

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli

orecchi dei sordi.

Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la

lingua del muto.

Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa.

Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in

Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo;

gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 145 (146)

 

Rispondiamo. Vieni, Signore, a salvarci.

 

Il Signore rimane fedele per sempre

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri. R.

 

Il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge i forestieri. R.

 

Egli sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie dei malvagi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

 

Seconda Lettura

Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (5,7-10)

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore.

Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto

della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge.

Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la

venuta del Signore è vicina.

Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere

giudicati; ecco, il giudice è alle porte.

Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza

i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Lo Spirito del Signore è sopra di me, mi ha mandato a

portare ai poveri il lieto annuncio. (Is 61,1 (cit. in Lc 4,18)

Alleluia.

 

Vangelo

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

Dal Vangelo secondo Matteo (11,2-11) anno A.

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito

parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli

mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo

aspettare un altro?».

Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che

udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi

camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono,

i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo.

E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di

Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto?

Una canna sbattuta dal vento?

Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito

con abiti di lusso?

Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re!

Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta?

Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta.

Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io

mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via".

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno

più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel

regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Sei Tu quello che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?

Se ci fosse una classifica delle domande più impertinenti

del Vangelo, questa vincerebbe un premio.

Giovanni il battezzatore è scosso.

Scosso dal suo destino.

È gettato nel buio di una cella, nei fianchi della collina

che sorregge l’arrogante palazzo estivo di Erode, a picco

sulla valle del Giordano.

È scosso perché le grazie acerbe di una spregiudicata

adolescente hanno piegato la volontà di un pauroso re

incapace di gestire i propri ormoni.

È scosso soprattutto per le notizie che gli giungono da lontano.

Dalla predicazione del Nazareno.

Nessuna ascia. Nessun albero tagliato. Nessuna rivoluzione.

Nessuna folla esaltata. Niente.

Giovanni è scosso. E se si fosse sbagliato?

E quanta compassione suscita il dubbio di un profeta.

Di quel profeta.

Eppure il più grande fra gli uomini è scosso dal dubbio.

Quello bastardo, folle, inatteso.

Come quando hai passato la vita a fare il bravo cristiano

e ti chiedi se è stata davvero una tua scelta libera.

Come quando ti chiedi se il coniuge che hai accanto e che

ti ha dato dei figli è la persona giusta.

Come quando vedi le cose in cui credi essere messe

in discussione.

Come quando vedi i tuoi compagni di fede, lamentarsi

gli uni degli altri e accusarsi, come scrive, caustico,

Giacomo apostolo.

Se il più grande dei profeti ha avuto un dubbio così

devastante, perché non io?

Sei Tu?

Sei Tu quello che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?

Questa storia che si incarta sempre negli stessi errori

si può salvare?

Questo uomo che cresce in ogni conoscenza ma non

nella saggezza, si può redimere?

E di più e peggio; questo Dio che si è svelato, alla fine,

ha cambiato qualcosa?

Cosa stiamo per celebrare fra qualche settimana?

Una innocua e insopportabile fiera della bontà?

Quanti dubbi su dubbi, amici.

Dubbi che vedo diffondersi in questa lunga notte

dell’uomo, in questa ipertrofia dell’anima.

Dubbi che mi vengono confidati da tante persone che

mi scrivono, di persone belle, di chi ci ha creduto,

di chi si è giocato fino in fondo.

Lo ha avuto Giovanni questo coraggio e lo abbiamo anche noi.

E se ci fossimo sbagliati?

Gesù non dà una risposta ai discepoli del Battista.

E nemmeno a noi.

Ci lascia nel dubbio.

Ci obbliga a fare un salto. A vedere oltre.

E riprende la profezia di Isaia che abbiamo appena letto.

I ciechi vedono. I sordi odono.

I muti parlano. I morti risorgono.

Sì, è vero.

Ma quanti ciechi e sordi e muti e morti sono rimasti tali.

Nulla di eclatante, briciole, segni sfumati.

È lo sguardo che cambia.

Gesù non rassicura Giovanni. Non rassicura noi.

Ci dice di spalancare lo sguardo.

Dice a Giovanni e a noi; guardati intorno,

guardiamoci intorno amici.

Guardiamoci intorno e riconosciamo i segni della

presenza di Dio; quanti amici hanno incontrato Dio,

gente disperata che ha convertito il proprio cuore,

persone sfregiate dal dolore che hanno imparato

a perdonare, fratelli accecati

dall’invidia o dalla cupidigia che hanno messo le ali

e ora sono diventati gioia e bene e amore quotidiano,

crocefisso, donato.

Guarda, Giovanni, guarda i segni della vittoria silenziosa

della venuta del Messia.

Anch’io li ho visti, quei segni.

Anch’io ho visto la forza dirompente del Vangelo,

ho visto persone cambiare, guarire, scoprire.

Anch’io ho visto nelle pieghe del nostro mondo corrotto

e inquieto gesti di totale gratuità, vite consumate nel

dono e nella speranza, squarci di fraternità in inferni

di solitudine ed egoismo.

Ho visto e vedo i tanti segni del Regno.

Cosa siete andati a vedere?

E Gesù rilancia.

Cosa siete andati a vedere?

Non dice a sentire.

Perché Giovanni e la sua vita sono il suo annuncio

e la sua profezia.

Perché le parole non bastano, non servono, a volte

sono in contraddizione con quanto diciamo.

Giovanni no; è un profeta asciutto e rude, consumato

dal vento e dal fuoco di Dio.

E questo fuoco si vede da lontano.

Di questo, forse, dovremmo preoccuparci.

Diventare noi quella profezia.

Davanti ai tanti che si chiedono se dobbiamo aspettarne

un altro, Gesù indica a Giovanni i tanti segni della

presenza di Dio e ai suoi discepoli Giovanni, profezia vivente.

Poco meno di quindici giorni al Natale, per guardare

oltre, altrove, riconoscere i segni, magari diventare

segno di speranza per i tanti (troppi, sempre di più)

che a Natale si sentono soli come cani.

E lo sono davvero.

Perciò amici, guardiamo oltre e vedremo cose grandiose,

buona Domenica Fausto.