domenica 2 ottobre 2022

Il Vangelo del Lunedì 3 Ottobre 2022

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Gerardo di Brogne, Abate.

Prima Lettura

Il Vangelo io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini,

ma per rivelazione di Gesù Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (1,6-12)

Fratelli, mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con

la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo.

Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono

sovvertire il vangelo di Cristo.

Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo

diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema!

L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo

diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!

Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio?

O cerco di piacere agli uomini?

Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!

Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello

umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per

rivelazione di Gesù Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi è mio prossimo?

Dal Vangelo secondo Luca (10,25-37) anno pari.

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù

e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?».

Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?».

Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta

la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo

come te stesso».

Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».

Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani

dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono,

lasciandolo mezzo morto.

Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando

lo vide, passò oltre.

Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre.

Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide

e ne ebbe compassione.

Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò

sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui.

Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi

cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”.

Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani

dei briganti?».

Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui».

Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Al tempo di Gesù, l’ostilità fra Giudei e Samaritani era molto viva; questi ultimi

venivano considerati eretici, impuri, gente da evitare alla stregua dei pagani.

Invece il Signore, raccontando la parabola odierna, prende uno di loro come

esempio, soffermandosi a descrivere ciò che fa nei confronti dell’uomo ferito sul

ciglio della strada, il sacerdote e il levita passano oltre, mentre solo il

Samaritano, mosso da vera compassione, si fa carico delle difficoltà

e dei bisogni dell’altro.

Ed è proprio la compassione, a mettere in moto azioni concrete di aiuto nei

confronti della persona incappata nei briganti.

Coltiviamo nel nostro cuore questo sentimento, la capacità cioè, di saper

accorgerci delle sofferenze degli altri e di potare loro sollievo.

Solo se avremo un cuore capace di soffrire con chi soffre, riusciremo a fare

concreti gesti d’amore, chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 1 ottobre 2022

Il Vangelo di Domenica 2 Ottobre 2022

 

Della 27° Domenica del Tempo Ordinario.

Santi Angeli Custodi.

Prima Lettura

Il giusto vivrà per la sua fede.

Dal libro del profeta Abacuc (1,2-3;2,2-4)

Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il

grido: «Violenza!» e non salvi?

Perché mi fai vedere l’iniquità e resti spettatore dell’oppressione?

Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese.

Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle

tavolette, perché la si legga speditamente.

È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce;

se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà.

Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà

per la sua fede».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,6-8.13-14)

Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante

l’imposizione delle mie mani.

Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di

carità e di prudenza.

Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che

sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede

e l’amore, che sono in Cristo Gesù.

Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso

che ti è stato affidato.

Parola di Dio.

Vangelo

Se aveste fede!

Dal Vangelo secondo Luca (17,5-10) anno C.

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».

Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire

a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando

rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”?

Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e

sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”?

Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato,

dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Trema la nostra fede.

Scossa dai terremoti e dagli eventi, dalle paure e dalla sensazione di abitare

un tempo che si sta spegnendo, di un cambiamento epocale, radicale, che

cogliamo da mille segnali quotidiani.

Il mondo come lo abbiamo conosciuto sta rapidamente cambiando e noi italiani

ci accorgiamo di non essere più al centro della scena, ma sempre più ai lati,

inutili comparse rispetto al ribollire degli eventi.

E la fede, in questo, rischia di ritrovarsi inadeguata, zoppicante, di non sapere

dire nulla di veramente credibile.

È come ritrovarsi in mano un telefono che ha sempre funzionato dignitosamente

ma che, di colpo, scopri essere un pezzo da museo.

Così, per molti, è il rapporto con la fede cristiana; qualcosa che ha sempre

funzionato, che serve dignitosamente al suo scopo ma che, alla fine, non ti

connette col mondo reale.

Sì, crediamo, certo.

Ma non sappiamo cosa dire davanti al dolore, o alla violenza di chi si appella

alla religione per uccidere, o davanti ad una logica di mercato che sembra un

lupo travestito da agnello.

La Parola, oggi, ci viene in soccorso, ci aiuta a definire e a riflettere sulla fede.

La fede è legata alla fiducia, al fidarsi, all’affidarsi.

Dio ci chiama a fare alleanza, a scoprire la nostra natura profonda, il nostro

destino inserito nel suo grande progetto d’amore.

La risposta affermativa che gli diamo è la fede; noi crediamo in ciò che ci rivela,

che ci dice, ci fidiamo delle sue scelte, anche se molte cose non le capiamo.

Ci fidiamo perché Dio è affidabile, perché abbiamo sperimentato concretamente

che egli è compassione e misericordia e ci ama teneramente.

La fede nasce quando scopriamo di essere pensati e attesi, accolti e amati,

rispettati e considerati da Dio.

Crediamo. Credo. Mi fido; almeno si spera.

Abacuc è sconfortato, come non capirlo?

Il piccolo e ostinato popolo di Israele deve continuamente lottare per sopravvivere

in mezzo ai giganti; gli egiziani e gli assiri prima, i babilonesi poi; tutta la storia

è un susseguirsi di invasioni e colpi di stato, di tragedie e di ingiustizie.

Ora ai confini di Israele premono i Caldei.

Il re d’Israele, un idiota, pensa solo a farsi costruire un palazzo.

Il profeta, esasperato, rivolge la propria preghiera a Dio; ha un bel difenderlo di

fronte al popolo, ma come si fa a suscitare la fede in un popolo esasperato?

Dio risponde invitando Abacuc e Israele alla fede, a conservare la fede, la fiducia.

Come Lazzaro domenica scorsa, Dio promette di stringere tra le proprie braccia

con immenso affetto il giusto che vive a causa della fede.

Profeti di ieri e di oggi si scontrano continuamente con la stessa disarmante

obiezione; dov’è Dio quando l’uomo scatena la propria violenza?

Quando prevale la tenebra?

Quando il giusto è irriso e disprezzato?

E la Parola oggi risponde; solo con la fede possiamo osare.

Abacuc è invitato a fidarsi, Timoteo riceve una commovente lettera da Paolo

incarcerato ed è invitato a fare memoria della propria vocazione episcopale,

gli apostoli, dopo un primo galvanizzante momento di euforia per i successi

conseguiti dal Nazareno, cominciano a scontrarsi con il proprio limite e con

l’ostilità di alcuni farisei e sentono la fiammella (timida) del credere

lentamente vacillare.

Fidatevi, dice la Parola, fidati, affidati, diffida delle tue presunte certezze.

La fede è il ragionevole abbandonarsi nelle braccia dell’amato, nel gesto

incosciente e ovvio del bambino che si getta fra le braccia del padre.

Non siamo chiamati a fidarci di un mistero imperscrutabile, a seguire ciecamente

gli ordini della divinità, ad abbassare la testa alla volontà ostica e incomprensibile

di una moloch a cui dobbiamo credere.

Il Dio di Israele chiede fiducia, il Dio che ha camminato nel deserto e sofferto,

amato e sorretto.

Il Dio che ha dimostrato milioni di volte quanto seriamente e intensamente ama.

Dobbiamo avere fiducia in Lui.

Fiducia nel Nazareno rivelatore del padre, figlio del Dio benedetto che ha sconvolto

la vita dei suoi discepoli svelando il volto del Padre morendo sulla croce.

Fidatevi almeno quanto un granellino di senapa, dice il Maestro.

Allora vedremo gli alberi sradicarsi, le cose inamovibili smuoversi.

Abacuc non lo sa, ma l’ennesimo scontro con una cultura straniera obbligherà

Israele a riscoprire le proprie radici e diventare (tornare ad essere?) segno nel mondo.

Paolo non lo sa, ma le sue parole doloranti e aspre saranno prese dallo

Spirito Santo e riempite di Dio così che noi, oggi, leggiamo la Parola di Dio

sulle labbra screpolate di Paolo lo scoraggiato e irrequieto apostolo.

Pietro e Giovanni e gli altri non lo sanno, ma la loro fede, più piccola di un

granellino di senapa, crescerà e diventerà un immenso albero alla cui ombra

ci riposiamo noi, arroganti discepoli del terzo millennio.

Anche quando i cristiani smontavano la credibilità della Chiesa pezzo per pezzo.

La nostra non è la fede dei meriti, come quella dei farisei.

Non possiamo porre una dogana alla porta della Chiesa facendo entrare solo

coloro che se lo meritano.

Siamo tutti servi che fanno il proprio dovere, non esistono, agli occhi di Dio,

migliori o peggiori.

Dio dona a ciascuno secondo la propria necessità, non secondo il proprio merito.

Siamo solo dei servi della Parola.

Cioè il mondo è già salvo, non dobbiamo salvarlo noi.

A noi è chiesto di vivere da salvati, a guardare oltre, al di là e al di dentro.

A noi Gesù chiede di vivere come uomini di fede, a camminare nel nostro

cammino con un cuore compassionevole e gravido di pace, fecondo e accogliente.

Con leggerezza.

Siamo servi inutili che Dio rende preziosi.

Ed annunciare il Regno è talmente bello che ci dimentichiamo delle nostre necessità.

Questa è la bellezza dello spiegare a tutti della Parola del Signore.

Per il resto lasciamo a Dio fare il suo mestiere, Santa Domenica Fausto.

venerdì 30 settembre 2022

Il Vangelo del Sabato 1 Ottobre 2022

 

Della 26° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo.

Dal libro di Giobbe (42,1-3.5-6.12-16)

Giobbe prese a dire al Signore: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun

progetto per te è impossibile.

Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano?

Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me,

che non comprendo.

Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto.

Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere».

Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato.

Così possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia

di buoi e mille asine.

Ebbe anche sette figli e tre figlie.

Alla prima mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Argentea.

In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe

e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli.

Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli

e nipoti per quattro generazioni.

Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.

Parola di Dio.

Vangelo

Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli.

Dal Vangelo secondo Luca (10,17-24) anno pari.

In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore,

anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».

Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore.

Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra

tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi.

Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi

piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo

lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose

ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre,

né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono

ciò che voi vedete.

Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate,

ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù esulta di gioia e innalza al Padre una preghiera di lode.

Il motivo di ciò sta nel fatto che si rende conto, nello svolgimento del suo

ministero, che la sua Parola viene accolta e capita non tanto dai dotti e dai

sapienti, quanto piuttosto, dai piccoli e dai poveri.

In questo, vede un preciso progetto di Dio e per questo lo loda.

La fede non è soltanto una questione di conoscenza e di sapienza.

Prima di essere una capacità della mente di capire, è una disponibilità del

cuore ad accogliere.

E questo, i piccoli riescono a farlo meglio dei sapienti, troppo pieni di sé

e del loro sapere.

È questa semplicità di cuore e di vita, che dobbiamo sempre saper coltivare

per poter accogliere Gesù e, permettere alla sua Parola di mettere radici nella

nostra esistenza, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 29 settembre 2022

Il Vangelo del Venerdì 30 Settembre 2022

 

Della 26° settimana del Tempo Ordinario.

San Girolamo, presbitero e dottora della Chiesa.

Prima Lettura

Hai mai comandato al mattino, sei mai giunto alle sorgenti del mare?

Dal libro di Giobbe (38,1.12-21;40,3-5)

Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all’uragano: «Da quando vivi, hai

mai comandato al mattino e assegnato il posto all’aurora, perché afferri la

terra per i lembi e ne scuota via i malvagi, ed essa prenda forma come creta

premuta da sigillo e si tinga come un vestito, e sia negata ai malvagi la loro

luce e sia spezzato il braccio che si alza a colpire?

Sei mai giunto alle sorgenti del mare e nel fondo dell’abisso hai tu passeggiato?

Ti sono state svelate le porte della morte e hai visto le porte dell’ombra tenebrosa?

Hai tu considerato quanto si estende la terra?

Dillo, se sai tutto questo!

Qual è la strada dove abita la luce e dove dimorano le tenebre, perché tu le

possa ricondurre dentro i loro confini e sappia insegnare loro la via di casa?

Certo, tu lo sai, perché allora eri già nato e il numero dei tuoi giorni è assai grande!».

Giobbe prese a dire al Signore: «Ecco, non conto niente: che cosa ti posso rispondere?

Mi metto la mano sulla bocca.

Ho parlato una volta, ma non replicherò, due volte ho parlato, ma non continuerò».

Parola di Dio.

Vangelo

Chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato.

Dal Vangelo secondo Luca (10,13-16) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida!

Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo

a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite.

Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.

E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo?

Fino agli inferi precipiterai!

Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me.

E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Le parole di Gesù possono sembrare dure, ma se vengono contestualizzate

ne capiamo tutta la portata.

Queste città, da Lui citate, erano quelle nelle quali aveva compiuto il maggior

numero di miracoli.

Dunque, per logica, erano quelle che avrebbero dovuto credere in Lui con

maggiore impeto e passione.

Invece, nulla di tutto ciò; passata l’euforia per i miracoli e i prodigi ai quali essi

avevano assistito, gli abitanti delle città erano tornati nella loro indifferenza.

È davvero drammatico vivere chiedendosi se Dio ci ama e si preoccupa di noi,

dopo tutte le attestazioni di amore e di attenzioni che abbiamo ricevuto da Lui.

Questo vuole dire, che abbiamo davvero il cuore indurito e incapace di guardare

la realtà delle cose.

Per tale atteggiamento il giudizio di Dio è davvero molto duro.

Perciò, amici, non facciamo come gli abitanti delle città che menziona Gesù

in questo brano, ma apriamo il nostro cuore a Lui e preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

mercoledì 28 settembre 2022

Il Vangelo del Giovedì 29 Settembre 2022

 

Della 26° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Michele, Gabriele e Raffaele, Arcangeli.

Prima Lettura

Mille migliaia lo servivano.

Dal libro del profeta Daniele (7,9-10.13-14)

Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.

La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come

la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.

Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano

e diecimila miriadi lo assistevano.

La corte sedette e i libri furono aperti.

Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno

simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.

Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:

il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà

mai distrutto.

Parola di Dio.

Vangelo

Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,47-51) anno pari.

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di

lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità».

Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?».

Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri

sotto l’albero di fichi».

Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi?

Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli

di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Se potessimo avere uno sguardo di fede profonda sugli eventi della nostra

vita, ci stupiremmo nel vedere in che modo Dio ci aiuta per giungere alla

pienezza del suo amore.

Tutte le schiere celesti sono al nostro servizio, affinchè questo processo di

santificazione si svolga nella maniera più facile possibile.

Anche le sofferenze in questo cammino hanno un senso; ci aiutano a non

perdere di vista l’essenziale.

Per questo, gli arcangeli ci aiutano con la loro protezione e le loro preghiere,

a percorrere la strada che Dio ha previsto per noi.

Una strada a volte tortuosa e difficile, ma che ci avvicina mano mano alla meta.

Affidarsi alla guida e alla protezione degli arcangeli, è segno di grande fiducia

in Dio e di grande fede nelle vie misteriose della sua provvidenza.

A noi ringraziarli attraverso la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.