martedì 6 settembre 2022

Il Vangelo del Mercoledì 7 Settembre 2022

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Regina di Alise, vergine e martire.

Prima Lettura

Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti.

Sei libero da donna? Non andare a cercarla.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (7,25-31)

Fratelli, riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un

consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia.

Penso dunque che sia bene per l’uomo, a causa delle presenti difficoltà,

rimanere così com’è.

Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti.

Sei libero da donna? Non andare a cercarla.

Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato.

Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella loro vita, e io vorrei risparmiarvele.

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che

hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come

se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che

comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo,

come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio.

Vangelo

Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

Dal Vangelo secondo Luca (6,20-26) anno pari.

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi,

poveri, perché vostro è il regno di Dio.

Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.

Beati voi, che ora piangete, perché riderete.

Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando

e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del

Figlio dell’uomo.

Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa

è grande nel cielo.

Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione.

Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.

Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.

Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi.

Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ci sono delle categorie di persone che corrono dei rischi, secondo il pensiero di Gesù.

Sono proprio quelle che, secondo il mondo, provocano più invidia nelle persone.

I ricchi, e tutti quelli che vivono nell’agiatezza e che hanno buona fama tra

gli uomini, sono persone che hanno maggiore necessità di convertirsi.

Il problema, secondo il Signore, non è tanto essere ricchi o essere poveri;

ci sono ricchi che hanno un cuore ben più grande di tanti poveri, i quali a

loro volta possono essere molto più egoisti di tanti ricchi.

La questione è decidere su cosa si vuole fondare la nostra vita; la ricchezza

o la spensieratezza, in sé, non possono garantire la vera gioia.

Basta davvero poco per sperimentare quanto siano vere le parole del Signore.

Per questo, ciò che è importante è fondare la nostra esistenza su Dio e la

preghiera; essi non passano mai e sono sempre al nostro fianco.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

lunedì 5 settembre 2022

Il Vangelo del Martedì 6 Settembre 2022

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

San Zaccaria, Profeta.

Prima Lettura

Un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello, e per di più

davanti a non credenti!

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (6,1-11)

Fratelli, quando uno di voi è in lite con un altro, osa forse appellarsi al

giudizio degli ingiusti anziché dei santi?

Non sapete che i santi giudicheranno il mondo?

E se siete voi a giudicare il mondo, siete forse indegni di giudizi di

minore importanza?

Non sapete che giudicheremo gli angeli?

Quanto più le cose di questa vita!

Se dunque siete in lite per cose di questo mondo, voi prendete a giudici gente

che non ha autorità nella Chiesa?

Lo dico per vostra vergogna!

Sicché non vi sarebbe nessuna persona saggia tra voi, che possa fare da arbitro

tra fratello e fratello?

Anzi, un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello, e per di più davanti

a non credenti!

È già per voi una sconfitta avere liti tra voi!

Perché non subire piuttosto ingiustizie?

Perché non lasciarvi piuttosto privare di ciò che vi appartiene?

Siete voi invece che commettete ingiustizie e rubate, e questo con i fratelli!

Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio?

Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti,

né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno

il regno di Dio.

E tali eravate alcuni di voi!

Ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome

del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Passò tutta la notte pregando e scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.

Dal Vangelo secondo Luca (6,12-19)

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio.

Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede

anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea,

suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso;

Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo;

e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.

C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea,

da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo

ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti

impuri venivano guariti.

Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù manifesta la potenza di Dio a tal punto, che tutti avvertono una forza che

esce da Lui e guarisce tutti.

Ma i primi beneficiari di questa forza risanatrice, sono proprio coloro che Egli

ha scelto per stargli accanto; gli Apostoli, infatti, scelti dopo una notte di

preghiera, sono diversissimi tra loro per estrazione sociale, formazione,

idee religiose e politiche.

Il Signore dovrà lavorare molto con loro, per cambiare il loro cuore e correrà

persino il rischio del fallimento e della sconfitta di fronte agli eventi della Pasqua.

Quindi, anche su di noi agisce questa forza risanatrice di Gesù, anche se forse

non immediatamente come vorremmo; (io amici, prima di diventare quello che

sono, ho fatto a testate con il Signore perché non volevo arrendermi), questo

perché lo Spirito del Signore lavora in profondità, nel silenzio della coscienza

e lungo il percorso della nostra vita.

Dobbiamo avere pazienza, prudenza e preghiera, poi il Signore farà il resto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 4 settembre 2022

Il Vangelo del Lunedì 5 Settembre 2022


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa di Calcutta, fondatrice.

Prima Lettura

Togliete via il lievito vecchio. Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (5,1-8)

Fratelli, si sente dovunque parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità

tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con

la moglie di suo padre.

E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti in modo che venga

escluso di mezzo a voi colui che ha compiuto un’azione simile!

Ebbene, io, assente con il corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato,

come se fossi presente, colui che ha compiuto tale azione.

Nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati voi e il mio spirito

insieme alla potenza del Signore nostro Gesù, questo individuo venga

consegnato a Satana a rovina della carne, affinché lo spirito possa essere

salvato nel giorno del Signore.

Non è bello che voi vi vantiate.

Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta?

Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete àzzimi.

E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!

Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di

malizia e di perversità, ma con àzzimi di sincerità e di verità.

Parola di Dio.

Vangelo

Osservavano per vedere se guariva in giorno di sabato.

Dal Vangelo secondo Luca (6,6-11)

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare.

C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata.

Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di

sabato, per trovare di che accusarlo.

Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano

paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!».

Si alzò e si mise in mezzo.

Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare

del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».

E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!».

Egli lo fece e la sua mano fu guarita.

Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello

che avrebbero potuto fare a Gesù.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Spesso pensiamo che, se fossimo stati contemporanei di Gesù, tante cose

sarebbero state più semplici.

La questione, invece, non è tanto vedere il Signore fisicamente, quanto

considerare lo stato d’animo con il quale ci accostiamo a Lui.

Ne è la prova, il fatto che persino di fronte a un miracolo evidente come quello

della guarigione della mano inaridita dell’uomo, gli accusatori di Gesù reagiscono

in maniera scomposta; essi sono fuori di sé per la collera e cercano in ogni modo

di ostacolare l’opera del Maestro.

Dunque, la domanda di fondo è; con quale atteggiamento ci accostiamo a Gesù?

Se abbiamo il cuore aperto e libero, certamente Egli farà grandi cose nella nostra vita.

Ma se il nostro è un modo di fare sospettoso o addirittura ostile nei suoi

confronti, la vicinanza con Lui non ci porterà a una conversione autentica.

Perciò amici, perché il Signore possa fare grandi cose in noi, apriamo

il cuore e preghiamo.  

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 3 settembre 2022

Il Vangelo di Domenica 4 Settembre 2022

 

Della 23° Domenica del Tempo Ordinario.

Santa Rosalia vergine, eremita di Palermo.

Prima Lettura

Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?

Dal libro della Sapienza (9,13-18)

Quale uomo può conoscere il volere di Dio?

Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?

I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un

corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente

piena di preoccupazioni.

A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata

di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo?

Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza

e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?

Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti

in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.

Dalla lettera a Filèmone (9b-10.12-17)

Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero

di Cristo Gesù.

Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene.

Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.

Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono

in catene per il Vangelo.

Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia

forzato, ma volontario.

Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi

per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come

fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come

uomo sia come fratello nel Signore.

Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33) anno C.

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù.

Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami

suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria

vita, non può essere mio discepolo.

Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere

mio discepolo.

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa

e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?

Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro,

tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato

a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.

Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare

se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?

Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.

Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Eccoci ormai alla fine di un’ennesima estate.

Estate che si chiude con le insopportabili ed esasperanti fibrillazioni politiche,

mentre abbiamo le nostre aziende che devono chiudere per mancanza di

materie prime e l’esorbitante aumento di gas e luce.

Un’intricata storia di accuse e di contraddizioni della nostra classe politica,

che è (che fa) la nostra vita.

E qui, noi, a combattere la violenza che portiamo nel cuore, a cercare tracce di

luce, a rimboccarci le maniche offrendo soluzioni a partire dal quotidiano.

La Parola ci ha accompagnato con costanza e forza.

Brevi riflessioni che scavano i cuori di pietra per liberarne l’anima.

Il cammino di conversione è lungo, ma vale la pena affrontarlo.

L’alternativa è lasciarsi morire giorno per giorno travolti dal nulla che abbonda.

Animo, allora.

L’autore del libro della Sapienza scrive una riflessione che non stonerebbe

(anzi!) in uno dei nostri autorevoli quotidiani nazionali.

L’autore scopre che “I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre

riflessioni; chi può rintracciare le cose del cielo?”, scopre che, nonostante

tutto, non abbiamo in noi la risposta di senso.

Il nostro mondo, che ha fatto progressi incredibili nella scienza e nella

conoscenza, stenta a crescere nella sapienza, non riesce a dare risposte alle

domande di senso degli uomini.

Il nostro è un mondo tecnologico, organizzato, che desidera varcare gli spazi

siderali, che conosce gran parte dei segreti dell’energia, che riesce a migliorare

continuamente il benessere degli abitanti del pianeta (almeno quelli più ricchi!),

ma che non riesce a dare risposta al ragazzo che non trova lavoro, non riesce

a contenere l’odio che si scatena nella guerra, non scavalca l’indifferenza e la

solitudine che rinchiudono in gabbie di cemento le famiglie.

L’autore si dà una risposta; l’unica cosa essenziale è cercare la sapienza,

entrare dentro le cose, non accontentarsi, andare oltre l’apparenza, riscoprire

le profondità dell’essere, là dove dimora Dio.

La sapienza che non è cultura o intelligenza, ma assaporare la realtà (la parola

sapienza deriva da sàpere, insaporire), scoprire, come ci dirà Gesù, che

siamo creati per amare e, amando, cambiare il mondo.

Abbiamo bisogno del dono della Sapienza per sollevare il nostro sguardo in alto.

Per dove?

Dove si trova la felicità?

Gesù ha una risposta bruciante inebriante; io solo-dice-posso colmare ogni desiderio.

Alla fine dell’estate di riflessione, il Signore ci invita a farci due conti in tasca,

come faremmo prima di affrontare l’ingente spesa di una casa nuova, per accorgerci

che il nostro cuore ha bisogno di una pienezza che Dio solo può donare.

Gesù non si propone come il fondatore di una filosofia o di una religione ma

come l’unico in grado di portarci a Dio e di vivere in pienezza.

E Gesù incalza e ci sfida; pretende di essere più di ogni affetto, più della gioia

più grande (l’amore, la paternità, la maternità) che un uomo possa sperimentare.

Amare Lui di più significa che Egli è in grado di farci più della più grande gioia

che siamo in grado di vivere.

Che presuntuoso questo Gesù!

Davvero può donare una gioia più grande della più grande gioia che

riusciamo a sperimentare? Può.

Amici come noi, non esaltati, non “strani”, non diversi, hanno scoperto questa

cosa, ci testimoniano che sì, il Signore è la pienezza della vita.

E il cristianesimo ha scavalcato più di duemila anni di storia e di mediocrità

dei propri fedeli perché (pochi) uomini e donne divorati dall’incontro con

Cristo lo hanno reso credibile.

Sì; è possibile incontrare il Cristo.

Interiormente, nella preghiera, nel volto del fratello, per attimi.

Eppure è possibile, nonostante i nostri evidenti limiti.

Gesù è passione infinita, dono totale, pienezza, inquietudine.

Facciamoci bene i conti in tasca, allora, cercatori di Dio, calcoliamo attentamente

su cosa stiamo investendo, cosa ci stimola e ci inquieta, ci distrae e ci smuove.

La proposta del Signore è sconcertante e affascinante e se, dopo più di duemila

anni, milioni di persone oggi la ascolteranno, significa che forse è vero;

solo Dio può colmare la nostra inquietudine, Lui solo può riempire il desiderio

di infinito che abita in ciascuno di noi.

Così facendo la nostra vita, da ora, cambia di prospettiva.

Mettere la ricerca del tutto, la ricerca di Dio al centro della nostra vita, ci fa

diventare persone nuove.

Ne sa qualcosa Filemone, simpatico cristiano delle origini, cui Paolo indirizza

un biglietto di accompagnamento rimandandogli uno schiavo che si era

rifugiato presso l’apostolo.

Paolo invita Filemone ad uscire dalla logica di questo mondo, padrone-schiavo,

per entrare nella logica del Regno, fratello-fratello.

Paolo non lo sa, ma in questo piccolo biglietto pianta il seme che diventerà

l’albero dell’abolizione della schiavitù.

Il Cristo che mantiene ciò che promette, ci conceda, veramente, di avere il

coraggio di lasciare le nostre piccole certezze per affrontare con decisione

l’avventura di seguirlo.

Ecco cosa possiamo fare durante l’anno pastorale che andiamo ad iniziare;

cercheremo Dio.

Non quello piccino delle nostre paure, dei nostri deliri, delle nostre ossessioni.

Quello magnifico, quello che è venuto a spiegarci il Signore Gesù.

Più grande della più grande gioia che siamo in grado di vivere.

Cerchiamo veramente Dio, amici, Santa Domenica Fausto.

venerdì 2 settembre 2022

Il Vangelo del Sabato 3 Settembre 2022

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Soffriamo la fame, la sete, la nudità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (4,6b-15)

Fratelli, imparate [da me e da Apollo] a stare a ciò che è scritto, e non vi

gonfiate d’orgoglio favorendo uno a scapito di un altro.

Chi dunque ti dà questo privilegio?

Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto?

E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come se non l’avessi ricevuto?

Voi siete già sazi, siete già diventati ricchi; senza di noi, siete già diventati re.

Magari foste diventati re!

Così anche noi potremmo regnare con voi.

Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all’ultimo posto, come

condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e

agli uomini.

Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi

onorati, noi disprezzati.

Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi,

andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani.

Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo

diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.

Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli

miei carissimi.

Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti

padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?

Dal Vangelo secondo Luca (6,1-5) anno pari.

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano

e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.

Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».

Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui

e i suoi compagni ebbero fame?

Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai

suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».

E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Per i farisei, l’unico criterio per valutare la fede osservante di una persona è

quello delle cose lecite.

Ci sono della azioni che sono lecite e delle altre che non lo sono; evidentemente,

questo modo di pensare non coincide con la mentalità di Gesù, il quale, viene

invece a presentare loro un volto di Dio, che va oltre questi criteri così ristretti.

Per Gesù, ciò che interessa a Dio non sono le azioni, ma le persone.

Di fronte ad esse, persino un atto apparentemente sbagliato può assumere un

altro significato.

Dunque, il Signore è padrone delle regole e dei precetti e tutti questi, trovano

significato nella sua persona.

Slegati da questo legame, essi diventano soltanto indicazioni asfittiche che, invece

di avvicinarci a Dio e far conoscere il suo amore, ci allontanano inesorabilmente.

Perciò amici, non facciamo i farisei anche noi, ma ascoltiamo o leggiamo la Parola

del Signore ogni giorno, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.