sabato 3 settembre 2022

Il Vangelo di Domenica 4 Settembre 2022

 

Della 23° Domenica del Tempo Ordinario.

Santa Rosalia vergine, eremita di Palermo.

Prima Lettura

Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?

Dal libro della Sapienza (9,13-18)

Quale uomo può conoscere il volere di Dio?

Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?

I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un

corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente

piena di preoccupazioni.

A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata

di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo?

Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza

e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?

Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti

in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.

Dalla lettera a Filèmone (9b-10.12-17)

Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero

di Cristo Gesù.

Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene.

Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.

Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono

in catene per il Vangelo.

Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia

forzato, ma volontario.

Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi

per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come

fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come

uomo sia come fratello nel Signore.

Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33) anno C.

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù.

Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami

suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria

vita, non può essere mio discepolo.

Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere

mio discepolo.

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa

e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?

Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro,

tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato

a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.

Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare

se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?

Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.

Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Eccoci ormai alla fine di un’ennesima estate.

Estate che si chiude con le insopportabili ed esasperanti fibrillazioni politiche,

mentre abbiamo le nostre aziende che devono chiudere per mancanza di

materie prime e l’esorbitante aumento di gas e luce.

Un’intricata storia di accuse e di contraddizioni della nostra classe politica,

che è (che fa) la nostra vita.

E qui, noi, a combattere la violenza che portiamo nel cuore, a cercare tracce di

luce, a rimboccarci le maniche offrendo soluzioni a partire dal quotidiano.

La Parola ci ha accompagnato con costanza e forza.

Brevi riflessioni che scavano i cuori di pietra per liberarne l’anima.

Il cammino di conversione è lungo, ma vale la pena affrontarlo.

L’alternativa è lasciarsi morire giorno per giorno travolti dal nulla che abbonda.

Animo, allora.

L’autore del libro della Sapienza scrive una riflessione che non stonerebbe

(anzi!) in uno dei nostri autorevoli quotidiani nazionali.

L’autore scopre che “I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre

riflessioni; chi può rintracciare le cose del cielo?”, scopre che, nonostante

tutto, non abbiamo in noi la risposta di senso.

Il nostro mondo, che ha fatto progressi incredibili nella scienza e nella

conoscenza, stenta a crescere nella sapienza, non riesce a dare risposte alle

domande di senso degli uomini.

Il nostro è un mondo tecnologico, organizzato, che desidera varcare gli spazi

siderali, che conosce gran parte dei segreti dell’energia, che riesce a migliorare

continuamente il benessere degli abitanti del pianeta (almeno quelli più ricchi!),

ma che non riesce a dare risposta al ragazzo che non trova lavoro, non riesce

a contenere l’odio che si scatena nella guerra, non scavalca l’indifferenza e la

solitudine che rinchiudono in gabbie di cemento le famiglie.

L’autore si dà una risposta; l’unica cosa essenziale è cercare la sapienza,

entrare dentro le cose, non accontentarsi, andare oltre l’apparenza, riscoprire

le profondità dell’essere, là dove dimora Dio.

La sapienza che non è cultura o intelligenza, ma assaporare la realtà (la parola

sapienza deriva da sàpere, insaporire), scoprire, come ci dirà Gesù, che

siamo creati per amare e, amando, cambiare il mondo.

Abbiamo bisogno del dono della Sapienza per sollevare il nostro sguardo in alto.

Per dove?

Dove si trova la felicità?

Gesù ha una risposta bruciante inebriante; io solo-dice-posso colmare ogni desiderio.

Alla fine dell’estate di riflessione, il Signore ci invita a farci due conti in tasca,

come faremmo prima di affrontare l’ingente spesa di una casa nuova, per accorgerci

che il nostro cuore ha bisogno di una pienezza che Dio solo può donare.

Gesù non si propone come il fondatore di una filosofia o di una religione ma

come l’unico in grado di portarci a Dio e di vivere in pienezza.

E Gesù incalza e ci sfida; pretende di essere più di ogni affetto, più della gioia

più grande (l’amore, la paternità, la maternità) che un uomo possa sperimentare.

Amare Lui di più significa che Egli è in grado di farci più della più grande gioia

che siamo in grado di vivere.

Che presuntuoso questo Gesù!

Davvero può donare una gioia più grande della più grande gioia che

riusciamo a sperimentare? Può.

Amici come noi, non esaltati, non “strani”, non diversi, hanno scoperto questa

cosa, ci testimoniano che sì, il Signore è la pienezza della vita.

E il cristianesimo ha scavalcato più di duemila anni di storia e di mediocrità

dei propri fedeli perché (pochi) uomini e donne divorati dall’incontro con

Cristo lo hanno reso credibile.

Sì; è possibile incontrare il Cristo.

Interiormente, nella preghiera, nel volto del fratello, per attimi.

Eppure è possibile, nonostante i nostri evidenti limiti.

Gesù è passione infinita, dono totale, pienezza, inquietudine.

Facciamoci bene i conti in tasca, allora, cercatori di Dio, calcoliamo attentamente

su cosa stiamo investendo, cosa ci stimola e ci inquieta, ci distrae e ci smuove.

La proposta del Signore è sconcertante e affascinante e se, dopo più di duemila

anni, milioni di persone oggi la ascolteranno, significa che forse è vero;

solo Dio può colmare la nostra inquietudine, Lui solo può riempire il desiderio

di infinito che abita in ciascuno di noi.

Così facendo la nostra vita, da ora, cambia di prospettiva.

Mettere la ricerca del tutto, la ricerca di Dio al centro della nostra vita, ci fa

diventare persone nuove.

Ne sa qualcosa Filemone, simpatico cristiano delle origini, cui Paolo indirizza

un biglietto di accompagnamento rimandandogli uno schiavo che si era

rifugiato presso l’apostolo.

Paolo invita Filemone ad uscire dalla logica di questo mondo, padrone-schiavo,

per entrare nella logica del Regno, fratello-fratello.

Paolo non lo sa, ma in questo piccolo biglietto pianta il seme che diventerà

l’albero dell’abolizione della schiavitù.

Il Cristo che mantiene ciò che promette, ci conceda, veramente, di avere il

coraggio di lasciare le nostre piccole certezze per affrontare con decisione

l’avventura di seguirlo.

Ecco cosa possiamo fare durante l’anno pastorale che andiamo ad iniziare;

cercheremo Dio.

Non quello piccino delle nostre paure, dei nostri deliri, delle nostre ossessioni.

Quello magnifico, quello che è venuto a spiegarci il Signore Gesù.

Più grande della più grande gioia che siamo in grado di vivere.

Cerchiamo veramente Dio, amici, Santa Domenica Fausto.

venerdì 2 settembre 2022

Il Vangelo del Sabato 3 Settembre 2022

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Soffriamo la fame, la sete, la nudità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (4,6b-15)

Fratelli, imparate [da me e da Apollo] a stare a ciò che è scritto, e non vi

gonfiate d’orgoglio favorendo uno a scapito di un altro.

Chi dunque ti dà questo privilegio?

Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto?

E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come se non l’avessi ricevuto?

Voi siete già sazi, siete già diventati ricchi; senza di noi, siete già diventati re.

Magari foste diventati re!

Così anche noi potremmo regnare con voi.

Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all’ultimo posto, come

condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e

agli uomini.

Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi

onorati, noi disprezzati.

Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi,

andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani.

Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo

diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.

Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli

miei carissimi.

Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti

padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?

Dal Vangelo secondo Luca (6,1-5) anno pari.

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano

e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.

Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».

Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui

e i suoi compagni ebbero fame?

Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai

suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».

E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Per i farisei, l’unico criterio per valutare la fede osservante di una persona è

quello delle cose lecite.

Ci sono della azioni che sono lecite e delle altre che non lo sono; evidentemente,

questo modo di pensare non coincide con la mentalità di Gesù, il quale, viene

invece a presentare loro un volto di Dio, che va oltre questi criteri così ristretti.

Per Gesù, ciò che interessa a Dio non sono le azioni, ma le persone.

Di fronte ad esse, persino un atto apparentemente sbagliato può assumere un

altro significato.

Dunque, il Signore è padrone delle regole e dei precetti e tutti questi, trovano

significato nella sua persona.

Slegati da questo legame, essi diventano soltanto indicazioni asfittiche che, invece

di avvicinarci a Dio e far conoscere il suo amore, ci allontanano inesorabilmente.

Perciò amici, non facciamo i farisei anche noi, ma ascoltiamo o leggiamo la Parola

del Signore ogni giorno, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 1 settembre 2022

Il Vangelo del Venerdì 2 Settembre 2022

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Elpidio, abate.

Prima Lettura

Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (4,1-5)

Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.

Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.

A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale

umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono

consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato.

Il mio giudice è il Signore!

Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà.

Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori;

allora ciascuno riceverà da Dio la lode.

Parola di Dio.

Vangelo

Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.

Dal Vangelo secondo Luca (5,33-39) anno pari.

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni

digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi

invece mangiano e bevono!».

Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo

sposo è con loro?

Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni

digiuneranno».

Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito

nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al

vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo.

E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà

gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti.

Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.

Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio

è gradevole!”».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ci sono delle pratiche molto importanti nell’esercizio della fede.

Proprio come per gli antichi ebrei, anche per noi cristiani il digiuno,

la penitenza e altre opere simili hanno valore indiscusso.

Ma queste pratiche valgono nella misura in cui ci aiutano a vivere la novità

del Vangelo; altrimenti, il rischio è quello di fossilizzare la nostra fede,

lasciando che esse diventino persino più importanti del rapporto con il Signore.

Gesù voleva insegnare ai suoi contemporanei, che c’è qualcosa di più

essenziale di digiunare e di recitare preghiere, ma per comprenderlo era

necessario accogliere la novità che era rappresentata da Lui.

Era necessari, cioè, un profondo cambio di mentalità che permettesse di

comprendere che la presenza di Gesù era l’invito definitivo, che Dio faceva

a ognuno a partecipare alla sua festa di nozze.

Come dire che, se nella preghiera non sento la presenza del Signore, tanto vale pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 31 agosto 2022

Il Vangelo del Giovedì 1 Settembre 2022

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Egidio, Abate.

Prima Lettura

Tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (3,18-23)

Fratelli, nessuno si illuda.

Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per

diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio.

Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia».

E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».

Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo,

Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro!

Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Lasciarono tutto e lo seguirono.

Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11) anno pari.

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola

di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate

alla sponda.

I pescatori erano scesi e lavavano le reti.

Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra.

Sedette e insegnava alle folle dalla barca.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le

vostre reti per la pesca».

Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo

preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».

Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi

si rompevano.

Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli.

Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.

Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo:

«Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore».

Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la

pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo,

che erano soci di Simone.

Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».

E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Fidarsi di Dio può sembrare facile, soprattutto quando tutto va secondo

i nostri desideri o i nostri progetti.

Il punto sta nel fidarsi della sua Parola, quando l’evidenza dei fatti dice

tutto il contrario.

Cosa può avere da insegnare un giovane Rabbino, a un gruppo di pescatori

esperti che fanno questo mestiere da una vita?

Eppure Pietro decide di fidarsi e, contro ogni evidenza, getta la rete secondo

le indicazioni di Gesù.

Qualche volta, quando sentiamo che la nostra fede si affievolisce o che non è più

vigorosa come quella di un tempo, dovremmo ricordare quanto sia importante

compiere questi atti di fede nel Signore.

La vita, del resto, spesso ci pone di fronte a delle situazioni nelle quali

è necessario affidarsi a Lui.

Questo può esserci utile per riscoprire la potenza del Signore, nella nostra

storia, ed io amici ne so qualche cosa.

Per questo vi consiglio sempre di pregare, perché altrimenti da soli non ci riuscite.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 30 agosto 2022

Il Vangelo del Mercoledì 31 Agosto 2022

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

San Raimondo Nonnato, religioso.

Prima Lettura

Noi siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (3,1-9)

Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a esseri spirituali, ma carnali,

come a neonati in Cristo.

Vi ho dato da bere latte, non cibo solido, perché non ne eravate ancora capaci.

E neanche ora lo siete, perché siete ancora carnali.

Dal momento che vi sono tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali

e non vi comportate in maniera umana?

Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo»,

non vi dimostrate semplicemente uomini?

Ma che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo?

Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il

Signore gli ha concesso.

Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere.

Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere.

Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria

ricompensa secondo il proprio lavoro.

Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle

altre città; per questo sono stato mandato.

Dal Vangelo secondo Luca (4,38-44)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone.

La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.

Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò.

E subito si alzò in piedi e li serviva.

Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie

li condussero a lui.

Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.

Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».

Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto.

Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché

non se ne andasse via.

Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno

di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».

E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Una delle attività che tenevano Gesù particolarmente impegnato, secondo la

testimonianza unanime degli evangelisti, era lo scacciare i demòni.

Essi infestavano il cuore-e spesso anche il corpo-dell’uomo, rendendolo schiavo.

Ancora oggi il Signore, continua questa sua attività attraverso la Chiesa,

che ha il compito di far sì che i figli di Dio, rinati nel Battesimo, possano

vivere in quella libertà che Gesù ha pagato con la vita.

Il problema è che spesso siamo noi stessi a metterci nelle mani del demonio;

il peccato, la mentalità del mondo a cui spesso obbediamo e la superstizione,

ci rendono preda del nemico.

Dobbiamo ricordarci che, Gesù ci ha liberati perché lo restassimo davvero;

per questo motivo, tutto ciò che limita questa liberà va eliminata dalla nostra

vita, anche a costo di fare dei sacrifici, chiedendo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.