venerdì 20 maggio 2022

Il Vangelo del Sabato 21 Maggio 2022

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Santi Cristoforo Magallanes e 24 compagni Martiri messicani.

Prima Lettura

Vieni in Macedonia e aiutaci!

Dagli Atti degli Apostoli (16,1-10)

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra.

Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente

e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio.

Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei

che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.

Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli

e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero.

Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero

ogni giorno.

Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo

aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia.

Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù

non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.

Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo

supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!».

Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia,

ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia,

sappiate che prima di voi ha odiato me.

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete

del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del

suo padrone".

Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la

mia parola, osserveranno anche la vostra.

Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono

colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù annuncia ai discepoli una parola chiara e-per certi versi-poco piacevole;

il mondo li odierà proprio perché essi sono suoi amici.

Gesù usa volutamente questo termine, senza attenuare affatto il suo significato;

i discepoli non hanno nemmeno bisogno di parlare o di fare chissà quali azioni;

il mondo sa che essi sono suoi, e con la loro stessa presenza, essi criticano il

modo di pensare e di fare degli uomini lontani da Dio.

Notiamo, però, come questa parola sia molto attuale!

Quante volte, anche oggi, la Chiesa viene criticata ed attaccata con odio!

Quante volte, azioni e simboli cristiani, vengono derisi e messi da parte!

Ma questo non deve spaventarci; anzi, ciò è la garanzia migliore

che siamo di Cristo.

Dunque, ricordiamoci che non possiamo essere cristiani e vivere di

compromessi con il mondo; saremo solo degli ipocriti.

Succede anche a me, amici, di essere attaccato ed anche aspramente perché

parlo del Signore, pazienza, non dobbiamo avere paura, il male verrà

sconfitto, a noi solo il compito di pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 19 maggio 2022

Il Vangelo del Venerdì 20 Maggio 2022

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

San Bernardino da Siena, sacerdote.

Prima Lettura

È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo

al di fuori di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli (15,22-31)

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di

scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba:

Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.

E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli,

ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute!

Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico,

sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi.

Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle

a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato

la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.

Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce,

queste stesse cose.

È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo

al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli,

dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime.

Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».

Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l'assemblea,

consegnarono la lettera.

Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva.

Parola di Dio.

Vangelo

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento:

che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone;

ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto

conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate

e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete

al Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Per essere seguaci di Gesù, non è necessario vantare lauree o studi di chissà

quale approfondimento teologico.

C’è un’unica condizione, che fa davvero la differenza; è il comandamento dell’amore.

Tale comandamento, infatti, ha qualcosa di divino, poiché il Signore, chiede

di amare non in modo qualsiasi, ma di farlo proprio come lo ha fatto Lui.

Ciò significa, in altre parole, dare la vita per gli altri.

Ci sembra che ciò sia impossibile?

Eppure, anche noi siamo stati scelti dal Padre, per essere discepoli di Gesù,

e per mezzo del Battesimo, siamo diventati amici intimi del Maestro; tranne

il fatto che, molti di noi lungo la nostra vita ci siamo persi.

Dunque, anche noi abbiamo la stessa potenzialità d’amore che ha Lui,

il nostro problema è che non la vogliamo adoperare.

Dunque, non sottovalutiamoci, ma esercitiamoci nelle occasioni di tutti i giorni

per perfezionare questa nostra opportunità di amare, aderendo a questo nuovo

comandamento di Gesù, chiedendo aiuto alla preghiera.  

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 18 maggio 2022

Il Vangelo del Giovedì 19 Maggio 2022

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

San Celestino V, eremita e Papa.

Prima Lettura

Ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni

si convertono a Dio.

Dagli Atti degli Apostoli (15,7-21)

In quei giorni, poiché era sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse

loro: «Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto

che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede.

E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo

anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto alcuna discriminazione

tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede.

Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo

che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare?

Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati,

così come loro».

Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano

quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.

Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: «Fratelli,

ascoltatemi.

Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti

un popolo per il suo nome.

Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: "Dopo queste

cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò

le rovine e la rialzerò, perché cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte

le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste

cose, note da sempre".

Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni

si convertono a Dio, ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione

con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue.

Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poiché

viene letto ogni sabato nelle sinagoghe».

Parola di Dio.

Vangelo

Rimanete nel mio amore, perché la vostra gioia sia piena.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-11) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,

anche io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io

ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non è strano che Gesù parli di gioia poche ore prima della sua tragica morte?

Eppure, il Maestro, vuole comunicare ai suoi un insegnamento fondamentale;

quando si rimane in Dio e ci si sforza di fare la sua volontà, tutta la nostra vita

viene avvolta da una gioia che cambia definitivamente il nostro modo di vedere

la vita, le relazioni, le sofferenze e persino la morte.

È questa la gioia di Gesù; è una gioia che non può essere confusa con nessun

altro tipo di sentimento o sensazione simile; non è l’euforia o l’esaltazione, ma

è una consapevolezza profonda che nasce dal sapere, che nulla mai potrà dividerci

da Colui che ci ama infinitamente.

Gesù, del resto, sapeva che nulla avrebbe mai potuto dividerlo dal Padre

e dal suo amore; per questo, anche la sua gioia era piena e duratura.

Perciò, amici, lo può essere anche la nostra se solo lo vogliamo, non è facile,

ma la preghiera ci può dare un grande aiuto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 17 maggio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 18 Maggio 2022

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

San Giovanni I, Papa e martire.

Prima Lettura

Fu stabilito che salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani

per tale questione.

Dagli Atti degli Apostoli (15,1-6)

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai fratelli:

«Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati».

Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro,

fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme

dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia

e la Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia

in tutti i fratelli.

Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli

anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro.

Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti,

affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge

di Mosè».

Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio

è l'agricoltore.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto,

lo pota perché porti più frutto.

Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi.

Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite,

così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non

potete far nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo

raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete

e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate

miei discepoli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Può sembrare strano che Gesù parli ai suoi dicendo che essi devono diventare

suoi discepoli.

Non erano con Lui già da diverso tempo?

E non li aveva chiamati, Lui stesso, apostoli?

Ciò, evidentemente, significa che l’esperienza del discepolato non è mai data

una volta per tutte.

Non basta essersi dichiarati amici di Cristo solo una volta, se poi all’atto pratico,

non facciamo di tutto per restare uniti a Lui, con una vita santa e ricca di amore,

Eppure, quando perseveriamo nella nostra scelta di essere suoi, sappiamo

che il Padre si compiace di noi e viene da noi glorificato.

Allora, portiamo molto frutto e conosciamo una fecondità straordinaria;

è quello che Gesù vuol dire quando ci invita a rimanere in Lui.

Si tratta di un legame profondo ed intimo, che cambia la nostra vita e le dà

un significato tutto nuovo.

Attenzione però, anche gli apostoli hanno dovuto fatica, perciò, non sarà

facile neanche per noi, ma noi, abbiamo la preghiera che ci può aiutare.   

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 16 maggio 2022

Il Vangelo del Martedì 17 Maggio 2022

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

San Pasquale Baylon, Religioso francescano.

Prima Lettura

Riferirono alla Chiesa quello che Dio aveva fatto per mezzo loro.

Dagli Atti degli Apostoli (14,19-28)

In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei,

i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori

della città, credendolo morto.

Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città.

Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.

Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero

considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando

i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché-dicevano-dobbiamo

entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni».

Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere

pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.

Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato

la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove

erano stati affidati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuto.

Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva

fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

Parola di Dio.

Vangelo

Vi do la mia pace.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,27-31a) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace.

Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi".

Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me.

Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di

me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come

il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù non perde la vita; piuttosto la dona di sua spontanea volontà.

Il principe di questo mondo, il diavolo, prepara le sue trame malvagie e, di lì a

poco, il Maestro sarà alla mercè dei suoi nemici, i quali lo manderanno a morte.

Ma Gesù, vuole che i suoi discepoli, sappiano che ciò fa parte della sua offerta

d’amore al Padre.

Nemmeno il demonio può distruggere il valore infinito di questo dono d’amore,

che Cristo fa al Padre, attraverso il suo sacrificio.

L’amore costa, questo forse lo abbiamo sperimentato già tante volte; eppure,

proprio in quel prezzo che dobbiamo pagare, c’è la garanzia che nulla va sprecato

davanti agli occhi di Dio, e anche se ci sembra che stiamo perdendo lo stesso,

in realtà stiamo vincendo con Gesù, e nemmeno il diavolo può impedircelo.

Non è facile, amici, e solo la preghiera ci può aiutare a non andare alla deriva.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 15 maggio 2022

Il Vangelo del Lunedì 16 Maggio 2022

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Sant' Isidoro l'agricoltore, laico.

Prima Lettura

Vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente.

Dagli Atti degli Apostoli (14,5-18)

In quei giorni, a Icònio ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi

di aggredire e lapidare Paolo e Bàrnaba; essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle

città della Licaònia, Listra e Derbe, e nei dintorni, e là andavano evangelizzando.

C'era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non

aveva mai camminato.

Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo

che aveva fede di essere salvato, disse a gran voce: «Àlzati, ritto in piedi!».

Egli balzò in piedi e si mise a camminare.

La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo,

in dialetto licaònio: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!».

E chiamavano Bàrnaba «Zeus» e Paolo «Hermes», perché era lui a parlare.

Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all'ingresso della città, recando

alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla.

Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si

precipitarono tra la folla, gridando: «Uomini, perché fate questo?

Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete

convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare

e tutte le cose che in essi si trovano.

Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro

strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo

piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia

dei vostri cuori».

E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall'offrire loro un sacrificio.

Parola di Dio.

Vangelo

Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,21-26) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti

e li osserva, questi è colui che mi ama.

Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Gli disse Giuda, non l'Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi

manifestarti a noi, e non al mondo?».

Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio

lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate

non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi.

Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi

insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Perché il Signore si è fatto conoscere da noi e non da altri?

Perché mi succede di incontrare persone mille volte migliori di me, che cercano

Dio con passione e non trovano la fede?

Gesù non offre una risposta netta e precisa.

Specifica solo che se abbiamo conosciuto il Padre non è per tenercelo nel cuore,

per nasconderlo in una cassaforte, ma per annunciarlo al mondo.

Siamo chiamati a portare Dio nel mondo con credibilità e passione,

con coerenza e forza.

Poi è nel gioco delle singole libertà accogliere o meno l’annuncio.

E, in questo percorso, non siamo soli, ci accompagna lo Spirito Santo che mette sulle

nostre labbra le parole necessarie, che ci suggerisce, che ci incoraggia.

Non sappiamo perché a noi è dato di fare questa esperienza mentre ad altri sembra

negata; sappiamo che se abbiamo accolto la luce è per metterla sul lucerniere,

non per nasconderla sotto il moggio.

Eccovi la spiegazione amici, del perché, qualche anno fa ho cominciato a scrivere

del Signore e della sua Parola, ma oltre all’aiuto dello Spirito Santo,

mi è servita tanta preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.