mercoledì 11 maggio 2022

Il Vangelo del Giovedì 12 Maggio 2022

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

Santi Nereo e Achilleo, martiri.

Prima Lettura

Dalla discendenza di Davide Dio inviò come salvatore Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (13,13-25)

Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia.

Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme.

Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e,

entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero.

Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire

loro: "Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!".

Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: "Uomini d'Israele e voi timorati

di Dio, ascoltate.

Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante

il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.

Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant'anni nel deserto, distrusse

sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra per

circa quattrocentocinquanta anni.

Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuèle.

Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Sàul, figlio di Chis, della tribù di

Beniamino, per quarant'anni.

E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa

testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore;

egli adempirà tutti i miei voleri".

Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore

per Israele, Gesù.

Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione

a tutto il popolo d'Israele.

Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate!

Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali"".

Parola di Dio.

Vangelo

Chi accoglie colui che manderò, accoglie me.

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20) anno pari.

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: "In verità, in

verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato

è più grande di chi lo ha mandato.

Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.

Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la

Scrittura: "Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno".

Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto,

crediate che Io sono.

In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie

me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù conosce perfettamente quelli che ha scelto, le loro vite, le loro aspirazioni.

Conosce anche le parti più oscure del loro cuore.

Eppure, Gesù li ha scelti.

Questo potrebbe lasciarci perplessi; pur conoscendoli intimamente il Signore

li elegge come apostoli e come futuri capi della sua comunità, la Chiesa.

Il Signore conosce perfettamente anche ciascuno di noi.

Eppure continua a darci fiducia, anche se noi sistematicamente lo tradiamo

attraverso i nostri peccati; ma Lui vuole consegnare anche a ciascuno di noi

un compito nella Chiesa; essere testimoni credibili, perché ci ama e si fida

di noi, ma per non rovinare tutto, chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 10 maggio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 11 Maggio 2022

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

Sant' Ignazio da Laconi, frate cappuccino.

Prima Lettura

Riservate per me Bàrnaba e Sàulo.

Dagli Atti degli Apostoli (12,24-13,5)

In quei giorni, la parola di Dio cresceva e si diffondeva. Bàrnaba e Sàulo

poi, compiuto il loro servizio a Gerusalemme, tornarono prendendo con

sé Giovanni, detto Marco.

C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto

Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode il tetràrca, e Sàulo.

Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo

disse: «Riservate per me Bàrnaba e Sàulo per l'opera alla quale li ho chiamati».

Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.

Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono

per Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle

sinagoghe dei Giudei.

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono venuto nel mondo come luce.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,44-50) anno pari.

In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui

che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato.

Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non

rimanga nelle tenebre.

Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché

non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.

Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che

ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno.

Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha

ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire.

E io so che il suo comandamento è vita eterna.

Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù è il primo autentico testimone del Padre.

Quella Parola che Egli annuncia a noi, l’ha ascoltata e messa in pratica per primo.

Dunque, anche Gesù ha fatto spazio, nella sua esistenza terrena, a quelle

parole di vita eterna che Egli ci ha donato e che ci hanno fatto conoscere

il volto misericordioso del Padre.

Questo ci fa comprendere l’importanza di vivere in prima persona quanto

diciamo di testimoniare agli altri; tanti cristiani ripetono stancamente delle

frasi e degli insegnamenti, dietro ai quali però, si manifesta un vuoto; questo

significa, che al di là di questa facciata non c’è mai stata un’autentica

esperienza di Gesù.

Essi sono rimasti a quanto è stato detto loro di Cristo, ma le loro parole

sono soltanto una scorza vuota, e nulla più.

Invece se veramente crediamo nella Parola del Signore e la meditiamo con

amore, scopriremo il vero volto di Dio, quello che ci ha fatto conoscere Gesù,

per riuscirci bene, chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 9 maggio 2022

Il Vangelo del Martedì 10 Maggio 2022

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

San Cataldo di Rachau, Vescovo.

Prima Lettura

Cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.

Dagli Atti degli Apostoli (11,19-26)

In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata

a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia

e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei.

Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono

a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.

E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si

convertì al Signore.

Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono

Bàrnaba ad Antiòchia.

Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a

restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno

di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.

Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse

ad Antiòchia.

Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente.

Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

Parola di Dio.

Vangelo

Io e il Padre siamo una cosa sola.

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,22-30) anno pari.

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione.

Era inverno.

Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone.

Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai

nell'incertezza?

Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».

Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel

nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me.

Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore.

Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le

strapperà dalla mia mano.

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle

dalla mano del Padre.

Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Perché i Giudei non riescono ad accogliere il fatto che Gesù è il Cristo di Dio?

È Gesù stesso a specificarlo; non vogliono far parte delle pecore, non ascoltano

la sua voce.

La fede non è una scelta fatta davanti a due contendenti, analizzate tutte le

possibilità, ma la scelta fiduciosa di seguire il Maestro.

La fede ha a che fare con la fiducia, col fidarsi, non con il calcolo delle probabilità.

Alcuni Giudei non credono perché cercano delle prove, perché vogliono

essere certi della loro scelta.

Ma una scelta, per quanto ragionevole, porta sempre in sé un margine di

rischio, altrimenti non sarebbe una scelta!

In questo nostro cammino, siamo invitati a riprendere in mano le nostre

convinzioni che ci derivano dall’avere seguito il Signore; affascinati dalle

sue parole, dalla sua visione del mondo e di Dio, ci siamo messi alla sua

sequela, ascoltando la sua voce.

E, facendolo, abbiamo sperimentato qualcosa di straordinario; siamo nelle

mani di Dio e nulla ci può strappare dalla sua mano.

Dio ama ogni uomo, certo, ma accogliere questo amore, farlo nostro,

ci permette di sperimentare l’infinita tenerezza di Dio.

Perciò, amici, fidiamoci del Signore, leggiamo la sua Parola, ogni giorno,

se vogliamo sentire in noi la sua tenerezza, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 8 maggio 2022

Il Vangelo del Lunedì 9 Maggio 2022

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

San Pacomio, Abate.

Prima Lettura

Dio ha concesso anche ai pagani che si convertano perché abbiano la vita.

Dagli Atti degli Apostoli (11,1-18)

In quei giorni, gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere

che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio.

E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano

dicendo: "Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme

con loro!".

Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: "Mi trovavo

in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che

scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi,

e che giunse fino a me.

Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra,

fiere, rettili e uccelli del cielo.

Sentii anche una voce che mi diceva: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!".

Io dissi: "Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai

entrato nella mia bocca".

Nuovamente la voce dal cielo riprese: "Ciò che Dio ha purificato, tu non

chiamarlo profano".

Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo.

Ed ecco, in quell'istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo,

mandati da Cesarèa a cercarmi.

Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare.

Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo.

Egli ci raccontò come avesse visto l'angelo presentarsi in casa sua e dirgli:

"Manda qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose

per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia".

Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro,

come in principio era disceso su di noi.

Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: "Giovanni battezzò

con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo".

Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto

nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?".

All'udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: "Dunque

anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!".

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono la porta delle pecore.

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto

delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.

Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.

Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue

pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.

E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le

pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.

Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché

non conoscono la voce degli estranei».

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono

la porta delle pecore.

Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore

non li hanno ascoltati.

Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà

e troverà pascolo.

Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto

perché abbiano la vita a l'abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quando Dio fa un dono a noi uomini, non sta a contare o a pesare,

né tantomeno a lesinare.

Gesù esprime questo con chiarezza, quando dice di essere venuto a portare

la vita in abbondanza.

Cosa significa ciò?

Vuol dire che Dio ha tanto amato il mondo da donare tutto, ma proprio tutto,

affinchè ciascuno di noi possa sperimentare il suo abbraccio benedicente.

Il Signore Gesù è la dimostrazione definitiva di questo amore da parte sua;

Egli non solo ci ha parlato e si è fatto carne, ma ci ha anche donato la

possibilità di vivere in piena comunione con Dio già da questa vita.

Per tale motivo, è dolce e bello seguire il nostro Pastore e passare attraverso

di Lui; Egli è la porta che ci conduce verso la vita eterna, per capirlo

pienamente, chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 7 maggio 2022

Il Vangelo di Domenica 8 Maggio 2022

 

Della 4° Domenica del Tempo di Pasqua.

Madonna del Rosario di Pompei, Apparizione.

Prima Lettura

Ecco, noi ci rivolgiamo ai pagani.

Dagli Atti degli Apostoli (13,14.43-52)

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia

in Pisìdia, e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero.

Molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi,

intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.

Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore.

Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con

parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo.

Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse

proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non

vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.

Così infatti ci ha ordinato il Signore: "Io ti ho posto per essere luce delle genti,

perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra"».

Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore,

e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.

La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.

Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città

e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono

dal loro territorio.

Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio.

I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

L’Agnello sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita.

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (7,9.14b-17)

Io, Giovanni, vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva

contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti

candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani.

E uno degli anziani disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione

e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide col sangue dell'Agnello.

Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte

nel suo tempio; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura

alcuna, perché l'Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e

li guiderà alle fonti delle acque della vita.

E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

Parola di Dio.

Vangelo

Alle mie pecore io do la vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,27-30) anno C.

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le

conosco ed esse mi seguono.

Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le

strapperà dalla mia mano.

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle

dalla mano del Padre.

Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Come ogni quarta Domenica del tempo Pasquale leggiamo il decimo capitolo

del Vangelo di Giovanni, dedicato alla figura del buon Pastore.

Figura usuale e conosciuta in un paese come la Palestina, dove era abituale

vedere numerosi greggi al pascolo; figura spesso usata nella Bibbia per indicare

il rapporto fra Dio, il pastore, e il popolo di Israele, il gregge.

Una Domenica che abitualmente viene anche dedicata alla preghiera per

i “pastori” della Chiesa, tradizionalmente identificati con il sacerdoti e i vescovi.

Tanti stimoli, insomma, per accogliere ancora in mezzo a noi il Risorto che si

manifesta in molti modi nella nostra vita e in questo tempo complesso.

Ma per capire nel dettaglio quanto il Signore ci vuole suggerire occorre avere

la pazienza di non fermarci agli stereotipi e di lasciare che la Parola riecheggi

e fiorisca in noi.

Cominciando col rappresentare meglio il pastore presente in Giovanni.

Ben diverso da quello di Luca, sinceramente.

Tutti abbiamo in mente la splendida immagine del pastore che lascia le

novantanove pecore nell’ovile per andare a cercare la pecora che si è persa

e, dopo averla trovata, se la carica sulle spalle e la conduce con le altre.

Bene, ora resettate quella immagine.

Perché il pastore di Giovanni è fatto di un’altra pasta.

Non è il buon pastore, è il pastore autentico.

È un vero e proprio combattente che difende le pecore dall’assalto dei lupi

e dall’ignavia dei mercenari.

Molto simile all’eroico adolescente Davide che non aveva paura di cacciare

con la sua fionda il leone e l’orso che assalivano il gregge.

Una sottolineatura che completa quella di Luca.

Gesù è il misericordioso, il compassionevole, rivela il volto tenerissimo di Dio, certo.

Ma è anche determinato, disposto a morire per le proprie pecore, come

abbiamo avuto modo di celebrare nei giorni della Pasqua di resurrezione.

La fede è per i forti, non per i deboli.

È colma di tenerezza, ma anche di pacifica convinzione e determinazione.

Così si presenta il Signore; come un alleato, l’uomo forte che ci difende

dalla disperazione.

E annuncia solennemente come far parte del suo gregge.

Per far parte del suo gregge occorre anzitutto ascoltare la sua voce con

costanza, conoscere e farsi conoscere dal Signore e seguirlo.

In questo tempo pasquale la liturgia pone al centro della nostra riflessione

ancora l’accoglienza della Parola, quella Parola capace di scuotere i cuori dei

rattristati discepoli di Emmaus, quella Parola che, accolta con l’intelligenza

dello Spirito, aiuta a leggere gli eventi della Storia nella logica di Dio.

Parola che va accolta, conosciuta, pregata, vissuta.

Perché quella Parola ci permette di leggere la nostra vita e gli eventi anche

conflittuali e incomprensibili che stiamo vivendo, la violenza, il dominio del

liberismo disumano, l’indifferenza, nella logica di Dio.

Ma questa lettura meditata va fatta con costanza, per imparare a riconoscere la

voce del Signore e va accolta con autenticità, col desiderio profondo di

adeguarsi a quanto dice.

Ascoltare la voce del Signore, seguirne le indicazioni, ci fa prendere

coscienza della vita eterna che è in noi.

La vita eterna, cioè la vita dell’Eterno.

Il gregge è composto da uomini e donne che hanno scoperto la propria anima,

che la custodiscono, che la coltivano.

In questi termini, Dio solo conosce da chi è composto il gregge.

Anche persone che non sentono di appartenere ad una Chiesa, o che vivono

apparentemente lontano da essa, possono coltivare la propria interiorità con

passione e verità, e sentire, forte e tenace, la presa del Signore.

Seguire Cristo significa, ad un certo punto, fare esperienza della radicalità

espressa dal Maestro, un’affermazione piena di impegno; nessuno ci può

rapire dalla sua mano.

Non gli altri con i loro giudizi.

Non la violenza di tutti i terroristi del mondo.

Non la delusione delle nostre vite.

Nemmeno i nostri sbagli e i nostri peccati.

L’amore di Dio è più forte di ogni cosa.

Nulla ci separerà da Lui.

Seguiamo Cristo, il pastore autentico, forte, fidiamoci di Lui, facciamoci condurre.

Da Lui, non da altri. Da Lui, non da altro.

Non dai nostri appetiti, non dalle mode, non dalle paure, non dai sensi di colpa,

non dalla visione sbagliata di noi stessi, non dai limiti, non dalle ombre. Da Lui.

E farlo ci conduce alla conoscenza piena di Dio.

Perché solo Cristo conosce Dio in pienezza.

Allora bisogna essere molto molto chiari; l’unico pastore, nella Chiesa, è Cristo.

E tutte le pecore lo seguono, anche coloro che hanno nella Chiesa dei ministeri,

cioè un servizio per l’utilità comune.

E al nostro prete non chiediamo di essere un super-uomo o una super donna,

degli ipercoerente, ma dei discepoli, anzitutto.

Perché anch’egli possa dire: “Fatevi miei imitatori come io lo sono di Cristo”.

Certo amici, seguiamo il Pastore Gesù Cristo e avremo la vera vita,

Santa Domenica Fausto.