mercoledì 9 marzo 2022

Il Vangelo del Giovedì 10 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Macario di Gerusalemme, vescovo.

Prima Lettura

Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore.

Dal libro di Ester (14,1.3-5.12-14)

In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da

un'angoscia mortale.

Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei

benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe.

Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all'infuori di te,

o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.

Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all'ultimo

tutti coloro che compiono la tua volontà.

Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all'infuori di te.

Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola

opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui.

Volgi il suo cuore all'odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono

d'accordo con lui.

Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in

gioia e le nostre sofferenze in salvezza».

Parola di Dio.

Vangelo

Chiunque chiede, riceve.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,7-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato;

cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.

Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra?

E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe?

Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto

più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro:

questa infatti è la Legge e i Profeti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Vangelo odierno, (come d’altronde faccio anch’io ogni giorno), vuole

inculcarci innanzitutto la perseveranza nella preghiera.

Dobbiamo pregare sempre, senza stancarci mai, nella consapevolezza che tutta

la nostra vita può e deve diventare preghiera, anche quando siamo intenti a

svolgere le nostre diverse attività quotidiane.

Possiamo e dobbiamo chiedere “qualsiasi cosa” al Signore, ma non dobbiamo

mai dimenticare che Egli, sapientemente vuole darci solo “cose buone”, proprio

come farebbe un buon padre terreno, nei confronti dei propri figli.

Ma non sempre siamo in grado di chiedere cose buone, secondo la visione di

Dio e di conseguenza la sua risposta alle nostre preghiere non coincide con le

nostre richieste.

Del resto, il primo motivo della nostra preghiera è sempre quello che Gesù stesso

ci ha suggerito nel “Padre nostro”, che si compia in noi la santissima volontà di Dio.

Lo stesso Gesù, nella sua agonia nel Gestsèmani, così invoca il Padre: “Padre mio,

se è possibile, passi da me questo calice!

Però, non come voglio io, ma come vuoi Tu!”.

Quel “come vuoi Tu”, riferito a Dio, dovrebbe risuonare fiduciosamente, al termine

di ogni nostra richiesta, anche la più urgente; accompagnandola con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 8 marzo 2022

Il Vangelo del Mercoledì 9 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

Santa Francesca Romana, religiosa.

Prima Lettura

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.

Dal libro del profeta Giona (3,1-10)

In quel tempo, fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati,

va' a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico».

Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.

Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino.

Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e

predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».

I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono

il sacco, grandi e piccoli.

Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto,

si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.

Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo

decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non

pascolino, non bevano acqua.

Uomini e animali si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze;

ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle

sue mani.

Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi

non abbiamo a perire!».

Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia,

e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio.

Vangelo

A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.

Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32) anno pari.

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa

generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà

dato alcun segno, se non il segno di Giona.

Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio

dell'uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa

generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della

terra per ascoltare la sapienza di Salomone.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa

generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona

si convertirono.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù accusa i suoi contemporanei di un grave peccato; quello di non aver

voluto riconoscere la grazia che Dio ha donato loro attraverso il Figlio.

Per questo, Gesù, chiama a testimoni persino gli abitanti di Ninive e la regina

del Sud, che andò a cercare la sapienza di Salomone.

Essi, pur essendo pagani, ebbero la capacità di ascoltare la parola di salvezza

e di convertirsi al Dio vivente.

Gli israeliti invece, pur avendo davanti a sé la manifestazione definitiva della

potenza e della grazia dell’Altissimo, non vogliono ascoltare Ges; anzi,

lo provocano chiedendogli un segno.

È evidente che nessun segno avrebbe potuto cambiare le cose, poiché essi,

nel loro cuore, avevano già deciso di rifiutare l’annuncio del Vangelo.

Non facciamo lo stesso errore, amici lettori, accogliamo il Vangelo ogni

giorno e mettiamolo in pratica, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 7 marzo 2022

Il Vangelo del Martedì 8 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Giovanni di Dio, religioso.

Prima Lettura

La mia parola opera ciò che desidero.

Dal libro del profeta Isaia (55,10-11).

Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi

ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola

uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò

che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata».

Parola di Dio.

Vangelo

Voi dunque pregate così.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole

come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole.

Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete

bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo

nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma

liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli

perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre

vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Per pregare, secondo Gesù, non sono necessarie troppe parole né rituali

troppo complicati.

Casomai, vi è un atteggiamento da coltivare, che è la convinzione che Dio

è nostro Padre.

Se Egli è nostro Padre, non può volere che il nostro bene; la nostra felicità

e la nostra realizzazione.

Anche quando ci sembra che certe preghiere tardino a essere esaudite,

dobbiamo sapere che, ciò è dovuto alla condiscendenza amorevole del Padre,

il quale ritiene che per il nostro bene sia meglio così, almeno per ora.

Tenere a mente questa verità, significa diventare persone felici che hanno la

consapevolezza che il Padre si prenda cura, in tutto e per tutto, della nostra vita.

A noi, quindi, non viene chiesto altro che accettare con gratitudine la sua

volontà e pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 6 marzo 2022

Il Vangelo del Lunedì 7 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

Beata Rosa da Viterbo, vergine.

Prima Lettura

Giudica il tuo prossimo con giustizia.

Dal libro del Levìtico (19,1-2.11-18)

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti

dicendo loro: "Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.

Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo.

Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio.

Io sono il Signore.

Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non

tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo.

Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai

il tuo Dio. Io sono il Signore.

Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero

né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia.

Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla

morte del tuo prossimo.

Io sono il Signore.

Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente

il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui.

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo,

ma amerai il tuo prossimo come te stesso.

Io sono il Signore"».

Parola di Dio.

Vangelo

Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,

l'avete fatto a me.

Dal Vangelo secondo Matteo (25,31-46) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà

nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.

Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli.

Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre,

e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del

Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione

del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete

e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito,

malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".

Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato

e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?

Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo

e ti abbiamo vestito?

Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?".

E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno

solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti,

nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto

fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da

bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato

e in carcere e non mi avete visitato".

Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato

o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?".

Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete

fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me".

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Di fronte a Dio, coloro che hanno messo in pratica il comandamento

dell’amore, rimangono quasi stupiti e non riescono a capire dove sia lo

straordinario nelle loro azioni ordinarie.

Essi hanno pieno diritto di entrare nel regno dei cieli, perché la legge

dell’amore è talmente entrata nel loro cuore, che ne hanno fatto una regola

di vita; essi non devono più sforzarsi di scegliere di amare i poveri e gli

ultimi, poiché hanno impostato tutta la loro esistenza su tale modo di essere.

Come sarebbe bello se anche per noi, amare diventasse la cosa più normale

della nostra vita e, non qualcosa di straordinario e di episodico!

Però, per giungere a questo, è necessario un impegno continuo di preghiera,

per far sì che Gesù possa vivere dentro di noi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 5 marzo 2022

Il Vangelo di Domenica 6 Marzo 2022

 

Della 1° Domenica di Quaresima.

Sante Perpetua e Felicita, Martiri.

Prima Lettura

Professione di fede del popolo eletto.

Dal libro del Deuteronòmio (26,4-10)

Mosè parlò al popolo e disse: «Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani

e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste

parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Araméo errante; scese

in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione

grande, forte e numerosa.

Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù.

Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la

nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione;

il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso,

spargendo terrore e operando segni e prodigi.

Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele.

Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”.

Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Professione di fede di chi crede in Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (10,8-13)

Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel

tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo.

Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo

cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.

Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la

professione di fede per avere la salvezza.

Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso.

Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore

di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano.

Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

Dal Vangelo secondo Luca (4,1-13) anno C.

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era

guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo.

Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame.

Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane».

Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"».

Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra

e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata

data e io la do a chi voglio.

Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo».

Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».

Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse:

«Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli

darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti

porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"».

Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».

Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino

al momento fissato.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

No la vita, non è semplice, non scherziamo.

Ai più fortunati può andare abbastanza bene, per gli altri, per la maggioranza,

spesso si rema controcorrente, si aprono sempre scenari di crisi; quando non

è il lavoro è la salute, quando non sono i figli è la fede, oppure, come in questo

periodo è la guerra.

A volte si ha l’impressione di percorrere un sentiero sempre più impervio

e quando si pensa di poter tirare il fiato, ecco che all’orizzonte compare

una nuova difficoltà.

E davanti alle difficoltà siamo chiamati a fare luce, a capire e a combattere.

A superare la tentazione della scorciatoia o della disperazione.

Gesù, solidale con i peccatori, si è messo in fila per ricevere il battesimo.

Ora entra nel deserto, sperimenta ogni sorta di difficoltà che Luca riassume in

tre parabole, tre tentazioni che Gesù affronta prima di iniziare il suo ministero.

È inevitabile combattere.

Gesù ci indica il modo.

E l’orizzonte verso cui muoverci.

Perciò, amici, giù le maschere!

È giunto il tempo di deporre le maschere; quelle di Carnevale e quelle molto

più impegnative che la vita ci ha cucito addosso, quelle che gli altri ci hanno

messo, quelle dietro cui ci rifugiamo per paura delle scelte.

Davanti a Dio, almeno davanti a Lui, possiamo restare nudi senza provare vergogna.

Gesù solidale con l’uomo vuole ripercorrere il sentiero di Israele, sperimenta la

fame, si lascia avvolgere dal silenzio stordente del deserto, si lascia invadere dalla

luce accecante del sole che riflette i colori delle scarne rocce del deserto di Giuda.

Gesù vuole scegliere come annunciare la Parola, come svelare il mistero di Dio,

elabora una strategia, elabora un progetto di evangelizzazione.

Fa strano, a molti, ma è così.

Gesù sceglie di scegliere.

La conoscenza che Gesù ha di Dio è assoluta; è il Verbo di Dio.

Ma, in quanto uomo, cerca nel silenzio una risposta.

Gesù entra nel silenzio del deserto per decidere quale Messia essere.

Noi entriamo nel deserto della Quaresima per chiederci se l’uomo che siamo

è quello che avremmo voluto diventare e, soprattutto, se assomiglia all’uomo,

magnifico, che Dio porta nel cuore.

Gesù ha davanti a sé una strada maestra, consolidata, preparata dai profeti,

lievitata nel cuore di un popolo servo e oppresso da secoli da potenze straniere;

il Messia vittorioso.

Un Messia muscoloso, politico, deciso e condottiero.

La gente si aspettava qualcuno che magicamente risolvesse i problemi, che

punisse i malvagi (sempre gli altri, ovvio) e che ristabilisse un bel governo

come quello del re Davide, magari esentasse, meno rissoso dei politici che

stanno preparandosi a chiedere il nostro voto, forse la primavera prossima.

Il demonio arriva; più suadente e affascinante di tutte le rappresentazioni

grottesche che ne abbiamo fatto.

La sua proposta è semplice, ragionevole, scontata.

Vuoi fare il Messia? Magnifico!

Non esagerare, però; riguardati, affidati a un personal trainer,

cura l’immagine, se non fai lo splendido nessuno ti noterà.

Vuoi condividere in tutto l’umanità, sia.

Ma quando vedi che la fame è troppa ricordati che sei Dio e trasforma

le pietre in pane.

Vuoi fare il Messia? Geniale!

Ti toccherà contattare politici e sacerdoti, ragionare con loro, qualche

compromesso sarà necessario.

Le persone bisogna conoscerle con attenzione.

Vuoi fare il Messia? Notevole!

Qualche bel miracolo, Gesù, qualche segno prodigioso e vedrai che le

folle si strapperanno i capelli per te!

Ha ragione, il demonio.

Cita pure la Parola di Dio, la conosce meglio della maggioranza di noi.

Buffo; non basta conoscere la Bibbia per fare la volontà di Dio.

Gesù replica; no, non farò così.

E ribatte; la vita è sostanza, non immagine.

Andrò al cuore delle persone, sarà il mio amore, attinto dal Padre,

a scavare i solchi nelle anime.

Ho scelto di essere uomo per dimostrare che Dio non è un privilegiato.

Il potere è ambiguo; se da, pretende.

Il potere usa le persone, io sono venuto per servire.

Voglio essere libero di parlare del vero volto di Dio.

Il miracolo è pericoloso; voglio che la gente ami Dio per ciò che Dio è,

non per ciò che dà.

Non presento il volto di un Dio che risolve i problemi, ma che li condivide.

Ecco, Dio ha deciso.

In queste parole l’essenza del suo ministero.

E del suo fallimento.

Gesù sarà un Messia di basso profilo, non userà nessun altro strumento

se non l’amore per convincere, per annunciare, per convertire.

È un rischio enorme, il suo.

Capirà, il popolo? Si accontenterà?

Spalancherà il proprio cuore allo stupore di incontrare un Dio dimesso

e fragile, un Dio adulto?

La sfida è lanciata, il demonio lo lascia.

Tornerà al momento giusto, nel Getsemani, per dimostrare a Gesù che si era

sbagliato, che è stato un illuso, che l’uomo non cambierà mai, non sa che

farsene di un Dio come Lui.

E per convincerlo a non farsi uccidere inutilmente.

E io chi voglio essere; me lo sono chiesto tante colte, amici?

Cosa voglio ancora diventare?

Le tentazioni si moltiplicano, la logica mondana ci assilla; appari, vinci,

usa, abusa, esagera, fregatene, manipola, urla.

E io, chi voglio essere?

Animo amici, cercatori di Dio, domandiamocelo.

C’è un deserto da attraversare.

Lo ha fatto Dio.

Lo possiamo fare anche noi con Lui, solo se lo vogliamo.

Santa 1° Domenica di Quaresima, Fausto.