giovedì 3 marzo 2022

Il Vangelo del Venerdì 4 Marzo 2022

 

Venerdì dopo le Ceneri.

San Casimiro, principe polacco.

Prima Lettura

È forse questo il digiuno che bramo?

Dal libro del profeta Isaìa (58,1-9a)

Così dice il Signore: «Grida a squarciagola, non avere riguardo; alza la voce

come il corno, dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe

i suoi peccati.

Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo

che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi

chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio: "Perché digiunare,

se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?".

Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti

i vostri operai.

Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui.

Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso.

È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica?

Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto,

forse questo vorresti  chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique,

togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?

Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i

miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?

Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto.

Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.

Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!"».

Parola di Dio.

Vangelo

Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,14-15) anno pari.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché

noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo

sposo è con loro?

Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù afferma che quando c’è lo sposo-cioè Lui stesso-non si può digiunare,

così come non si può digiunare quando si va ad un matrimonio.

Comunque, arriverà anche per i discepoli il momento in cui essi dovranno

digiunare, e ciò avverrà quando il Maestro sarà loro sottratto.

Per noi ci sono dei momenti in cui esprimiamo la gioia per la presenza di

Gesù sposo, e dei momenti nei quali, insieme a tutto il corpo mistico di Cristo,

digiuniamo in spirito di mortificazione.

Ma per noi, il digiuno ha anche un ulteriore significato; esso ci dà il senso

dell’attesa, del compimento di qualcosa di cui, adesso, vediamo soltanto

qualche accenno.

Così è per la Quaresima; noi ci uniamo al digiuno di Cristo nel deserto, per poter

poi festeggiare con Lui la festa della Risurrezione.

Il deserto non è facile da digerire, per questo dobbiamo aiutarci con la preghiera,

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 2 marzo 2022

Il Vangelo del Giovedì 3 Marzo 2022

 

Giovedì dopo le Ceneri.

San Tiziano di Brescia, vescovo.

Prima Lettura

Io pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione.

Dal libro del Deuteronòmio (30,15-20)

Mosè parlò al popolo e disse: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il

bene, la morte e il male.

Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per

le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu

viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu

stai per entrare per prenderne possesso.

Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a

prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete,

che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne

possesso, attraversando il Giordano.

Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti

la vita e la morte, la benedizione e la maledizione.

Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore,

tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua

vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha

giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

Parola di Dio.

Vangelo

Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.

Dal Vangelo secondo Luca (9,22-25) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire

molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire

ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso,

prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.

Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita

per causa mia, la salverà.

Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde

o rovina se stesso?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Investire bene, farsi i conti in tasca, capire per cosa vivere e darsi da fare.

Così ha saputo fare Gesù, spendendo la propria vita.

La Croce che sarà al centro della nostra riflessione Quaresimale non è un

orrendo supplizio da cui fuggire, ma la suprema testimonianza di un amore

donato con pienezza.

Il Signore ci chiede di prendere la croce, cioè di assumere uno stile di vita

che si fa dono anche quando fa male donarsi, provoca dolore.

La croce non è mai una prova che Dio ci invia, spesso le croci che portiamo

ce le siamo create, e le levighiamo ogni mattina.

Il dolore è da fuggire, specie quello inutile.

Da abbracciare, invece, è la logica con cui Gesù ha trasformato la croce da

strumento di morte a testimonianza di dono e di vita.

Quello di cui abbiamo anzitutto bisogno è della conversione principale.

Dalla visione solitaria ed egoistica della nostra vita ad una vita come dono di

noi stessi; facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 1 marzo 2022

Il Vangelo del Mercoledì 2 Marzo 2022

 

Mercoledì delle Ceneri.

Sant' Agnese di Boemia, principessa, badessa.

Prima Lettura

Laceratevi il cuore e non le vesti.

Dal libro del profeta Gioele (2,12-18)

Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni,

con pianti e lamenti.

Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio,

perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore,

pronto a ravvedersi riguardo al male».

Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?

Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.

Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate

una riunione sacra.

Radunate il popolo, indite un'assemblea solenne, chiamate i vecchi,

riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera

e la sposa dal suo talamo.

Tra il vestibolo e l'altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore,

e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità

al ludibrio e alla derisione delle genti».

Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov'è il loro Dio?».

Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione

del suo popolo.

Parola di Dio.

Seconda Lettura da vedere se c’è la seconda lettura?

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (5,20-6,2)

Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio

stesso che esorta.

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.

Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore,

perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la

grazia di Dio.

Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della

salvezza ti ho soccorso».

Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Parola di Dio.

Vangelo

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la

vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti

non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come

fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua

destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede

nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli

angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre

tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono

un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando

tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente

non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo,

che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

“Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino;

convertitevi e credete al Vangelo”.

Voleva essere libero, ha abbandonato moglie e due bambini

e s’è messo con una ragazzina.

Voleva essere libera, si sentiva crescere dentro una vita che

la strappava ai suoi progetti e l’ha soppressa.

Voleva essere libero e ha smesso di fare il prete e di legarsi

a un amore impalpabile.

Volevano essere liberi, leggeri, senza stupidi rimorsi, si sono

ubriacati e hanno sfasciato tutto, compresa la loro vita.

Voleva essere libero e ha mandato a casa gli operai per godersi

in pace quello che ha guadagnato, ma ha trovato una giovane

ragazza che, in poco tempo, gli ha mangiato tutti i soldi che

aveva guadagnato, mandandolo a mangiare alla Caritas.

Gesù voleva essere libero e si è ritirato nel deserto; vi rimase

quaranta giorni, tentato da satana.

Voler essere libero è mettersi di fronte a delle scelte, è mettere

sulla bilancia tutta l’esistenza, è rischiare di essere abbagliato

da un inganno, è vedere la vita prendere direzioni diverse, ma

soprattutto, è lasciare alla Parola di Dio, di orientare la nostra

vita al dono radicale di sé.

In molti, crediamo di scegliere la libertà, ma diventiamo schiavi

di noi stessi, spegniamo gli ideali, calpestiamo i nostri sogni e quelli

degli altri, ma soprattutto non ci buttiamo nelle braccia del Padre

come ha fatto Gesù, non sappiamo guardare Dio negli occhi, perché

non ne sosteniamo la verità sulla nostra vita.

Senza tentazioni non si cresce, senza mettere in gioco la nostra libertà

non si diventa cristiani.

Gesù ha imparato ad essere uomo, proprio là, in quel deserto, in quella

solitudine con se stesso; s’è preso in mano la vita e l’ha dedicata tutta

a una passione travolgente; il Regno di Dio.

Il segnale che ha rotto ogni indugio, non è stato la previsione di un successo,

o il calcolo di una strada possibile, ma il martirio e la testimonianza

di una Croce, che diventerà dono della vita per Amore.

Non c’è più tempo da perdere, Dio è impaziente di sprigionare il suo amore,

il suo sogno su di noi tutti si avvera, questo mondo sa troppo di vecchio,

di marcio, di inadatto ai tempi nuovi.

Bisogna cambiare testa, cuore, sentimenti, prospettive, non si può stare

a guardare, la libertà va spesa in questo Vangelo, non nella guerra.

Solo così questa libertà mi interessa!

Ed allora, raggiungiamo Gesù in questi quaranta giorni di deserto, per

diventare persone nuove e piene d’amore, buona Quaresima, Fausto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 28 febbraio 2022

Il Vangelo del Martedì 1 Marzo 2022

 

Della 8° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Albino di Angers, Vescovo.

Prima Lettura

I profeti preannunciavano la grazia a voi destinata; perciò restate

sobri e abbiate speranza.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (1,10-16)

Carissimi, sulla salvezza indagarono e scrutarono i profeti, che preannunciavano

la grazia a voi destinata; essi cercavano di sapere quale momento o quali

circostanze indicasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva

le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che le avrebbero seguite.

A loro fu rivelato che, non per se stessi, ma per voi erano servitori di quelle

cose che ora vi sono annunciate per mezzo di coloro che vi hanno portato il

Vangelo mediante lo Spirito Santo, mandato dal cielo: cose nelle quali gli

angeli desiderano fissare lo sguardo.

Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la

vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà.

Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando

eravate nell'ignoranza, ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi

anche voi in tutta la vostra condotta.

Poiché sta scritto: «Sarete santi, perché io sono santo».

Parola di Dio.

Vangelo

Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzione,

e la vita eterna nel tempo che verrà.

Dal Vangelo secondo Marco (10,28-31) anno pari.

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto

e ti abbiamo seguito».

Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa

o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa

del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case

e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita

eterna nel tempo che verrà.

Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È dura la vita di fede, perché negarlo?

Ne è consapevole Pietro.

Passata l’euforia del primo momento, anch’egli ora sente il peso della

responsabilità, la fatica del quotidiano.

E si chiede: “Ne è valsa la pena?

Se la fede è davvero fuoco che brucia, che fa passare le notti insonni, anche

noi ci chiediamo; ne è valsa la pena?”.

Dio vuole che siamo radicalmente onesti con noi stessi, fino al punto di essere

nudi davanti alla verità.

E ci sono momenti in cui guardiamo ciò che abbiamo lasciato e, come Pietro,

diciamo; abbiamo lasciato tutto.

E Gesù ci invita a guardare la vita in maniera diversa, nuova.

A vedere i tanti fratelli e sorelle e campi e moglie e marito e figli che abbiamo

trovato seguendo il Signore.

Cento volte tanto abbiamo ricevuto, se sappiamo guardare al di là, cento volte tanto.

Oggi ritagliamoci un momento di silenzio e preghiera per guardare con gli

occhi della fede quanto abbiamo ricevuto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 27 febbraio 2022

Il Vangelo del Lunedì 28 Febbraio 2022

 

Della 8° settimana del Tempo Ordinario.

San Romano di Condat, Abate.

Prima Lettura

Voi amate Gesù Cristo, pur senza averlo visto e credete in lui;

perciò esultate di gioia indicibile.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (1,3-9)

Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande

misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti,

per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia

e non marcisce.

Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante

la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.

Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo,

afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più

preziosa dell’oro-destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco-torni a

vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà.

Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui.

Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della

vostra fede: la salvezza delle anime.

Parola di Dio.

Vangelo

Vendi quello che hai e vieni! Seguimi!

Dal Vangelo secondo Marco (10,17-27) anno pari.

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che

cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?».

Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono?

Nessuno è buono, se non Dio solo.

Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non

rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».

Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla

mia giovinezza».

Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti

manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo;

e vieni! Seguimi!».

Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato;

possedeva infatti molti beni.

Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile,

per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».

I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse

loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio!

È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco

entri nel regno di Dio».

Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?».

Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio!

Perché tutto è possibile a Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Signore ama questo giovane con intensità.

Ama la sua franchezza quando, con disarmante ingenuità, confessa di avere

sempre osservato i comandamenti da giovane.

Lo ama perché si pone delle grandi domande, perché non si accontenta della sua vita.

Il Signore ama chi, come lui, percorre una strada, si pone in cammino, desidera

capire, conoscere, condividere.

Lo ama, perciò gli chiede di più, se vuole.

Gli chiede di essere libero fino in fondo, per camminare lietamente,

per non avere distrazioni.

Perché il possesso, il denaro, ci tiene legati, ci impedisce, spesso,

troppo spesso, di capire le sottigliezze dello Spirito.

Lo ama, Gesù.

Ma il giovane fugge.

È troppo quello che gli viene chiesto, ha molte cose da abbandonare, molte

ricchezze, specifica Marco.

Molta paura, aggiungo io.

Anche a noi capita così; a volte preferiamo un presente grigio ma certo, ad un

futuro luminoso, ma incerto.

Certo amici, tante volte è solo la paura che ci frena, ma fortunatamente abbiamo

la preghiera che ci può aiutare a capire.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 26 febbraio 2022

Il Vangelo di Domenica 27 Febbraio 2022

 

Della 8° Domenica del Tempo Ordinario.

San Gabriele dell'Addolorata, Religioso.

Prima Lettura

Non lodare nessuno prima che abbia parlato.

Dal libro del Siràcide (27,5-8)

Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando un uomo discute,

ne appaiono i difetti.

I vasi del ceramista li mette a prova la fornace, così il modo di ragionare

è il banco di prova per un uomo.

Il frutto dimostra come è coltivato l'albero, così la parola rivela i pensieri

del cuore.

Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova

degli uomini.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Ci ha dato la vittoria per mezzo di Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (15,54-58)

Fratelli, quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità

e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della

Scrittura: "La morte è stata inghiottita nella vittoria.

Dov'è, o morte, la tua vittoria?

Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?".

Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge.

Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore

nostro Gesù Cristo!

Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo

sempre più nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è

vana nel Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

Dal Vangelo secondo Luca (6,39-45) anno C.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: "Può forse

un cieco guidare un altro cieco?

Non cadranno tutti e due in un fosso?

Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato,

sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi

della trave che è nel tuo occhio?

Come puoi dire al tuo fratello: "Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che

è nel tuo occhio", mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio?

Ipocrita!

Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la

pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.

Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero

cattivo che produca un frutto buono.

Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli

spini, né si vendemmia uva da un rovo.

L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo

dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che

dal cuore sovrabbonda".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere

la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello

Gesù ci propone oggi un Vangelo piuttosto ostico, con il desiderio-da parte

sua-di lasciare che le beatitudini dirigano la nostra vita.

Vi ricordo, però, questo dato fondamentale della vita cristiana; la vita morale

è conseguenza di un incontro, non uno sterile moralismo, la legge di Dio,

ricorda san Paolo è opera del Signore, non fatica vana come l’obbedire

esternamente ad una norma.

È un pò come quando vedo i ragazzi che si prendono una cotta; la prima

cosa che salta agli occhi è che si curano di più, si tengono in ordine,

diventano improvvisamente puntuali; perché innamorati.

Gesù ci chiede di essere misericordiosi perché il Padre è misericordioso;

il nostro agire è conseguenza dell’incontro che abbiamo avuto con Dio.

Il peccato, dunque, è l’agire morale.

E subito, sicuramente, ci vengono in mente le grandi tragedie della vita,

gli omicidi, le stragi, le aberrazioni di cui veniamo a conoscenza.

Bhé, visto tutto ciò che capita nel mondo noi non siamo poi così tanto male!

Non uccidiamo, non rubiamo (nel senso di rapina a mano armata, ma se

capita di grattare senza troppi danni qualche soldino) quindi siamo a posto.

Invece la Scrittura ci invita a leggere la nostra vita puntando in alto, di non

paragonarci a chi si comporta peggio, trovandoci passabili, ma confrontandoci

col sogno di Dio su di noi.

Dio ci vede come dei capolavori, dei pezzi unici, come dei figli.

Vuole che-come aquile-voliamo in alto, e invece noi sembriamo dei paperi

che guardano con sufficienza le galline.

Gesù è chiaro; non guardare alla pagliuzza nell’occhio del fratello tu che hai

un trave nell’occhio.

Quant’è vero!

Quanta fatica faccio a riconoscere i miei sbagli!

Quanto sono pronto a giustificarli, ad attenuarli!

Con me sono comprensivo e benevolo, con gli errori degli altri sono spietato

e giudico con durezza eccessiva.

Esagero? Ascoltatevi!

Ascoltiamoci quando si tratta di parlare di un’altra persona, dei miei vicini,

dell’amministratore del mio condominio.

Siamo sempre troppo adolescenti, intenti a proteggerci per paura che qualcuno

ci ferisca, sempre troppo concentrati a far apparire il meglio di noi per paura

che gli altri non vedano il peggio.

Liberi, amici, liberi!

Siamo aquile fatte per volare, sbattete le ali!

Dio ci dona ali di aquila per accogliere ciò che siamo con verità, per imparare

ad amarci e ad amare gli altri con semplicità, per sapere che siamo capolavori in

costruzione e durante i lavori in corso uno sopporta un pò di polvere e di rumore.

Impariamo a vedere noi stessi e gli altri così come Dio ci vede.

Non si tratta allora di non giudicare le situazioni, di non esprimere pareri, no.

Ma di cambiare il criterio di riferimento, di vedere le cose con lo sguardo pieno

di speranza del Padre che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi.

E’ una vera conversione quella che Gesù chiede, un cambiare del tutto

l’atteggiamento, un guardare in modo diverso.

Siamo tutti peccatori, siamo tutti figli; non abbiamo bisogno, come i bambini

dell’asilo, di fare bella figura davanti alla maestra; un padre e una madre

conoscono i difetti dei propri figli e amorevolmente li accettano e

cercano-insieme-di migliorarli.

Gesù ci invita a guardare i fatti, non i sogni; dai frutti si vedono gli alberi.

Frutto buono-albero buono, semplice, no?

È vero!

Può essere un’idea interrogarsi sulla propria vita, sulle cose che crediamo

importanti, sulle nostre scelte; che frutti danno?

Siamo sereni, pieni di vita, capaci di affrontare le avversità?

Buon segno, abbiamo messo il Vangelo al centro.

Ma se-invece-il lavoro sempre più ingombrante, l’ansia del benessere o la

voglia di apparire vi danno inquietudine, interrogatevi ed abbiate l’umiltà

della retromarcia.

In settimana cominciamo la Quaresima; perché non fare la “penitenza” di

entrare in questa logica, perché non vedere il lato luminoso della vita degli

altri, invece di vedere sempre l’aspetto negativo?

Varrebbe più di mille Venerdì di magro e dell’obolo per le missioni (fatelo

comunque, ma col cuore!).

Proviamoci, amici, forse possiamo essere più sereni, perciò, facciamo pulizia

nei nostri occhi, Santa Domenica, Fausto.