mercoledì 19 gennaio 2022

Il Vangelo del Giovedì 20 Gennaio 2022

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

San Fabiano, papa e martire; San Sebastiano, martire.

Prima Lettura

Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

Dal primo libro di Samuele (18,6-9:19,1-7)

In quei giorni, mentre Davide tornava dall'uccisione del Filisteo, uscirono le

donne da tutte le città d'Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul,

accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri.

Le donne cantavano danzando e dicevano: "Ha ucciso Saul i suoi mille

e Davide i suoi diecimila".

Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: "Hanno

dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille.

Non gli manca altro che il regno".

Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide.

Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai suoi ministri di voler uccidere Davide.

Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide.

Giònata informò Davide dicendo: "Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

Sta' in guardia domani, sta' al riparo e nasconditi.

Io uscirò e starò al fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e parlerò

in tuo favore a mio padre.

Ciò che vedrò te lo farò sapere".

Giònata parlò dunque a Saul, suo padre, in favore di Davide e gli disse: "Non

pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non ha peccato contro di

te, che anzi ha fatto cose belle per te.

Egli ha esposto la vita, quando abbatté il Filisteo, e il Signore ha concesso

una grande salvezza a tutto Israele.

Hai visto e hai gioito.

Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?".

Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò: "Per la vita del Signore, non morirà!".

Giònata chiamò Davide e gli riferì questo colloquio.

Poi Giònata introdusse presso Saul Davide, che rimase alla sua presenza come prima.

Parola di Dio.

Vangelo

Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!».

Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Dal Vangelo secondo Marco (3,7-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì

molta folla dalla Galilea.

Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle

parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.

Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della

folla, perché non lo schiacciassero.

Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano

su di lui per toccarlo.

Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e

gridavano: "Tu sei il Figlio di Dio!".

Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Signore ci chiede di tenergli pronta una barca, per evitare che la folla lo schiacci.

La sua fama si è diffusa e, nonostante la crescente tensione dei farisei nei suoi

confronti, Gesù continua ad annunciare il Vangelo della salvezza e della liberazione.

Anche oggi è così; quando sentiamo una buona notizia corriamo ad ascoltare

chi ce ne parla nella speranza di farci guarire nel profondo.

Noi, suoi discepoli, siamo chiamati a mettere la barca della nostra vita a

disposizione del Signore.

Poco importa se la userà o se resteremo in attesa; Egli sa che può fare di

noi ciò che vuole, il Signore ha bisogno di noi, servi inutili, anche solo per

avere spazio in mezzo alla folla.

Siamo collaboratori di Dio, nel nostro piccolo, il Signore ci rende discepoli e

apostoli, ci usa come strumento per la sua gloria, per l’annuncio della sua salvezza.

È Lui che opera in noi, è Lui che raggiunge i cuori attraverso la nostra disponibilità

e l’amore che siamo chiamati a dare è lo stesso che abbiamo ricevuto

abbondantemente incontrando il Signore.

Ancora oggi milioni di uomini e donne cercano salvezza, senza sapere a chi rivolgersi.

Mettiamo a disposizione del Signore la barca della nostra vita, casomai ne avesse

bisogno, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 18 gennaio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 19 Gennaio 2022

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni di Ravenna, vescovo.

Prima Lettura

Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra.

Dal primo libro di Samuele (17,32-33.37.40-51)

In quei giorni, Davide disse a Saul: "Nessuno si perda d'animo a causa di costui.

Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo".

Saul rispose a Davide: "Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere

con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua adolescenza".

Davide aggiunse: "Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle

unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo".

Saul rispose a Davide: "Ebbene va' e il Signore sia con te".

Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente

e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la

fionda e si avvicinò al Filisteo.

Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo

scudiero lo precedeva.

Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché

era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto.

Il Filisteo disse a Davide: "Sono io forse un cane, perché tu venga a me

con un bastone?".

E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi.

Poi il Filisteo disse a Davide: "Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli

del cielo e alle bestie selvatiche".

Davide rispose al Filisteo: "Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta.

Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che

tu hai sfidato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani.

Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli

uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele.

Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o

della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani".

Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a

prendere posizione in fretta contro il Filisteo.

Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda

e colpì il Filisteo in fronte.

La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.

Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra,

colpì il Filisteo e l'uccise, benché Davide non avesse spada.

Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo

uccise, poi con quella gli tagliò la testa.

I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.

Parola di Dio.

Vangelo

E' lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?

Dal Vangelo secondo Marco (3,1-6) anno pari.

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga.

Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo

guariva in giorno di sabato, per accusarlo.

Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: "Àlzati, vieni qui in mezzo!".

Poi domandò loro: "È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male,

salvare una vita o ucciderla?".

Ma essi tacevano.

E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro

cuori, disse all'uomo: "Tendi la mano!".

Egli la tese e la sua mano fu guarita.

E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui

per farlo morire.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La fine della prima parte del Vangelo di Marco è carica di drammaticità,

è un epilogo pieno di tensione e di violenza.

I farisei hanno lungamente osservato l’opera di questo rabbino improvvisato,

hanno prima mormorato, poi obiettato, ora agiscono per fermarlo.

La differenza fra il loro modo di concepire la religione e quello di Gesù

è ben sintetizzata dal drammatico racconto di oggi; per i farisei al centro

della fede c’è il rispetto della norma.

Per Gesù, invece, in mezzo c’è l’uomo paralizzato.

Dio pone al centro della sua azione il bene degli uomini, questo è lo

straordinario messaggio della Parola di Dio.

Alcuni uomini che pensano di parlare in nome di Dio, invece, mettono al

centro lo sforzo che l’uomo fa per piacere a Dio.

La differenza è incolmabile, segna una svolta, cambia la prospettiva.

La norma slitta al secondo posto, prima c’è la felicità dell’uomo nella

pienezza di Dio.

Gesù mette al centro l’uomo che soffre, adegua la norma, sana e santa,

come il rispetto del riposo sabbatico, al caso concreto.

Dio è felice se l’uomo si ricorda di essere figlio e dedica una giornata

al riposo e alla festa.

Ma è ancora più felice se nel giorno della festa l’uomo viene restituito alla

sua integrità fisica e morale, attraverso i Sacramenti e alla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 17 gennaio 2022

Il Vangelo del Martedì 18 Gennaio 2022

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Margherita d’Ungheria, vergine.

Prima Lettura

Samuele unse Davide in mezzo ai suoi fratelli, e lo Spirito del

Signore irruppe su di lui.

Dal primo libro di Samuele (16,1-13a)

In quei giorni, il Signore disse a Samuèle: "Fino a quando piangerai su Saul,

mentre io l'ho ripudiato perché non regni su Israele?

Riempi d'olio il tuo corno e parti.

Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re".

Samuèle rispose: "Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà".

Il Signore soggiunse: "Prenderai con te una giovenca e dirai: "Sono venuto

per sacrificare al Signore".

Inviterai quindi Iesse al sacrificio.

Allora io ti farò conoscere quello che dovrai fare e ungerai per me colui che io ti dirò".

Samuèle fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme;

gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: "È pacifica

la tua venuta?". Rispose: "È pacifica.

Sono venuto per sacrificare al Signore.

Santificatevi, poi venite con me al sacrificio".

Fece santificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio.

Quando furono entrati, egli vide Eliàb e disse: "Certo, davanti al Signore sta

il suo consacrato!".

Il Signore replicò a Samuèle: "Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura.

Io l'ho scartato, perché non conta quel che vede l'uomo: infatti l'uomo vede

l'apparenza, ma il Signore vede il cuore".

Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a Samuèle, ma questi disse: "Nemmeno

costui il Signore ha scelto".

Iesse fece passare Sammà e quegli disse: "Nemmeno costui il Signore ha scelto".

Iesse fece passare davanti a Samuèle i suoi sette figli e Samuèle ripeté a

Iesse: "Il Signore non ha scelto nessuno di questi".

Samuèle chiese a Iesse: "Sono qui tutti i giovani?".

Rispose Iesse: "Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge".

Samuèle disse a Iesse: "Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola

prima che egli sia venuto qui".

Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.

Disse il Signore: "Àlzati e ungilo: è lui!".

Samuèle prese il corno dell'olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito

del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

Parola di Dio.

Vangelo

Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!

Dal Vangelo secondo Marco (2,23-28) anno pari.

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli,

mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.

I farisei gli dicevano: "Guarda!

Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?".

Ed egli rispose loro: "Non avete mai letto quello che fece Davide quando

si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame?

Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani

dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche

ai suoi compagni!".

E diceva loro: "Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!

Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non è lecito, è proibito, è vietato.

Quante volte confondiamo la fede con il rispetto scrupoloso di infinite norme

attribuite a Dio!

Come se credere, in fondo, coincidesse col comportarsi bene, da bravi ragazzi,

irreprensibilmente.

Certo; quando incontriamo Dio la nostra vita si trasforma, si trasfigura, acquista

una nuova dimensione ed è difficile credere senza che la fede cambi di

conseguenza il nostro comportamento.

Ma, sinceramente, fra noi cattolici vedo molto più diffuso il rischio del

giudizio impietoso, dello scrupolo, della riduzione della fede a etica

piuttosto che a motore del cambiamento.

Gesù è accusato di trasgredire le regole.

E Gesù, che ben conosce la Scrittura e la Legge, fatta per gli uomini, per donare

loro libertà, non certo per opprimerli!, replica ai devoti scandalizzati citando un

noto episodio di trasgressione compiuto dal re Davide col beneplacito dei

sacerdoti del tempo.

Come a dire; una norma va sempre letta nel suo contesto, soprattutto una norma

rituale, salvaguardando il principio, ma cogliendone le eccezioni.

No, Gesù non fonda un movimento anarchico, ma riconduce all’essenziale le

norme attribuite a Dio, relativizzandole all’Assoluto.

Impariamo da Lui a vivere da figli e non da contabili, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 16 gennaio 2022

Il Vangelo del Lunedì 17 Gennaio 2022

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Antonio, Abate.

Prima Lettura

L’obbedire è meglio del sacrificio.

Perché hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re.

Dal primo libro di Samuele (15,16-23)

In quei giorni, Samuèle disse a Saul: "Lascia che ti annunci ciò che il Signore

mi ha detto questa notte".

E Saul gli disse: "Parla!". Samuèle continuò: "Non sei tu capo delle tribù

d'Israele, benché piccolo ai tuoi stessi occhi?

Il Signore non ti ha forse unto re d'Israele?

Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva detto: "Va', vota allo

sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finché non li avrai distrutti".

Perché dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al

bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore?".

Saul insisté con Samuèle: "Ma io ho obbedito alla parola del Signore, ho fatto

la spedizione che il Signore mi ha ordinato, ho condotto Agag, re di Amalèk,

e ho sterminato gli Amaleciti.

Il popolo poi ha preso dal bottino bestiame minuto e grosso, primizie di ciò

che è votato allo sterminio, per sacrificare al Signore, tuo Dio, a Gàlgala".

Samuèle esclamò: "Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto

l'obbedienza alla voce del Signore?

Ecco, obbedire è meglio del sacrificio, essere docili è meglio del grasso degli arieti.

Sì, peccato di divinazione è la ribellione, e colpa e terafìm l'ostinazione.

Poiché hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re".

Parola di Dio.

Vangelo

Lo sposo è con loro.

Dal Vangelo secondo Marco (2,18-22) anno pari.

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno.

Vennero da Gesù e gli dissero: "Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli

dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?".

Gesù disse loro: "Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo

sposo è con loro?

Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.

Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel

giorno, digiuneranno.

Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo

nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore.

E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri,

e si perdono vino e otri.

Ma vino nuovo in otri nuovi!".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non è più il tempo del digiuno come per i discepoli del Battista; ormai lo

sposo è arrivato.

Gesù invita l’uditorio a cogliere la radicale differenza fra lui e Giovanni;

questi è stato inviato a preparargli la strada.

Perciò Giovanni vive nell’ascesi e nella penitenza, secondo il tradizionale

modello del profeta biblico ma quello stile, ora, va superato, perché è il

tempo della gioia e della festa.

Lo sposo è con noi, non dobbiamo digiunare se non per ricordarci che

Egli è il per sempre presente!

Anche noi rischiamo di fare come i contemporanei di Gesù; leggere

l’evento nuovo del Vangelo con categorie vecchie, cercando di

ricomprenderlo entro schemi predefiniti.

Non è così; la novità portata da Gesù è talmente assoluta che ogni schema, ogni

categoria, ogni pre-comprensione esplode sotto la potente spinta dell’annuncio.

A volte anche le nostre categorie religiose, sane e sante, rischiano di ingabbiare

la dinamica evangelica, di ricondurre l’inaudito di Dio entro rassicuranti confini

a noi più congeniali.

Accogliamo lo sposo, oggi, facciamo festa nel cuore all’inizio di questa settimana

e scopriamo quali possono essere gli atteggiamenti più idonei per manifestare

l’inaudito di Dio con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 15 gennaio 2022

Il Vangelo di Domenica 16 Gennaio 2022

 

Della 2° Domenica del Tempo Ordinario.

San Marcellino 1°, Papa.

Prima Lettura

Gioirà lo sposo per la sposa.

Dal libro del profeta Isaia (62,1-5)

Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò

riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non

risplenda come lampada.

Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata

con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà.

Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella

palma del tuo Dio.

Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata,

ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà

in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo.

Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come

gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

L’unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12,4-11)

Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi

ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo

è Dio, che opera tutto in tutti.

A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene

comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di

sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza;

a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle

guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia;

a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue;

a un altro l'interpretazione delle lingue.

Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole

a ciascuno come vuole.

Parola di Dio.

Vangelo

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni (2,1-11) anno C.

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.

Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino".

E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me?

Non è ancora giunta la mia ora".

Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".

Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti

ciascuna da ottanta a centoventi litri.

E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le anfore"; e le riempirono fino all'orlo.

Disse loro di nuovo: "Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto".

Ed essi gliene portarono.

Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto-il

quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano

preso l'acqua-chiamò lo sposo e gli disse: "Tutti mettono in tavola il vino

buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono.

Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora".

Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù;

egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L'incontro con Dio è una festa ben riuscita.

Una festa in cui sentiamo la gioia dilagare e riempire ogni singola fibra del

nostro corpo; perché siamo attorniati dai nostri amici, perché siamo

innamorati, perché tutto ci sorride.

Ma esiste anche una visione oscura della fede e di Dio, che sostituisce alla

gioia il dovere, che scivola nell'obbligo del precetto, che occhieggia ai sensi

di colpa e fa del peccato il metro di giudizio di una vita.

Così si era ridotta l'esperienza di Israele, la sposa.

Così, spesso, abbiamo ridotto la Chiesa, la sposa.

Perciò Giovanni inizia il primo dei suoi sette miracoli con un matrimonio.

Perciò dice che quello fu il segno numero uno, il principale.

Perciò leggiamo questa pagina all’inizio dell’anno; per riscoprire che credere è gioire.

Quello che Giovanni racconta è il più strano dei matrimoni; manca del tutto

la sposa, lo sposo è coinvolto solo per ricevere i complimenti dal sommelier per

una cosa che, in teoria, non lo riguarda e per cui non ha fatto assolutamente nulla.

A margine notiamo la scortesia di Gesù verso sua madre, che non chiama per

nome e che compare solo qui e sotto la croce e, ciliegina sulla torta, l’assurda

presenza di giare di pietra da cento litri per la purificazione nella casa in cui si

festeggia; cosa semplicemente illogica ed impossibile.

Le giare in pietra c’erano, certo, ma nel cortile del Tempio a Gerusalemme,

certamente, non a Cana.

Sono tutti indizi che ci aiutano a capire che Giovanni, al solito, sta giocando

a nascondino con noi.

Osiamo, allora.

Il matrimonio fra Israele e il suo Dio langue, è come quelle giare; impietrito

e imperfetto (sono sei le giare; sette-numero della perfezione-meno una); la

religiosità di Israele è stanca e annacquata, non dona più gioia, non è più festa.

Il popolo vive una fede molto simile alla nostra religiosità contemporanea,

stanca e distratta, travolta dalle contraddizioni e dalla quotidianità, ancora di

più ora che il virus ci crea molti problemi; (o ce li vogliono creare chi, invece,

dovrebbero risolverli).

Nemmeno il capo del banchetto, i responsabili della vita religiosa dell’epoca,

i sacerdoti, si accorgono della mancanza della gioia.

Maria, la prima tra i discepoli, se ne accorge, e invita Gesù a intervenire.

I servi fedeli, figura centrale del racconto, sono coloro che tengono in piedi il

matrimonio fra Israele e Dio, coloro che-con fatica e senza capire-obbediscono,

che perseverano, che non mollano.

Ancora non lo sanno, ma il loro gesto fedele porterà frutto e rianimerà la festa.

Quando continuiamo a credere, ad appartenere alla Chiesa nonostante i suoi

evidenti limiti, quando non molliamo nelle nostre tristi periferie e ci raduniamo

per pregare, per parlare di Cristo, per annunciare la Parola, stiamo riempiendo

le giare.

La nostra fedeltà è necessaria al miracolo del vino nuovo!

È Gesù, lo sposo dell’umanità, che trasforma l’acqua dell’abitudine nel vino

della passione, è Lui che riceve i complimenti da noi discepoli ubriacati

dall’ebbrezza della Parola.

È Maria che si accorge della mancanza del vino.

È sempre lei che, discretamente, vede che non c’è più gioia nella nostra vita.

E interviene.

Gesù ascolta la sua richiesta e le risponde malamente (all’apparenza): “Donna,

che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”.

Che rispostaccia! Che maleducato!

No, Maria ha capto benissimo cosa sta dicendo suo figlio.

Gesù sta dicendo alla madre: “Io sono un perfetto sconosciuto, il falegname di

Nazareth, tuo figlio.

Se intervengo ora, madre, mi allontanerò per sempre da te, tu per me sarai una

delle tante donne che incontrerò”.

E Maria accetta.

E dice ai servi, e a noi: “Fate quello che vi dirà”.

Quanto è difficile tagliare il cordone ombelicale che ci lega ai figli!

Quanto più duro deve essere stato, per Maria, rinunciare ad avere Dio per

casa per donarlo (davvero!) al mondo.

Maria bene-ama suo figlio e lo lascia andare.

Scomparirà, Maria, nel Vangelo di Giovanni, per riapparire, ancora e solo

donna sotto la croce.

Per tornare a diventare madre, ma di tutti i discepoli, questa volta.

E l’ultima sua parola è un invito a seguire il figlio.

Così è la fede, amici; un matrimonio in cui il vino non viene mai a mancare,

un incontro che, sempre, suscita gioia e passione.

Se, invece, la fede, per voi, è noiosa e siete cristiani solo per dovere,

piacevole come andare dal dentista, delle due cose l’una; o state vivendo un

faticosissimo momento, e allora chiedete al Signore di trasformare l’acqua

in vino e dimorate nella fedeltà, come i servi, o proprio non siete presenti

al banchetto nuziale.

Così inizia l’anno nuovo, con semplicità e stupore.

Qualunque cosa accadrà, quest’anno è l’anno in cui vogliamo dare al Signore

la nostra fedeltà imperfetta, la nostra vita pietrificata, per vederla trasformare

nel vino nuovo del Regno.

Ed allora, amici, andiamo con gioia al banchetto di nozze, che è la Santa Messa,

con gioia e sorriso sulle labbra, per incontrare lo Sposo, Gesù,

Santa Domenica delle nozze, Fausto.